Nimis

Nimis
comune
(IT, FUR) Nimis[1]
Nimis – Stemma
Nimis – Bandiera
Nimis – Veduta
Nimis – Veduta
La pieve arcipretale dei Santi Gervasio e Protasio
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia
Provincia Udine
Amministrazione
SindacoFabrizio Mattiuzza (lista civica) dal 15-04-2025
Territorio
Coordinate46°12′01″N 13°15′54″E
Altitudine207 m s.l.m.
Superficie33,9 km²
Abitanti2 633[2] (31-5-2026)
Densità77,67 ab./km²
Frazionivedi elenco
Comuni confinantiAttimis, Lusevera, Povoletto, Reana del Rojale, Taipana, Tarcento
Altre informazioni
Lingueitaliano, friulano, sloveno
Cod. postale33045
Prefisso0432
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT030065
Cod. catastaleF898
TargaUD
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[3]
Cl. climaticazona E, 2 787 GG[4]
Nome abitantinimesi o nimensi[5]
Patronosanti Gervasio e Protasio
Giorno festivo19 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nimis
Nimis
Nimis – Mappa
Nimis – Mappa
Posizione del comune di Nimis nella ex provincia di Udine
Sito istituzionale

Nimis (così anche in friulano[6]; in sloveno Neme[7][8][9] o anche Nieme[10][11]) è un comune italiano di 2 633 abitanti[2] del Friuli-Venezia Giulia.

Geografia fisica

Fiumi e torrenti

Montagne

  • Bernadia (872 m)
  • Plaiûl (620 m)
  • Cladis (850 m)
  • Zisilin (957 m)

Storia

Il toponimo, anticamente Nemas, probabilmente deriva dalla radice celtica Nem (santuario, recinto) o Nim (bosco), il che fa pensare a un bosco sacro forse presente nella zona.[12][13]

Manufatti ritrovati testimoniano la presenza di insediamenti umani già nell'Età del bronzo. I Romani, conquistando Aquileia, posero la zona sotto il dominio dell'Agro di Forum Iulii. Numerosi sono i reperti ritrovati risalenti a quell'epoca, lo stesso borgo Molmentet, uno dei borghi di Nimis, prenderebbe il nome da monumenti sepolcrali lì ritrovati.[14]

Durante il periodo longobardo nella zona erano presenti alcune roccaforti, tra cui anche castrum Nemas, posto su una altura sopra al paese, ricordato da Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum.[15][16] Nel castello fu ucciso Arnefrido, figlio di Lupo, Duca del Friuli, che ambiva al titolo del padre in contrasto con il re Grimoaldo.[17]

Scavi eseguiti nel 1964 sotto il pavimento della chiesa dei Santi Gervasio e Protasio datarono la prima basilica alla metà del VI secolo.[18] La pieve di Nimis, nata in questo periodo, mantenne per tutto il medioevo la propria giurisdizione non solo su Nimis, ma anche sui vicini paesi di Attimis e Povoletto, oltre che sulle popolazioni di origine slava che, a partire dal VI secolo, si erano insediate sulle montagne vicine.

Nel 1077, con la nascita dello stato patriarcale, Nimis divenne feudo della gastaldia di Tricesimo, dipendente da Aquileia. Il castello di Nimis perse il suo potere, mentre il borgo conobbe un notevole sviluppo economico e sociale, divenendo un comune rurale, composto da una vicinia, assemblea dei capifamiglia, che annualmente eleggeva un Decano (o Meriga) con compiti amministrativi.[19] Nel paese, in periodo medievale, erano presenti due cente, cioè raggruppamenti di case disposte in forme circolari attorno a una piazza: una era presso la pieve, l'altra nell'omonimo borgo, dove era anche presente una loggia.[20] Oltre al borgo Centa esistevano anche i borghi di Valle, Ariis di Sopra, Ariis di Sotto, Ariba, Cechìn e Molmentet, presenti ancora oggi. Il reticolo stradale, di origine romana, era composto dalla strada detta di San Mauro, che collegava borgo Valle al Torre e la trasversale, attuale pedemontana passante per San Gervasio.[21]

