Ociminae
Ociminae J.A.Schmidt, 1858 è una sottotribù di piante angiosperme dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Lamiacee (sottofamiglia Nepetoideae, tribù Ocimeae).[1][2]
Etimologia
Il nome della sottotribù deriva dal suo genere tipo Ocimum L. la cui etimologia deriva a sua volta dalla parola greca "okimon" (= profumo, olezzo) anticamente usata da Teofrasto (371 a.C. – 287 a.C.) e da Dioscoride (40 circa – 90 circa), per alcune erbe aromatiche.[3][4][5]
Il nome scientifico della sottotribù è stato definito dal botanico tedesco Johan Anton Schmidt (1823 - 1905) nella pubblicazione "Flora Brasiliensis 8(1): 67, 69." del 1858.[6]
Descrizione
Portamento
Le specie di questa sottotribù hanno un portamento erbaceo (anche legnoso alla base) con cicli biologici annuali o perenni, oppure arbustivo. Alcune specie sono aromatiche, altre sono di tipo "geoxyle" (con una ampia struttura legnosa [= fusto] sotterranea). I fusti in genere sono ricoperti da peli semplici o ramificati.[1][7][8][9]
Foglie

Ocimum americanum
Le foglie lungo il fusto sono disposte in modo opposto e ogni verticillo è alternato rispetto al precedente; sono inoltre prive di stipole. La lamina è semplice, picciolata con forme ovate, oppure a volte è ternata o con quattro foglioline.
Infiorescenze

Haumaniastrum villosum
Le infiorescenze sono delle cime sessili di tipo tirsoide, portate in vari verticilli ascellari sovrapposti lungo il fusto. Ogni verticillo è composto da alcuni fiori (generalmente da 1 a 3, ma anche di più - fino a 10) poggianti su alcune brattee di tipo fogliaceo persistenti e alcune volte colorate brillantemente all'apice. Non sono presenti le bratteole.
Fiori

Orthosiphon aristatus
I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calice – corolla - androceo – gineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice sono a 5 parti).
- Il calice è gamosepalo e zigomorfo, con base tubulosa, campanulata o a imbuto diritto (in qualche caso anche a forma sferica) e terminante in modo bilabiato con 5 lobi con struttura 1/4 (il labbro posteriore ha un lobo, mentre quello anteriore ha 4 lobi) oppure 3/2, se i lobi sono 4 la struttura è 1/3 o 2/2 o 3/1, se i lobi sono 3 o 2 si hanno allora strutture tipo 1/2, 2/1 o anche 1/1 (in alcune specie i lobi arrivano fino a 8 con struttura 3/5). Talvolta i lobi sono distribuiti in modo uguale per cui il calice risulta più o meno attinomorfo. I lobi posteriori possono essere arrotondati a forma deltoide con denti laterali; quelli anteriori hanno forme da deltoidi a subulate. Spesso la gola è densamente pelosa. Alla fruttificazione il calice può presentarsi declinato.
- La corolla gamopetala è fortemente zigomorfa a 2 labbra (raramente non è così). Ha la forma di un tubo da cilindrico a forma d'imbuto terminante con 5 lobi con struttura 4/1 (3/1 se i lobi sono 4). La parte tubulosa può essere diritta o incurvata alla base e nella parte mediana può avere una gibbosità dorsale e spesso è dilatata verso la gola. Il labbro posteriore generalmente è ascendente con 4 lobi uguali o quelli mediani più grandi di quelli laterali; i margini possono essere interi o fimbriati. Il labbro anteriore con portamento più o meno orizzontale (o anche deflesso) ha delle forme da piatte a concave. Il colore della corolla è bianco, rosa, porpora o blu.
- L'androceo possiede quattro stami declinati didinami. I filamenti sono adnati alla corolla: il paio anteriore è adnato vicino alla gola della corolla e raramente può essere sterile; quello posteriore vicino alla base della corolla o un punto intermedio. Talvolta sono proiettati orizzontalmente, normalmente sporgono dalla corolla anche esageratamente, altrimenti sono inclusi nel tubo della corolla. Le antere hanno due teche. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato. Il disco nettario normalmente è un disco a 4 lobi con quelli anteriori più grandi, alternati alle nucule del frutto, ed è ricco di sostanze zuccherine.
- Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti divisori all'interno dei due carpelli. L'ovario è glabro. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).[10] Lo stilo talvolta è inserito sopra l'ovario con base ingrossata (stilopodio). Lo stigma è da bilobo a clavato con lobi subulati più o meno uguali.
Frutti
Il frutto è uno schizocarpo composto da 4 nucule. La forma delle nucule è da sferica a ellissoide oppure da obovoide a oblunga-cilindrica. La superficie delle nucule è ricoperta da piccole areole, è liscia con venature dorsali prominenti. Raramente nella parte apicale è pubescente e in genere è mucillaginosa.
Biologia
Riproduzione
Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti tipo ditteri e imenotteri (impollinazione entomogama).[9][11]
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).[12] I semi hanno una appendice oleosa ricca di grassi, proteine e zuccheri (elaiosoma) che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo.[13]
Distribuzione e habitat
La distribuzione prevalente delle specie di questa sottotribù è africana con habitat per lo più tropicali.
Tassonomia
La famiglia delle Lamiacee comprende circa 220 generi e quasi 7000 specie[7][14]. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie; la sottotribù Ociminae appartiene alla sottofamiglia Nepetoideae, tribù Ocimeae.[1][2]
Generi
La sottotribù è formata da 11 generi e circa 280 specie:[1][2][14]
- Basilicum Moench, 1802 (1 sp.)
- Benguellia G. Taylor, 1931 (1 sp.)
- Catoferia (Benth.) Benth., 1876 (4 spp.)
- Endostemon N.E. Br., 1910 (21 spp.)
- Fuerstia T.C.E. Fr., 1929 (6 spp.)
- Haumaniastrum P.A.Duvign. & Plancke, 1939 (35 spp.)
- Hoslundia Vahl, 1804 (1 sp.)
- Ocimum L., 1753 (65 spp.)
- Orthosiphon Benth., 1830 (44 spp.)
- Platostoma P. Beauv., 1818 (51 spp.)
- Syncolostemon E. Mey., 1837 (51 spp.)
Specie della flora italiana
In Italia è presente una sola specie, Ocimum basilicum, introdotta come pianta aromatica e naturalizzata (specie alloctona).[15]
Alcune specie
- Catoferia chiapensis
Endostemon tereticaulis
- Ocimum labiatum

