Necropsar rodericanus

Storno di Rodrigues
Il cranio lectotipo e altre ossa come raffigurati nella descrizione del 1879
Stato di conservazione
Estinto (metà del XVIII secolo)[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseAves
OrdinePasseriformes
FamigliaSturnidae
Genere†Necropsar
Günther & Newton, 1879 vide Slater
Specie†N. rodericanus
Nomenclatura binomiale
Necropsar rodericanus
Günther & Newton, 1879
Sinonimi
  • Necrospa rodericanus Shelley, 1900
  • Necrospar rodericanus (lapsus)
  • Testudophaga bicolor Hachisuka, 1937
Areale

Lo storno di Rodrigues (Necropsar rodericanus Günther & Newton, 1879) è una specie estinta di uccello della famiglia degli storni, endemica di Rodrigues, un'isola dell'Oceano Indiano situata a est del Madagascar. L'uccello misurava tra i 25 e i 30 cm di lunghezza, dimensioni considerate grandi per gli standard di uno storno. Il corpo era bianco, mentre ali e coda erano parzialmente nere; becco e zampe erano gialli. Si alimentava al suolo, utilizzando i forti muscoli del collo e della mandibola per perforare le uova e per estrarre la carne dalle tartarughe morte, che costituivano la base della sua dieta. Consumava anche chiocciole e altri invertebrati, oltre agli avanzi dei pasti di altri animali.

L'unica persona ad aver descritto l'uccello da vivo fu il marinaio francese Julien Tafforet, che trascorse nove mesi a Rodrigues dopo esservi stato abbandonato nel 1725. Anni più tardi pubblicò un libro di memorie nel quale raccontò gli incontri con vari animali nativi, incluso Necropsar rodericanus. Egli affermò che l'uccello era confinato a un isolotto chiamato Gombrani. Gli esperti ritengono che, a quell'epoca, la specie fosse già stata eradicata o fosse divenuta molto rara sull'isola principale a causa della presenza dei ratti introdotti dagli europei. I roditori predano uova e pulli, e questo è considerato il principale fattore responsabile dell'estinzione dello storno. Gli isolotti avrebbero rappresentato il suo ultimo rifugio, fino a quando anche questi non furono colonizzati dai ratti, causando la scomparsa definitiva della specie a metà del XVIII secolo.

Tra il 1866 e il 1874 furono scoperte a Rodrigues ossa subfossili che, una volta analizzate, vennero collegate all'uccello descritto da Tafforet un secolo prima. Tali reperti servirono da base per la descrizione scientifica della specie, redatta dagli ornitologi Albert Günther ed Edward Newton nel 1879. Il termine generico Necropsar deriva dalle parole greche nekros e psar, che significano rispettivamente "morto" e "storno", mentre l'epiteto specifico rodericanus si riferisce all'isola Rodrigues. A causa della somiglianza scheletrica, l'uccello fu inizialmente classificato nello stesso genere di Fregilupus varius, una specie endemica dell'isola vicina di Réunion. Tuttavia, la scoperta di ulteriori subfossili nel 1974 rafforzò l'idea che lo storno di Rodrigues appartenesse a un altro genere di storno, soprattutto a causa della costituzione più robusta del suo becco.

Tassonomia

Nel 1725 il marinaio francese Julien Tafforet fu abbandonato a Rodrigues, un'isola dell'arcipelago delle Mascarene nell'Oceano Indiano, dove rimase per nove mesi. Anni dopo pubblicò le sue memorie di quel periodo nel libro Relation d'île Rodrigue. Nell'opera, il viaggiatore narrò incontri con varie specie animali native, tra cui un uccello bianco e nero che si nutriva di uova e di tartarughe morte. Egli affermò che l'animale era confinato su un isolotto chiamato Gombrani, poi ribattezzato au Mât. François Leguat, un altro francese che era stato abbandonato a Rodrigues (prima di Tafforet, tra il 1691 e il 1693), descrisse anch'egli numerose specie locali nel suo resoconto pubblicato nel 1708. Non disponendo di una barca, non poté tuttavia esplorare i vari isolotti come fece Tafforet anni dopo.[2][3] Nessun altro viaggiatore che visitò l'isola menzionò mai quest'uccello.[4] In un articolo del 1875, l'ornitologo britannico Alfred Newton tentò di identificare l'uccello descritto da Tafforet, suggerendo che fosse imparentato con l'estinto Fregilupus varius, endemico di Réunion, un'altra isola vicina.[5]

