Museo Athena

Museo Athena
Ubicazione
StatoItalia (bandiera) Italia
LocalitàCapannori
IndirizzoVia Carlo Piaggia 74
Coordinate43°50′24.28″N 10°34′21.75″E
Caratteristiche
TipoArcheo-etnografico
Istituzione2003
Apertura2007
Visitatori1 497 (2022)
Sito web

Il Museo Athena è un museo civico a Capannori (LU), istituito nel 2007.

Edificio

Il museo è allestito in un palazzo del XVII secolo e si sviluppa su tre piani fuori terra: una sezione archeologica (terre dell'Auser), una etnografica dedicata alla civiltà contadina e una sezione dedicata all'esploratore Carlo Piaggia. Gli spazi disponibili a piano terra sono riservati a mostre temporanee. L'edificio è accessibile in tutti i piani ai disabili ed è fornita gratuitamente una guida ai visitatori.

Edificio ligneo probabilmente di tipo cultuale.

Percorso espositivo

Sezione archeologica – terre dell’Auser

Ospita i ritrovamenti del sito in località Frizzone, nei pressi di un affluente del fiume Auser.

Nello scavo, realizzato tra il 2002 e il 2007 sono, infatti, emersi vari oggetti e reperti oggi esposti nel museo. La fattoria ritrovata nella zona del Frizzone era riconducibile all’insediamento di colonie liguri-romane e conteneva un particolarissimo edificio ligneo, perfettamente conservato nella parte interrata. Si tratta di una struttura pressoché quadrata di 4,5 x 3,5 metri, costituita da travi di quercia ben squadrate, disposte orizzontalmente a incastro, secondo la tecnica detta del blockhaus, tipica delle baite alpine. Una delle possibili ipotesi, è che fosse un edificio per i riti sacri rivolti al Dio Bacco. Nei pressi della capanna sono stati ritrovati i resti di 4 bambini, 2 dei quali sono esposti al museo.

Nella stanza è presente la fedele riproduzione di una Groma, strumento utilizzato dai romani per dividere e misurare il territorio, con cui è stata compiuta la centuriazione della piana lucchese, a partire dal castrum della città di Lucca.

Riproduzione della groma.

Inoltre il piano accoglie un piccolo nucleo di iscrizioni recuperato nel corso di quattro secoli dal territorio di Capannori, che offre preziose testimonianze sulla società romana della Piana di Lucca, in particolare nel corso del I secolo d.C.

Anche la stele dei Laronii, rinvenuta il 1954 a Castelvecchio presso la Badia di San Salvatore di Sesto, occupa un posto di rilievo.[1] Nel 1954, nel parco annesso alla Badia, emerse una epigrafe funebre in latino risalente al I secolo d.C.[2] Come afferma lo stesso Ciampoltrini, che riferisce la figura in rilievo di una barca sulla lapide: "È dunque possibile che la figurazione della barca rammenti le attività di fabri navales", la defunta avrebbe potuto appartenere ad una famiglia impegnata nella costruzione probabilmente di barche,[3] attività che si sarebbe potuta svolgere sulle rive dell'Auser, ben documentata, come lo stesso Ciampoltrini illustra in uno studio sulla pesca e sulla navigazione fluviale lungo l'Auser. Peraltro l'archeologo, in un altro studio, attribuisce alla figura della barca un probabile significato simbolico.

Il testo dell'iscrizione riporta che la stele fu posta da una donna – Laronia Secunda – sulla sepoltura, che accoglieva il fratello Lucius Laronius Rufus e il figlio Aulus Curius Sacerdos, e in cui sarebbe stata poi sepolta anche lei, assieme ai suoi discendenti. Sono riportate le dimensioni dello spazio sepolcrale, quindici piedi, circa 4,5 metri, destinato ad accogliere gli avanzi del rogo funebre.

Epigrafe dei Laronii.
Stele di Laronii, trascrizione e traduzione (da Ciampolrini)

Sezione etnografica - civiltà contadina

La sezione etnografica sul mondo contadino ospita reperti che spaziano dalla fine del XIX secolo all'inizio degli anni Cinquanta.

Dal 2014, l’Associazione Culturale Ponte ha realizzato con testimonianze materiali e immagini dell'epoca una sezione riguardante la coltura del granturco e del fagiolo nella Piana di Lucca, raccogliendo oggetti dismessi.

Szione storica - Carlo Piaggia

La sezione documenta l'opera di esploratore in Africa di Carlo Piaggia.

Note

  1. ↑ Amici antichi e recenti, su segnidellauser.blogspot.com.
  2. ↑ Giulio Ciampoltrini, Amici antichi e recenti: epigrafia latina nel territorio di Capannori (amore e morte, fatiche e successi), su segnidellauser.blogspot.com. URL consultato il 2 dicembre 2023.
  3. ↑ Giulio Ciampoltrini, I segni dell'Auser - Amici antichi e recenti: epigrafia latina nel territorio di Capannori (amore e morte, fatiche e successi), su segnidellauser.blogspot.com. URL consultato il 20 novembre 2025.
    «... decorato nella parte superiore da una corona pendente, e nel riquadro inferiore da una serie di oggetti resi a rilievo: le insegne delle magistrature municipali ....... una serie di oggetti che potrebbero indicare l’attività ‘professionale’ della famiglia, come la navicella e l’ascia per la lavorazione del legno, oppure avere carattere simbolico, allusivo al mondo femminile (il dittico aperto; il pettine; il secchiello). Nella prima età romana, infatti, è pratica ampiamente conosciuta qualla di dichiarare la professione del defunto riproducendo sul monumento funerario gli strumenti del suo lavoro; nel caso di tombe femminili la figurazione di oggetti di ornamento personale è particolarmente attestata nella Versilia e nel territorio di Luni.»

Voci correlate

Bibliografia

Alessandro Giannoni, Capannori. Inaugurazione del Museo Civico, in Notiziario della soprintendenza dei beni archeologici, p. 148.

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 3605157416832316710006