Liqoqo

Liqoqo
StatoeSwatini (bandiera) Swaziland
TipoConsiglio consultivo tradizionale
Soppresso1986
daMswati III
SedeMbabane

Il Liqoqo era un consiglio tradizionale in Swaziland che storicamente fungeva da organo consultivo supremo del regno. Era composto da principi, capi e consiglieri reali di alto rango ed era responsabile della custodia del diritto consuetudinario, della sovranità e della regalità swazi.

Nel 1982 fu rinominato Consiglio Supremo di Stato, abbandonando il nome di Consiglio Nazionale Swazi. Il re Mswati III lo sciolse nel 1986.[1]

Storia

Il consiglio trae le sue origini dalle strutture consultive istituite dai precedenti re swazi.[2] Dopo la morte del re Mswati II nel 1868, il Liqoqo esercitò l'autorità e scelse Sisile 'LaMgangeni' Khumalo come Ndlovukati.[3] Durante l'era del re Bhunu, il Liqoqo riuscì temporaneamente a proibire la vendita di liquori europei nello Swaziland attraverso il primo ministro Tikuba Magongo.[4]

All'inizio degli anni '60, si oppose alle riforme costituzionali per l'indipendenza proposte dal Regno Unito in Swaziland, sostenendo che l'introduzione di istituzioni legislative elettive minava il governo consuetudinario e l'autorità reale dello Swaziland.[5] La Costituzione del 1968 dello Swaziland riconosceva formalmente il Liqoqo nell'articolo 144(1) come un consiglio in parte eletto dal Consiglio nazionale swazi, in parte selezionato dal re e in parte nominato secondo la consuetudine, con sia il re che la Ndlovukati che ne facevano parte.[6]

Il Liqoqo fu infine sciolto dal re Mswati III nel 1986, come parte degli sforzi per consolidare l'autorità reale e sostituito con il Liqoqo King's Advisory Council.[7]

Note

  1. ↑ (EN) eSwatini profile, in BBC News, 9 luglio 2011. URL consultato il 1º aprile 2026.
  2. ↑ Matsebula, J.S.M. (1988). History of Eswatini. Longman. 3rd edition. ISBN 9780582031678
  3. ↑ Gillis D, Hugh. The Kingdom of Swaziland: Studies in Political History (PDF), Greenwood Press. Page 26. ISBN 0313306702
  4. ↑ Matsebula, J.S.M. (1988). pp.153
  5. ↑ History of the Country, su eswatini-embassy.eu. URL consultato il 1º aprile 2026.
  6. ↑ Joseph R. A. Ayee, A note on the machinery of government during the Sobhuza II era in Swaziland, in Research Review, collana New Series, vol. 5, n. 1, Institute of African Studies, University of Ghana, 1989, pp. 54–68, ISSN 0855-4412. URL consultato il 16 gennaio 2026.
  7. ↑ Governance of the Kingdom of Eswatini, su High Commission of the Kingdom of Eswatini in Kuala Lumpur, Government of the Kingdom of Eswatini. URL consultato il 26 gennaio 2026.

Voci correlate