Origanum vulgare
| Origano comune | |
|---|---|
![]() | |
| Stato di conservazione | |
![]() Rischio minimo[1] | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superasteridi |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi |
| (clade) | Lamiidi |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Lamiaceae |
| Sottofamiglia | Nepetoideae |
| Tribù | Mentheae |
| Sottotribù | Menthinae |
| Genere | Origanum |
| Specie | O. vulgare |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Asteridae |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Lamiaceae |
| Genere | Origanum |
| Specie | O. vulgare |
| Nomenclatura binomiale | |
| Origanum vulgare L., 1753 | |
| Nomi comuni | |
|
(DE) Gewöhnlicher Dost, Wilder Majoran | |
L'origano comune o origano mediterraneo (Origanum vulgare L., 1753) è una pianta perenne aromatica appartenente alla famiglia delle Lamiacee ed ampiamente utilizzata come spezia.[2]
Etimologia
Fu il botanico francese Joseph Pitton de Tournefort a descrivere la pianta nel '600, ma l'origine del nome del genere risale a 2000 anni prima. Può essere stato Teofrasto (371 a.C. – 287 a.C.), filosofo e botanico greco antico, discepolo di Aristotele, autore di due ampi trattati botanici, ad aver usato per primo questo nome per un'erba aromatica[3]. Origanum è formato da due parole: "òros" (= monte) e "ganào" (= io mi compiaccio) che insieme potrebbero alludere al concetto di "delizia della montagna"[4] o anche "bellezza, luminosità, ornamento, gioia della montagna".[5] L'epiteto specifico (vulgare) significa "comune, consueto".[6][7]
Il nome scientifico della specie si deve a Linneo in Species Plantarum del 1753.[8][9]
Descrizione





L'origano arriva ad un'altezza di 30–50 cm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee e latifoglia, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve. Sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie.[4][10][11][12][13][14][15]
Radici
Le radici sono secondarie generate da un fittone. I fittoni sono obliqui e più o meno legnosi.
Fusto
La parte aerea del fusto è ascendente (talvolta prostrata alla base) e ramosissima (nella parte alta è arrossata); i rami inferiori sono sterili. Il fusto è pubescente per peli patenti e ha una sezione quadrangolare a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici, mentre le quattro facce sono concave.
Foglie
Le foglie lungo il fusto sono disposte in modo opposto (in genere a 2 a 2, ovvero parifogliate). Sono picciolate con una lamina a forma lanceolata, spesso asimmetrica alla base; i bordi sono dentellati. Le foglie sono colorate di verde lucido. Lunghezza del picciolo: 3 – 6 mm. Dimensione delle foglie: larghezza 15 – 28 mm; lunghezza 25 – 40 mm.
Infiorescenza
L'infiorescenza è di tipo corimboso-ramosa formata da densi glomeruli ovali; i fiori sono sessili. Alla base del glomerulo sono presenti due brattee violaceo-purpuree prive di ghiandole. Diametro dei glomeruli: 7 – 10 mm. Lunghezza delle brattee: 4 – 5 mm.
Fiore
I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice - il perianzio - sono a 5 parti).
- Il calice del fiore è del tipo gamosepalo, attinomorfo e terminante con 5 denti triangolari-acuti più o meno uguali (sono lunghi 1/3 del tubo). La superficie del calice, pubescente, è percorsa da 10 - 13 nervature longitudinali. Le fauci sono pelose. Lunghezza del calice: 2,5 – 3 mm.
- La corolla, gamopetala, è a simmetria sublabiata (più o meno zigomorfa) terminante con 5 lobi patenti. Il tubo è cilindrico-campanulato e buona parte di esso è ricoperta dal calice. Il labbro superiore è retuso (bilobo) con forme ovali ed è piegato all'insù; il labbro inferiore ha tre lobi oblungo-ovati. Il colore è roseo. Lunghezza della corolla: 5 – 6 mm. Lunghezza del labbro superiore: 1,5 mm. Lunghezza del labbro inferiore: 2 mm.
