Oniketia
| Oniketia | |
|---|---|
![]() | |
| Stato di conservazione | |
Fossile | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Classe | Actinopterygii |
| Ordine | Gobiiformes |
| Famiglia | Gobiidae |
| Genere | †Oniketia Marramà, Giusberti & Carnevale, 2022 |
| Specie | †Oniketia akihitoi |
Oniketia (Marramà, Giusberti & Carnevale, 2022)[1] è un genere estinto di piccoli pesci ossei appartenenti alla famiglia dei Gobiidae, noto dal Rupeliano (Oligocene inferiore) dei Colli Berici in Veneto (Italia).
Tassonomia ed etimologia
Il genere Oniketia è stato istituito nel 2022 da Giuseppe Marramà, Lorenzo Giusberti e Giorgio Carnevale. Il nome deriva dal termine greco "Oniketia", considerato possibile origine del nome Veneto, con il significato di "terra dei Veneti", e rimanda quindi a un gobide fossile proveniente dal territorio veneto. La specie tipo è †Oniketia akihitoi, unica attribuita al genere. L’epiteto specifico rende omaggio ad Akihito, imperatore emerito del Giappone e noto ittiologo, per i suoi importanti contributi allo studio dei gobidi attuali.[2]
Descrizione
Oniketia akihitoi era un piccolo pesce gobide di dimensioni molto ridotte, lungo circa 17 millimetri di lunghezza standard e circa 20 millimetri di lunghezza totale. Il corpo era relativamente allungato, basso e progressivamente affusolato verso la parte posteriore, con morfologia paragonabile a quella di gobidi cripto-bentonici viventi come il genere Eviota. La testa era piuttosto grande e appuntita anteriormente, con lunghezza contenuta 3,3 volte nella lunghezza standard, mentre il muso era corto. Era presente un grande occhio rotondo, ben evidenziato da una sottile pellicola organica conservato nei fossili. La bocca era piccola e terminale. La profondità massima del corpo si raggiungeva in corrispondenza dell’occipite, mentre il peduncolo caudale appariva breve e basso. La pinna dorsale aveva base lunga ed era divisa in due lobi ben separati, con formula VI+I,10. La pinna caudale era probabilmente arrotondata. Nonostante le dimensioni ridottissime, l’unico esemplare noto mostra ossa ben ossificate, indicando che si trattava con tutta probabilità di un individuo adulto o subadulto.[2]
Materiale fossile
L’olotipo, MGP-PD R657, è rappresentato da uno scheletro articolato parziale, lungo 17 millimetri di lunghezza standard, conservato in parte e controparte. Proviene dalla Formazione di Perarolo, nel territorio di Arcugnano (provincia di Vicenza), ed è datato al Rupeliano (Oligocene inferiore).[2]
Significato paleontologico
Oniketia è considerato un gobide di piccole dimensioni con caratteristiche morfologiche peculiari, tra cui la formula pterigiolare dorsale unica 2-3210, l’assenza di endopterigoide, le pinne pelviche separate e scaglie periferiche ctenoidi. La sua presenza nei sedimenti oligocenici dei Colli Berici rappresenta una delle più antiche testimonianze di gobidi fossili in Europa, e contribuisce alla comprensione dell’evoluzione precoce dei Gobioidei nelle associazioni ittiche di barriera corallina.[2]
Note