Orthosiphon pallidus
Platostoma hispidum
Syncolostemon obermeyerae
Filogenesi

Anche se la tribù Ocimeae (all'interno della quale è descritta la sottotribù di questa voce) è monofiletica, molte relazioni nel suo interno non sono del tutto risolte specialmente tra le sottotribù Hyptidinae, Plectranthinae e la sottotribù Ociminae. Anche all'interno di Ociminae alcune suddivisioni tradizionali dovrebbero essere riconsiderate. I generi Syncolostemon e Hemizygia rappresentano un gruppo monofiletico solamente se sono considerati insieme. Il genere Ocimum è parafiletico; perché diventi monofiletico si dovrebbe riconsiderare il genere Nautochilus attualmente descritto all'interno di Ocimum. Orthosiphon diventerebbe monofiletico con l'inclusione dei due piccoli generi Fuerstia e Hoslundia. Anche il genere Platostoma non è monofiletico e dagli ultimi studi forma un clade con i generi Haumaniastrum e Basilicum. La sottotribù attualmente risulta divisa in due grandi cladi: il primo con il genere Catoferia in posizione di "gruppo fratello" del clade Platostoma s.l., questo clade a sua volta è "gruppo fratello" del resto della sottotribù.[16]
Il cladogramma tratto dallo studio citato e semplificato mostra l'attuale conoscenza della struttura filogenetica della sottotribù Ociminae.
Note
- 1 2 3 4 Kadereit 2004, pag. 259.
- 1 2 3 Olmstead 2021.
- ↑ David Gledhill 2008, pag. 277.
- ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 17 febbraio 2016.
- ↑ Motta 1960, vol. 3, pag. 117.
- ↑ BHL, su Biodiversity Heritage Library. URL consultato il 17 febbraio 2016.
- 1 2 3 Judd 2007, pag. 504.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 850.
- 1 2 3 Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it, 7 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- ↑ Musmarra 1996.
- ↑ Pignatti 1982, vol. 2, pag. 437.
- ↑ Kadereit 2004, pag. 181.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 776.
- 1 2 (EN) Accepted genera of Lamiaceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 19 febbraio 2026.
- ↑ Pignatti 2017, p. 311
- ↑ (EN) A.J. Paton et al., Phylogeny and evolution of basils and allies (Ocimeae, Labiatae) based on three plastid DNA regions, in Mol Phylogenet Evol., vol. 31, n. 1, 2004, pp. 277-299.
Bibliografia
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, p. 850, ISBN 88-7287-344-4.
- Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole, 1996.
- (EN) Richard Olmstead, A Synoptical Classification of the Lamiales. Version 2.8.0 (PDF), 2021.
- J.W. Kadereit, The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VII. Lamiales, Berlino, Heidelberg, 2004, p. 259.
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, vol. 3, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 117.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia, vol. 2, Bologna, Edagricole, 1982, p. 507, ISBN 88-506-2449-2.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia Vol. III, Milano, Edagricole, 2017, ISBN 9788850652440.
- (EN) David Gledhill, The Names of Plants, Cambridge University Press, 2008.
- (EN) Fabio Conti, Giovanna Abbate, Alessandro Alessandrini e Carlo Blasi, An annotated checklist of the Italian vascular flora, 2005, ISBN 88-7621-458-5.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Ociminae
Wikispecies contiene informazioni su Ociminae