- Androceo: gli stami sono quattro (manca il mediano, il quinto) didinami con il paio anteriore più lungo, visibili e sporgenti; gli stami sono tutti fertili. I filamenti sono glabri e divergenti. Le antere hanno forme da ellissoidi a ovato-oblunghe, le teche sono distinte e si presentano da divergenti a divaricate. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato.
- Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti divisori all'interno dei due carpelli. L'ovario è glabro. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).[16] Lo stilo (caduco) inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico) è del tipo filiforme e più lungo degli stami. Lo stigma è bifido con corti lobi subuguali. Il nettario è un disco più o meno simmetrico alla base dell'ovario ed è ricco di nettare.
- Fioritura: fiorisce da giugno a settembre.
Frutti
Il frutto è uno schizocarpo composto da 4 acheni (tetrachenio). La forma è ovoide con apice arrotondato, la superficie è glabra e liscia, di colore marrone. Dimensione: 0,6 mm.
Biologia
Riproduzione
Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti come ditteri e imenotteri, raramente lepidotteri (impollinazione entomogama).[11][17]
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria), attratte dalle loro appendici oleose ricce di grassi, proteine e zuccheri (elaiosomi).[18]
Distribuzione e habitat
- Distribuzione: questa specie ha un areale eurasiatico.

Distribuzione della specie in Italia
(Distribuzione regionale[19] – Distribuzione alpina[20])
In Italia è una specie comune su tutto il territorio. Nelle Alpi è presente ovunque. Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nella Foresta Nera, Vosgi, Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Pirenei, Monti Balcani e Carpazi.[20] Nel resto dell'Europa è diffusa ovunque, comprese la Transcaucasia e l'Anatolia.[21] - Habitat: tipicamente le boscaglie rade, i cespuglieti, le rupi soleggiate, ma anche i tagli forestali, le strade forestali, i margini erbacei meso-termofili dei boschi, le garighe, le macchie basse e gli arbusteti meso-termofili. Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH neutro, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco.[20]
- Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si trovano fino a 1400 m s.l.m. (negli Abruzzi fino a 1700 m, in Cina fino a 3600 m s.l.m.[15]); nelle Alpi frequentano i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e in parte quello subalpino (oltre a quello planiziale a livello del mare).
Fitosociologia
Dal punto di vista fitosociologico alpino la specie appartiene alla seguente comunità vegetale:[20]
- Formazione: delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri
- Classe: Trifolio-Geranietea sanguinei
- Ordine: Origanetalia vulgaris
Tassonomia
La classificazione tradizionale (Sistema Cronquist, 1981[22]) assegnava il genere Pedicularis alla famiglia Scrophulariaceae, mentre la moderna classificazione filogenetica (classificazione APG IV[23]) lo assegna alla famiglia Orobanchaceae. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie: il genere Origanum fa parte della sottofamiglia Nepetoideae (tribù Mentheae, sottotribù Menthinae).[10][24]
Le specie del genere Origanum) nella flora italiana sono suddivise in due sezioni con i seguenti caratteri:[4]
- Euoriganum: le brattee dell'infiorescenza sono poco pelose (quasi glabre) e il calice è quasi regolare (attinomorfo con i 5 denti più o meno simili).
- Majorana: le brattee sono tomentose e il calice è zigomorfo (aperto anteriormente).
La specie di questa voce appartiene alla prima sezione.
Il numero cromosomico di O. vulgare è: 2n = (28), 30 e (32).[25]
Variabilità
La specie di questa voce è variabile. I caratteri soggetti a variabilità sono:[12]
- infiorescenze con spighe allungate con forme prismatiche (subsp. prismaticum Gaudin);
- piante con foglie più piccole a forma ellittica (larghezza 7 – 13 mm; lunghezza 10 – 20 mm) e in genere più ridotte in tutte le parti (Origanum humile Miller);
- foglie glauche sulla pagina inferiore (var. semiglaucum Boiss.).
In genere queste variabilità possono essere definite casuali (e quindi prive di interesse tassonomico); in effetti non tutte le checklist riconoscono le varietà sopraelencate.
