Magdalenenberg

Magdalenenberg
Il Magdalenenberg visto da sud
CiviltàCeltica (cultura di Hallstatt)
UtilizzoTumulo funerario
EpocaPrima età del ferro, 616 a.C.
Localizzazione
StatoGermania (bandiera) Germania
CircondarioVillingen-Schwenningen
Altitudine711 m s.l.m.
Dimensioni
Altezza10-12 m (oggi circa 8 m)
Larghezza104 m (diametro)
Volume33.000 m³
Scavi
Date scavi1890; 1970-1973
ArcheologoKonrad Spindler
Amministrazione
EnteFranziskanermuseum, Villingen
Mappa di localizzazione
Map
Il Magdalenenberg visto da sud

Il Magdalenenberg è un tumulo dell'età del ferro situato presso la città di Villingen-Schwenningen, nel Baden-Württemberg, in Germania. Con un volume di 33.000 metri cubi è considerato il più grande tumulo del periodo di Hallstatt dell'Europa centrale.

Storia

Il Magdalenenberg

La tomba centrale, in cui fu sepolto un principe celtico (Keltenfürst), è stata datata per via dendrocronologica al 616 a.C. Il tumulo, ancora oggi nettamente stagliato nel paesaggio, aveva in origine un'altezza di 10-12 metri (oggi circa 8) e un diametro di 104 metri. Poco si sa delle genti che lo eressero, e la ricerca attuale è concentrata sull'individuazione del loro insediamento.[1] Nei decenni successivi alla morte del principe, attorno alla tomba centrale furono disposte in modo concentrico altre 126 sepolture. Intorno al 500 a.C. la tomba fu saccheggiata da predoni, le cui vanghe di legno sono state in seguito rinvenute dagli archeologi.

La camera funeraria lignea centrale esposta al Franziskanermuseum

Durante il Medioevo e la prima età moderna il Magdalenenberg era ancora percepito come un punto di riferimento importante, benché se ne fosse persa la memoria della funzione originaria. Negli anni 1640, quando Villingen fu attraversata da una serie di processi per stregoneria, diverse donne confessarono sotto tortura di avere danzato con il diavolo sulla sommità della collina.

L'interesse degli archeologi per il sito risale già agli anni 1880. Nel 1890 una squadra guidata dal funzionario forestale Hubert Ganter scavò un pozzo a cono dalla cima della collina fino alla tomba centrale, nell'aspettativa di trovarvi tesori nascosti. A causa dell'antico saccheggio, tuttavia, emersero solo pochi reperti, tra cui parti di un carro di legno, le ossa del principe e lo scheletro di un giovane maiale.

Tra il 1970 e il 1973 l'archeologo Konrad Spindler condusse una nuova indagine scientifica, rivolta non più alla sola tomba centrale ma anche alle sepolture circostanti. Scavando l'intera collina fu possibile esplorare tutte le 127 tombe e riportare alla luce reperti come pugnali in bronzo, punte di lancia, un gancio di cintura iberico e una pregiata collana d'ambra. Alcuni di questi oggetti attestano contatti commerciali con l'area del Mediterraneo e con la regione delle Alpi orientali, altri offrono rari spunti sui riti funerari celtici. Sono oggi esposti al Franziskanermuseum (museo francescano) di Villingen, insieme alla camera funeraria lignea del principe, uno dei più grandi oggetti in legno dell'epoca conservati in un museo.

Dal settembre 2014 un sentiero escursionistico chiamato Keltenpfad ("sentiero dei Celti") collega il Magdalenenberg al Franziskanermuseum. Lungo il percorso alcuni pannelli illustrano la storia e l'importanza del sito; nell'ambito del progetto sono stati anche ricostruiti nella loro posizione storica alcuni dei pali di legno.

