Magnetic Scrolls
| Magnetic Scrolls | |
|---|---|
| Stato | |
| Forma societaria | Limited |
| Fondazione | 1983 |
| Fondata da | Ken Gordon, Anita Sinclair e Hugh Steers |
| Chiusura | 1993 (liquidazione volontaria) |
| Sede principale | Londra |
| Gruppo | Microprose dal 1992 |
| Persone chiave | Anita Sinclair (amministratrice)[1] |
| Settore | Informatico |
| Prodotti | Videogiochi per computer |
| Dipendenti | 8 programmatori (1987[2]) |
Magnetic Scrolls Ltd. era un'azienda di videogiochi britannica attiva tra il 1983 e il 1993 e specializzata nello sviluppo di avventure testuali per molti modelli di computer. Nell'epoca in cui questo genere era popolare, fu uno dei nomi più importanti.[3] I suoi giochi furono pubblicati principalmente dalla Rainbird e i più noti sono The Pawn, The Guild of Thieves e Fish!.[1] Si fece notare soprattutto sui computer Amiga e Atari ST.[1][4]
Storia
Magnetic Scrolls (lett. "pergamene magnetiche") fu fondata nel 1983 (o secondo altre fonti primavera 1984[5]) da Ken Gordon, Anita Sinclair e Hugh Steers, con sede prima brevemente a Eltham e poi nella Città di Londra.[3] I fondatori si conoscevano dai tempi della scuola ed erano giovani interessati al recente fenomeno degli home computer. Ken Gordon e Anita Sinclair volevano avviare una software house e con Hugh Steers decisero di occuparsi di avventure testuali, un genere adatto alle limitate capacità degli home computer di allora, e dominato all'epoca dalle aziende Infocom e Level 9.[3]
Gordon e Steers erano abili programmatori,[3] prossimi alla maturità scolastica, mentre Anita Sinclair, di pochi anni più grande, lavorava alla Sinclair Research (l'omonimia è casuale) come assistente personale di Clive Sinclair.[5] Oltre alle conoscenze tecniche, Anita aveva quelle aziendali, e finanziò in buona parte l'avvio dell'impresa con capitali propri e familiari;[5] divenne l'amministratrice delegata e la portavoce dell'azienda.[6] I tre fondatori coinvolsero un quarto amico, Rob Steggles, come sceneggiatore delle storie.[3] L'ufficio si dotò di una rete di quattro Apple II collegati a un disco rigido, molto costosa all'epoca; in seguito la rete diventò più grande, con diversi sistemi.[2]
Come primo progetto l'azienda si accordò per sviluppare un titolo per il nuovo Sinclair QL; la Sinclair Research aveva difficoltà ad attirare sviluppatori per la nuova macchina e questa fu un'opportunità per la Magnetic Scrolls di lavorare subito per un'editrice di alto profilo.[3] Quando The Pawn uscì per QL (1985) ebbe scarso successo, più che altro per le difficoltà di mercato generali del QL stesso, ma qualitativamente si fece notare, anche grazie al parser avanzato.[3]
Recentemente era stato lanciato il computer Atari ST e la Magnetic Scrolls decise di riprovare con una versione migliorata per la nuova macchina, stavolta rivolgendosi all'editrice Rainbird. Quest'ultima propose l'aggiunta di illustrazioni grafiche al gioco, che furono affidate all'artista Geoff Quilley.[7] Migliorarono anche il parser e la confezione, mentre l'avventura in sé rimase identica alla versione QL.[4] The Pawn per ST (1986), poi convertito anche per molti altri computer, fu un grande successo di critica e di vendite. La grafica era notevole per l'epoca; con i computer meno potenti non si era ancora abituati ad avventure così ben illustrate. Ciò ebbe un ruolo di rilievo nel promuovere Magnetic Scrolls come un marchio di qualità.[7] Certamente non si trattò solo di estetica, ma anche di parser potente e soprattutto di contenuti ben realizzati, con enigmi stimolanti e umorismo che canzonava il genere stesso.[7] Il passo decisivo con la Rainbird si deve soprattutto alla determinazione di Anita Sinclair, che in seguito divenne molto presente sulla stampa di settore; spesso la stampa britannica commentava scherzosamente anche la bellezza della ragazza.[6]