Dipinto del 1874 della tenda di Henry H. Slater davanti a una grotta a Rodrigues, dove egli cercò fossili

Ossa subfossili di un uccello simile a uno storno furono scoperte a Rodrigues dal magistrato di polizia George Jenner nel 1866 e nel 1871, e dal reverendo Henry Horrocks Slater nel 1874. Furono rinvenute in grotte del Plaine Coral, un altopiano calcareo nel sud-ovest dell'isola.[6] Il materiale includeva cranio, mandibole, sterno, coracoide, omero, metacarpo, ulna, femore, tibia e metatarso di vari individui; le ossa furono conservate al British Museum e in musei di Cambridge. Nel 1879 tali reperti servirono da base per la descrizione scientifica della specie, redatta dagli ornitologi Albert Günther ed Edward Newton (fratello di Alfred).[7] Essi battezzarono la specie Necropsar rodericanus: nekros e psar sono parole greche che significano rispettivamente "morto" e "storno", mentre rodericanus si riferisce all'isola Rodrigues. Questo binomio era stato originariamente proposto da Slater in un manoscritto del 1874 che egli aveva inviato a Günther e Newton.[8] Slater aveva preparato il manoscritto per la pubblicazione nel 1879, cosa che non avvenne, ma Günther e Newton citarono le sue note inedite nel loro articolo e gli attribuirono la paternità del nome.[6] BirdLife International attribuisce infatti il nome della specie a Slater, invece che a Günther e Newton.[1] Questi ultimi due stabilirono che lo storno nativo di Rodrigues fosse strettamente imparentato con Fregilupus varius e lo mantennero in un genere separato solo per quella che definirono "l'attuale pratica ornitologica". A causa del becco robusto e massiccio, considerarono la nuova specie coincidente con l'uccello menzionato da Tafforet.[7]

Nel 1900 lo scienziato inglese George Ernest Shelley utilizzò la grafia Necrospa in un libro, creando così un sinonimo junior; attribuì però il nome allo zoologo Philip Sclater.[9] Nel 1967 l'ornitologo statunitense James Greenway suggerì che lo storno di Rodrigues dovesse essere classificato nello stesso genere di Fregilupus varius, data la somiglianza fra le due specie.[10] Tuttavia, la scoperta di ulteriori subfossili nel 1974 rafforzò l'idea che l'uccello di Rodrigues appartenesse a un altro genere di storno.[11] La robustezza del becco è la principale caratteristica che giustifica la distinzione generica dal Fregilupus.[2] Nel 2014 il paleontologo britannico Julian Hume descrisse una nuova specie estinta, Cryptopsar ischyrhynchus, basata su subfossili dell'isola Mauritius. Egli dimostrò che fosse più imparentata con lo storno di Rodrigues che con Fregilupus varius, in base alle caratteristiche di cranio, sterno e omero.[12] Fino ad allora lo storno di Rodrigues era l'unica specie di passeriforme delle Mascarene ad essere stata denominata sulla base di materiale fossile.[13]

Ricostruzione del 1907 di John Gerrard Keulemans (a sinistra), basata in parte su un esemplare che si rivelò essere un mimo delle Antille albino (a destra)

Nel 1898 il naturalista britannico Henry Ogg Forbes descrisse una seconda specie di Necropsar, N. leguati, basandosi su una pelle conservata al World Museum di Liverpool (esemplare D.1792), etichettata come proveniente dal Madagascar. Egli suggerì che il materiale appartenesse in realtà all'uccello menzionato da Tafforet, invece che a N. rodericanus dell'isola principale di Rodrigues.[14] Tuttavia Walter Rothschild riteneva che l'esemplare di Liverpool fosse un individuo albino di una specie di Necropsar, presumibilmente di Mauritius.[15] Nel 1953 il giapponese Masauji Hachisuka suggerì che N. leguati fosse abbastanza distinto da meritare un proprio genere, Orphanopsar.[16] Grazie a un'analisi del DNA eseguita nel 2005, il mistero fu risolto e l'esemplare fu infine identificato come un individuo albino di mimo delle Antille, proveniente dall'isola caraibica di Martinica.[17]