Possibile funzione di calendario

Dal 2011 il Magdalenenberg ha attirato una rinnovata attenzione internazionale come possibile sito di un antico calendario lunare.[2] L'archeologo Allard Mees del Museo centrale romano-germanico (Römisch-Germanisches Zentralmuseum) di Magonza ha ipotizzato che la disposizione delle tombe rappresenti la configurazione delle stelle al momento della loro realizzazione. Un'altra parte della sua teoria si basa su grandi pali di legno rinvenuti all'interno della collina, la cui funzione resta ignota: Mees li interpreta come indicatori orientati verso la posizione del lunistizio, che avrebbero permesso ai Celti di prevedere le eclissi di Luna.[3][4] La sua teoria è molto discussa tra gli studiosi ed è stata criticata da alcuni per l'insufficienza delle prove,[5] mentre altri ne hanno accolto favorevolmente l'impostazione.

Archeogenetica

Alcuni individui sepolti nel Magdalenenberg sono stati inclusi nello studio genetico di Joscha Gretzinger e collaboratori (2024), che ha analizzato 31 genomi di sepolture della cultura di Hallstatt della Germania meridionale.[6] Dei 31 genomi, ben 17 provengono dal Magdalenenberg, che risulta così il sito più riccamente campionato dell'intero studio. L'ascendenza degli individui esaminati è stata ricondotta soprattutto a componenti diffuse nell'odierna Francia, con una parte del campione che mostrava anche affinità legate all'Italia.[6]

Lo studio ha ricostruito reti di parentela tra le prime élite celtiche dell'Europa centrale, individuando in particolare una successione dinastica tra i principi di Hochdorf e di Asperg, sepolti a pochi chilometri di distanza; rispetto a questi tumuli il Magdalenenberg è il più antico del gruppo, di circa un secolo.[6]

Per quanto riguarda i lignaggi paterni, i nove individui maschili del Magdalenenberg con aplogruppo determinato appartengono all'aplogruppo R1b (quattro casi, ai livelli di R-M269 e R-L51 e con un individuo del ramo R-U106), all'aplogruppo G2a-L497 (tre casi) e, in un caso ciascuno, agli aplogruppi I2a e J2b-L283, quest'ultimo nella tomba 90.[6]

Sul versante materno prevale nettamente l'aplogruppo H, attestato in sette individui con subcladi quali H1c, H2, H3, H5 e H27, seguito dagli aplogruppi K1a e T2 (due casi ciascuno) e da singole attestazioni degli aplogruppi HV0, U5 e I.[6]

Galleria d'immagini

Note

  1. ↑ (DE) Thomas Knopf, Neue Forschungen im Umland des Magdalenenbergs, in C. Tappert, Ch. Later, J. Fries-Knoblach, P. C. Ramsl, P. Trebsche, S. Wefers, J. Wiethold (a cura di), Wege und Transport, collana Frühgeschichtliche Archäologie Mitteleuropas, Langenweissbach, vol. 69, Norimberga, Sitzung AG Eisenzeit, 2010, pp. 209-220.
  2. ↑ (EN) Magdalenenberg: Germany's ancient moon calendar, su Current World Archaeology, 6 novembre 2011. URL consultato il 24 luglio 2026.
  3. ↑ (DE) Allard Mees, Der Magdalenenberg und die Orientierung von keltischen Grabhügeln. Eine bevorzugte Ausrichtung zum Mond?, in Dirk Krausse, Marina Monz (a cura di), Neue Forschungen zum Magdalenenberg, Archäologische Informationen aus Baden-Württemberg, Stoccarda, 2017, pp. 76-93, ISBN 978-3-942227-31-5.
  4. ↑ (DE) Allard Mees, Der Sternenhimmel vom Magdalenenberg. Das Fürstengrab bei Villingen-Schwenningen - ein Kalenderwerk der Hallstattzeit, in Jahrbuch des Römisch-Germanischen Zentralmuseums Mainz, vol. 54, n. 1, Magonza, 2011, pp. 217-264, DOI:10.11588/jrgzm.2007.1.17008.
  5. ↑ (DE) Claudia Rohde, Kalender in der Urgeschichte. Fakten und Fiktion, Rahden, 2012.
  6. 1 2 3 4 5 (EN) Joscha Gretzinger et al., Evidence for dynastic succession among early Celtic elites in Central Europe, in Nature Human Behaviour, 2024, DOI:10.1038/s41562-024-01888-7.

Voci correlate

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