Orazio Marinali

Orazio Marinali

Orazio Marinali (Angarano, 24 febbraio 1643 – Vicenza, 6 aprile 1720) è stato uno scultore italiano della Repubblica di Venezia che operò prevalentemente nell'ambito veneto. Ha lasciato numerose opere sacre e profane, dai singoli busti a complessi cicli statuari per chiese, palazzi e giardini del territorio veneto.[1]

Biografia

Nacque ad Angarano, poi quartiere di Bassano del Grappa, il 24 febbraio 1643, da Anna e da Francesco, scultore e intagliatore in legno; tra il 1666 e il 1667 la bottega familiare si trasferì a Vicenza.[1] Nel 1665 sposò a Bassano Lucia Bricito; nel 1686 passò a seconde nozze con Narcisa Freschi.[1] Fu iscritto alla fraglia vicentina dei muratori e tagliapietra (versando contributi dal 1671; iscrizione attestata nel 1674).[2][1]

Le notizie di un apprendistato a Venezia e di un soggiorno romano, riferite da Verci, non hanno trovato riscontri documentari; la letteratura ha spesso indicato Giusto Le Court come possibile maestro, ma le opere di Marinali mostrano stretti legami con la bottega degli Albanese (Girolamo e quindi Francesco Albanese Scamozzi).[3][1]

Scultori furono anche i fratelli Francesco e Angelo; quest'ultimo si rese indipendente entro il 1684.[1] Alla morte improvvisa di Angelo (1702), Orazio rilevò la sua bottega con i collaboratori Angelo De Putti, Lorenzo Mattielli e Giacomo Cassetti, rimasto poi l'allievo più fedele e divenuto suo genero.[1]

Statue di san Gaetano Thiene e di san Giuliano sull'altare maggiore della chiesa di San Giuliano a Vicenza

Fu attivo a Venezia, Padova, Verona e in particolare a Vicenza e nel Bassanese. Tra il 1679 e il 1681 partecipò con i fratelli alla decorazione della basilica di Santa Giustina a Padova; nel 1681–1686 lavorò all'altare maggiore della chiesa dei Santi Faustino e Giovita a Vicenza; nel 1689 realizzò la Pietà per la chiesa di San Vincenzo a Vicenza.[1][4] È inoltre documentata la sua presenza in ambito bresciano alla fine degli anni ottanta del Seicento, con l'esecuzione di monumenti ad Alessandro VIII per il Duomo vecchio e per il seminario episcopale, riferiti dalle fonti antiche.[1]

Morì a Vicenza il 6 aprile 1720, venendo sepolto nella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo; una successiva sistemazione in tomba singola è ricordata dalle fonti locali, con epitaffio composto dal canonico Giovanni Checcozzi.[5]