Hachisuka riteneva improbabili le abitudini carnivore descritte da Tafforet per uno storno, e la mancanza di una cresta lo portava a pensare che non fosse strettamente imparentato con Fregilupus. Affermò che l'animale ricordava un corvide per la colorazione bianca e nera, e suggerì che l'uccello visto da Tafforet fosse un tipo di ghiandaia. Nel 1937 lo chiamò Testudophaga bicolor e coniò il nome popolare inglese bi-coloured chough.[18] Le ipotesi di Hachisuka sono oggi rigettate, e gli ornitologi moderni ritengono che l'uccello menzionato da Tafforet sia lo stesso descritto dai subfossili.[6][17][19]

Nel 1987 l'ornitologo britannico Graham S. Cowles preparò un manoscritto nel quale descriveva una nuova specie di uccello della famiglia Timaliidae, Rodriguites microcarina, basata su uno sterno incompleto trovato in una grotta di Rodrigues. Nel 1989 il nome fu erroneamente pubblicato prima della descrizione, diventando un nomen nudum. Un'analisi successiva dello sterno, condotta da Julian Hume, mostrò che Rodriguites microcarina era identico allo storno di Rodrigues.[6]

Evoluzione

Nel 1943 l'ornitologo statunitense Dean Amadon suggerì che una specie simile agli attuali storni potesse essere giunta in Africa e aver dato origine allo storno carunculato (Creatophora cinerea) e agli storni delle isole Mascarene. Secondo Amadon, gli storni di Rodrigues e di Réunion sarebbero più strettamente imparentati con quelli asiatici, come le specie del genere Sturnus, che non con gli storni del genere Lamprotornis del continente africano e con Saroglossa aurata del Madagascar. Egli giunse a questa conclusione basandosi sulla colorazione del piumaggio.[20][21] Uno studio del 2008, che analizzò il DNA di varie specie della famiglia Sturnidae, confermò che la specie endemica di Réunion, Fregilupus varius, era effettivamente uno storno, ma non possedeva "parenti stretti" tra le specie esaminate.[22]

Gli storni che vivono tuttora nell'Asia orientale, come lo storno di Rothschild e Sturnia erythropygia, presentano somiglianze con queste specie estinte per quanto riguarda la colorazione e altre caratteristiche. Poiché gli storni di Rodrigues e di Mauritius sembrano essere più strettamente imparentati tra loro che con quello di Réunion – che a sua volta appare più vicino agli storni del Sud-est asiatico – potrebbero essere avvenute due colonizzazioni separate di storni nelle Mascarene a partire dall'Asia, con quello di Réunion giunto più recentemente. Oltre al Madagascar, le Mascarene furono le uniche isole del sud-ovest dell'Oceano Indiano a ospitare storni nativi. Ciò avvenne probabilmente grazie all'isolamento, alla topografia variegata e alla vegetazione di queste isole.[12]

Descrizione

Ricostruzione ipotetica dell'animale in vita, basata sul resoconto di Julien Tafforet, sui subfossili e su specie affini

Lo storno di Rodrigues era grande per gli standard di uno storno, misurando da 25 a 30 cm di lunghezza. Il corpo era bianco o bianco-grigiastro, le ali erano bruno-scure e becco e zampe erano gialli.[2] La descrizione completa di Tafforet è la seguente:

«Vi è un piccolo uccello che non è comune, poiché non si trova sull'isola principale. Lo si può vedere sull'isolotto au Mât [isola Gombrani], situato a sud dell'isola principale, e credo che esso rimanga su tale isolotto a causa degli uccelli rapaci dell'isola principale, e anche per nutrirsi più facilmente delle uova degli uccelli marini che pescano da quelle parti, poiché non si cibano di altro se non di uova o di tartarughe morte di fame, dalle quali sanno molto bene estrarre la carne dal carapace. Questi uccelli sono un po' più grandi di un merlo [Hypsipetes borbonicus], hanno il piumaggio bianco, parte delle ali e della coda nere, il becco giallo, così come i piedi, ed emettono un cinguettio meraviglioso. Dico un cinguettio perché producono molte note diverse. Ne alimentammo alcuni con carne cotta, tagliata in piccoli pezzi, che preferivano mangiare piuttosto che i semi.[2][5][23]»

Tafforet conosceva bene la fauna dell'isola di Réunion, dove viveva un altro storno, il Fregilupus varius. Egli effettuò diversi confronti tra le faune di varie località, perciò il fatto che non abbia menzionato una cresta nello storno di Rodrigues indica che essa fosse assente. La sua descrizione della colorazione delle due specie è simile.[6]

