Max Hansen
| Max Hansen | |
|---|---|
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| Nascita | Niebüll, 31 luglio 1908 |
| Morte | Niebüll, 7 marzo 1990 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | |
| Unità | |
| Anni di servizio | 1933 - 1945 |
| Grado | SS-Standartenführer |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
| Campagne | Operazione Barbarossa Fronte occidentale |
| Battaglie | Terza battaglia di Char'kov Offensiva delle Ardenne |
| Decorazioni | Croce di Cavaliere con Fronde di Quercia |
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Max Hansen (Niebüll, 31 luglio 1908 – Niebüll, 7 marzo 1990) è stato un militare tedesco, colonnello (Standartenführer) delle Waffen-SS che nel 1944 comandò la 1 SS Panzer-Division "Leibstandarte SS Adolf Hitler" durante l'offensiva delle Ardenne, sotto il comando del Kampfgruppe del colonnello Joachim Peiper.
Biografia

Max Hansen si arruolò nelle SS-Verfügungstruppe nel 1933 e nel 1939 fu comandante della 12ª compagnia della 1. SS-Panzer-Division "Leibstandarte SS Adolf Hitler". Nel 1941, ricevette la Croce d'Oro Tedesca e dal 1942 con il grado di SS-Sturmbannführer comandò il 2º battaglione del SS-Panzergrenadier-Regiment 1, con il quale partecipò alla Terza battaglia di Char'kov, per la quale gli fu conferita la Croce di Cavaliere il 28 marzo 1943. Successivamente comandò l'SS-Panzergrenadier-Regiment 1, con il quale partecipò all'Offensiva delle Ardenne e all'Operazione Frühlingserwachen. Il 17 aprile 1945 gli fu conferita La croce di Cavaliere con Foglie di Quercia ed alla fine della guerra fu promosso SS-Standartenführer.[1]
Onorificenze
Onorificenze tedesche
Entro l'11 marzo 1943 il Kampfgruppe Witt si era spinto attraverso Polewaja, Dertgatschi, Pscherkaskaja e Losswaja, con l'obiettivo finale di avanzare lungo la strada Belgorod-Kharkov per colpire Kharkov da nord. Il 10 marzo 1943 Hansen ed il suo battaglione catturarono Dertgatschi in un aspro combattimento casa per casa e conquistarono inoltre il villaggio di Ssekeniki al crepuscolo dello stesso giorno. Un attacco mattutino al L'11 marzo 1943 un battaglione rinforzato del Kampfgruppe Witt subì un pesante fuoco difensivo a nord e a ovest di Bypredem e si impantanò. Il Kampfgruppe Hansen, schierato per prendere il controllo del distretto di Schatiliwka a ovest di qui, riuscì a penetrare oltre il confine meridionale di Bypredem dopo una feroce battaglia.
Più tardi, lo stesso giorno, l'SS-Sturmbannführer Hansen prese la decisione autonoma di avanzare verso il confine settentrionale del centro di Kharkov. Alle 12:00, lui e i suoi uomini raggiunsero la cosiddetta "Piazza Rossa", dopo duri combattimenti tra case e strade. I feroci contrattacchi nemici da sud e sud-est furono respinti con perdite sanguinose per il nemico. Dopo aver lasciato una piccola forza di sicurezza sulla "Piazza Rossa", L'SS-Sturmbannführer condusse di propria iniziativa il grosso del suo battaglione lungo la strada per Belgorod per consentire al grosso del reggimento di entrare a Kharkov. Con il suo comandante in testa, il battaglione riuscì a catturare e rimuovere un posto di blocco estremamente robusto all'estremità settentrionale di Kharkov.
Grazie alla risolutezza e all'esempio personale dell'SS-Sturmbannführer Hansen, e allo slancio delle sue truppe nel duro combattimento urbano, la strada per il grosso del reggimento verso l'interno di Kharkov fu aperta e la conquista della parte settentrionale della città fu assicurata. Avendo partecipato personalmente al combattimento ravvicinato, l'SS-Sturmbannführer Hansen fu ferito qui per la quarta volta da una scheggia di granata al volto.
Il 12 marzo 1943 la parte settentrionale di Kharkov fu finalmente liberata dal nemico e dichiarata sicura dopo duri e costosi combattimenti. Anche qui l'SS-Sturmbannführer Hansen si distinse ulteriormente per il suo esempio personale. di coraggio e audacia.
Il 13 marzo 1943, un altro Kampfgruppe, schierato da Dergatschi a Kharkov, riuscì a penetrare nella parte settentrionale e nord-occidentale di Kharkov e a catturare il villaggio di Alexajewka. Per facilitare l'ulteriore avanzata di questo Kampfgruppe, Hansen si spostò nuovamente con il suo Kampfgruppe di propria iniziativa in un punto a circa un chilometro a ovest della "Piazza Rossa". Distruggendo 8 T-34 che si trovavano di fronte al Kampfgruppe che attaccava da Dergatschi, si aprì la strada per questo Kampfgruppe nella parte nord-occidentale della città. L'instaurazione di un contatto tra i due Kampfgruppen nell'area appena a sud della "Piazza Rossa" gettò le basi per la continuazione della battaglia nel centro città e nella parte orientale di Kharkov.»— 28 marzo 1943[2]
Note
- ↑ (DE) Max Hansen - Lexikon der Wehrmacht, su www.lexikon-der-wehrmacht.de. URL consultato il 28 agosto 2025.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 (EN) Hansen, Max (Waffen SS) - TracesOfWar.com, su www.tracesofwar.com. URL consultato il 28 agosto 2025.
- 1 2 Thomas 1997, p. 243.
- ↑ Patzwall & Scherzer 2001, p. 164.
- ↑ Scherzer 2007, p. 365.
- ↑ Fellgiebel 2000, p. 102.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Scheda di Max Hansen Archiviato il 2 ottobre 2013 in Internet Archive. su worldwar2awards.com
- (DE) Hansen, Max, su lexikon-der-wehrmacht.de. URL consultato il 28 agosto 2025.
- (EN) Hansen, Max (Waffen SS), su tracesofwar.com. URL consultato il 28 agosto 2025.
