Attimis
| Attimis comune | |
|---|---|
| (IT) Attimis, (FUR) Atimis[1] (SL) Ahten[2] | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Maurizio Malduca (lista civica Per Attimis) dal 10-06-2024 |
| Lingue ufficiali | italiano, friulano, sloveno |
| Territorio | |
| Coordinate | 46°11′N 13°18′E |
| Altitudine | 195 m s.l.m. |
| Superficie | 33,24 km² |
| Abitanti | 1 652[3] (31-5-2026) |
| Densità | 49,7 ab./km² |
| Frazioni | Forame, Porzus, Racchiuso, Subit[4] |
| Comuni confinanti | Faedis, Nimis, Povoletto, Taipana |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 33040 |
| Prefisso | 0432 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 030007 |
| Cod. catastale | A491 |
| Targa | UD |
| Cl. sismica | zona 1 (sismicità alta)[5] |
| Cl. climatica | zona E, 2 639 GG[6] |
| Nome abitanti | attimesi[7][8] |
| Patrono | sant'Andrea |
| Giorno festivo | 30 novembre |
| Cartografia | |
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| Sito istituzionale | |
Attimis (in friulano Atimis[9], in sloveno Ahten[4][10]) è un comune italiano di 1 652 abitanti[3] del Friuli-Venezia Giulia.
Storia
È il luogo originario della nobile famiglia Attems, abitanti dei due castelli di Attimis, il castello superiore e quello inferiore, abbandonati nel 1511 a causa del sisma che colpì il territorio; in seguito venne eretta ai piedi di quest'ultimi una villa provvista di torri, incendiata dai tedeschi nel settembre 1944.
Il Castello di Attimis, "castrum jacet [...] ad locum qui dicitur Attems", viene citato nel 1106, quando il vescovo di Salisburgo, Bertoldo, "Bertoldus episcopus filius Purchardi", dona il castello e tutte le pertinenze e i diritti ad esso spettanti con la facoltà di disporne a loro piacimento, a Matilde, figlia di Uldarico d'Attimis già Marchese di Toscana, e a Corrado di Manzano, suoi prossimi parenti. L'atto, rogato a Attimis ("Actum in Atins")[11], fu sottoscritto dai seguenti testimoni: Ermanno di Manzano, Napone viceconte, Larico viceconte, Federico giurisperito, Azzone di Castillerio ed altri. Nel 1166, Ulrico o Voldarico d'Attems, già Marchese di Toscana, rimise i propri feudi a Voldarico, Patriarca di Aquileia, perché ne desse l'investitura a Luicarda sua figlia, al di lei marito Enrico di Manzano e al loro figlio Corrado[12].
Seconda guerra mondiale
Durante la seconda guerra mondiale il territorio del Comune di Attimis ed in particolare le località di Forame, Porzûs, Racchiuso, Subit furono interessati dalle attività della resistenza friulana con le operazioni delle unità partigiane Brigate Garibaldi e Brigate Osoppo.[13]
Il paese di Subit in particolare, già dai giorni successivi alla capitolazione avvenuta l'8 settembre 1943, fu luogo di nascita di una delle prime "bande" di partigiani e nel novembre '43 fu sede di un reparto del 1º Btg. Garibaldi-Friuli e successivamente del primo battaglione regolare della zona est della Brigata Osoppo, che poi diventerà Divisione Osoppo.
Nel 1976 il comune fu devastato dal terremoto del Friuli, che provocò enormi crolli e danni soprattutto nelle frazioni montane, sconvolgendone l'aspetto originario.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone del comune di Attimis sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica del 26 giugno 1955.[14] Il gonfalone municipale è un drappo partito di bianco e di rosso.
Onorificenze
— 14 febbraio 2003[15]
Questo conferimento revoca la medaglia d'argento concessa in precedenza con D.P.R. del 12 dicembre 2002.[16]
Monumenti e luoghi d'interesse
- Castello di Partistagno
- Castello Inferiore
- Castello Superiore
- Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Lucia a Porzus
- Chiesa di Sant'Andrea Apostolo ad Attimis
- Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio abate
- Chiesa di San Silvestro papa a Racchiuso
- Museo Archeologico Medioevale: si trova nel centro del paese ed espone oggetti relativi ai castelli del Friuli orientale, lungo la via che conduceva da Cividale del Friuli verso i valichi alpini, documentando la vita quotidiana degli abitanti in epoca medioevale (X - XV secolo).
- Villa d'Attimis, Strassoldo Soffumbergo.