Per questa specie per l'areale Euro-mediterraneo sono riconosciute valide le seguenti sottospecie:[21]
- Origanum vulgare subsp. glandulosum (Desf.) Ietsw., 1980 - Distribuzione: Magreb
- Origanum vulgare subsp. gracile (K. Koch) Ietsw., 1980 - Distribuzione: Anatolia
- Origanum vulgare subsp. hirtum (Link) Ietsw., 1980 - Distribuzione: Penisola Balcanica, Anatolia, Creta e Cipro
- Origanum vulgare subsp. virens (Hoffmanns. & Link) Ietsw., 1980 - Distribuzione: Penisola Iberica e Marocco
- Origanum vulgare subsp. viridulum (Martrin-Donos) Nyman - Distribuzione: Europa mediterranea (esclusa la Spagna e inclusa l'Anatolia)
In Italia nella flora spontanea è presente solamente la sottospecie viridulum classificata nella "Flora d'Italia" da Sandro Pignatti come Origanum heracleoticum L., 1753 e chiamata comunemente "origano meridionale". Si distingue dalla specie di riferimento per i seguenti caratteri:[12]
- l'aroma della pianta è fragrante;
- l'altezza media della sottospecie varia da 4 a 7 dm;
- il fusto è irto di peli biancastri (patenti o riflessi);
- le foglie hanno la lamina a forma ovata (larghezza 12 – 18 mm; lunghezza 22 – 27 mm) e il picciolo è lungo 5 mm; i bordi sono ottusamente dentellati; la superficie adassiale è glabra, quella abassiale è tomentosa sulle nervature;
- le infiorescenze sono poco addensate;
- le brattee dell'infiorescenza sono lunghe 2 – 3 mm, verdi e la superficie è ricoperta sparsamente da ghiandole dorate lucide;
- il calice è lungo 2 –3 mm, mentre la corolla (rosea o bianca) è lunga 4 mm;
- in Italia è una specie comune ed è presente al Sud nelle boscaglie rade e nei cespuglieti fino ad una altitudine compresa tra 200 e 1400 m s.l.m.;
- il tipo corologico (area di origine) è Sud Est Mediterraneo (Steno-mediterraneo).
La pubblicazione "An annotated checklist of the Italian Vascular Flora"[19] elenca come presente in Italia, oltre la sottospecie viridulum, anche la sottospecie prismaticum Gaudin presente nei Friuli-Venezia Giulia e (forse) nel Trentino-Alto Adige.
Sinonimi
L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[2]
- Mentha formosana (C.Marquand) S.S.Ying
- Micromeria formosana C.Marquand
- Origanum albiflorum K.Koch
- Origanum americanum Raf.
- Origanum anglicum Hill
- Origanum barcense Simonk.
- Origanum capitatum Willd. ex Benth.
- Origanum creticum L.
- Origanum creticum Lour.
- Origanum decipiens Wallr. ex Benth.
- Origanum dilatatum Klokov
- Origanum elegans Sennen
- Origanum floridum Salisb.
- Origanum heracleoticum Rchb.
- Origanum hirtum f. albiflorum Hausskn
- Origanum latifolium Mill.
- Origanum laxiflorum Royle ex Benth.
- Origanum loureiroi Kostel.
- Origanum majus Garsault
- Origanum megastachyum var .hirtum Schur
- Origanum micranthum Colla
- Origanum nutans Willd. ex Benth.
- Origanum officinale Gueldenst.
- Origanum orientale Mill.
- Origanum puberulum (Beck) Klokov
- Origanum purpurescens Gilib
- Origanum serpylliforme Fisch. & C.A.Mey.
- Origanum stoloniferum Besser ex Rchb.
- Origanum thymiflorum Rchb.
- Origanum venosum Willd. ex Benth.
- Origanum vulgare var. albidum Bellynck
- Origanum vulgare var. albiflorum Lej.