Ossa dell'ala (sinistra) e della zampa

Julian Hume osserva che il cranio dello storno di Rodrigues era approssimativamente della stessa dimensione di quello di Fregilupus varius, mentre lo scheletro era più piccolo. Sebbene la specie fosse chiaramente in grado di volare, lo sterno era più piccolo rispetto a quello di altri storni; tuttavia, una forte capacità di volo potrebbe non essere stata necessaria, data la ridotta superficie dell'isola e il suo rilievo. I due storni differivano soprattutto nei dettagli del cranio, delle mandibole e dello sterno. La mascella superiore dello storno di Rodrigues era più piccola, meno ricurva e con un'estremità meno sottile, mentre la mandibola era più robusta.[6] Non sono stati trovati resti sufficienti dello storno di Rodrigues per valutare se esistesse dimorfismo sessuale nella specie.[10] I subfossili mostrano una disparità di dimensioni tra gli esemplari, ma ciò potrebbe riflettere semplice variazione individuale, poiché le differenze sono graduali e non separano classi dimensionali distinte. È presente una differenza nella lunghezza e nella forma del becco tra due esemplari della specie, cosa che potrebbe indicare dimorfismo.[6]

Günther e Newton notarono che il cranio dell'uccello aveva una forma leggermente diversa ed era più lungo di quello del Fregilupus, misurando circa 2,9 cm di lunghezza all'altezza del condilo occipitale; era anche più stretto, con 2,1-2,2 cm. Gli occhi erano inseriti leggermente più in basso, e i margini superiori delle orbite oculari distavano circa 8 mm. Il setto interorbitale era più sottile e presentava un forame centrale più ampio. Il becco misurava circa 3,6-3,9 cm di lunghezza, meno ricurvo e proporzionalmente un po' più profondo rispetto a quello del Fregilupus varius. Sembra inoltre che avesse narici più grandi, con le aperture nelle ossa lunghe 1,2-1,3 cm. La mandibola misurava 5,2-6,0 cm di lunghezza e 4-5 mm di profondità prossimale. Il cranio mostrava una marcata area di inserzione muscolare sopra la fossa temporale. La cresta sopraoccipitale era fortemente sviluppata, e l'inserzione del muscolo biventer nella parte parietale sottostante era visibile. Ciò indica che lo storno possedeva muscoli del collo e della mandibola molto sviluppati.[7]

Secondo Günther e Newton, l'ulna dello storno di Rodrigues era leggermente più corta di quella del Fregilupus, misurando 3,7-4,0 cm; l'omero misurava 3,2-3,5 cm e la carena dello sterno era un po' più bassa. Possedeva papille ulnari robuste, indicanti remiganti secondarie ben sviluppate. Sono stati rinvenuti un coracoide lungo 27,5 mm e un carpometacarpo lungo 22,5 mm. La gamba e i piedi avevano proporzioni simili. Il femore misurava circa 3,3 cm, il tibiotarso 5,2-5,9 cm e il tarsometatarso 3,6-4,1 cm.[7]

Biologia

Frontespizio delle memorie di François Leguat (1708), che mostra il suo insediamento a Rodrigues, con tartarughe (di cui questo uccello si nutriva) e ratti in basso

Si conosce poco del comportamento dello storno di Rodrigues, oltre alla descrizione fornita da Julien Tafforet, a partire dalla quale possono essere fatte varie inferenze. La robustezza degli arti e le forti mascelle, capaci di mantenere il becco spalancato, indicano che l'uccello si alimentava al suolo. La sua dieta potrebbe essere stata composta da varie chiocciole e invertebrati di Rodrigues, oltre che da avanzi di cibo lasciati da altri animali.[2] Rodrigues ospitava grandi colonie di uccelli marini, tartarughe giganti terrestri del genere Cylindraspis (oggi estinte), nonché tartarughe marine, che avrebbero fornito una grande quantità di alimento allo storno, specialmente durante i periodi riproduttivi. Tafforet riferì che i piccioni e i pappagalli degli isolotti meridionali si recavano sull'isola principale solo per bere acqua, e Leguat osservò che i piccioni nidificavano esclusivamente sugli isolotti a causa della presenza dei ratti (introdotti dalle navi) sull'isola maggiore; è possibile che anche lo storno facesse lo stesso. Prima dell'arrivo degli esseri umani, gli storni di Rodrigues probabilmente erano distribuiti su tutta l'isola principale, con visite stagionali agli isolotti circostanti. La descrizione di Tafforet indica inoltre che l'uccello possedeva un canto complesso.[6]

