Mellotron

Mellotron
Un mellotron Mark VI
Informazioni generali
Classificazione524
Elettrofoni a generatori elettromeccanici
Uso
Musica pop e rock

Il mellotron è uno strumento musicale a tastiera divenuto popolare tra la fine degli anni sessanta e la prima metà degli anni settanta[1]. Fu utilizzato per la prima volta da Graham Bond nell'album The Sound of '65. Successivamente è stato usato anche da molti altri artisti, tra cui i Beatles, Brian Jones e i Rolling Stones, i Procol Harum, i Pink Floyd, i Moody Blues, i Deep Purple, i Genesis, Rick Wakeman e gli Yes, John Paul Jones e i Led Zeppelin, Robert Fripp e i King Crimson, Robert Wyatt, i Jethro Tull, Barclay James Harvest, i Motorpsycho, i Verdena, Herbie Hancock[2] e i Pooh[3].

Lo strumento non ha un suono proprio, essendo pensato e realizzato per riprodurre strumenti musicali tipici dell'orchestra sinfonica o voci umane. Un esempio dei suoni selezionabili si può ascoltare nei primi secondi della canzone Strawberry Fields Forever, dove lo strumento, che allora era quasi sconosciuto, è suonato da Paul McCartney. Il mellotron è diventato negli anni settanta uno dei pilastri per i tessuti sinfonici molto usati nel progressive rock.

Funzionamento

Funzionamento interno del mellotron. La pressione di un tasto (1) agisce su due viti (2), che collegano una superficie a pressione (3) con la testina (5) e la rotella di pitch (4) con un rullo in continua rotazione (6). Il nastro viene tirato dal rullo a una velocità controllata, tramite una molla di tensione (8/10), e collocato temporaneamente in un alloggiamento apposito (7), fino a che il tasto viene rilasciato. Originariamente, la durata del campione è di 8 secondi.

Il mellotron ha un funzionamento simile a quello di un sampler, ma genera i suoni tramite nastri registrati. Quando viene premuto un tasto, il nastro collegato viene spinto sulla testina di riproduzione, come in un registratore a nastro. Finché il tasto resta abbassato, il nastro scorre sulla testina e il suono viene riprodotto. Quando il tasto viene rilasciato (sollevandosi, quindi, come in un pianoforte o altri strumenti a tastiera), una molla fa tornare indietro il nastro alla sua posizione di riposo[4].

Sullo strumento è disponibile una varietà di suoni: nei primi modelli è presente una ripartizione fra sezioni ritmiche e sezioni soliste. Questa ripartizione viene poi superata nei modelli successivi. Il telaietto che contiene i nastri è progettato per poter essere rimosso e sostituito con altri suoni registrati[4].

Storia

Pannello di controllo del modello M400

Inizialmente venne creato e pubblicizzato come strumento da casa, similmente a un organo da salotto. Lo dimostrano le prime versioni, dove l'imponente e artistica costruzione in legno non permetteva molti spostamenti.

È considerato l'antenato dei moderni campionatori, poiché la pressione di ciascun tasto innesca la riproduzione di un segmento di nastro magnetico su cui è stato precedentemente registrato il suono di archi, cori e flauti (i suoni più comuni, ma anche violoncello e vari strumenti a fiato). La durata del campione era di 8 secondi; terminato il segmento di nastro, bisognava alzare il dito dal tasto e ripremerlo. In quella frazione di secondo una molla riavvolgeva il nastro riposizionandolo al punto di start[4][5].

Inizialmente ogni modello poteva riprodurre solo un suono, quello corrispondente ai nastri installati. Successivamente fu creato un sistema a cartucce, grazie al quale si poteva smontare il blocco dei nastri e sostituirlo con un altro differente[1]. L'ultima versione includeva un blocco rotante con quattro sezioni di nastri e diversi suoni che potevano essere cambiati girando una manovella sullo strumento.

Lo strumento era delicatissimo e ogni pezzo di nastro doveva essere esattamente lungo come gli altri. La velocità di scorrimento di ogni nastro andava calibrata per mantenere tutti i tasti intonati fra loro. I nastri che si rompevano potevano essere sostituiti e i campioni originali erano conservati presso la casa madre[1].

