Leopardus braccatus

Gatto del Pantanal
Un gatto del Pantanal nel Pantanal brasiliano
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
RamoBilateria
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseMammalia
SottoclasseTheria
InfraclasseEutheria
OrdineCarnivora
FamigliaFelidae
SottofamigliaFelinae
GenereLeopardus
SpecieL. braccatus
Sinonimi

Felis braccata Cope, 1889
Lynchailurus braccatus
Leopardus colocolo braccatus

Areale

Il gatto del Pantanal (Leopardus braccatus (Cope, 1889)) è un piccolo felino diffuso nelle savane e in altri ambienti aperti della regione centrale del Sudamerica. Il suo areale si estende dalla parte sud-occidentale dello stato brasiliano del Piauí, attraverso il Cerrado, fino al Pantanal, comprendendo anche le zone del Paraguay a est del Río Paraguay, le pianure del dipartimento boliviano di Beni e la Provincia di Formosa nel nord dell'Argentina.[1]

Prende il suo nome comune dal Pantanal, la vasta distesa di zone umide del Sudamerica centrale, dove abita prevalentemente praterie, boscaglie, savane e foreste decidue.[2]

Descrizione

Il gatto del Pantanal è un felino di medie dimensioni, con una lunghezza testa-corpo di 52–56 cm e una coda di 23–33 cm. È pertanto più piccolo del gatto delle pampas (Leopardus pajeros), suo parente stretto.[2] Presenta grosso modo le dimensioni di un gatto domestico.[3]

Ha una colorazione di base marrone chiaro sul dorso, leggermente più scura lungo la cresta spinale, con i fianchi contrassegnati da linee oblique indistinte di un marrone leggermente più scuro. Queste linee sono più evidenti nei giovani e svaniscono negli adulti. Sul muso vi sono due linee scure trasversali attraverso ogni guancia. Le orecchie sono rossastre alla base, bianco-crema sul retro e bordate sul margine da una fascia nera. La gola, di colore biancastro, sfuma nell'aranciato sui fianchi e sulla pancia. Sono presenti alcune rosette marrone scuro sui fianchi e delle strisce dello stesso colore sulle zampe, tra gomito e polso. La mandibola e l'area sotto il naso sono bianche o marrone chiaro. I piedi sono nerastri; la coda è uniformemente brunastra e priva di anelli, con la punta nera.[2][1]

Esistono anche esemplari melanici, completamente neri. In natura si conosce una sola segnalazione di un esemplare melanico, proveniente dal Brasile, ma questo fenomeno è stato osservato più volte in cattività.[4]

Distribuzione e habitat

Il gatto del Pantanal è presente, dal livello del mare fino a 2000 m, nelle regioni sud-occidentali del Brasile e in Paraguay.[4][5] Più in dettaglio, il suo areale comprende anche le zone del Paraguay a est del Río Paraguay, le pianure del dipartimento boliviano di Beni e la Provincia di Formosa nel nord dell'Argentina.[1]

Abita prevalentemente praterie aperte, boscaglie, savane e foreste decidue.[2] Dal momento che è stato segnalato anche in zone agricole, è probabile che presenti almeno un certo livello di tolleranza verso le zone disturbate dall'uomo.[6]

Comportamento

Il gatto del Pantanal è un felino diurno e solitario. Abita in ambienti aperti e si nutre principalmente di piccoli mammiferi quali le cavie, roditori, uccelli terricoli, piccole lucertole e serpenti. I suoi home range misurano da 3 a 37 km².[4]

Ibridazione

In Brasile sono stati segnalati ibridi di gatto del Pantanal e gatto tigre del sud.[7] Nel Brasile centrale il gatto del Pantanal e il gatto tigre settentrionale (Leopardus tigrinus) possono inoltre incrociarsi, dando vita a ibridi.[7]

Tassonomia

La specie venne descritta scientificamente per la prima volta dallo scienziato americano Edward Drinker Cope, poco prima della sua morte, con il nome di Felis braccata.[8]

Per molto tempo è stato considerato una sottospecie del gatto delle pampas. La zoologa spagnola Rosa García-Perea, nel 1994, a causa di diversità nella colorazione della pelliccia e nell'aspetto e nelle misure di alcune caratteristiche del cranio, classificò questo felino come specie a sé, suddividendo il gatto delle pampas in tre specie (Lynchailurus braccatus, L. colocolo e L. pajeros) assegnate al genere Lynchailurus, introdotto dal naturalista russo Nikolai Severtzov.[2]

