Lloyd Italiano

Lloyd Italiano
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StatoItalia (bandiera) Italia
Fondazione1904 a Genova
Fondata daErasmo Piaggio
Chiusura1918
Sede principaleGenova
SettoreTrasporto
ProdottiTrasporti marittimi

Il Lloyd Italiano fu una compagnia di navigazione italiana fondata a Genova nel 1904 da Erasmo Piaggio. Divenuta rapidamente una delle principali compagnie italiane nel traffico passeggeri transatlantico, passò gradualmente sotto il controllo della Navigazione Generale Italiana, dalla quale fu infine assorbito nel 1918.

Storia

Origini e primi anni (1904 - 1910)

Il Principessa Jolanda sullo scalo di Riva Trigoso, prima del catastrofico varo.

Erasmo Piaggio era stato dal 1894 al 1903 amministratore delegato e direttore generale della società Navigazione Generale Italiana, costituita nel 1881 dalla fusione delle flotte Rubattino e Florio e rinforzatasi con l'assorbimento delle flotte Raggio e Piaggio nel 1885[1][2]. Interessato anche nella cantieristica (aveva fondato nel 1889 la Società Esercizio Bacini, per la gestione dei bacini di carenaggio di Genova, e tramite questa era stato promotore nel 1898 della costruzione del Cantiere di Riva Trigoso[1]), Piaggio lasciò nell'ottobre 1903 le sue cariche nella N.G.I. per via di contrasti con Ignazio Florio Jr. e altri membri del consiglio di amministrazione[3][4].

Nel novembre 1904 Piaggio, insieme ad altri esponenti di spicco del capitalismo genovese, diede vita a una nuova compagnia di navigazione, il Lloyd Italiano[5]. Il capitale sociale era di 12 000 000 di Lire, suddiviso in 60 000 azioni da 200 Lire; Piaggio assunse la carica di amministratore delegato[5]. Il piano di sviluppo della compagnia prevedeva la messa in esercizio di tre diverse tipologie di piroscafi: quattro sarebbero stati da destinare prevalentemente al trasporto di emigranti, due sarebbero stati di maggiori dimensioni e caratterizzati da sistemazioni di lusso, mentre gli ultimi due sarebbero stati di classe intermedia[6][7]. I primi quattro piroscafi furono ordinati al cantiere navale di Riva Trigoso, come già ricordato sotto il controllo di Piaggio, ed entrarono in servizio tra il 1905 ed il 1906, venendo impiegati sia sulla linea tra Genova e New York che su quella per Buenos Aires[6][7]. Battezzati con i nomi di quattro Stati federati americani (Florida, Indiana, Luisiana e Virginia), avevano una stazza lorda di circa 5 000 tonnellate e potevano trasportare una ventina di passeggeri in cabina e circa 1 600 emigranti[6][7]. I due piroscafi di classe intermedia furono invece acquistati mentre erano in costruzione sugli scali di cantieri britannici, dove erano stati impostati per conto di altri armatori[6][7]. Rinominati Mendoza e Cordova, entrarono in servizio rispettivamente nel novembre 1905 e nel giugno 1906 sulla linea per il Rio de la Plata[6][7].

Nel 1906 le sei navi del Lloyd Italiano effettuarono un totale di 29 viaggi, trasportando 18 412 passeggeri verso Brasile e Argentina e 20 365 verso gli Stati Uniti d'America; la compagnia si poneva quindi al terzo posto in Italia nel trasporto passeggeri transatlantico, dietro alla Navigazione Generale Italiana e al Norddeutscher Lloyd[8]. La rapida crescita della compagnia fu malvista dalla N.G.I., che tentò di assumerne il controllo raccogliendo sul mercato circa 25 000 azioni del Lloyd[8]. Nell'ottobre 1907 il Lloyd Italiano decise un aumento di capitale di 8 000 000 di Lire, emettendo 40 000 nuove azioni, allo scopo di completare il programma di sviluppo della flotta con la costruzione dei due piroscafi maggiori di lusso; la N.G.I. acquistò la quasi totalità delle nuove azioni, direttamente e tramite le controllate La Veloce e Società Italia, assumendo così il controllo della maggioranza del Lloyd Italiano[7][8]. I due piroscafi disponevano di sistemazioni di grande lusso per 330 passeggeri in cabina e spazi per 1 200 migranti; con una stazza di poco superiore alle 9 000 tonnellate, erano al momento della costruzione le due unità più grandi costruite da un cantiere italiano[8][9]. Il varo del primo dei due piroscafi, il Principessa Jolanda, tenutosi il 22 settembre 1907, si risolse però in disastro: appena sceso in acqua, il piroscafo si inclinò per via del cedimento dell'avanscalo, non recuperando più un assetto dritto per via di un'errata distribuzione dei pesi; nonostante i tentativi di recupero il piroscafo si inabissò, risultando perduto[8][9]. Il gemello Principessa Mafalda fu invece varato con successo il 22 ottobre dell'anno seguente, entrando in servizio sulla linea per l'Argentina il 30 marzo 1909[8][9].