- Villa d'Attems a Pecòl
Società
Evoluzione demografica
Abitanti censiti[17]

Lingue e dialetti
Ad Attimis, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza la lingua friulana[18]. Ai sensi della Deliberazione n. 2680 del 3 agosto 2001 della Giunta della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, il Comune è inserito nell'ambito territoriale di tutela della lingua friulana ai fini della applicazione della legge 482/99, della legge regionale 15/96 e della legge regionale 29/2007[19]. L'unica stima sull'uso della lingua friulana nel comune è stata quella del gruppo di studio "Alpina" relativa al 1974, che rilevò un 77% di madrelingua friulani.[20]
Sono presenti inoltre varianti locali della lingua slovena, riconducibili al più ampio gruppo dialettale delle Valli del Torre, in ogni paese sono spesso chiamate dagli stessi parlanti po našen (traducibile con a modo nostro). Se fino al XVIII secolo erano maggioritarie anche nel centro abitato di Attimis,[21] in età contemporanea sono parlate soprattutto nelle frazioni di Forame/Malina, Subit/Subid e Porzus/Porčinj, ora spesso accanto al friulano mentre fino agli anni '60 specialmente nelle frazioni più a monte questo idioma slavo rappresentava la parlata principale nel quotidiano (nel 1901 in queste frazioni risultavano parlare abitualmente l'idioma slavo 252 famiglie su 268, vale a dire il 94%[22]). Complessivamente nei censimenti del 1901 e del 1911, che rilevarono la lingua parlata abitualmente, risultarono di lingua o dialetto sloveno tra il 45 e il 48% delle famiglie del comune, mentre nelle stime del dopoguerra questa percentuale si ridusse al 20-25% degli abitanti.[20] L'intero comune di Attimis è oggi incluso anche nell'ambito territoriale di tutela della lingua slovena a norma della legge 23 febbraio 2001, n. 38.[23]
| Censimenti | Stime[20] | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Lingua | 1901[24][22] | 1911[25] | 1952[26] | 1971[27] | 1974[28] | 1983[29] | |
| Sloveno | 45,8% (fam.)[30] | 47,4% (fam.)[30] | 20%[30] | 20% | 21% | 25% | |
Geografia antropica
Frazioni
Racchiuso/Riclûs/Rekluž
La frazione è situata a 190 m s.l.m., conta circa 500 abitanti ed è costituita dal nucleo abitato principale e da due borghi separati: Partistagno (Borgo Faris) e Poiana (di Sopra e di Sotto). Un'ulteriore borgata, ormai disabitata e immersa nella vegetazione, si trova a nord-est del paese: Canalutto vecchia. Di particolare interesse l'antica torre campanaria e la chiesa di San Silvestro con la limitrofa cappella affrescata da Gian Paolo Thanner (1400 circa). Un km a nord-ovest la vallata è dominata dal Castello di Partistagno, recentemente ristrutturato, con annessa la chiesa di Sant'Osvaldo. Nei boschi al di sopra del paese si trovano le grotte preistoriche del "Çiondar des Pagánis" e del "Masariât". D'interesse anche l'Ancona di Carûl, il Cristo di Poiana ed il monastero delle Clarisse a Partistagno. Ampia e ben segnalata la rete sentieristica. La frazione di Racchiuso è situata sulla strada provinciale SR356, ed è l’ultimo paese posto su di essa appartenente al comune di Attimis, prima di arrivare a Faedis; è inoltre collegato attraverso via Subida alla vicina Bellazoia, dalla quale dista circa 3 km.
Subit/Subît/Subid
La frazione di Subit (slov. Subid), posta ad un'altezza di 727 metri s.l.m alle pendici del monte Nagrad, è situata sulle propaggini più meridionali delle Prealpi Giulie, nella parte orientale della Provincia di Udine, conosciuta come Slavia Friulana, e offre una splendida vista su gran parte della pianura friulana, spaziando, nelle giornate limpide, fino al mare.
L'origine dell'abitato è da attribuirsi probabilmente tra il VII e il VIII secolo d.C quando nelle aree delle Valli del Torre e del Natisone incominciarono ad insediarsi le popolazioni di origine slava.
La seconda guerra mondiale toccò nel profondo e a più riprese il paese di Subit, uno dei paesi più attivi ed interessati dalla lotta partigiana che portò a devastanti conseguenze; la prima fu l'eccidio avvenuto a Nongruella di Cergneu il 13 dicembre 1943 quando alcuni giovani del paese, impegnati a trasportare fasci di fieno fino in pianura, furono bloccati e successivamente fucilati da un reparto di soldati tedeschi che li aveva additati come partigiani. Perirono in cinque.