Nel 1420, Nimis e tutto il Friuli vennero sottomessi al dominio della Serenissima, rimasero però immutate le istituzioni medievali. Nel 1477 i Turchi riuscirono a superare le difese veneziane e irruppero con violenza nel basso e medio Friuli, Nimis, come altri paesi vicini fu risparmiata dall'invasione, ma non dalla peste, che flagellò queste zone negli anni successivi. A ciò si aggiunse nel 1511 la guerra tra Venezia e l'Impero Germanico, un forte terremoto e una rivolta dei contadini.[22] Nel 1647 Nimis venne infeudata al conte Giacomo Antonini, dopo che il suo pronipote morì senza figli maschi, passò alla famiglia Zanchi-Locatelli di Bergamo.

A partire dal XVI secolo crebbe l'importanza delle popolazioni slave, che fecero causa contro la pieve per la mancanza di cura verso le anime della montagna e riuscirono a ottenere nel 1642 l'erezione del Vicariato degli Slavi, suddivisione della parrocchia con sede a Torlano, che era amministrata da un parroco che conosceva i dialetti slavi e celebrava messa nelle chiese di montagna. Il vicariato venne abolito nel 1885 a favore delle nuove chiese sorte localmente.[23]

Dopo la caduta della Repubblica di Venezia nel 1797, il Friuli subì prima l'invasione francese, l'anno successivo il passaggio all'Austria e poi il ritorno alla Francia nel 1805. Anche Nimis risentì di questo clima bellico e si sofferse la fame e la povertà, ma la situazione divenne più stabile negli anni successivi, con l'istituzione del comune napoleonico. Infine nel 1816, dopo la restaurazione, Nimis cambiò ordinamento comunale e riuscì a risollevarsi, vennero infatti costruite le scuole e nuove strade. Quando nel 1866 i soldati italiani entrarono vittoriosi a Udine, il comune era ancora occupato dagli Austriaci, la liberazione avvenne solo qualche mese dopo, sancita da un plebiscito.[24]

Il Comune non fu coinvolto direttamente nei combattimenti della prima guerra mondiale, ma venne segnato dal passaggio di truppe e fu di appoggio per il fronte isontino. Dopo la disfatta di Caporetto subì molte angherie da parte del nuovo comando austriaco, che ordinò requisizioni, controlli e ingenti tasse, che si conclusero solo con l'armistizio e la fine della guerra.[25]

Durante la seconda guerra mondiale il territorio del comune fu coinvolto dalle attività della resistenza friulana con la partecipazione delle Brigate Garibaldi e delle Brigate Osoppo, con conseguente incendio del paese da parte delle SS per evitare qualsiasi tipo di insurrezione partigiana. Nonostante ciò, grazie al costante impegno dimostrato dai nimensi il paese venne ricostruito in brevissimo tempo.[26]

Il 24 agosto 1944, nella frazione di Torlano, si svolse un eccidio nazista, compiuto da membri delle Waffen SS tedeschi. Vennero rastrellati e trucidati 33 civili, inclusi donne e bambini.[27][28] Il relativo fascicolo di indagine fu oggetto di insabbiamento; fu rinvenuto soltanto nel 1994 all'interno del cosiddetto armadio della vergogna.

Nel 1976 il comune fu devastato dal terremoto del Friuli, che provocò enormi crolli e danni.

Simboli

Il Comune ha adottato come segno distintivo uno stemma definito da uno scudo sannitico con cane passante d'argento su una mezzaluna d'oro, in campo azzurro,[29] sormontato dalla corona muraria da Comune e contornato da fronde d'alloro e quercia. Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Onorificenze

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e d'alto senso del dovere, meritevole dell'ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta. Eventi sismici 1976.»
— 12 dicembre 2002[30]

Monumenti e luoghi d'interesse

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[31]

Lingue e dialetti

A Nimis, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza la lingua friulana. Ai sensi della deliberazione n. 2680 del 3 agosto 2001 della giunta della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, il comune è inserito nell'ambito territoriale di tutela della lingua friulana ai fini della applicazione della legge 482/99, della legge regionale 15/96 e della legge regionale 29/2007[32]. La lingua friulana che si parla a Nimis rientra fra le varianti appartenenti al friulano centro-orientale[33].