Il Florida in bacino dopo la collisione con il Republic.

Il 23 gennaio 1909 il Florida speronò il piroscafo della White Star Line RMS Republic a 70 miglia circa da Nantucket, in condizioni di forte nebbia[9][10]. Il piroscafo del Lloyd ebbe la prua squarciata ma riuscì a raggiungere New York con mezzi propri, mentre il piroscafo britannico, danneggiato sotto la linea di galleggiamento, fu preso al traino ma naufragò durante il tragitto[9][10]. Nella collisione ci furono cinque vittime, tre sul Florida e due sul Republic; l'incidente fu il primo nel quale fu dimostrata l'importanza dei sistemi di radio-telegrafia, impiegati sul Republic per chiedere soccorso[9][10]. Il Florida fu riparato e riprese in seguito servizio[9][10].

Controllo diretto della N.G.I. (1910 - 1918)

Nell'aprile 1909 Erasmo Piaggio presentò, su richiesta del Governo, un progetto per la riorganizzazione dei servizi sovvenzionati dallo Stato, che la Navigazione Generale Italiana aveva dichiarato non essere più di proprio interesse[11]. Secondo il progetto presentato da Piaggio, il Lloyd Italiano si sarebbe visto assegnare i servizi passeggeri e merci sovvenzionati per 25 anni, a fronte di un contributo statale annuo di 17 220 000 Lire; la flotta della compagnia sarebbe stata portata a ottanta piroscafi, buona parte dei quali uscenti dalla N.G.I. dopo la rinuncia di quest'ultima all'esercizio dei servizi sovvenzionati, mentre il controllo del Lloyd sarebbe tornato a Piaggio[11]. Il progetto tuttavia non fu approvato in parlamento, anche per via dell'influenza esercitata dalla N.G.I.; in conseguenza di questo avvenimento, Piaggio lasciò le sue cariche nel Lloyd Italiano a marzo 1910 e la N.G.I. nominò un nuovo consiglio di amministrazione, interamente sotto il suo controllo[1][9][11].

Nel luglio 1911 furono ceduti alla Ligure Brasiliana il Florida e il Virginia, ribattezzati rispettivamente Cavour e Garibaldi; a gennaio dell'anno seguente fu invece acquisito dalla Società Italia il piroscafo misto da 8 298 tonnellate di stazza lorda Taormina, che fu impiegato sulla linea per New York[9][12]. Durante la guerra italo-turca il Mendoza, il Cordova e il Taormina effettuarono diversi viaggi come trasporti truppe, rientrando poi in servizio regolare transatlantico[12]. Dal novembre 1912 la compagnia avviò, in collaborazione con La Veloce, la N.G.I. e la società Italia una linea diretta per il Brasile, alla quale fu adibito il Cordova, ribattezzato per l'occasione Rio de Janeiro; l'iniziativa ebbe però vita breve e nei primi mesi del 1913 fu sospesa, con il Cordova che riprese il suo vecchio nome[12]. Nel gennaio 1914 il Mendoza, ribattezzato Caserta, fu spostato dalla linea per il Plata a quella per New York[9][12]. Nel 1914, nonostante la contrazione dei traffici transatlantici dovuta allo scoppio della prima guerra mondiale, le navi del Lloyd Italiano effettuarono dodici viaggi per il Brasile e l'Argentina e diciotto per New York[12]. Il Principessa Mafalda, normalmente impegnato sulla linea per il Rio de la Plata, fu impegnato a settembre 1914 in un viaggio straordinario per New York per rimpatriare circa quattrocento cittadini statunitensi[13].