Già dal primo titolo si definirono varie caratteristiche dei giochi dell'azienda. Secondo Steers, si faceva in modo che ogni oggetto menzionato nel testo fosse effettivamente usabile o almeno esaminabile dal giocatore, cosa non sempre vera nei giochi Infocom.[8] Nei limiti del possibile, il giocatore doveva poter fare quel che voleva, anche se inutile, mentre un gioco Infocom spesso si limita a non consentire un'azione irrilevante.[8] Tipica dei giochi Magnetic Scrolls era anche la presenza di materiale integrativo nelle confezioni, una pratica già comune nel genere e lanciata dall'Infocom. Ad esempio con The Pawn fu fornito un breve romanzo, ma forse l'extra più originale fu l'audiocassetta inclusa con Corruption, contenente dialoghi rilevanti per la trama.[8]
La squadra realizzò sempre da sola i propri strumenti di sviluppo. La base del sistema software per tutti i giochi successivi fu sviluppata già per The Pawn. Il sistema fu significativamente migliorato andando avanti con le avventure, ma l'architettura rimase la stessa.[9] Il motore, sviluppato da Gordon e Steers, fu chiamato scherzosamente ELTHAM (Extra Low Tech Highly Ambiguous Metacode), in riferimento alla prima sede a Eltham.[10] Il motore base gestisce le attività del mondo di gioco, caratterizzando ogni oggetto con 14 byte che ne indicano peso, dimensioni, materiale ecc., così da sapere in modo generale come manipolarli, ad esempio determinare se possono stare in una borsa.[9] Una volta progettati descrizioni, oggetti, luoghi e loro connessioni, tutti i dati inseriti venivano compilati con un programma detto fred23, lento ma efficace.[9] Le immagini erano tutte disegnate a mano, non digitalizzate, e l'azienda si impegnò molto a renderle realistiche per l'epoca. Tuttavia sono fisse e l'aspetto dei luoghi non cambia in seguito agli eventi del gioco.[9] Quilley usava il relativamente semplice programma di disegno NEOchrome per Atari ST.[2] Contando la realizzazione interna degli strumenti di sviluppo, secondo Anita per The Pawn ci vollero oltre 12 anni-uomo di lavoro.[2]
A inizio 1987 i programmatori della Magnetic Scrolls erano saliti a otto inclusa Anita. I nuovi assunti erano dedicati soprattutto al porting dei giochi per altri sistemi, effettuato internamente; c'erano ad esempio un esperto del Commodore 64, uno dell'Amstrad CPC e uno dell'Atari 8-bit. Per ogni sistema andava reimplementato il linguaggio di parsing, servivano driver grafici e le immagini si dovevano ridisegnare per le diverse risoluzioni.[2] Il QL e l'ST si basano sul processore Motorola 68000, così come Amiga e Macintosh, e ciò facilitava la conversione; negli altri casi si realizzarono degli interpreti del codice per 68000.[10]
Dopo il successo di The Pawn il pubblico attendeva un altro titolo e l'azienda provvide con The Guild of Thieves (1987), ambientato nello stesso mondo fantasy. Stavolta si esplorò una struttura dell'avventura con molti obiettivi indipendenti, affrontabili simultaneamente e in qualsiasi ordine, con meno rischio di restare bloccati.[8] Fu un successo immediato; se The Pawn aveva dato all'azienda lo slancio, secondo Steggles Guild of Thieves fu da vari punti di vista il loro prodotto più riuscito.[8]
Per il terzo gioco, Jinxter, si passò a un'ambientazione ancora più strana e a un nuovo sceneggiatore, Michael Bywater, che era già un giornalista affermato. Per Jinxter Bywater rielaborò una storia scritta da Georgina Sinclair, sorella di Anita.[8] Anche questo fu un successo e molti appassionati citano proprio Jinxter come il miglior gioco dell'azienda.[11]
Nel quarto gioco, Corruption (1988), si lasciò il genere fantasy per un thriller realistico nel mondo della finanza, i cui intrighi all'epoca erano spesso sui giornali reali.[11] Alla sceneggiatura ritornò Steggles. Si sperimentò un approccio innovativo molto orientato ai personaggi, attivi e capaci di molte risposte nei dialoghi, più che alle descrizioni di luoghi e oggetti.[11]
Si tornò poi al surreale con Fish! (1988) e con il breve gioco gratuito Myth (1989), che servì come promozione per un nuovo club di avventure gestito da Tony Rainbird della Rainbird.[9] Il successivo Wonderland (1990) doveva rappresentare un grosso passo avanti grazie a una nuova interfaccia solo per computer a 16 bit detta Magnetic Windows, basata su finestre.[9] Poiché si volevano efficienza e portabilità, anche questo sistema fu sviluppato internamente, sotto la guida di Doug Rabson, già entrato in squadra ai tempi di Jinxter.[9]