Nel comune di Nimis è inoltre tradizionalmente parlato il dialetto tersko. In una frazione del comune, Cergneu, è stato scritto il Manoscritto di Cergneu (in sloveno Černjejski rokopis), uno dei primi manoscritti sloveni datati con precisione. Nel XVIII secolo, secondo la testimonianza di padre Sturolo, questa era ancora la lingua prevalente anche nei centri abitati di Nimis e Torlano. Già a fine XIX secolo, secondo uno studio dell'etnografo Francesco Musoni, il suo uso era limitato alle frazioni montane di Cergneu Superiore (slov. Černjeja), Monteprato (Karnice), Chialminis (Vizont), Pecolle (Podbreg[34]) e in parte Ramandolo (Romandol).[35] Si delineava così la divisione tra le frazioni della parte montana del comune, riconducibili all'area linguistica del dialettale tersko, e quelle in pianura o più prossime ad essa, riconducibili all'area linguistica friulana. Una spiegazione del toponimo Ramandolo (friul. Ramàndul o Romàndul), frazione che si trova in posizione di cerniera tra montagna e pianura, lo fa derivare proprio dall'antica indicazione del passato confine linguistico (Romàndul, nel senso di ultimo luogo linguisticamente "romanzo" prima della collina slavofona).

Oggi, sebbene risulti in forte regressione, il dialetto tersko risulta ancora in uso in alcune frazioni montane (Cergneu Superiore, Cergneu Inferiore, Monteprato, Chialminis). Limitatamente alle frazioni di Cergneu Superiore/Černjeja e Cergneu Inferiore/Dolenjena, questo dialetto è sottoposto a tutela, ai sensi della Legge 38/2001.[36][37] Nei censimenti linguistici la popolazione che parlava abitualmente slavo nel comune risultò essere compresa tra poco meno di un quarto (1911) e poco più di un terzo (1921). Le stime del dopoguerra variano da un 3,5% stimato dal geografo Giorgio Valussi nel 1971 al 25% risultato dalla stima governativa del 1983. L'unico studio relativo anche alle altre componenti linguistiche fu quello del gruppo "Alpina", relativo al 1974, che stimò un 84% di madrelingua friulani e un 5% di madrelingua italiani.[38][39]

Censimenti Stime[39]
Lingua 1911[40] 1921[41] 1952[42] 1971[43] 1974[44] 1983[45]
Sloveno 24,2% (fam.) 34,2% 4% 3,5% 11% 25%

Cultura

Letteratura

A Nimis e nei dintorni è ambientato il romanzo Il Conte pecoraio di Ippolito Nievo, scritto nel 1855.

Eventi

  • 1 e 2 agosto, festa degli uomini di Monteprato
  • Dall'1 all'8 settembre, festa della Madonna delle Pianelle o [Ottavario]
  • il 25 luglio sagra di San Giacomo a Cergneu
  • febbraio o marzo, carnevale a Nimis con sfilata dei carri allegorici e il rito di liberazione del pust

Geografia antropica

Frazioni

Il comune si suddivide nelle seguenti frazioni:[46]

