Lepidolopha

Lepidolopha
Immagine di Lepidolopha mancante
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùAnthemideae
cladeAsian-southern African grade
SottotribùArtemisiinae
Genere Lepidolopha
C.Winkler, 1894
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùAnthemideae
Genere Lepidolopha
Specie

Lepidolopha C.Winkler, 1894 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Anthemideae (Asian-southern African grade) e sottotribù Artemisiinae.[1][2][3]

Etimologia

Il nome del genere è formato da due parole greche: "lepis" (= possedere piccole scaglie) e "lophos" (= cresta).[4][5]

Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Constantin Georg Alexander Winkler (1848-1900) nella pubblicazione "Trudy Imperatorskago S.-Peterburgskago Botaniceskago Sada. Acta Horti Petropolitani. St. Petersburg" (Trudy Imp. S.-Peterburgsk. Bot. Sada 13: 236) del 1894.[6]

Descrizione

Portamento. Le specie di questa genere sono subarbusti. L'indumento consiste in brevi peli medifissi.[3][7][8][9][10][11]

Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa. Alla base i fusti sono legnosi.

Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alterno (talvolta sono raccolte alla base dei fusti in modo fascicolato o tipo brachiblasto) con lamina intera o tri-lobata.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da capolini o solitari o raccolti in modo corimboso lasso o denso. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino terminale brevemente o lungamente peduncolato di tipo discoide. I capolini sono formati da un involucro, con forme da cilindriche a obconiche, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio (qui assenti) e fiori del disco. Le brattee, piatte e a consistenza erbacea, sono disposte in modo più o meno embricato su più serie (da 4 a 7). Il ricettacolo, da piatto a emisferico, è sprovvisto di pagliette avvolgenti la base dei fiori. Le brattee al margine sono strettamente scariose e colorate di chiaro.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

  • fiori del raggio (esterni): sono assenti.
  • fiori del disco (centrali): sono più numerosi con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi fertili.
*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[12]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: (solamente fiori del disco) la forma è tubulare bruscamente divaricata in 5 lobi; i lobi, patenti o eretti, hanno una forma deltata o più o meno lanceolata; il colore in genere è giallo.
  • Androceo: l'androceo è formato da 5 stami (alternati ai lobi della corolla) sorretti da filamenti generalmente liberi e sottili; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo. Le antere possono essere sia di tipo basifissa che medifissa (ossia attaccate al filamento per la base – nel primo caso; oppure in un punto intermedio – nel secondo caso).[13] Questa caratteristica ha valore tassonomico in quanto distingue i generi gli uni dagli altri. Normalmente le antere variano da ottuse (arrotondate) a leggermente appuntite alla base (o anche caudate); in alcune specie le appendici sono triangolari, lineari o ellittiche. Il tessuto endoteciale (rivestimento interno dell'antera) non è polarizzato. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è più o meno echinato (con punte sporgenti).
  • Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo (il recettore del polline) è profondamente bifido (con due stigmi divergenti) e con le linee stigmatiche marginali separate o contigue. I due bracci dello stilo hanno una forma troncata e possono essere papillosi o ricoperti da ciuffi di peli.

Frutti. I frutti sono degli acheni senza pappo. Gli acheni hanno una forma obconica con sezioni cilindriche con 5 - 10 coste longitudinali; l'apice in genere è arrotondato con una corona di 8 - 10 scaglie a forma lineare-ellittica. Il pericarpo è glabro senza cellule mucillaginifere e sacche di resina.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).[8][9]
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

Le specie di questo genere sono distribuite in Asia centrale.[2]

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23 000 specie distribuite su 1 535 generi,[12] oppure 22 750 specie e 1 530 generi secondo altre fonti[14] (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1 679 generi).[15] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][10][11]

Filogenesi

Il gruppo di questa voce è descritto nella tribù Anthemideae, una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae). In base alle ultime ricerche nella tribù sono stati individuati (provvisoriamente) 4 principali lignaggi (o cladi): "Southern hemisphere grade", "Asian-southern African grade", "Eurasian grade" e "Mediterranean clade". Il genere Lepidolopha (insieme alla sottotribù Artemisiinae) è incluso nel clade Asian-southern African grade.[3].

Da un punto di vista filogenetico il genere Lepidolopha occupa, nell'ambito della sottotribù, una posizione basale insieme ai generi Artemisiella , Brachanthemum, Hippolytia, Hulteniella, Leucanthemella e Nipponanthemum . In particolare questo genere è "fratello" del resto delle Artemisiinae (è cioè "basale" a tutto il gruppo).[3] In tassonomie precedenti il genere di questa voce era descritto all'interno del "Handelia Group".[11]

I caratteri distintivi del genere sono:[11]

  • le sinflorescenze sono varie (capolini solitari o disposti in lassi o densi corimbi).
  • la forma dell'involucro varia da cilindrica a conica.
  • le brattee involucrali sono disposte su 4 - 7 righe.

Il numero cromosomico delle specie di questo genere è: 2n = 12 e 16.[11]

Specie

Questo genere comprende 8 specie:[2]

  • Lepidolopha fedtschenkoana Knorring
  • Lepidolopha gomolitzkii Kovalevsk. & Safral.
  • Lepidolopha karatavica Pavlov
  • Lepidolopha komarowii C.Winkl.
  • Lepidolopha krascheninnikovii Czil. ex Kovalevsk. & Safral.
  • Lepidolopha mogoltavica (Krasch.) Krasch.
  • Lepidolopha nuratavica Krasch.
  • Lepidolopha talassica Kovalevsk. & Safral.

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 3 World Checklist, su Royal Botanic Gardens Kew. URL consultato l'11 agosto 2024.
  3. 1 2 3 4 Oberprieler et al. 2022.
  4. ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato l'11 agosto 2024.
  5. ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato l'11 agosto 2024.
  6. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato l'11 agosto 2024.
  7. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  8. 1 2 Strasburger 2007, pag. 860.
  9. 1 2 Judd 2007, pag. 517.
  10. 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 644.
  11. 1 2 3 4 5 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 363.
  12. 1 2 Judd 2007, pag. 520.
  13. ↑ Musmarra 1996.
  14. ↑ Strasburger 2007, pag. 858.
  15. ↑ World Checklist, su Royal Botanic Gardens Kew. URL consultato il 18 aprile 2021.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

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