Maria di Borovsk

Maria di Borovsk
Maria di Borovsk dà alla luce il suo terzogenito Jurij Vasil'evič Molodoj in una miniatura coeva
Gran Principessa consorte di Mosca
In carica1433 - 1462
PredecessoreSofia di Lituania
SuccessoreMaria di Tver'
Nome completoMarija Jaroslavna
NascitaBorovsk, 1420 circa
MorteMosca, 4 luglio 1485
SepolturaCattedrale dell'Arcangelo Michele di Mosca
DinastiaRjurikidi
PadreJaroslav di Borovsk
MadreMaria Koškina
Consorte diBasilio II di Russia
FigliJurij
Ivan
Jurij
Andrej Bolšoj
Semën
Boris
Anna
Andrej Menšoj

Marija Jaroslavna o Maria di Borovsk (in russo Мария Ярославна?; Borovsk, 1420 circa – Mosca, 4 luglio 1485) è stata una nobildonna russa, principessa consorte di Basilio II di Russia tra il 1433 e il 1462.

Esercitò la sua influenza soprattutto durante il regno del figlio Ivan III di Russia, organizzando il suo matrimonio con Zoe Paleologa e agendo da paciere tra i suoi litigiosi fratelli, evitando così che il Granducato di Mosca precipitasse nuovamente nel caos come successo durante la guerra civile moscovita di pochi anni prima.

Biografia

L'oltraggio dei fratelli dello zar contro Maria di Borovsk al suo matrimonio con Basilio II di Russia in un dipinto di Pavel Petrovič Čistjakov del 1861

Era una figlia dell'importante principe di Borovsk Jaroslav, e di sua moglie Maria Koškina. L'8 febbraio 1433 si sposò per motivi politici col gran principe di Mosca Basilio II; l'unione era stata organizzata dalla futura suocera, Sofia di Lituania, che desiderava consolidare il potere del figlio conscia delle ambizioni degli altri membri della famiglia.[1] Il suo sontuoso matrimonio divenne in realtà motivo di scandalo quando i fratelli dello sposo, Vasilij Jur'evič Kosoj e Dmitrij Jur'evič Šemjaka, la insultarono pubblicamente, mentre venne difesa invece dalla suocera Sofia di Lituania. Lo scandalo contribuì ad inasprire la guerra civile moscovita, che avrebbe raggiunto il suo culmine durante la prima parte del regno del marito Basilio II, in lotta continua proprio coi cugini per il controllo del Granducato di Mosca.[1][2]

Basilio II di Russia, marito di Maria di Borovsk, immaginato dall'illustratore William Tooke
Il matrimonio tra Ivan III e Zoe Paleologa in una miniatura coeva; la vantaggiosa unione era stata negoziata soprattutto dalla zarina vedova Maria di Borovsk

Maria inizialmente rimase una figura passiva durante il regno del marito, limitandosi a seguirlo nei suoi spostamenti e non svolgendo un ruolo politico di rilievo. Durante i primi anni della guerra civile, complice la forte agitazione della coppia, l'unione matrimoniale non diede figli; solo dopo la temporanea sconfitta e morte dei pretendenti Jurij di Zvenigorod e Vasilij Jur'evič Kosoj tra il 1434 e il 1435 Maria poté concepire figli, col primogenito Jurij nato nel 1437, mentre nel 1440 nacque il secondogenito Ivan, poi asceso al trono dopo il padre.[1] Quando Basilio fu catturato dal cugino Dmitrij nel 1446, Maria era con lui e ne condivise la prigionia e l'invalidità quando il marito fu accecato per escluderlo dalla successione. Quando i pretendenti furono sconfitti nel 1450 Maria tornò granduchessa indiscussa di Mosca, e la suocera Sofia le lasciò un'ingente eredità alla sua morte nel 1453. Nel 1458 agì da mediatrice tra il metropolita Giona di Mosca e il vescovo Teodosio di Rostov, che erano entrati in scontro per questioni liturgiche.[1]

Papa Paolo II collaborò con Maria di Borovsk per cercare di riavvicinare il cristianesimo all'ortodossia russa, organizzando il matrimonio tra Zoe Paleologa e lo zar Ivan III

