Nina Albright

Nina Dorothy Albright[1] (New York, 15 febbraio 1907 – New York, 7 febbraio 1997) è stata una fumettista statunitense, nota come una delle prime autrici e disegnatrici del settore durante la Golden Age.

Biografia

Nata a New York, dal corrispondente per il New Yorker Staats-Zeitung Arthur Gustave Abrecht e sua moglie Mary Stuart, è cresciuta nel distretto di Brooklyn decidendo di diventare un'illustratrice dopo aver partecipato a vari concorsi per bambini delle rivista St. Nicholas ricevendo una menzione d'onore nel 1922 e una medaglia nel 1923. Dopo essersi diplomata in un liceo cattolico nel giugno 1924, a settembre dello stesso anno si è iscritta al Pratt Institute.[2] Terminati gli studi nel 1927, Albright ha iniziato a lavorare come artista freelance distinguendosi, negli anni '30 come ritrattista e paesaggista realizzando le pubblicità di varie crociere nelle Indie Occidentali per una compagnia di viaggi, prima di entrare nell'industria dei fumetti, il decennio seguente, rispondendo ad un annuncio pubblicato dal produttore Jerry Iger[3] e lavorando poi per compagnie come Majestic Studios, Funnies Inc., L.B. Cole e Bernard Baily.

In seguito viene assunta dalla Novelty Press, disegnando vari albi di Young King Cole, Lem the Grem, Contact Comics, Dr. Doom, Bull's Eye Bill e The Cadet, oltre che le storie d'appendice di 4 Most e Target Comics, iniziando poi a collaborare alle testate Captain Terry Thunder, Hooks Devlin, Inspector Dayton e Senorita Rio di Fiction House che, allo scoppio della Seconda guerra mondiale, assume Albright ed altre autrici sue contemporanee, tra cui Lily Renée e Fran Hopper, per sostituire gli autori uomini chiamati al fronte.[4]

Nel 1945 Albright e una collega non accreditata creano il personaggio di Comandette, supereroina apparsa sulle pagine della serie Star Studded Comics, pubblicata da Cambridge House Publishers,[5] inoltre ha lavorato a Miss Victory per conto della Holyoke Publishing, a Black Venus per Aviation Press ed illustrato vari fumetti romantici, tra cui Junior Miss di Timely Comics.[6] Nel 1947 torna a disegnare The Cadet, serie che, pur avendo un protagonista maschile, si distingue per i molti personaggi femminili sfaccettati.[7]

Albright ha lavorato nel settore fumettistico per un totale di nove anni, dal 1940 al 1949,[3] illustrando storie anche per Archie Publications, St. John Publications e Ziff-Davis,[5] mentre negli anni '50 è tornata a lavorare come illustratrice freelance per la rivista American Girl Magazine e per la serie letteraria Polly French,[2][8] nonché per vari libri educativi quali Joyce Jackson's Guide To Dating, Manual for Second Year Readers e This Is Chicago. Negli anni '60 ha invece realizzato le copertine di diversi libri della Signal Books Publishing Company.[2]

Note

  1. ↑ (EN) Albright bio, su Who's Who of American Comic Books, 1928–1999 (archiviato dall'url originale il 18 dicembre 2024).
  2. 1 2 3 (EN) David Saunders, Nina Albright (1907-1997), su pulpartists.com, 2015. URL consultato il 18 marzo 2017.
  3. 1 2 (EN) Trina Robbins, Women and the Comics, Eclipse Books, 1985, p. 50, ISBN 9780913035023. URL consultato il 25 agosto 2015.
  4. ↑ (EN) Jean-Paul Gabillet, Of Comics and Men: A Cultural History of American Comic Books, University Press of Mississippi, 2010, p. 114, ISBN 9781604732672. URL consultato il 25 agosto 2015.
  5. 1 2 (EN) Nina Albright, su Grand Comics Database. URL consultato il 21 luglio 2026.
  6. ↑ (EN) Timely/Marvel/Atlas Credits, su Atlas Tales. URL consultato il 21 luglio 2026.
  7. ↑ (EN) Trina Robbins, A century of women cartoonists, Kitchen Sink Press, 1993, p. 75, ISBN 9780878162017. URL consultato il 25 agosto 2015.
  8. ↑ (EN) Nina Albright, su Lambiek Comiclopedia. URL consultato il 21 luglio 2026.

Collegamenti esterni

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