Magelonidae
| Magelonidae | |
|---|---|
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| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Ramo | Bilateria |
| Superphylum | Protostomia |
| (clado) | Lophotrochozoa |
| Phylum | Annelida |
| (clado) | Palaeoannelida |
| Famiglia | Magelonidae Cunningham & Ramage, 1888 |
| Generi | |
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Magelonidae Cunningham & Ramage, 1888[1] è una famiglia di 72 specie di anellidi del clado Palaeoannelida. Sono animali che scavano nel sedimento, si nutrono di detrito e sono diffusi nei mari di tutto il mondo. A lungo è stata ritenuta una famiglia monotipica, con Magelona come suo unico genere, fino a quando nel 2001 non è stata descritta una specie di un altro genere (Octomagelona bizkaiensis).[2]
Descrizione

I Magelonidae sono generalmente di colori chiari, hanno un corpo allungato e filiforme, largo 0,5-1,5 mm e lungo 100-150 mm,[2] con un prostomio caratteristicamente appiattito e a forma di pala. Sulle parti ventrolaterali di questo ci sono due palpi che alla base hanno una sezione rotonda e distalmente sono provvedute di papille allungate. I palpi sono fortemente irrorati e servono sia alla respirazione che all'alimentazione. Mancano organi nucali e mandibole. Presentano un organo usato per scavare, chiamato organo fossorio, faringe o tasca faringea, pur non essendo connesso con l'apparato digerente e trovandosi al disotto dell'esofago, quest'organo può essere esteso verso l'esterno.[2] Il primo metamero negli animali adulti non ha né parapodi né chete. Negli altri metameri i parapodi si diramano in due parti e su ciascuna di queste parti è presente una cheta a pettine e un lobo a piede su cui poggiano. Mancano cirri ventrali e dorsali così come branchie e acicule. Le chete possono essere capillariformi o uncinate con dentelli. Sul nono metamero con chete queste sono simili ad aculei. Sul pigidio sono presenti un paio di cirri. Nel genere Magelona i primi nove metameri con chete costituiscono il torace, in Octomagelona bizkaiensis solo i primi otto, i metameri seguenti costituiscono l'addome.
Tra gli Anellidi, i Magelonidae si distinguono per la particolarità del loro sangue viola chiaro e del loro apparato circolatorio. Tra queste ci sono corpuscoli sanguigni che contengono emeritrina come pigmento respiratorio. Il sistema di vasi è chiuso e ben sviluppato, però non ha un cuore centrale. L'organo fossorio viene esteso all'esterno grazie al pompaggio di sangue in un seno venoso nella parte anteriore dell'organo. Il vaso dorsale, nella porzione anteriore dell'anellide, consiste di camere separate l'un l'altra da valvole che si riempiono e svuotano in modo regolare, spingendo in avanti il sangue verso una porzione muscolare del vaso dorsale. Nella parte posteriore del vaso delle altre valvole, poste in corrispondenza dei setti del celoma, impediscono il flusso retrogrado del sangue. Nei metameri posteriori i vasi laterali, presenti in coppie, presentano espansioni simili a cuori. La struttura dei muscoli longitudinali della parete corporea ha delle somiglianze con quella dei muscoli dei Nematodi.
Distribuzione e habitat
I Magelonidae sono diffusi sui substrati soffici dei mari di tutto il mondo, a profondità generalmente inferiori a 100 m, ma anche fino a 4000 m.[2] Scavano gallerie attraverso il sedimento grazie al loro organo fossorio che può essere portato verso fuori e al movimento del loro prostomio, queste gallerie vengono poi rivestite da muco prodotto dal loro corpo. Altre specie producono invece tubi pergamentacei coperti da sedimenti.[2] Non si nutrono dei sedimenti, ma del materiale organico che copre la superficie dei sedimenti grazie ai loro palpi muniti di papille.
Biologia

I Magelonidae hanno sessi separati (non sono ermafroditi), ma si sa poco della loro riproduzione. La fecondazione avviene probabilmente esternamente, nell'acqua. Lo sviluppo avviene attraverso uno stadio larvale nello zooplancton, fino a quando la larva non si deposita sul substrato e metamorfosa in un verme.
Tassonomia
Tradizionalmente questa famiglia veniva raggruppata all'interno del sottordine Spionida, nell'ordine Canalipalpata dei policheti; in seguito a studi molecolari e morfologici è stata spostata in un clado nuovo, Palaeoannelida, insieme a Oweniidae. L'albero filogenetico mostra l'appartenenza di Magelonidae all'interno del phylum degli anellidi:[3]
| Annelida |
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Alla famiglia Magelonidae appartengono 72 specie descritte divise in due generi:
- Magelona Johann Friedrich Theodor Müller, 1858 (71 specie descritte)
- Octomagelona Aguirrezabalaga, Ceberio & Fiege, 2001 (1 specie descritta)
Note
- ↑ GBIF, su gbif.org.
- 1 2 3 4 5 (EN) Julio Parapar, Kate Mortimer, María Capa, Moreira Juan, On the Systematics and Biodiversity of the Palaeoannelida, in Diversity, vol. 13, n. 2, 21 gennaio 2021, DOI:10.3390/d13020041. URL consultato il 19 novembre 2025.
- ↑ (EN) Anne Weigert e Christoph Bleidorn, Current status of annelid phylogeny, in Organisms Diversity & Evolution, vol. 16, n. 2, 1º giugno 2016, pp. 345-362, DOI:10.1007/s13127-016-0265-7. URL consultato il 18 novembre 2025.
Bibliografia
- (EN) Stanley J. Edmonds, Class Polychaeta, in Fauna of Australia, 4A Polychaetes & Allies: the southern synthesis, 200, pp. 262-264, ISBN 0643065717.
- (DE) Johann Friedrich Theodor Müller, Einiges über die Annelidenfauna der Insel Santa Catharina an der brasilianischen Küste., in Archiv für Naturgeschichte, vol. 24, n. 1, Berlino, 1858, pp. 211-220.
- (EN) Joseph Thomas Cunningham e G. A. Ramage, The Polychaeta Sedentaria of the Firth of Forth, in Transactions of the Royal Society of Edinburgh, vol. 33, n. 3, 1888, pp. 635-384.
- (EN) W. Blaxland Benham, The Blood of Magelona (PDF), in Journal of Cell Science, vol. 39, n. 1, 1896, pp. 1-18.
- (EN) Meredith L. Jones, On the morphology, feeding, and behavior of Magelona sp, in Biological Bulletin, vol. 134, n. 2, 1968, pp. 272-297.
- (EN) F. Aguirrezabalaga, A. Ceberio e D. Fiege, Octomagelona bizkaiensis (Polychaeta: Magelonidae), a new genus and species from the Capbreton Canyon (Bay of Biscay, NE Atlantic), in Journal of the Marine Biological Association of the United Kingdom, vol. 81, n. 2, 2001, pp. 221-224.
- (DE) Gesa Hartmann-Schröder, Annelida, Borstenwürmer, Polychaeta, 1996, pp. 342-345.
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