- Origanum vulgare var. album Fraas
Usi
Farmacia
Secondo la medicina popolare questa pianta ha le seguenti proprietà medicamentose:[26]
- antireumatica (attenua i dolori dovuti all'infiammazione delle articolazioni);
- antisettica (proprietà di impedire o rallentare lo sviluppo dei microbi);
- antispasmodica (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso);
- carminativa (favorisce la fuoriuscita dei gas intestinali);
- colagoga (facilita la secrezione biliare verso l'intestino);
- diaforetica (agevola la traspirazione cutanea);
- emmenagoga (regola il flusso mestruale);
- espettorante (favorisce l'espulsione delle secrezioni bronchiali);
- odontalgica (attenua il dolore ai denti);
- stimolante (rinvigorisce e attiva il sistema nervoso e vascolare);
- stomachica (agevola la funzione digestiva);
- tonica (rafforza l'organismo in generale).
Questa spezia ha un potere antiossidante (ORAC) tra i più elevati in assoluto, un indice di valore 200129[27], circa 46 volte più potente di una mela, che notoriamente viene considerata un ottimo antiossidante.
Cucina
L'origano è un'importante pianta nella tradizione culinaria italiana (ad esempio, è usato sopra la pizza) e greca; in genere viene impiegata come pianta aromatica in cucina. La parte edule sono le foglie. La sottospecie che fornisce il migliore condimento in cucina è Origanum vulgare subsp. viridulum.[12]
Note
- ↑ (EN) Origanum vulgare, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020. URL consultato il 27 gennaio 2026.
- 1 2 (EN) Origanum vulgare L., su Plants of the World Online, Kew Science. URL consultato l'8 ottobre 2024.
- ↑ David Gledhill 2008, pag. 283.
- 1 2 3 Motta 1960, Vol. 3 - pag. 162.
- ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 12 dicembre 2016.
- ↑ David Gledhill 2008, pag. 404.
- ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 18 dicembre 2016.
- ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 18 dicembre 2016.
- ↑ BHL - Biodiversity Heritage Library, su biodiversitylibrary.org. URL consultato il 18 dicembre 2016.
- 1 2 Kadereit 2004, pag. 238.
- 1 2 3 Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 7 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- 1 2 3 4 Pignatti 1982, vol. 2, pag. 487.
- 1 2 Judd 2007, pag. 504.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 850.
- 1 2 eFloras - Flora of China, su efloras.org. URL consultato il 18 dicembre 2016.
- ↑ Musmarra 1996.
- ↑ Pignatti 1982, vol. 2, pag. 437.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 776.
- 1 2 Conti et al. 2005, pag. 137.
- 1 2 3 4 Aeschimann et al. 2004, Vol. 2, pag. 146.
- 1 2 EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 18 dicembre 2016.
- ↑ (EN) Cronquist A., An integrated system of classification of flowering plants, New York, Columbia University Press, 1981, ISBN 9780231038805.
- ↑ (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
- ↑ Olmstead 2021.
- ↑ Tropicos Database, su tropicos.org. URL consultato il 18 dicembre 2016.
- ↑ Plants For A Future, su pfaf.org. URL consultato il 18 dicembre 2016.
- ↑ List of ORAC values of food items., su phytochemicals.info. URL consultato il 7 maggio 2020.
Bibliografia
- David Gledhill, The name of plants (PDF), Cambridge, Cambridge University Press, 2008. URL consultato il 19 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, p. 850, ISBN 88-7287-344-4.
- Judd S.W. et al, Botanica Sistematica – Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole, 1996.
- (EN) Richard Olmstead, A Synoptical Classification of the Lamiales. Version 2.8.0 (PDF), 2021.
- Kadereit J.W, The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VII. Lamiales., Berlin, Heidelberg, 2004, p. 237.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 2, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
- D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004.
- F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, ISBN 88-7621-458-5.
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 2, 1960.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Origanum vulgare Catalogazione floristica - Università di Udine
- Origanum vulgare eFloras Database
- Origanum vulgare IPNI Database
- Origanum vulgare EURO MED - PlantBase Checklist Database
- Origanum vulgare The Plant List - Checklist Database
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