Omphake

Omphake
Dolmen sicano situata a Butera
Nome originale Ὀμφάκη
Amministrazione
Dipendente da Gela
Territorio e popolazione
Nome abitanti Omfacei
Lingua sicano, greco
Localizzazione
Località Butera

Omphake (in greco antico Ὀμφάκη?, Omfake) nota anche come Omface[1] o Onface[2], era un'antica città della Sicilia di origine sicana, situata nelle vicinanze di Gela.

Storia

Stefano di Bisanzio, citando Filisto di Siracusa, sostiene che i suoi abitanti si chiamassero Omfacei[3]; il nome della città invece deriverebbe dal greco antico ὄμφαξ?, "uva acerba", giustificabile con la probabile presenza di viti selvatiche nella zona, impiegate per la produzione di vino dal sapore asprigno.[1]

Secondo Pausania la città fu attaccata e conquistata da Antifemo, fondatore di Gela, intorno alla metà del VII secolo a.C: da essa fu portato via uno xoanon realizzato dal mitico sculture Dedalo[4][5]. Stando a un frammento dei papiri di Ossirinco, attribuito da Gaetano De Sanctis a Filisto, intorno al 465 a.C. fu occupata insieme a Kakyron da mercenari siracusani intenzionati ad attaccare Gela.[6][7]

A partire dal IV-III secolo a.C. della città non si fa più alcun accenno.[8]

Identificazione

Diverse, negli anni, le ipotesi sulla sua collocazione: Filippo Cluverio la confuse con Camico, Julius Schubring e Antonio Giuliano credevano si trovasse presso Dessueri, mentre Paolo Orsi, in seguito agli scavi presso Monte San Mauro, ritenne di poterla collocare in tale luogo.

Oggi l'ipotesi più accreditata è quella di Piero Orlandini, che la collocò nel sito dell'odierna Butera sulla base di evidenze archeologiche e delle notizie storiche.[1]

Note

  1. 1 2 3 Michela Gargini, Omface, in Bibliografia topografica della colonizzazione greca in Italia e nelle Isole Tirreniche, vol. 12, Pisa-Roma, 1993, pp. pp. 462-464.
  2. ↑ Anna Maria Bisi, Onface, in Enciclopedia dell' Arte Antica, 1963.
  3. ↑ Stefano di Bisanzio, 493.8, in Ethnika.
    «Omphake, una città della Sicilia. Filisto [la menziona] nel quarto libro della Sikelika. Il nome degli abitanti [è] Omfacei. Secondo l'uso locale, tuttavia, dovrebbero chiamarsi Omfacini.»
  4. ↑ Pausania, v. 46, 2 (PDF), in Periegesi della Grecia, vol. 8.
    «[...] e molti anni dopo, quando i Dori si stabilirono in Sicilia, Antifemo fondatore di Gela conquistò la città di Omface e trasferì a Gela una statua realizzata da Dedalo.»
  5. ↑ Pausania, v. 40,4 (PDF), in Periegesi sulla Grecia, vol. 9.
    «Non conosco altre opere di Dedalo ancora esistenti. Infatti, le immagini dedicate dagli Argivi nell'Heraion e quelle portate da Omphake a Gela in Sicilia sono scomparse nel corso del tempo.»
  6. ↑ (EN) Filisto di Siracusa, 655. History of Sicily, in Bernard Pyne Grenfell e Arthur Surridge Hunt, The Oxyrhynchus Papyri, vol. 4, Londra, 1904, pp. 80-81.
    «[των] εν Ὀμφάλοι και Κακυροι ξεν[ων επί [Γ]έλαν στρατεια. βοη[θ]εια Συρα[κ]ο[σιων Γε[λω]ιοις και π[...] των ξενων προς [Συρακοσιους»
  7. ↑ Sebastiana Nerina Consolo Langher, Eknomos e la valle dell'Himera nelle vicende storiche tra VII e IV secolo a.C. fino ad Agatocle (PDF), in Archivio Storico Messinese, vol. 60, Messina, 1992.
    «Del soccorso di Siracusa a Gela ed Agrigento nella lotta contro i mercenari, rifugiatisi rispettivamente a Kakyron ed a Omphake, e ad Erackea Minoa, dà notizia un frammento di papiro attribuito a Fìlìsto (P. Oxyrh. 665)»
  8. ↑ Giorgio Bejor, Butera, in Bibliografia topografica della colonizzazione greca in Italia e nelle isole Tirreniche, vol. 4, 1985, pp. 219-225.
    «Il nome [Omphake] non compare più per il IV-III sec. a.C, né nella tarda antichità [...]»

Bibliografia