Strawberry Fields Forever
| Strawberry Fields Forever | |
|---|---|
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| Artista | The Beatles |
| Autore/i | Lennon-McCartney |
| Genere | Rock psichedelico[1] |
| Data | 13 febbraio 1967 |
| Etichetta | Parlophone (UK) Capitol (USA) |
| Durata | 4:10 |
Strawberry Fields Forever è un brano musicale del gruppo musicale britannico The Beatles, pubblicato sul singolo Strawberry Fields Forever/Penny Lane e nell'edizione americana di Magical Mystery Tour.
È uno degli esempi più significativi di rock psichedelico della band britannica.[1] Raggiunse il numero due in Gran Bretagna e l'ottavo posto negli USA, ed è stata descritta da numerosi critici come uno dei brani migliori del gruppo.[2][3] Nel 2021 venne indicata dalla rivista Rolling Stone come la settima migliore canzone di ogni tempo.[4]
Origine e storia
Firmata Lennon-McCartney, la canzone è stata in realtà composta dal solo Lennon[5]: iniziò la stesura ad Almería, in Spagna, durante le riprese del film Come ho vinto la guerra, diretto da Richard Lester, tra settembre e ottobre del 1966.[6][7] Le prime demo, registrate ad Almería, non hanno ritornello e un'unica strofa: «No one is on my wavelength / I mean, it's either too high or too low / That is you can't you know tune in but it's all right / I mean it's not too bad». Lennon cambiò le parole di questa strofa in seguito per rendere il testo più criptico, poi scrisse la melodia e parte delle parole del ritornello. Infine aggiunse un'altra strofa e inserì la citazione da Strawberry Field, che era il nome di un orfanotrofio dell'Esercito della Salvezza situato a Beaconsfield Road, a Woolton, a Liverpool, vicino alla casa d'infanzia di Lennon, nei pressi di Calderstones Park.[8][9] Lennon e i suoi amici Pete Shotton, Nigel Walley e Ivan Vaughan erano soliti giocare nel giardino alberato dietro l'edificio.[10][11]

Registrata nei mesi di novembre e dicembre 1966 per essere inserita nell'album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (1967), fu invece pubblicata il 17 febbraio 1967 in Gran Bretagna, e il 13 febbraio 1967 negli Stati Uniti come singolo dal doppio lato A accoppiata con Penny Lane di Paul McCartney. Il brano fu successivamente incluso nell'edizione americana dell'LP Magical Mystery Tour (1967).[12][13] Sia Strawberry Fields Forever di Lennon che Penny Lane di McCartney esprimono il tema della nostalgia per la loro infanzia a Liverpool. Non di meno, anche se si riferiscono a due luoghi reali, le due canzoni contengono anche forti connotazioni surreali e psichedeliche tipiche dell'epoca.[14]
La composizione del brano risale ad un momento di grandi cambiamenti per Lennon e i Beatles: il gruppo aveva appena abbandonato i concerti dopo uno dei periodi più difficili e travagliati della propria carriera,[5] in seguito alla famosa intervista, tacciata di blasfemia, in cui Lennon aveva affermato che la band era ormai più famosa di Gesù Cristo e al non intenzionale incidente diplomatico con la First lady delle Filippine, Imelda Marcos.[15][16][17] Inoltre il matrimonio di Lennon con Cynthia Powell stava entrando in crisi, e lui stava consumando dosi sempre maggiori di droga, specialmente LSD.[18][19]
Registrazione

Il brano fa parte del gruppo delle sedici canzoni registrate durante la sessione di lavoro per il concept album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band. Le macchine di studio utilizzate nell'incisione furono una coppia di Studer a 4 tracce J39.
Il titolo provvisorio della canzone era It's Not Too Bad,[20] e Geoff Emerick, il tecnico del suono, la ricorda come «proprio una grande, grande canzone, sin dalla prima volta che John ce la fece sentire, accompagnandosi solo con la chitarra acustica.»[5] La registrazione di Strawberry Fields Forever iniziò il 24 novembre 1966, nello Studio 2 di Abbey Road e richiese 45 ore, distribuite in circa 5 settimane.[21][22] La band registrò tre diverse versioni del brano. Dopo che Lennon suonò la canzone agli altri Beatles con la sua chitarra acustica, il gruppo registrò il primo take. Lennon suonava una chitarra Epiphone Casino; McCartney suonava il mellotron, un nuovo strumento fatto conoscere ai Beatles da Mike Pinder dei Moody Blues[23]; Starr suonava la batteria; e Harrison la chitarra elettrica.[24] Il primo take iniziava con il verso, «Living is easy with eyes closed», senza la strofa, «Let me take you down», che compare nella versione finale. L'ultimo verso, «Always, no sometimes, think it's me», ha un'armonia in tre parti, con McCartney e Harrison che intonano "un sognante controcanto".[25][26] Questa versione fu presto abbandonata e dovette attendere il 1996 per essere pubblicata sull'Anthology 2.
Quattro giorni dopo, il 28 novembre 1966 la band si ritrovò per provare un differente arrangiamento. La seconda versione della canzone vede l'introduzione di McCartney al mellotron seguita dal ritornello. Registrarono cinque provini della traccia di base (due dei quali erano false partenze) e l'ultimo di questi fu scelto come migliore e conservato per successive sovraincisioni. La voce solista di Lennon fu registrata con la velocità del nastro aumentata, di modo che suonata alla velocità normale la sua tonalità risultasse alterata, dando alla voce un suono ovattato. Questa versione fu usata per i primi minuti della registrazione pubblicata.

Dopo aver registrato la seconda versione, Lennon volle provare qualcosa di diverso, come Martin ricorda: «Lui voleva una canzone sognante, ma disse che era venuta troppo rumorosa. Mi chiese se potevo scrivergli un nuovo arrangiamento per fiati e violoncello.[27] Così scrissi la partitura e la registrammo anche, ma non gli piacque». I giorni 8 e 9 dicembre, fu registrata un'altra traccia di base, usando il mellotron, chitarra elettrica, pianoforte, cimbali, e lo swarmandel (o swordmandel), una versione indiana della cetra da tavolo.[28][29] Dopo aver riascoltato i nastri sia della versione di Martin, che dell'originale, Lennon disse che gli piacevano entrambe, anche se Martin precisò che la versione orchestrale era in un tempo più veloce ed era anche in una diversa tonalità rispetto alla prima versione.[30] Allora Lennon disse: «Sono sicuro che puoi unirle, George!», dando a Martin ed Emerick l'arduo compito di mettere insieme le due versioni.[31][32] Con solo un paio di forbici, due registratori, e un macchinario per il controllo della velocità del nastro, Emerick riuscì a compensare le diverse velocità e tonalità delle due versioni, incrementando la velocità della prima versione e diminuendo quella della seconda.[5] Quindi giuntò le due versioni insieme, facendo partire la versione orchestrale nel bel mezzo del secondo ritornello.
Anche Mark Lewisohn, nel suo libro Beatles - Otto anni ad Abbey Road, rileva che la canzone era formata da due versioni diverse unite in fase di mixaggio. La prima parte acustica meglio riuscita in una versione, la seconda orchestrale in un'altra, e su tonalità diverse. George Martin risolse il problema aumentando manualmente di circa il 5% la velocità della seconda parte. Lennon giudicava però "imperfetto" il mixaggio, tanto che avrebbe voluto in seguito reincidere il brano.
Lennon borbotta qualcosa durante la fine della canzone. Le parole sono di difficile decifrazione, non facendo parte del testo. I fautori della teoria "Paul is Dead" hanno ipotizzato che Lennon mormori: «I buried Paul» ("Ho sepolto Paul"). Un più accurato ascolto, e soprattutto l'uscita sull'Anthology dei differenti provini della canzone, dove le parole di Lennon sono nettamente più comprensibili, ha definitivamente stabilito che Lennon alla fine del brano dice, in modo ugualmente enigmatico, «cranberry sauce» ("salsa di mirtillo").[33]
Nella cultura di massa
- Il titolo della canzone ha dato il nome allo Strawberry Fields Memorial, eretto in memoria di John Lennon all'interno del Central Park a New York.
- Strawberry Fields è il nome dato alla Bond girl interpretata da Gemma Arterton nel film del 2008 Quantum of Solace.[34]
- Un episodio basato sulla canzone è stata la puntata finale prodotta per la serie a cartoni animati dei Beatles.[35]
- L'attore Dominic Monaghan, noto soprattutto per i ruoli di Merry nella trilogia de Il Signore degli Anelli e di Charlie Pace nella serie televisiva Lost, ha tatuato sulla spalla sinistra il verso: «Living is easy with eyes closed».
- Il film La vita è facile ad occhi chiusi, uscito in Italia nel 2015 e ambientato nella Spagna del 1966, racconta le peripezie di un insegnante di inglese e di due adolescenti sbandati. Il terzetto si dirige in auto ad Almería dove si stanno girando le scene di Come ho vinto la guerra, film nel quale recita John Lennon e che i tre sono ansiosi di incontrare.[36]
Formazione
The Beatles
- John Lennon - voce raddoppiata, chitarra ritmica, mellotron, bongo
- Paul McCartney - mellotron, basso, piano, chitarra solista (fine brano), bongo, timpani
- George Harrison - chitarra slide, swarmandal, timpani, chitarra solista (inizio brano), maracas
- Ringo Starr - batteria, maracas
Altri musicisti
- Tony Fisher, Greg Bowen, Derek Watkins, Stanley Roderick - tromba
- Joy Hall, Derek Simpson, Norman Jones - violoncello
- Terry Doran - maracas
- Mal Evans - tamburino
- Neil Aspinall - güiro
Crediti
Accoglienza
Strawberry Fields Forever fu ben accolta dalla critica musicale, ed è oggi considerata un classico: tre settimane dopo la sua pubblicazione, Time recensì il brano come «l'ultimo esempio dell'incredibile creatività del gruppo»[37], Richie Unterberger di AllMusic ha definito la canzone «uno dei massimi vertici dei Beatles» e una delle migliori composizioni Lennon-McCartney.[3] Il brano è stato giudicato la seconda migliore canzone dei Beatles, dopo A Day in the Life, dalla rivista musicale Mojo.[38] Brian Wilson dei Beach Boys raccontò di ritenere Strawberry Fields Forever parzialmente responsabile del fallimento del leggendario album incompiuto del suo gruppo, SMiLE.[39] Wilson sentì la canzone sullo stereo in macchina mentre stava guidando, e ne fu così sbalordito che dovette fermarsi per ascoltarla attentamente. Disse che i Beatles avevano proprio raggiunto il tipo di “sound” che stava cercando per i Beach Boys.[39]
Bibliografia
- Bill Harry, Beatles - L’enciclopedia, Roma, Arcana, 2001, ISBN 88-7966-232-5.
- Ian MacDonald, The Beatles. L’opera completa, Milano, Mondadori, 1994, ISBN 88-04-38762-9.
- Mark Lewisohn, Beatles - Otto anni ad Abbey Road, Milano, Arcana Editrice, 2001 [1988], ISBN 8885859593.
- John Lennon e Yoko Ono, All we are saying. L'ultima grande intervista, a cura di David Sheff, Torino, Einaudi, 2000, ISBN 978-8806246891.
- Bob Spitz, The Beatles. La vera storia, Sperling & Kupfer, 2006 [2005], ISBN 978-8820057824.
Note
- 1 2 Jim DeRogatis, Turn On Your Mind: Four Decades of Great Psychedelic Rock, Hal Leonard, 2003, p. 160, ISBN 0634055488, OCLC 52423927.
- ↑ The Rolling Stone 500 Greatest Songs of All Time, su rollingstone.com, Rolling Stone. URL consultato il 18 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 17 aprile 2010).
- 1 2 Richie Unterberger, Strawberry Fields Forever, su allmusic.com, AllMusic. URL consultato il 18 ottobre 2009.
- ↑ Rolling Stone choc, Aretha ora supera Bob Dylan. Aggiornata dopo 17 anni storica top 500 delle canzoni più belle, su lastampa.it, 18 settembre 2021. URL consultato il 20 settembre 2021.
- 1 2 3 4 Robert Webb, 'Strawberry Fields Forever': The making of a masterpiece, su The Independent, 29 novembre 2006. URL consultato il 24 luglio 2008.
- ↑ Sheff 2000, p.153
- ↑ The Beatles Anthology (edizione 2025 — episodio 6 - 0:19:02) – In un'intervista d'epoca, John Lennon parla di quando ha scritto Strawberry Fields Forever.
- ↑ The Beatles Anthology (edizione 1995 — episodio 6 - 0:32:32) – Paul McCartney parla di Strawberry Field.
- ↑ The Beatles Anthology (edizione 2025 — episodio 6 - 0:19:06) – In un'intervista d'epoca, John Lennon parla di quando ha scritto Strawberry Fields Forever.
- ↑ The Beatles Anthology (edizione 2025 — episodio 6 - 0:18:43) – Paul McCartney racconta del “giardino magico” di Lennon (Strawberry Field).
- ↑ Spitz 2005, p.642
- ↑ Harry, pp. 709-710.
- ↑ MacDonald, p. 208.
- ↑ The Beatles Anthology (edizione 1995 – episodio 6 - 0:36:32) – Paul McCartney, parlando del surrealismo di Strawberry Fields Forever e Penny Lane.
- ↑ I Beatles avevano rifiutato di partecipare a un ricevimento organizzato dalla Marcos in loro onore: il marito, il Presidente Ferdinand Marcos, si era quindi vendicato, lasciandoli senza protezione all'aeroporto e lanciando contro loro una folla inferocita.
- ↑ The Beatles Anthology (edizione 2025 — episodio 5 - da 0:48:17) – Paul, George e Ringo parlano dell'incidente diplomatico nelle Filippine.
- ↑ Spitz 2005, pp.619-625
- ↑ Spitz 2005, p.641
- ↑ Cynthia Lennon, John, Coniglio Editore, 2006, pp. 244-248, ISBN 978-8860630278.
- ↑ (EN) Francis Kenny, The untold story behind "Strawberry Fields Forever", su Salon.com, 30 settembre 2022. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Spitz 2005, p.654
- ↑ Spitz 2005, p.655
- ↑ Pinder Mike, History of the Mellotron, su mikepinder.com. URL consultato il 6 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2007).
- ↑ The Beatles Anthology (edizione 1995 — episodio 6 - 0:33:02) – Paul McCartney, mentre parla del mellotron.
- ↑ (EN) Allan Kozinn, The Beatles, Phaidon, 2010 [1995], p. 148, ISBN 978-0714859460.
- ↑ (EN) Walter Everett, The Beatles as Musicians: Revolver through the Anthology, Oxford, Oxford University Press, 1999, p. 79, ISBN 0195129415.
- ↑ 'Strawberry Fields Forever' The Beatles, su bbc.co.uk, BBC. URL consultato il 24 luglio 2008.
- ↑ Geoff Emerick e Howard Massey, Registrando i Beatles (Here, There and Everywhere), Coniglio Editore, 2022 [2006], pp. 135-136, ISBN 978-8860630582.
- ↑ (EN) Allan Kozinn, The Beatles, Phaidon, 2010 [1995], p. 149, ISBN 978-0714859460.
- ↑ Alan Pollack, Alan W. Pollack's Notes on "Strawberry Fields Forever", su icce.rug.nl, Soundscape.info. URL consultato il 10 gennaio 2008.
- ↑ (EN) Jonathan Gould, Can't Buy Me Love: The Beatles, Britain and America, New York, Harmony Books, 2007, p. 382, ISBN 978-0-307-35337-5.
- ↑ Lewisohn 1988, pp. 90-91
- ↑ Lewisohn 1988, p. 181
- ↑ Quantum of Solace (2008), su decentfilms.com. URL consultato il 30 novembre 2008.
- ↑ Jerry Beck, Beatletoons, The Real Story Behind The Cartoon Beatles, su awn.com, Animation World Network, marzo 2000. URL consultato l'11 ottobre 2025.
- ↑ La vita è facile ad occhi chiusi, Repubblica - TrovaCinema. URL consultato il 6 marzo 2016.
- ↑ Other noises, Other notes, su time.com, Time, Inc., 3 marzo 1967. URL consultato il 20 luglio 2008 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2013).
- ↑ Beatles - 101 Greatest Songs, in Mojo, luglio 2006.
- 1 2 Derk Richardson, Brian Wilson finally finishes his 'teenage symphony to God', su sfgate.com, Hearst Communications Inc, 28 ottobre 2004. URL consultato l'8 luglio 2008 (archiviato dall'url originale il 17 settembre 2008).
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Strawberry Fields Forever/Penny Lane
Collegamenti esterni
Strawberry Fields Forever (Remastered 2009), su YouTube, 17 giugno 2018. - (EN) Strawberry Fields Forever, su AllMusic, All Media Network.
- (EN) Strawberry Fields Forever, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Strawberry Fields Forever, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Strawberry Fields Forever, su SecondHandSongs.
- (EN) Strawberry Fields Forever, su Genius.com.