In Italia

Negli anni settanta fu introdotto in Italia e largamente utilizzato da musicisti come Equipe 84, PFM, Museo Rosenbach, Pooh, Le Orme, Banco del Mutuo Soccorso, Matia Bazar, Celeste, Osanna, Adalberta Brunelli e molti altri. Il Giardino dei Semplici lo usa in forte prevalenza nel suo secondo album, Le Favole del Giardino (1977). Vanno ricordati anche Checco Marsella[6], che lo suonò nel concept album Terra in bocca (1971) del gruppo I Giganti, e Massimo Roselli che, invece, lo suonò nel concept album Quella Vecchia Locanda (1972) dell'omonimo gruppo. Paolo Rustichelli usa il mellotron nell'album di rock progressivo Opera Prima (1970).

L'oblio e la riscoperta

Dopo un periodo di oblio dovuto all'avvento dei sintetizzatori digitali, al notevole peso e alla proverbiale instabilità dei modelli "storici" come l'M-400, negli anni novanta è stato riscoperto grazie a gruppi di rock progressivo come Änglagård, Anekdoten, Spock's Beard, Bigelf e Landberk, Porcupine Tree e altri, tra i quali The Smashing Pumpkins, Motorpsycho, Red Hot Chili Peppers, Oasis, U2 e Muse. È stato utilizzato anche dai Verdena durante le registrazioni di diversi album (Solo un grande sasso, Requiem e Wow).

Recentemente è stato messo in produzione il modello Mk-VI.

Dal 2009 è disponibile il Mellotron M4000D, ovvero un mellotron digitale con tutte le registrazioni dei Mellotron e Chamberlin, senza la limitazione di durata massima di 8 secondi, a suo tempo dettata dall'utilizzo del nastro magnetico.

Le sonorità dei mellotron originali a nastri magnetici sono oggi disponibili come plugin VST, di vasto utilizzo nel software musicale (sampler, DAW)

Modelli

  • Mk I (1963)
  • Mk II (1964)
  • FX console (1965)
  • M300 (1968) – tastiera unica a 52 tasti, rotella di controllo pitch
  • M400 (1970) – tastiera unica a 35 tasti. È il modello più diffuso, anche per le caratteristiche portatili
  • EMI M400 (1970) – Versione speciale prodotta dalla EMI su licenza
  • Mark V (1975) – a doppia tastiera
  • Novatron Mark V (1977)
  • Novatron 400
  • T550 (1981)
  • Mark VI (1999) – versione migliorata dell'M400
  • Mark VII
  • Skellotron (2005)
  • M4000 (2007)

Note

  1. 1 2 3 (EN) Nick Awde, Mellotron: The Machine and the Musicians that Revolutionised Rock, Londra, Desert Hearts, 2008, ISBN 978-1-898948-02-5.
  2. ↑ (EN) Dianna Dilworth, Mellodrama, The Mellotron Story: How Harry Chamberlin's Magic Box Set Loose The Beatles, Prog Rock, Post Punk, And "Free Bird", Brooklyn, New York, Bazillion Points, 2018, ISBN 978-1-935950-08-0.
  3. ↑ Roby Facchinetti official Website, su Roby Facchinetti. URL consultato l'11 marzo 2024.
  4. 1 2 3 (EN) James R. Herbst, Mellotron Mark II Service Manual - Streetly Electronics (PDF), su cem3374.com. URL consultato il 10 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 18 dicembre 2011).
  5. ↑ (ES) AA.VV, Mellotron, música rock sinfónico, Mandala Ediciones, S.A., 2011, ISBN 978-84-8352-255-4.
  6. ↑ Brunetto Salvarani e Odoardo Semellini, Terra in bocca - Quando i Giganti sfidarono la mafia, Trento, Casa Editrice Il Margine, 2009, p. 97, ISBN 978-88-6089-042-9.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

  • Mellotronics.com — Sito di Streetly Electronics — produttori originali del Mellotron
Controllo di autoritàGND (DE) 7720018-4