La struttura corporea più robusta e le mandibole di forma più arcuata suggeriscono che lo storno di Rodrigues utilizzasse una forza maggiore rispetto al Fregilupus varius per cercare, o addirittura scavare, il cibo. Probabilmente era anche capace di rimuovere oggetti e forzare l'apertura di cavità mentre cercava nutrimento; lo faceva inserendo il becco a forma di cuneo e aprendo le mandibole, proprio come fanno altri storni e i corvi. Questa abilità conferma l'affermazione di Tafforet secondo cui l'uccello si nutriva di uova e di tartarughe morte.[7] È possibile che fosse in grado di separare la carne delle giovani tartarughe morte dai loro carapaci, facendole a pezzi. Tafforet non avvistò nessuno storno di Rodrigues sull'isola principale, ma affermò che tali uccelli avrebbero potuto essere allevati facilmente nutrendoli con carne, il che indica che egli portò con sé individui giovani provenienti da una popolazione riproduttiva dell'Île Gombrani.[2] Tafforet fu abbandonato a Rodrigues durante l'estate e apparentemente riuscì a procurarsi esemplari giovani; è noto che alcune altre specie di Rodrigues si riproducono in questa stagione, per cui è probabile che lo storno facesse lo stesso.[6]

Molte altre specie endemiche di Rodrigues si sono estinte dopo l'arrivo dell'uomo, e l'ecosistema dell'isola risulta oggi fortemente degradato. Prima dell'arrivo degli esseri umani, le foreste coprivano interamente l'isola, ma oggi ne rimane ben poco a causa della deforestazione. Lo storno di Rodrigues viveva accanto ad altre specie di uccelli recentemente estinte, come il solitario di Rodrigues, Erythromachus leguati, il parrocchetto di Rodrigues, il pappagallo di Rodrigues, la civetta di Rodrigues, l'airone Nycticorax megacephalus e il piccione di Rodrigues. Tra i rettili estinti figurano le tartarughe giganti Cylindraspis peltastes e C. vosmaeri, e la lucertola Phelsuma edwardnewtoni.[24]

Estinzione

Mapa da ilha Rodrigues feito por Leguat em 1708.

Il viaggiatore François Leguat menzionò che i piccioni costruivano i loro nidi sugli isolotti attorno a Rodrigues per evitare i ratti, che attaccavano uova e pulli. Questa potrebbe essere la ragione per cui Tafforet osservò lo storno di Rodrigues solo su un isolotto. All'epoca della visita di Tafforet, nel 1726, l'uccello probabilmente non esisteva più sull'isola principale, oppure era già molto raro. I roditori potrebbero essere arrivati nel 1601, quando una flotta olandese ancorò a Rodrigues. Gli isolotti sarebbero stati l'ultimo rifugio della specie, finché anche questi non furono colonizzati dai ratti. Lo storno di Rodrigues si estinse poco dopo che l'astronomo Alexandre Guy Pingré visitò l'isola come membro di una spedizione scientifica francese per osservare il transito di Venere del 1761.[2]

A Rodrigues era presente un'enorme quantità di tartarughe terrestri e marine. Queste vennero esportate a migliaia dai coloni, e i gatti furono introdotti per controllare i ratti, ma finirono per predare sia gli uccelli nativi sia le tartarughe. A quel punto, lo storno di Rodrigues era già estinto sull'isola principale. I ratti sono in grado di attraversare tratti di mare, e oggi abitano quasi tutti gli isolotti attorno a Rodrigues. Almeno cinque specie di storni del genere Aplonis si sono estinte nelle isole dell'Oceano Pacifico, e anche in quei casi i ratti hanno contribuito alla loro scomparsa.[12]