  • Cergneu (in friulano Çargneu, in dialetto tersko e in sloveno Černjeja[47]) Cergneu è composta da alcuni borghi sparsi lungo la valle del torrente Lagna, a est di Nimis. Il principale di questi è Cergneu Superiore (in friulano Çargneu disore, dialetto tersko Černjeja,[48][49] in sloveno anche Gornja Černjeja[7]), in cui è situata l’antica chiesa di San Giacomo. A metà strada tra Cergneu Superiore e Nimis è situato Cergneu Inferiore (in friulano Çargneu disot, in sloveno e in dialetto tersko Dolenjena[50]), posto ai piedi del castello della famiglia Savorgnan-Cergneu, fondato prima del 1170 e distrutto nel 1511. Sono inoltre presenti le località di Borgo Uancigh (in friulano Guàncis, in sloveno Uancigh, in dialetto tersko Vićáunica), Borgo Molino (in friulano Mulìn, in sloveno Malin), Pecolle (in friulano Pecol, in dialetto tersko Doubje, in sloveno Dobje[49]) dove si trova l’antica chiesa della Santa Trinità, Pecolle di sotto (in sloveno Poddobje[48]), Borgo Lase (in sloveno Laze[48]) e in fondo alla vallata Nongruella (in friulano Nogruele, in dialetto tersko Orenjena[49]).
  • Chialminis (in friulano Cjalminis, in dialetto tersko Vizont[49]) Chialminis è composta da quattro piccoli borghi sparsi sul fianco orientale del monte Bernadia, sul ripido versante che lo separa dalla forra del Cornappo. Il Borgo Chiesa (in sloveno Seglíšča[48]), si sviluppa nei pressi dell’antica chiesa di S. Elena imperatrice, e viene spesso considerato parte di Borgo Sturma (in sloveno Šturmići bork[48]). Gli altri borghi sono il vicino Borgo di Mezzo (in sloveno Uaš[48]), Borgo Tamar (in sloveno Tamar) e Borgo Vigant (in friulano Vigant,[49] in sloveno Uijante), adagiato su uno sperone che domina la valle sottostante.
  • Monteprato (in friulano Mondiprât, in dialetto tersko Karnice e in sloveno Krnice[49][7]) Monteprato è adagiata su un altipiano che si estende tra la forra del Cornappo e la valle del rio Montana. Nell'abitato si trova la chiesa ottocentesca dedicata a San Giorgio, stessa dedicazione dell'antico sacello posto sull'altura del monte Zuccon.
  • Ramandolo (in friulano Ramandul, localmente anche Romandul[49]) Ramandolo è una nota località pittoresca situata sui dolci colli coperti di vigneti appena a sud del monte Bernadia. Nella parte più alta, appena sotto le rupi del monte, è situata l’antica chiesetta di San Giovanni Battista, costruita nel XV secolo, da cui si gode un’ottima visuale della piana di Nimis. La località è nota in tutto il mondo per il vino omonimo.
  • Torlano (in friulano Torlàn, in sloveno Torlan[48]) La frazione è composta dalle borgate di Torlano di Sopra, Bòncars e Torlano di Sotto. Si sviluppa lungo le rive del torrente Cornappo, ai margini della piana di Nimis, dove il fiume rallenta il suo corso. Vi si trova la chiesa ottocentesca di Sant'Antonio da Padova, situata a Torlano di Sopra, non distante dal pittoresco ponte "degli angeli" che ha ispirato il romanzo Il Conte Pecorajo di Ippolito Nievo.
  • Vallemontana (in friulano Valdimontane, in dialetto tersko Konolič, in sloveno Kanalič[49]) Vallemontana è una piccola località situata nella valle del rio Montana, lungo la strada che conduce a Monteprato. La chiesa, edificata nel 1918, è dedicata a San Giuseppe, le case si affacciano sul piccolo torrente che attraversa il paese.

Il capoluogo è storicamente diviso nei seguenti borghi:

  • Borgo Ariis
  • Borgo Cecchin
  • Borgo Centa
  • Borgo Molmentet
  • Borgo San Gervasio
  • Borgo Valle

Vicino a Sedilis (Tarcento) si trova anche Borgo Clotz.