Opere

Statua della Fede cristiana nel parco del Palazzo Capra Querini di Vicenza
Statua di Santa Caterina nel Duomo di Santa Maria in Colle a Bassano del Grappa (Vicenza)
Statua di san Bassiano a Bassano del Grappa
Statua della Carità nel parco della Villa Trissino Marzotto a Trissino (Vicenza)
Statua di un nano della Villa Trento a Costozza di Longare (Vicenza)
Deucalione nel parco di Villa Valmarana a Lisiera di Bolzano Vicentino
Atalanta nel parco di Villa Bolasco a Castelfranco Veneto (Treviso)
Ercole nel Giardino Bardini di Firenze
  • Monumento a San Bassiano in piazza (Bassano del Grappa) (1681–1682; documentato).[3][1]
  • Statua del Rettore veneto detta del Podestà (Municipio di Bassano del Grappa) (1681–1683; documentata).[1]
  • Pietà per l'altare della chiesa di San Vincenzo (Vicenza) (1689; documentata).[1]
  • Busto di papa Alessandro VIII (Brescia, Duomo Vecchio) (1690 ca.; attribuito).[6]
  • Statue nel Palazzo Capra Querini e nel Parco Querini (Vicenza) (1694 ca.; più esemplari siglati).[1]
  • Statue dell'Annunciazione all'Arco delle Scalette di Monte Berico (Vicenza) (1695; documentate).[1]
  • Altare maggiore (con Tommaso Bezzi) nella chiesa di Santa Maria in Araceli (Vicenza) (1696; documentato).[1]
  • Cicli scultorei esterni e interni al Santuario di Monte Berico (Vicenza) (1697–1703; documentati per Orazio e bottega).[1]
  • Statue dell'altare maggiore nella chiesa di San Giuliano (Vicenza) (1702–1704; documentate).[4][1]
  • Santa Maria Maddalena nella chiesa di Santo Stefano (Vicenza) (1700–1709; in ambito di Orazio Marinali).[7]
  • Statue dell'altare della Madonna del Rosario nel Duomo di Santa Maria in Colle (Bassano del Grappa) (dal 1704; documentate).[1]
  • La Ragione che domina il Senso nello scalone di Palazzo Repeta (Vicenza) (fine XVII–inizio XVIII secolo; attribuzione discussa).[8][1]
  • Giove già per Villa Volpe (Vicenza) (fine XVII–inizio XVIII secolo; attribuito).[9]
  • Venere in Palazzo Thiene (Vicenza) (fine XVII–inizio XVIII secolo; attribuito).[10]
  • Ercole in lotta con Ladone e Apollo in Palazzo Leoni Montanari (Vicenza) (fine XVII secolo; attribuzione discussa).[11]
  • Statue nel palazzo Salvi, già Valmarana (Vicenza) (fine XVII–inizio XVIII secolo; tradizione attributiva a Orazio Marinali).[12]
  • Adorazione dei pastori (detta Presepio) nella chiesa dell'Ospedale San Bortolo (Vicenza) (1709; documentata, da chiesa soppressa di San Bortolo).[1]
  • Oltre cento statue nei giardini della Villa Trissino Marzotto (Trissino) (dal 1703 ca.; per Orazio, bottega e allievi).[13]
  • Statue e apparati della cosiddetta Grotta del Marinali nella Villa Garzadori da Schio (Costozza di Longare) (1690–1710 ca.; documentati).[14][15]
  • Apparato scultoreo del giardino nella Villa Trento Carli (Costozza di Longare) (fine XVII–inizio XVIII secolo; documentato in situ).[16]
  • Statue del giardino della Villa Valmarana (Lisiera, Bolzano Vicentino) (1690–1710 ca.; attribuzione nell'ambito dei Marinali).[17]
  • Scenari e statuario della Villa Piovene Porto Godi (Lonedo, Lugo di Vicenza) (inizi XVIII secolo; di bottega Marinali).[18]
  • Apparati e machina mondiale della Villa Conti-Lampertico «La Deliziosa» (Montegaldella) (fine XVII–inizio XVIII secolo; per Orazio e bottega).[19]
  • Statue del Castello Grimani (Montegaldella) (anni 1680–1690; attribuzione ad Orazio incerta)
  • Statue della Villa da Porto Barbaran (Montorso Vicentino) (inizio XVIII secolo)
  • Statue per l'oratorio di Villa Remondini (contrà Santa Romana), oggi nella parrocchiale di Nove (spostamento 1976)
  • Statua Ercole e statua Venere nel Giardino Bardini (Firenze) (fine XVII–inizio XVIII secolo; reimpieghi novecenteschi; attribuite).[20]
  • Ampio nucleo di statue venete in Villa La Pietra (Firenze) (fine XVII–inizio XVIII secolo; trasferimenti primo Novecento)
  • Colosso nel parco della Villa dell'Ombrellino (Firenze) (XVIII secolo)
  • Statue nel giardino del Palazzo Malipiero (Venezia) (inizio XVIII secolo)
  • Due statue per Villa Loredan (Stra, Riviera del Brenta): Ercole e Ladone; Ercole e Cerbero (tardo Seicento; attribuite).[21]
  • Corredo statuario esterno della Villa Corner della Regina (Cavasagra di Vedelago) (primi decenni XVIII secolo)
  • Statue del giardino di Palazzo Pontoni (Udine) (inizio XVIII secolo; attribuite).[22]
  • Statue della scalinata del Santuario della Beata Vergine delle Grazie (Udine) (1711).[23][24]
  • Statue decorative nel parco della Villa Buonaccorsi (Potenza Picena) (XVIII secolo)
  • Statua firmata ai Marinali a Ca' Mora Morassutti (Montebelluna) (fine XVII secolo)
  • Statue del Castello di San Salvatore (Susegana) (XVIII secolo)