La Rainbird era stata recentemente comprata dalla Microprose; la Magnetic Scrolls ne restò fuori e trovò un nuovo editore nella Virgin Games, che finalmente pubblicò Wonderland.[12] Tuttavia l'ambizioso progetto richiese troppo tempo e con la fine del decennio il vecchio genere delle avventure testuali iniziava a vacillare. Per cui Wonderland non fece abbastanza colpo in proporzione all'impegno che era costato.[12] La Virgin pubblicò anche The Magnetic Scrolls Collection (1991), raccolta di tre delle avventure precedenti aggiornate al nuovo sistema Magnetic Windows.[13]
Le concorrenti Infocom e Level 9 avevano già chiuso i battenti quando nel 1992 la Magnetic Scrolls fu venduta alla Microprose, non potendo più sostenersi economicamente con le avventure testuali.[12] L'ultimo gioco accreditato alla Magnetic Scrolls è The Legacy: Realm of Terror, che coinvolse Ken Gordon e che fu l'unico titolo uscito a marchio Microprose. Riutilizzò estensivamente il motore Magnetic Windows, ma non è più un'avventura testuale, piuttosto un videogioco di ruolo con vista in prima persona 3D.[12]
Nel 1993 l'azienda e l'ufficio di Londra chiusero, non per bancarotta, ma con liquidazione volontaria.[12] Secondo Steers, non si pensò mai seriamente di passare ad esempio alle avventure grafiche. Il nuovo motore grafico l'avrebbe anche consentito, ma evolversi avrebbe richiesto una pesante riorganizzazione e ingrandimento, a cui la squadra non era interessata.[12] I principali ex nomi della Magnetic Scrolls lasciarono sostanzialmente tutti il settore videogiochi. Bywater in seguito coscrisse Starship Titanic.[11]
Nel 2017 circa[14] Hugh Steers ha fondato il gruppo senza scopo di lucro Strand Games, insieme a Stefan Meier del sito if-legends.org, e con il supporto di molti ex membri della Magnetic Scrolls, inclusi Sinclair, Gordon e Steggles. Strand Games si occupa soprattutto di preservare i classici della Magnetic Scrolls e adattarli ai sistemi moderni.[15] Al 2026 sono state pubblicate a basso prezzo rimasterizzazioni di The Pawn, Guild of Thieves e Jinxter.[16]
Videogiochi
Elenco completo dei giochi sviluppati, col relativo editore[17]:
- Corruption (1988 Rainbird)
- Fish! (1988 Rainbird)
- The Guild of Thieves (1987 Rainbird)
- Jinxter (1987 Rainbird)
- The Legacy: Realm of Terror (1992 Microprose)
- The Magnetic Scrolls Collection (1991 Virgin), raccolta di versioni aggiornate
- Myth (1989 Rainbird)
- The Pawn (1985 Sinclair/Rainbird)
- Wonderland (1990 Virgin)
Note
- 1 2 3 MCmicrocomputer 137.
- 1 2 3 4 5 Happy Computer 1/87.
- 1 2 3 4 5 6 7 Retro Gamer 78, p. 76.
- 1 2 Computer and Video Games 72.
- 1 2 3 (EN) QL Pawn, su filfre.net.
- 1 2 (EN) The Pawn's Second Life (or, When Tony Met Anita), su filfre.net.
- 1 2 3 Retro Gamer 78, p. 77.
- 1 2 3 4 5 6 Retro Gamer 78, p. 78.
- 1 2 3 4 5 6 7 Retro Gamer 78, p. 80.
- 1 2 (EN) The Pawn (Rainbird) - Memories, su birdsanctuary.co.uk (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2019).
- 1 2 3 4 Retro Gamer 78, p. 79.
- 1 2 3 4 5 6 Retro Gamer 78, p. 81.
- ↑ (EN) Magnetic Scrolls Collection 1, su homeoftheunderdogs.net.
- ↑ (EN) Strand Games, su intfiction.org.
- ↑ (EN) The Mission, su strandgames.com.
- ↑ (EN) Strand Games, su strandgames.com. URL consultato l'11-5-2026.
- ↑ Basato sui vari collegamenti esterni al 10-5-2026. Retro Gamer 78, p. 77 conferma che i titoli originali sono 8.
Bibliografia
- (EN) From the archives: Magnetic Scrolls, in Retro Gamer, n. 78, Bournemouth, Imagine Publishing, giugno 2010, pp. 76-81, ISSN 1742-3155.
- M come Magnetic Scrolls (JPG), in MCmicrocomputer, n. 137, Roma, Technimedia, febbraio 1994, p. 248, ISSN 1123-2714.
- (EN) The pawn shop (JPG), in Computer and Video Games, n. 72, Peterborough, EMAP, ottobre 1987, pp. 80-81, ISSN 0261-3697.
- (DE) Ein Stündchen mit Anita plauschen... (JPG), in Happy Computer, n. 1/87, Markt & Technik, gennaio 1987, pp. 108-110. (EN) Trascrizione/traduzione non ufficiale, su msmemorial.if-legends.org.
Collegamenti esterni
- (EN) Magnetic Scrolls, su MobyGames, Blue Flame Labs.
- (EN) Magnetic Scrolls (Amiga), su amiga.abime.net.
- (EN) Magnetic Scrolls (Atari ST), su atarimania.com.
- Magnetic Scrolls (Commodore 64), su ready64.org.
- (EN) Magnetic Scrolls Memorial, su msmemorial.if-legends.org.