Economia

Vino

Il vino di Nimis è rinomato in tutto il Friuli: infatti nel piccolo paese sono presenti molte cantine e vigne, e nella frazione di Ramandolo viene prodotto l'omonimo vino, ancor più pregiato

Amministrazione

Sindaci dal 1995

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 1999 Renato Picogna Lista civica Sindaco
1999 2004 Renato Picogna Lista civica Sindaco
2004 2009 Renato Picogna Lista civica Sindaco
2009 2011 Danilo Gervasi Lista civica Sindaco
2011 2016 Walter Tosolini Lista civica Sindaco
2016 2022 Gloria Bressani Lista civica Sindaco
2022 2024 Giorgio Bertolla Lista civica Sindaco [51]
2025 - Fabrizio Mattiuzza Lista civica Sindaco

Note

  1. ↑ Toponimo ufficiale in lingua friulana, sancito dal DPReg 016/2014, vedi Toponomastica ufficiale, su arlef.it.
  2. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ↑ Comune di Nimis, su comune.nimis.ud.it. URL consultato il 9 agosto 2026.
  6. ↑ toponomastica ufficiale (DPReg 016/2014), su arlef.it.
  7. 1 2 3 (SL, EN) Commissione per la standardizzazione dei nomi geografici (Governo della Repubblica di Slovenia), Standardizzazione ufficiale dei nomi geografici in sloveno (anno 2007) (PDF), su gov.si, 2007.
  8. ↑ (EN) Lavo Čermelj, Venetian Slovenia (PDF), Yugoslav Institute for International Affairs, 1946, p. v. inserto mappa.
  9. ↑ Igor Jelen, Roland Löffler, Peter Čede, Ernst Steinicke, Tra conservazione e rischio di estinzione: La minoranza etno-linguistisca slovena in Italia, in Bollettino della Società geografica italiana, vol. 14, n. 1, p. 96, DOI:10.13128/bsgi.v1i1.92.
  10. ↑ Pri Niemah bije srce Čarnjeje_Vicino Nimis batte il cuore di Cergneu, in Dom, 30 novembre 2018.
  11. ↑ Cartelli in più lingue per Prepotto_Večjezične table za Prapotno, in Dom, 1º dicembre 2017.
  12. ↑ G.Frau, I nomi dei castelli friulani, in Studi linguistici friulani, Udine, 1969, p. 264.
  13. ↑ G. Frau, toponomastica preromana e romana nel territorio di Aquileia antica, in Antichità altoadriatiche, il territorio di Aquileia nell'antichità, Udine, 1979, p. 122.
  14. ↑ P. Bertolla, G. Comelli, Il periodo delle origini, in Storia di Nimis, Udine, 1990, p. 20.
  15. ↑ Nimis - Capoluogo, su Comune di Nimis. URL consultato il 27 novembre 2023 (archiviato dall'url originale il 27 ottobre 2012).
  16. ↑ Paolo Diacono, Historia Langobardorum, vol. IV, cap. 37
  17. ↑ Paolo Diacono, Historia Langobardorum, vol. V, cap. 22
  18. ↑ G.C. Menis, Plebs de Nimis, Udine, 1968.
  19. ↑ P. Bertolla, G. Comelli, Sotto le ali del patriarcato, in Storia di Nimis, Udine, 1990, p. 43.
  20. ↑ Patrimonio Culturale FVG, https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/complesso-archeologico/?s_id=759550. URL consultato il 7 novembre 2024.
  21. ↑ P. Bertolla, G. Comelli, Sotto le ali del patriarcato, in Storia di Nimis, Udine, 1990, p. 53.
  22. ↑ P. Bertolla, G. Comelli, Sotto le ali del patriarcato, in Storia di Nimis, Udine, 1990, p. 68.
  23. ↑ fauna31.wordpress - storia religiosa della slavia friulana dalle origini al 1920, https://fauna31.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/ville-e-vicariati-slavi05.pdf. URL consultato l'11 novembre 2024.
  24. ↑ P. Bertolla, Il plebiscito di Nimis nel 1866, 1966.
