Manx2

Manx2
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Un Dornier Do 228 della compagnia
StatoRegno Unito (bandiera) Regno Unito
   Isola di Man (bandiera) Isola di Man
Fondazione2006
Chiusura2012
Sede principaleAeroporto dell'Isola di Man
Persone chiave
  • Noel Hayes (Presidente)
  • David Buck (MD)
SettoreTrasporto aereo
ProdottiCompagnia aerea
Compagnia aerea regionale
Codice IATAICA
Codice ICAOIAT
Indicativo di chiamataMANX
Primo volo11 maggio 2006
Ultimo volo31 dicembre 2012
HubIsola di Man
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Manx2 è stata una compagnia aerea virtuale con sede presso l'aeroporto dell'Isola di Man a Ballasalla, Malew, sull'Isola di Man. Il presidente della compagnia era Noel Hayes ed era stata costituita dai dirigenti che avevano creato la compagnia Blue Islands, per servire le Isole del Canale.[1]

Vendeva voli e servizi aerei da diversi aeroporti del Regno Unito con basi a Belfast City, Blackpool, Cardiff e la stessa Isola di Man. I voli venivano operati per Manx2 da una serie di compagnie aeree tra cui Van Air Europe, FLM Aviation e Links Air. Nel dicembre 2012 le attività della compagnia furono vendute a Citywing e l'ultimo volo fu effettuato il 31 dicembre 2012.[1]

Storia

Manx2 venne fondata l'11 maggio 2006, iniziando le operazioni il 15 luglio successivo. L'11 luglio Manx2 prese in consegna il primo aereo, un Let L 410 da 19 posti. L'aereo era inizialmente operato da "BASE Air Kft" (Budapest Air Services) con l'identificativo di chiamata "Base" e il codice di volo "BPS". Le prime tre rotte di Manx2 collegavano l'Isola di Man con l'aeroporto Internazionale di Belfast e con quello di Blackpool, entrambe inaugurate il 15 luglio, seguite da quella per Leeds-Bradford il 12 agosto 2006.[1]

Jetstream 31 noleggiato da Jetstream Executive Travel Ltd.

Nel settembre 2006, Manx2 introdusse il BAe Jetstream 31 nella propria flotta, velivolo operato da Jetstream Executive Travel.[1]

Per un certo periodo di tempo la flotta incluse anche un Fairchild Metro di proprietà di Flightline BCN, estendendo la rete di rotte per includere Belfast. Le rotte per Belfast e Blackpool furono successivamente gestite da due Let L 410 dell'operatore VanAir Europe.[1]

Il 3 settembre 2007, Manx2 inaugurò un nuovo servizio che collegava I'Isola di Man all'Aeroporto della contea Gloucestershire, situato a Staverton, tra Gloucester e Cheltenham, a circa un'ora di viaggio dalle due principali città nei dintorni, Birmingham e Bristol. Con questa rotta si cercava di competere con il servizio di Flybe per Birmingham. La rotta prevedeva anche un'estensione stagionale per Jersey il sabato.[1]

Un Dornier 228 di Manx2 nell'aeroporto di Ronaldsway

Nel 2008 due Dornier 228 furono aggiunti alla flotta, per poi salire a tre l'anno dopo. Nel 2008 Manx2 trasportò 100.000 passeggeri e, nel 2009, il suo 250.000º passeggero. Inoltre annunciò di elevare a cinque voli giornalieri la frequenza sulla rotta da Blackpool e voli aggiuntivi da e per Belfast City.[1]

La rotta ammiraglia per Blackpool venne successivamente aumentata a dieci voli al giorno dopo che la compagnia dichiarò 15 giorni di parcheggio gratuito per i suoi clienti all'aeroporto di Blackpool, mentre i voli per la città di Belfast superarono i numeri dell'ex compagnia di bandiera dell'isola. Una nuova base fu stabilita a Belfast con una frequenza aggiuntiva per l'isola di Man e Cork. Anche la rotta Leeds-Bradford era ora operata quotidianamente. Nell'agosto 2009 venne avviata una nuova rotta per Newcastle upon Tyne e, nel maggio 2010, la società presentò al governo dell'Assemblea Gallese un'offerta di sette mesi per la rotta Cardiff - Isola di Anglesey. La proposta, approvata dall'organo regionale, fu successivamente prorogata a quattro anni.[1]

Poco dopo Manx2 inaugurò un volo stagionale da Galway a Belfast e l'Isola di Man, e nel settembre 2010 fu avviato un servizio di pendolari bigiornaliero tra Belfast e Cork, interrotto nel marzo 2011 a seguito di un incidente. Successivamente la compagnia uscì dal mercato interno irlandese, annullando il volo Belfast-Galway. In compenso i collegamenti tra Belfast e l'Isola di Man furono aumentati, mentre partirono anche quelli per Gloucester.[1]

Il 22 novembre 2012 Manx2.com annunciò l'acquisizione delle proprie attività da parte di Citywing Aviation Services Ltd, una nuova società formata da un team management per il buyout della proprietà. L'ultimo volo di Manx2 avvenne il 31 dicembre 2012, mentre il giorno successivo tutti i voli furono trasferiti a Citywing.[1]

Destinazioni

Flotta

Manx2 era definita spesso come una compagnia aerea virtuale. Non aveva aerei di proprietà ma, in virtù del marchio e della pubblicità, vendeva biglietti aerei su voli operati per suo conto di altre compagnie aeree. Alcuni aeromobili erano dipinti nella livrea di Manx2.com.

Incidenti

La compagnia registrò in totale due incidenti, uno solo con vittime:

EC-ITP, il Fairchild Metro coinvolto nell'incidente del 10 febbraio 2011
  • 10 febbraio 2011 - Il volo Manx2 7100, un Fairchild SA 227-BC Metro III di proprietà della compagnia aerea spagnola Air Lada e registrato come EC-ITP, stava operando un volo di linea per conto di Manx2. Il volo, NM7100, operava da Belfast-Città a Cork con dieci passeggeri e due membri dell'equipaggio. Alle 09:50, durante il terzo tentativo di atterraggio all'aeroporto di Cork in condizioni di scarsa visibilità dovuta a nebbia, persero il controllo e l'aereo colpì la pista. L'aereo si fermò capovolto sul terreno a destra della pista. In entrambi i motori si verificarono incendi post-impatto spenti dal Servizio antincendio aeroportuale (AFS). Sei persone, compresi entrambi i piloti, rimasero uccise. Quattro passeggeri riportarono ferite gravi e due solo pochi graffi o contusioni.
  • 8 marzo 2012 - Il BAe Jetstream 3102 G-CCPW di Links Air, operante il volo Manx2 302 da Leeds-Bradford a Ronaldsway, scivolò sulla superficie della pista dopo l'atterraggio. L'aereo rimase notevolmente danneggiato quando il carrello sinistro cedette. Non ci furono feriti tra i dodici passeggeri e i due membri dell'equipaggio.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Maurice J. Wickstead, Airlines of the British Isles since 1919, Air-Britain (Historians), ISSN 978-0-851-30-456-4.

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