Con l'entrata in guerra dell'Italia nel maggio 1915, i sei piroscafi del Lloyd Italiano furono tutti requisiti e impiegati principalmente come trasporti truppe[9][13]. Il Principessa Mafalda fu invece fermato nell'Arsenale di Taranto e utilizzato come alloggio per gli ufficiali, mentre il Cordova funse da nave ospedale nel 1916 e 1917[9][13]. Il 6 febbraio 1917 il Luisiana si incagliò nei pressi di Almeria, venendo abbandonato; il Cordova fu invece affondato da un sommergibile il 4 luglio 1918 presso Capo dell'Armi[13]. Al termine della guerra, la flotta del Lloyd Italiano si trovò quindi ridotta a soli quattro piroscafi; non essendo più economicamente conveniente una gestione separata della compagnia dalla N.G.I., nel maggio 1918 le assemblee straordinarie delle due compagnie decretarono la liquidazione del Lloyd Italiano e la sua fusione con la N.G.I., che assunse la ragione sociale di Navigazione Generale Italiana Flotte Riunite Florio, Rubattino e Lloyd Italiano[9][14].

Livrea

I fumaioli dei piroscafi del Lloyd Italiano erano di colore giallo chiaro, con una fascia nera all'estremità e una seconda, più stretta, poco più in basso[6].

Flotta

La tabella seguente presenta in ordine cronologico le navi che prestarono servizio per il Lloyd Italiano. Salvo ove diversamente indicato, tutti i dati per ciascuna nave sono tratti dalla fonte indicata nella colonna "Nome".

Classe Nome Tipo Anno di costruzione Stazza lorda
(tsl)
Passeggeri Velocità (nodi) Anni di servizio per il Lloyd Italiano Note
Florida Florida[6][7] piroscafi misti 1905 5 156 1600 13 1905 - 1911 Venduto alla Ligure Brasiliana
Indiana[6][7] 4 996 1905 - 1918 Ceduto alla N.G.I.
Luisiana[6][7] 1906 4 993 1906 - 1917 Incagliato presso Almeria e abbandonato
Virginia[6][7] 5 185 1906 - 1911 Venduto alla Ligure Brasiliana
- Mendoza[6][7] piroscafo misto 1905 6 847 1 600 14 1905 - 1918 Dal 1914 Caserta, ceduto alla N.G.I.
- Cordova piroscafo misto 1906 4 933 1 520 14 1906 - 1918 Affondato da un sommergibile il 4 luglio 1918
Principessa Jolanda Principessa Mafalda[8][9] piroscafo misto 1909 9 210 1 550 18 1909 - 1918 Ceduto alla N.G.I.
- Taormina piroscafo misto 1908 8 298 1912 - 1918 Ceduto alla N.G.I.

Note

  1. 1 2 3 Tolaini.
  2. ↑ Ogliari Vol. III, p. 823.
  3. ↑ Ogliari Vol. III, p. 853.
  4. ↑ Eliseo, Piccione, p. 35.
  5. 1 2 Ogliari Vol. IV, p. 1307.
  6. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Ogliari Vol. IV, pp. 1308-1309.
  7. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Eliseo, Piccione, p. 45.
  8. 1 2 3 4 5 6 7 Ogliari Vol. IV, p. 1311-1312.
  9. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 Eliseo, Piccione, p. 46.
  10. 1 2 3 4 Ogliari Vol. IV, p. 1313-1314.
  11. 1 2 3 Ogliari Vol. IV, p. 1315-1318.
  12. 1 2 3 4 5 Ogliari Vol. IV, p. 1319.
  13. 1 2 3 4 Ogliari Vol. IV, pp. 1320-1321.
  14. ↑ Ogliari Vol. IV, p. 1322.

Bibliografia

  • Roberto Tolaini, Piaggio, Erasmo, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 83, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2015.
  • Maurizio Eliseo e Paolo Piccione, Transatlantici - Storia delle grandi navi passeggeri italiane, Genova, Tormena Editore, 2001, ISBN 88-8480-001-3.
  • Francesco Ogliari e Lamberto Radogna, Trasporti marittimi di linea, volume terzo - La Navigazione Generale Italiana - Le sue eredi, le minori, Milano, Cavallotti Editori, 1977.
  • Francesco Ogliari e Lamberto Radogna, Trasporti marittimi di linea, volume quarto - Dal clipper a elica al "Conte di Savoia", Milano, Cavallotti Editori, 1984, SBN CFI0060875.

Collegamenti esterni

  • Lloyd Italiano, su theshipslist.com (archiviato dall'url originale il 16 maggio 2008).