  25. ↑ P. Bertolla, G. Comelli, Tra guerre e invasioni, in Storia di Nimis, Udine, 1990, p. 205.
  26. ↑ Primo Cresta, Un partigiano dell'Osoppo al confine orientale, Del Bianco Editore, 1969.
  27. ↑ 25 agosto 1944: Strage di Torlano di Nimis, su ANPI Mirano, 22 agosto 2012.
  28. ↑ In ricordo dell'eccidio a Torlano di Nimis, su ANPI, 25 agosto 2012 (archiviato dall'url originale il 25 agosto 2017).
  29. ↑ Comune di Nimis, Regolamento per l'utilizzo dello stemma del gonfalone della fascia tricolore e delle bandiere (PDF).
  30. ↑ Comune di Nimis Medaglia d'oro al merito civile, su quirinale.it.
  31. ↑ Dati tratti da:
  32. ↑ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana., su arlef.it.
  33. ↑ Lingua e cultura, su arlef.it.
  34. ↑ Simon Rutar, Beneška Slovenija (PDF), su novimatajur.it.
  35. ↑ Francesco Musoni, Tedeschi e Slavi in Friuli secondo l'ultimo censimento, in Bollettino della SGI, vol. 4, Società geografica italiana, 1903, p. 193, ISSN 2974-5780.
  36. ↑ Decreto del Presidente della Repubblica 12 settembre 2007, su www1.interno.gov.it.
  37. ↑ Verifica del grado di attuazione delle disposizioni ai sensi dell’art. 10 della Legge di tutela n. 38/2001 in materia di insegne pubbliche e toponomastica (PDF), su consiglio.regione.fvg.it.
  38. ↑ Lokar A. e Thomas L., Socioeconomic Structure of the Slovene. Population in Italy, in Slovene Studies: Journal of the Society of Slovene Studies, New York, 1977.
  39. 1 2 Milan Bufon, Lo spazio con/diviso (PDF), Aracne editrice, pp. 92-96, ISBN 978-88-255-2570-0.
  40. ↑ Censimento della popolazione del Regno d'Italia al 10 giugno 1911 (PDF), VI, Ministero di agricoltura, industria e commercio, 1915, p. 386.
  41. ↑ Censimento della popolazione del Regno d'Italia al 1 dicembre 1921 (PDF), XIX. Relazione generale, Presidenza del Consiglio dei Ministri, 1928, p. 274.
  42. ↑ Rilevazione "semi-ufficiale" del Centro di Documentazione della Presidenza del Consiglio
  43. ↑ Stima effettuata dal geografo Giorgio_Valussi, vedi Lokar A. e Thomas L., Socioeconomic Structure of the Slovene. Population in Italy., in Papers in Slovene Studies, Society for Slovene., New York, 1977.
  44. ↑ Stima del Gruppo di studio "Alpina"
  45. ↑ Stima del Governo italiano
  46. ↑ Sito ufficiale del Comune di Nimis (UD) - Le frazioni, su comune.nimis.ud.it. URL consultato il 18 maggio 2026.
  47. ↑ Barbara Cinausero, Ermanno Dentesano e Franco Finco, Nons furlans di lûc = Nomi friulani di luogo : repertorio toponimico italiano-friulano, Società Filologica Friulana, 2004.
  48. 1 2 3 4 5 6 7 Glossario del dialetto delle valli del Torre (PDF), su bos.zrc-sazu.si. URL consultato il 15 novembre 2024.
  49. 1 2 3 4 5 6 7 8 Barbara Cinausero, Ermanno Dentesano e Franco Finco, Nons furlans di lûc = Nomi friulani di luogo : repertorio toponimico italiano-friulano, Società Filologica Friulana, 2004.
  50. ↑ Barbara Cinausero, Ermanno Dentesano e Franco Finco, Nons furlans di lûc = Nomi friulani di luogo : repertorio toponimico italiano-friulano, Società Filologica Friulana, 2004.
  51. ↑ A seguito delle dimissioni rassegnate dalla maggioranza del consiglio comunale, il consiglio è stato sciolto l'8 maggio 2024 ed è stato sostituito da un commissario

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