La guerra portò all'incendio del paese in ben due occasioni, il 29 luglio 1944 e il 29 settembre 1944 con oltre 70 case bruciate complessivamente e con la distruzione della grande chiesa nel secondo episodio, fatta saltare dai tedeschi con l'esplosivo. Negli incendi morirono cinque persone, oltre ad una trentina di vacche.
Il patrimonio zootecnico durante tutto il conflitto fu depredato a più riprese e si calcola che furono razziati più di 500 capi di bestiame tra vacche, maiali e animali da cortile. Subit, come tutti i paesi delle zone montane, conobbe il periodo dell'emigrazione che ha portato ad un drastico spopolamento della frazione: 577 nel 1901, un massimo di 700 abitanti negli anni trenta, 550 nel 1944, 210 nel 1974, per arrivare ai circa 50 abitanti stabili di oggi.
Con lo spopolamento sono state abbandonate tutte le attività agricole un tempo fiorenti anche se di sussistenza; oggi molti coltivi terrazzati sono inghiottiti dal bosco e rimangono ben pochi prativi localizzati solamente nei dintorni del paese. Un tempo i prati si estendevano verso nord e verso est e ammontavano ad alcune centinaia di ettari.
Il terremoto del 6 maggio 1976 causò il crollo o lesioni gravissime praticamente all'intero abitato che fu poi ricostruito solamente in parte e seguendo linee architettoniche moderne, andando a stravolgere l'articolato complesso di case in pietra con ballatoi in legno e di strette viuzze e scalinate. Anche il campanile crollò e fu ricostruito molti anni dopo: ora è il simbolo di riconoscimento del paese dalla pianura.
Anche se non conteggiate ufficialmente nelle vittime del sisma, Subit pagò con la perdita di due suoi abitanti, conseguenza delle scosse successive a quella del 6 maggio. Le conseguenze dello spopolamento hanno purtroppo inciso sulle tradizioni e sulla cultura del luogo e sul dialetto sloveno locale subiško (o "po našen", ossia "a modo nostro", come lo chiamano i parlanti).
Durante il mese di luglio ha luogo la festa della patrona di Subit, Sant'Anna. Il paese dista circa 9 chilometri dal capoluogo Attimis e 10 dal confine italo-sloveno. A Subit è presente una buona rete di sentieri naturalistici che si diramano partendo tutti dalla piazza principale del paese; interessante è il sentiero della panoramica delle cime che raggiunge tutti i punti più alti e panoramici attorno al paese,toccando nel percorso anche la croce votiva illuminata, recentemente riposizionata sulla cima meridionale del monte Nagrad, conosciuto come Pčau. Il paese è collegato a Porzûs dal sentiero della sorgente Očena, tratto facente parte del più ampio cammino mariano.
Situata dopo l'abitato di Subit, durante la guerra fredda, vi era una delle fortificazioni che facevano parte della soglia di Gorizia, in direzione di Prossenicco lungo la strada Attimis-Prosenicco. La fortificazione, affidata al 52º Battaglione fanteria d'arresto "Alpi", faceva parte, con le fortificazioni di Campo di Bonis e Platischis, del sistema difensivo della valle di Caporetto.
Forame/Forán/Malina
La frazione di Forame (slov. Malina) 353 m. s.l.m presso chiesa di Sant'Antonio Abate è un insediamento sparso formato da vari borghi e caseggiati che risalgono il letto del torrente Malina.
Il nome deriva dal latino foramen con il significato di grotta, forse a ricordare le numerose cavità e foibe presenti nel territorio. L'alternativo Malina, usato per nominare il paese in dialetto sloveno, non deriverebbe dallo sloveno malina ossia lampone ma dal celtico, che sta a significare genericamente corso d'acqua.
Le varie borgate che compongono la frazione sono, partendo dal capoluogo:
- Gravis, borgata molto recente che oggigiorno viene inglobata nel territorio di Attimis;
- Borgo Ponte o Pod Klànac
- Pradaroncs o Falùnjišče
- Minins
- Degano o Bastian
- Matteus o Batudića
- Cerman
- Molinars o Malina
- Mattielig o Njìvca
- Rieppi
- Salandri o Tistran
- Scovertz o Skovertan
- Pecol di sotto o Čelo
- Pecol di sopra o Ta za Čelant
- Bombardier o Miškorća
Amministrazione
Sindaci dal 1995
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1995 | 2009 | Maurizio Malduca | Lista civica | Sindaco | |
| 2009 | 2024 | Sandro Rocco | Lista civica | Sindaco | |
| 2024 | in carica | Maurizio Malduca | Lista civica | Sindaco | |
Altre informazioni amministrative
Il consiglio regionale ha approvato la richiesta di referendum per la costituzione, in seguito a fusione dei due enti, del comune di Attimis e Faedis. La proposta di legge sulla fusione è poi stata bocciata dallo stesso consiglio regionale in seguito ai risultati della consultazione referendaria che ha visto il comune di Attimis esprimere contrarietà con il 53,46% dei voti validi.