Nel 1999, effettuando uno studio di biologia molecolare sui piccoli felini del Sudamerica, Johnson e i suoi colleghi non riuscirono a trovare una motivazione valida per la ripartizione in tre specie: riscontrarono l'esistenza di gruppi che mostravano relazioni più strette tra i felini in stretta vicinanza geografica, ma questi non coincidevano con le tre specie descritte dalla García-Perea.[7] Tuttavia, la validità di tali ricerche genetiche venne messa in discussione.[4]

Tale classificazione tripartita venne adottata anche dal celebre Mammal Species of the World, pubblicato nel 2005, dove le tre specie venivano collocate nel genere Leopardus. In quella sede, oltre alla forma nominale, veniva indicata anche la sottospecie Leopardus braccata munoai dell'Uruguay e del Brasile meridionale, attualmente considerata una specie indipendente.[9]

Su Handbook of the Mammals of the World, il cui volume sull'ordine Carnivora venne pubblicato nel 2009, Leopardus braccatus venne nuovamente classificato come una sottospecie del gatto delle pampas. Altri studiosi lo hanno considerato come «una probabile specie distinta».[10]

Anche il team di studiosi del Cat Specialist Group della IUCN considerava L. c. braccatus una sottospecie del gatto delle pampas.[11][12] La pubblicazione, nel 2017, di uno studio esaustivo sulla classificazione dei Felidi da parte dello stesso Cat Specialist Group ha però sottolineato che alcune sottospecie del gatto delle pampas potrebbero ricevere lo status di specie a sé a seguito di indagini future.[13]

In una revisione del gruppo dei gatti delle pampas pubblicata nel giugno 2020, lo stato di specie a sé è stato infine confermato dopo la scoperta di cinque cladi distinti che differiscono tra loro per morfologia del cranio, colore del mantello e genoma, nonché per la distribuzione geografica.[1]

Note

  1. 1 2 3 4 Fabio Oliveira do Nascimento, Jilong Cheng e Anderson Feijò, Taxonomic revision of the pampas cat Leopardus colocola complex (Carnivora: Felidae): an integrative approach, in Zoological Journal of the Linnean Society, vol. 191, n. 2, febbraio 2021, pp. 575-611, DOI:10.1093/zoolinnean/zlaa043.
  2. 1 2 3 4 5 Rosa García-Perea, The Pampas Cat Group (Genus Lynchailurus Severtzov, 1858) (Carnivora: Felidae), a Systematic and Biogeographic Review, in American Museum Novitates, n. 3096, 1994, pp. 1-36.
  3. ↑ M. E. Sunquist e F. C. Sunquist, Pampas cat Oncifelis colocolo (Molina, 1782), in Wild Cats of the World, Chicago, University of Chicago Press, 2002, pp. 200-204.
  4. 1 2 3 4 A. L. Barstow e D. M. Leslie, Leopardus braccatus (Carnivora: Felidae) (PDF), in Mammalian Species, vol. 44, n. 1, 2012, pp. 16-25, DOI:10.1644/891.1.
  5. ↑ J. A. Díaz Luque, V. Beraud, P. J. Torres, F. P. Kacoliris, G. Daniele, R. B. Wallace e I. Berkunsky (2012), First record of pantanal cat, Leopardus colocolo braccatus, in Bolivia, in Mastozoología neotropical 19(2): 299–301.
  6. ↑ M. Araujo Bagno, Notes on the natural history and conservation status of pampas cat, Oncifelis colocolo, in the Brazilian Cerrado, in Mammalia, vol. 68, n. 1, 2004, pp. 75-79, DOI:10.1515/mamm.2004.011.
  7. 1 2 3 W. E. Johnson et al., Disparate phylogeographic patterns of molecular genetic variation in four closely related South American small cat species, in Molecular Ecology, vol. 8, S1, 1999, pp. S79-S94, DOI:10.1046/j.1365-294X.1999.00796.x.
  8. ↑ Edward Drinker Cope (1889): On the Mammalia obtained by the naturalist exploring expedition to southern Brazil. The American Naturalist 23: 128–150.
  9. ↑ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Leopardus braccatus, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  10. ↑ M. E. Sunquist e F. C. Sunquist, Colocolo (Leopardus colocolo), in D. E. Wilson e R. A. Mittermeier (a cura di), Handbook of the Mammals of the World Vol. 1, Barcellona, Lynx Edicions, 2009, p. 146, ISBN 978-84-96553-49-1.
  11. ↑ Pampas cat, su CatSG.
  12. ↑ (EN) Lucherini, M., Eizirik, E., de Oliveira, T., Pereira, J. & Williams, R.S.R. (2016), Leopardus colocolo, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  13. ↑ A. C. Kitchener et al., A revised taxonomy of the Felidae: The final report of the Cat Classification Task Force of the IUCN Cat Specialist Group, in Cat News, Special Issue 11, 2017.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni