Metriacanthosauridae

Metriacantosauridae
Scheletro completo di Sinraptor dongi, al Royal Tyrrell Museum
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SuperordineDinosauria
OrdineSaurischia
SottordineTheropoda
Infraordine†Carnosauria
Superfamiglia†Allosauroidea
Famiglia†Metriacanthosauridae
Paul, 1988
Serie tipo
†Megalosaurus parkeri
von Huene, 1923
Sinonimi

Sinraptoridae Currie & Zhao, 1993

Sottogruppi

I metriacantosauridi (Metriacanthosauridae) sono una famiglia di teropodi che prendono il nome da un dinosauro carnivoro europeo: Metriacanthosaurus.

Classificazione

Carrano, Benson & Sampson (2012) notarono che tale famiglia era precedentemente conosciuta con il nome di Sinraptoridae. Successivamente venne inserita una nuova sottofamiglia, Metriacanthosaurinae, formata da tutti gli esseri viventi più strettamente legati a Metriacanthosaurus che a Yangchuanosaurus. Un'analisi filogenetica più approfondita ha rilevato che il genere Xuanhanosaurus (secondo Benson et al., 2010) appartiene a questa famiglia di teropodi, noti per essere altamente specializzati nell'uccidere le prede che cacciavano. Sia Poekilopleuron che Lourinhanosaurus, come molti altri generi, facevano parte di questa stessa famiglia. Tuttavia, i ritrovamenti di Xuanhanosaurus e di Poekilopleuron furono considerati dei veri e propri outlier nell'indagine, pertanto vennero esclusi dall'analisi filogenetica. Lo studio di queste ultime sottocategorie venne dunque studiato per lunghissimo tempo servendosi di un cladogramma.

Metriacanthosauridae
 

Yangchuanosaurus zigongensis

 
 
 

Yangchuanosaurus shangyouensis

 
Metriacanthosaurinae
 
 

Shidaisaurus jinae

 
 

Sinraptor hepingensis

 
 

Metriacanthosaurus parkeri

 
 
 

Sinraptor dongi

 
 

Xuanhanosaurus

 
 
 
 


Le controparti cinesi dell'allosauro

Ricostruzione artistica di Alpkarakush kyrgyzicus

Appartenenti a questa famiglia sono alcuni grandi predatori bipedi che costituivano l'ultimo anello della catena alimentare del loro ecosistema. I metriacantosauridi facevano parte del gruppo dei carnosauri, il cui rappresentante più noto è certamente l'allosauro. E proprio l'allosauro può essere considerato la controparte nordamericana dei metriacantosauridi; al contrario del famoso cugino, i resti dei metriacantosauridi non sono così abbondanti: probabilmente questi dinosauri non cacciavano in gruppi, ma da soli o in coppie. In generale, i metriacantosauridi sono di corporatura piuttosto snella, con lunghe zampe posteriori, testa grossa e denti acuminati: in sostanza, l'aspetto standard di un carnosauro abbastanza evoluto. Di dimensioni che andavano dal piccolo al grande , Gasosaurus raggiungeva i 4 metri, ma Yangchuanosaurus poteva arrivare a 11 metri di lunghezza. Alcuni paleontologi sostengono che i metriacantosauridi siano i veri antenati dei Carcharodontosauridae, i tetanuri giganti del cretaceo che vissero in varie parti del mondo, come in Argentina per il Giganotosaurus.

Una distribuzione più ampia?

Altri possibili appartenenti alla famiglia includono il portoghese Lourinhanosaurus, l'inglese Metriacanthosaurus e i due generi cretacei Fukuiraptor e Siamotyrannus. Questi dinosauri potrebbero provare che il range temporale - geografico del gruppo fosse molto più ampio di quanto precedentemente ritenuto; dal momento però che i resti sono in gran parte frammentari e che i caratteri diagnostici della famiglia sono ancora poco chiari, ulteriori studi sono necessari per comprendere l'evoluzione e la distribuzione dei metriacantosauridi.

Note

  1. 1 2 3 4 (EN) Maximilian Kellermann, Elena Cuesta e Oliver W. M. Rauhut, Re-evaluation of the Bahariya Formation carcharodontosaurid (Dinosauria: Theropoda) and its implications for allosauroid phylogeny, in PLOS ONE, vol. 20, n. 1, 14 Gennaio 2025, pp. e0311096, DOI:10.1371/journal.pone.0311096.
  2. ↑ O. W. Rauhut e D. Pol, Probable basal allosauroid from the early Middle Jurassic Cañadón Asfalto Formation of Argentina highlights phylogenetic uncertainty in tetanuran theropod dinosaurs, in Scientific Reports, vol. 9, n. 1, 2019, p. 18826.

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