Galleria d'immagini
Dolina e cappella a Porzûs
Il museo archeologico
Note
- ↑ Toponimo ufficiale in lingua friulana, sancito dal DPReg 016/2014, vedi Toponomastica ufficiale, su arlef.it.
- ↑ Verifica del grado di attuazione delle disposizioni ai sensi dell’art. 10 della Legge di tutela n. 38/2001 in materia di insegne pubbliche e toponomastica (PDF), su consiglio.regione.fvg.it.
- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- 1 2 Statuto comunale (PDF), su comune.attimis.ud.it.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ Attimis, su tuttitalia.it. URL consultato il 17 agosto 2022.
- ↑ Comune di Attimis, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 17 agosto 2022.
- ↑ arlef.it, https://arlef.it/it/risorse/toponomastica-ufficiale/.
- ↑ DPR 12/09/2007 - Comuni slovenofoni del Friuli-Venezia (archiviato dall'url originale l'11 novembre 2011).
- ↑ Martin Bitschnau, Hannes Obermair, Tiroler Urkundenbuch, II. Abteilung, Die Urkunden zur Geschichte des Inn-, Eisack- und Pustertals, vol. 1, Bis zum Jahr 1140, Universitätsverlag Wagner, Innsbruck, 2009, ISBN 978-3-7030-0469-8, p. 250, n. 285.
- ↑ Lituri, Notizie del Friuli, IVº volume, pag. 136 - De Rubeis, M.E.A., col. 610 - Francesco di Manzano, Annali del Friuli, vol. II, p. 85
- ↑ Primo Cresta, Un partigiano dell'Osoppo al confine orientale, Del Bianco Editore, 1969.
- ↑ Attimis, decreto 1955-06-26 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 29 aprile 2022.
- ↑ Comune di Attimis, Medaglia d'oro al merito civile, su quirinale.it.
- ↑ Il Presidente Ciampi ha conferito Medaglie al Merito Civile alla Regione Friuli - Venezia Giulia e ai Comuni colpiti dal terremoto del 1976, su presidenti.quirinale.it.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Lingua e cultura, su arlef.it.
- ↑ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana., su arlef.it.
- 1 2 3 Milan Bufon, Lo spazio con/diviso (PDF), Aracne editrice, pp. 92-96, ISBN 978-88-255-2570-0.
- ↑ Francesco Musoni, Tedeschi e Slavi in Friuli secondo l'ultimo censimento, in Bollettino della SGI, vol. 4, Società geografica italiana, 1903, pp. 191, 197, ISSN 2974-5780.
- 1 2 Libero Fracassetti, La statistica etnografica del Friuli e l'ultimo censimento, in Atti della Accademia di Udine, vol. 9, 1901/1902, pp. 139-146.
- ↑ Decreto del Presidente della Repubblica 12 settembre 2007, su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 28 febbraio 2015 (archiviato il 12 marzo 2016).
- ↑ Censimento della popolazione del Regno d'Italia al 10 febbraio 1901 (PDF), Ministero di agricoltura, industria e commercio, 1903, pp. 385-386.
- ↑ Censimento della popolazione del Regno d'Italia al 10 giugno 1911 (PDF), VI, Ministero di agricoltura, industria e commercio, 1915, p. 386.
- ↑ Stima "semi-ufficiale" del Centro di Documentazione della Presidenza del Consiglio
- ↑ Stima effettuata dal geografo Giorgio Valussi, vedi Lokar A. e Thomas L., Socioeconomic Structure of the Slovene. Population in Italy., in Papers in Slovene Studies, Society for Slovene., New York, 1977.
- ↑ Stima del Gruppo di studio "Alpina"
- ↑ Stima del Governo italiano
- 1 2 3 Il dato include anche la frazione di Clap, distaccata dal comune di Attimis nel 1953, vedi Decreto del presidente della Repubblica 25 giugno 1953, n. 574
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Sito ufficiale, su comune.attimis.ud.it.
- Adriano Augusto Michieli, ATTIMIS, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930.
- Àttimis, su sapere.it, De Agostini.
- Museo Archeologico di Attimis, su museoattimis.it.
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