Nicola Amodio

Nicola Amodio (Pizzo Calabro, 26 novembre 1898 – Mauthausen, 4 marzo 1945) è stato un poliziotto italiano e martire della Resistenza deportato a Mauthausen.

Biografia

Nicola Amodio nacque a Pizzo Calabro nel 1898. Dopo aver conseguito la maturità liceale, fu chiamato alle armi durante la prima guerra mondiale. Combatté come ufficiale di complemento (tenente di fanteria) sui fronti austriaco e francese. Per il suo valore, fu decorato dalla Repubblica Francese con la medaglia commemorativa della Grande Guerra, ricevuta a Parigi l'11 novembre 1923[1][2].

Congedato nel 1920, entrò nel Corpo della Regia Guardia per la Pubblica Sicurezza con il grado di maresciallo di 3ª classe e fu assegnato alla Regia Questura di La Spezia, città in cui visse e prestò servizio per il resto della sua vita. Frequentò nel 1925 la Scuola Tecnica di Polizia a Roma, dove superò gli esami per la nomina a comandante di IIIª classe (sottotenente). Fu poi nominato vice responsabile della Squadra Mobile nel 1926 e promosso vice commissario aggiunto nel 1928[1].

Nel 1941 ricevette un encomio ufficiale per meriti investigativi e venne proposto per l’avanzamento al grado superiore[1][2].

L’attività nella Resistenza

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e la nascita della Repubblica Sociale Italiana, Amodio scelse di opporsi apertamente al nazifascismo. Insieme al vice questore Lodovico Vigilante e al parroco don Giuseppe Bertoni, organizzò l'espatrio clandestino verso la Svizzera di numerosi antifascisti ed ebrei, collaborando con il Comitato di Liberazione Nazionale[3].

Il 23 novembre 1944 fu arrestato da due ufficiali delle SS accompagnati da due funzionari delle Brigate nere[4], all'interno della stessa Questura di La Spezia e trasferito nel carcere di Marassi, a Genova, con i colleghi Vigilante, Tonelli e Tosetti[3]. In seguito fu deportato nel campo di concentramento di Mauthausen, dove morì il 4 marzo 1945[5] a causa degli stenti e delle violenze subite[6].

Commemorazione

Nicola Amodio è oggi ricordato come uno degli otto agenti di pubblica sicurezza liguri che rifiutarono di collaborare con il regime nazifascista e pagarono con la vita la loro scelta. A La Spezia è stata posta una lapide in loro onore, che li ricorda come “baluardo di resistenza in difesa della libertà e dignità umana”[6]. Nel 2024 è stata installata una pietra d'inciampo (Stolperstein) a La Spezia, in via XX Settembre 6[7]. La pietra è parte del progetto europeo dell’artista Gunter Demnig per commemorare le vittime del nazifascismo.

La pietra d'inciampo in memoria di Nicola Amodio a La Spezia

Note

  1. 1 2 3 Poliziotti e Resistenza: i martiri dimenticati, su Città della Spezia, 12 dicembre 2014.
  2. 1 2 Nicola Amodio (PDF), su poliziadistato.it.
  3. 1 2 Nicola Amodio, da Pizzo il commissario di Polizia deportato a Mauthausen, su Il Vibonese, 27 gennaio 2024.
  4. ↑ Vincenzo Marangione, Tarcisio Trani, POLIZIA E CITTADINI NELLA RESISTENZA. I martiri dimenticati, pag. 92, LunaEditore, 2014.
  5. ↑ Da un documento del Comitato Internazionale della Croce Rossa in possesso del figlio Nicola, il commissario Amodio risulta deceduto il 4 febbraio [Vincenzo Marangione e Tarcisio Trani, POLIZIA E CITTADINI NELLA RESISTENZA. I martiri dimenticati, pag. 116, LunaEditore, 2014].
  6. 1 2 Salvò ebrei e antifascisti e morì in un lager: nel Vibonese ricordato il commissario Nicola Amodio, su LACNews24, 27 gennaio 2024.
  7. ↑ Pietre d'inciampo a 4 poliziotti della questura di La Spezia, su poliziadistato.it.

Bibliografia

  • Vincenzo Marangione, Tarcisio Trani, POLIZIA E CITTADINI NELLA RESISTENZA. I martiri dimenticati, LunaEditore, 2014.
  • AA.VV., FECERO LA SCELTA GIUSTA. I Poliziotti italiani che si opposero al nazifascismo, a cura di Raffaele Camposano, Ufficio Storico della Polizia di Stato, MINT, 2025, SBN 978-88-908598-5-4.

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