Note

  1. 1 2 (EN) BirdLife International. 2024, Necropsar rodericanus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 Julian P. Hume e M. Walters, Extinct Birds, Londra, A & C Black, 2012, pp. 273-4, ISBN 978-1-4081-5725-1.
  3. ↑ F. O. Leguat e S. P. Oliver SP, The Voyage of François Leguat of Bresse, to Rodriguez, Mauritius, Java, and the Cape of Good Hope, vol. 1, Londra, Hakluyt Society, 1891, DOI:10.5962/bhl.title.46034.
  4. ↑ Errol Fuller, Extinct Birds, New York, Comstock, 2001, pp. 366-7, ISBN 978-0-8014-3954-4.
  5. 1 2 A. Newton e E. Newton, Additional Evidence as to the Original Fauna of Rodriguez, in Proceedings of the Zoological Society of London, 1875, pp. 39-43.
  6. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Hume, 2014, pp. 44-51.
  7. 1 2 3 4 5 A. Günther e E. Newton, The extinct birds of Rodriguez, in Philosophical Transactions of the Royal Society of London, n. 168, 1879, pp. 423-37, DOI:10.1098/rstl.1879.0043.
  8. ↑ Julian P. Hume, L. Steel, A. A. André e A. Meunier, In the footsteps of the bone collectors: Nineteenth-century cave exploration on Rodrigues Island, Indian Ocean, in Historical Biology, vol. 1, 2014, DOI:10.1080/08912963.2014.886203.
  9. ↑ G. E. Shelley, The birds of Africa comprising all the species which occur in the Ethiopian region, Londra, R.H. Porter, 1900, p. 342.
  10. 1 2 J. C. Greenway, Extinct and Vanishing Birds of the World, vol. 13, New York, American Committee for International Wild Life Protection, 1967, pp. 129-32, ISBN 0-486-21869-4.
  11. ↑ G. S. Cowles, Studies of Mascarene Island Birds, Cambridge, Cambridge University Press, 1987, pp. 90-100, DOI:10.1017/CBO9780511735769.004, ISBN 9780521258081.
  12. 1 2 3 Hume, 2014, pp. 55-8.
  13. ↑ Julian P. Hume, Contrasting taphofacies in ocean island settings: the fossil record of Mascarene vertebrates, in Proceedings of the International Symposium "Insular Vertebrate Evolution: the Palaeontological Approach". Monografies de la Societat d'Història Natural de les Balears, vol. 12, 2005, pp. 129-44.
  14. ↑ H. O. Forbes, On an apparently new, and supposed to be extinct, species of bird from the Mascarene Islands, provisionally referred to the genus Necropsar, in Bulletin of the Liverpool Museums, n. 1, 1898, pp. 28-35.
  15. ↑ Walter Rothschild, Extinct Birds, Londra, Hutchinson & Co, 1907, pp. 5-6.
  16. ↑ M. Hachisuka, The Dodo and Kindred Birds, or, The Extinct Birds of the Mascarene Islands, in Proceedings of The Biological Society of Washington, Londra, H. F. & G. Witherby, 1953.
  17. 1 2 Julian P. Olson, R. C. Fleischer, C. T. Fisher e E. Bermingham, Expunging the 'Mascarene starling' Necropsar leguati: archives, morphology and molecules topple a myth, in Bulletin of The British Ornithologists' Club, n. 125, 2005, pp. 31-42.
  18. ↑ M. Hachisuka, Extinct chough from Rodriguez, in Proceedings of The Biological Society of Washington, n. 50, 1937, pp. 211-3.
  19. ↑ A. S. Cheke, An ecological history of the Mascarene Islands, with particular reference to extinctions and introductions of land vertebrates, in Studies of Mascarene Island birds, Cambridge, Cambridge University Press, 1987, pp. 5-89, DOI:10.1017/CBO9780511735769.003, ISBN 9780521258081.
  20. ↑ D. Amadon, Genera of starlings and their relationships (PDF), in American Museum Novitates, vol. 1247, 1943, pp. 1-16.
  21. ↑ D. Amadon, Remarks on the starlings, family Sturnidae (PDF), in American Museum Novitates, vol. 1803, 1956, pp. 1-41.
  22. ↑ D. Zuccon, E. Pasquet e P. G. P. Ericson, Phylogenetic relationships among Palearctic-Oriental starlings and mynas (genera Sturnus and Acridotheres: Sturnidae), in Zoologica Scripta, vol. 37, n. 5, 2008, pp. 469-81, DOI:10.1111/j.1463-6409.2008.00339.x.
  23. ↑ Oliver S. P. Tafforet e J. P. Hume, Relation de l'ile Rodrigue, in The Voyage of François Leguat of Bresse, to Rodriguez, Mauritius, Java, and the Cape of Good Hope, vol. 2, Londra, Hakluyt Society, 1891.
  24. ↑ Anthony S Cheke e J. P. Hume, Lost Land of the Dodo: an Ecological History of Mauritius, Réunion & Rodrigues, New Haven e Londra, T. & A. D. Poyser, 2008, ISBN 978-0-7136-6544-4.

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