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 De Vincenti, 2008
  2. ↑ Fasolo, 1942, pp. 45–75
  3. 1 2 Verci, 1775, pp. 278–296
  4. 1 2 Lodi, 1999, pp. 184–197
  5. ↑ L'epitaffio recita: "HORATJ. MARINALJ/ SCULPTORIS. VICENTINI/ QUOD. TERRENUM. FUERAT/ HIC. IACET/ VIS. NAMQUE. ANIMI. PASSIM/ IN. PRAECLARIS. OPERIBUS/ CUM. ANTIQUITATE/ CERTANTIBUS/ ADHUC. SPIRAT/ VIXIT. ANNOS LXXVIII/ OBIIT. ANNO. M. D. CCXX/ OCTAVO. ID. APRIL." ("Qui giacciono le spoglie terrene di Orazio Marinali, scultore vicentino, mentre il valore intrinseco del suo spirito vive ancora diffuso nelle opere insigni che gareggiano con quelle dell'antichità. Visse 78 anni, morì nell'anno 1720, il 6 aprile".) Crivellaro, Marangoni, Schiavo, Urbani, 2015, pp. 21, 44
  6. ↑ Busto di Alessandro VIII (scheda ICCD), su Catalogo generale dei Beni Culturali.
  7. ↑ Santa Maria Maddalena, su Catalogo generale dei Beni Culturali.
  8. ↑ Tua, 1935, pp. 281–322
  9. ↑ Marinali Orazio – Giove, su Fondazione Giorgio Cini – «Statuaria veneta».
  10. ↑ Marinali Orazio – Venere (?), su Fondazione Giorgio Cini – «Statuaria veneta».
  11. ↑ Leoni Montanari – revisioni di attribuzione, su Fondazione Giorgio Cini – «Statuaria veneta».
  12. ↑ Valmarana: sculture di Orazio Marinali, su OPAC Regione del Veneto – Archivio fotografico EPT Vicenza.
  13. ↑ Villa Trissino Marzotto, su Garden Route Italia (APGI).
  14. ↑ VI 261 – Villa Garzadori Da Schio detta «Grotta del Marinali» (PDF), su Cultura Veneto, 2005.
  15. ↑ Villa Trento da Schio, su Garden Route Italia (APGI).
  16. ↑ Guida al giardino della Villa da Schio (PDF), su Villa da Schio.
  17. ↑ Villa Valmarana a Lisiera, su OPAC SBN Veneto.
  18. ↑ Villa Piovene Porto Godi, su Garden Route Italia (APGI).
  19. ↑ Le ville venete e le loro statue, su Garden Route Italia (APGI).
  20. ↑ Giardino Bardini, su Garden Route Italia (APGI).
  21. ↑ Monica Favilla; Ruggero Rugolo, Una villa fra due dogi. La residenza dei Loredan sulla Riviera del Brenta, su Academia.edu (estratto), 2022.
  22. ↑ Palazzo Pontoni, su Catalogo generale dei Beni Culturali.
  23. ↑ Fondazione Cini, https://arte.cini.it/Opere/605557.
  24. ↑ Fondazione Cini, https://arte.cini.it/Opere/605572.

Bibliografia

  • Fiorenzo Barbieri, L'attività dei Marinali per la decorazione della basilica del Monte Berico, Vicenza, 1960.
  • Fiorenzo Barea Toscan, I Marinali e le statue del giardino di villa Cornaro «al Paradiso» di Castelfranco, in Girolamo Pavanello (a cura di), La scultura veneta del Seicento e del Settecento. Nuovi studi. Atti della giornata di studi, Venezia, 2002, pp. 151–219.
  • Bruno Bressan, Della famiglia Marinali, Vicenza, 1892.
  • Franco Crivellaro, Adriano Marangoni, Giovanna Schiavo e Laura Urbani, Le lastre tombali della chiesa dei SS. Filippo e Giacomo in Vicenza, Vicenza, CTO, 2015.
  • Giovanni Fasolo, I Marinali, in Odeo olimpico. Memorie dell'Accademia Olimpica di Vicenza, II, 1942, pp. 45–75.
  • Giovanni Galasso, Orazio Marinali e la sua bottega: opere sacre, in Atti dell'Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, CXXV, 1966–67, pp. 225–264.
  • Francesco Lodi, Le sculture e gli altari nella chiesa di S. Giuliano, in La chiesa di Sanzuliàn in Vicenza, Vicenza, 1999, pp. 184–197.
  • Antonio Nava Cellini, La scultura del Seicento, a cura di Ferdinando Bologna, collana Storia dell'Arte in Italia, Torino, UTET, 1982, pp. 187–193.
  • Monica De Vincenti, Marinali, Orazio, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 70, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2008.
  • Monica De Vincenti, Domino Horatio et Fratelli Marinali bassanesi, illustri scultori della città di Venezia, in Arte Veneta, LXIII, 2006, pp. 97–121.
  • Franco Rigon, Orazio Marinali e Andrea Palladio: il Giudizio di Paride in palazzo Thiene di Vicenza, in Guido Beltramini (a cura di), Studi in onore di Renato Cevese, Vicenza, 2000, pp. 401–420.
  • Lionello Puppi, Nuovi documenti sui Marinali, in Atti dell'Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, CXXV, 1966–67, pp. 195–215.
  • Cesare Tua, Orazio Marinali e i suoi fratelli, in Rivista d'arte, XVII (3), 1935, pp. 281–322.
  • Giambattista Verci, Notizie intorno alla vita e alle opere de' pittori scultori e intagliatori della città di Bassano, Venezia, 1775, pp. 278–296.
  • Stefania Zanuso, Orazio Marinali, in Andrea Bacchi (a cura di), La scultura a Venezia da Sansovino a Canova, Milano, Electa, 2000, pp. 750–759.

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