Dopo la morte di Basilio nel 1462, cominciò a svolgere un ruolo più attivo durante il regno del figlio secondogenito Ivan III di Russia. Per formare un'alleanza tra Mosca e il Principato di Rjazan', negoziò il matrimonio tra la figlia Anna e il principe Ivan III di Rjazan', celebrato il 29 gennaio 1464.[1] Nel 1467 finanziò la ristrutturazione della cattedrale dell'Annunciazione di Mosca, e nello stesso periodo cercò di mediare tra i litigiosi figli Ivan III, Andrej Vasil'evič Bol'šoj e Boris di Volokolamsk.[1]

Busto di Zoe Paleologa, seconda moglie dello zar Ivan III di Russia; il suo matrimonio fu organizzato da Maria di concerto col papa per cercare di avvicinare la Russia all'Europa continentale e anche per cercale la riconciliazione tra le branche cattoliche e ortodosse

Dopo la morte del marito aveva ereditato i feudi di Rostov Velikij, Tutaev e Pošechon'e, che amministrò fino al 1482. Nell'estate del 1472, mentre raggiungeva Rostov, si ammalò gravemente e si temette per la sua vita, ma si riprese,[1] appena in tempo per accogliere a Mosca la nuova zarina Zoe Paleologa, il cui matrimonio col figlio Ivan era stato organizzato proprio da Maria e da papa Paolo II nell'ottica di riavvicinare la chiesa cattolica e quella ortodossa (all'epoca con le deliberazioni del concilio di Basilea, Ferrara e Firenze le chiese d'Oriente e d'Occidente si consideravano riunite, con la sola eccezione della chiesa ortodossa russa che non le aveva accettate).[1] Il matrimonio tra Ivan e Zoe, che portava con sé un prestigioso reclamo all'ormai defunto trono dell'Impero bizantino, fu celebrato il 12 novembre 1472 assai sfarzosamente, anche se non senza attriti: il legato papale Antonio Bonombra, volendo sfoggiare la propria croce latina e rifiutandosi di abbandonarla anche solo per opportunità diplomatica, non era stato fatto entrare a Mosca.[1]

La morte di Maria di Borovsk in una miniatura coeva

Negli anni 1470 si distinse come patrona della religione ortodossa, facendo ingenti donazioni a numerosi monasteri, concedendo loro anche privilegi. Il 2 febbraio 1478 si fece suora col nome di Marfa nel monastero di San Cirillo di Beloozero, anche se in un primo momento non rinunciò né alle sue rendite né al suo appannaggio, stabilendosi invece a risiedere nella cattedrale dell'Ascensione di Mosca.[1] La sua continua vicinanza al centro del potere moscovita si rivelò determinante: nel 1480, quando i suoi figli stavano nuovamente guerreggiando tra loro, il mongolo Akhmat Khan invase il Granducato di Mosca, e fu solo la mediazione di Maria e del metropolita Geronzio di Mosca che permise ai fratelli di mettere da parte le proprie dispute e coalizzarsi, sconfiggendo infine i mongoli alla battaglia del fiume Ugra.[1]

Per motivi d'età, rinunciò infine al governo nel 1482, passando il resto della vita in monastero. Morì nel 1485.[1][2] Fu sepolta dapprima nella cattedrale dell'Ascensione, che aveva patrocinato e dove aveva risieduto negli ultimi anni di vita, mentre nel 1929 le sue spoglie furono trasferite nella vicina cattedrale dell'Arcangelo Michele.[1]

Discendenza

Dal matrimonio con Basilio II di Russia, celebrato l'8 febbraio 1433, ebbe otto figli:[1][2]

  • Jurij (1437-1441);
  • Ivan (1440-1506), successore del padre come gran principe di Mosca;
  • Jurij (1441-1473);
  • Andrej (1446-1494);
  • Semën (circa 1447-1450);
  • Boris (1449-1494);
  • Anna (1451-1501);
  • Andrej (1452-1481).

Ascendenza

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Andrej di Serpuchov Ivan I di Russia  
 
Elena Aleksandrovna Ul'jana  
Vladimiro il Temerario  
Maria di Rostov Costantino di Rostov  
 
Maria  
Jaroslav di Borovsk  
Algirdas Gediminas  
 
Jewna  
Elena di Lituania  
Uliana di Tver' Alessandro I di Tver'  
 
Anastasia di Galizia  
Maria di Borovsk  
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Fëdor Koška  
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Maria Koškina  
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Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 (RU) Vladislav Dmitrievič Nazarov, Мария Ярославна, su bigenc.ru, 21 agosto 2023.
  2. 1 2 3 (EN) B. GRAND PRINCES of MOSCOW 1425-1533, su RUSSIA, fmg.ac.

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