Ortodonico
| Ortodonico frazione | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | Montecorice |
| Territorio | |
| Coordinate | 40°13′51.6″N 15°00′11.88″E |
| Altitudine | 240 m s.l.m. |
| Abitanti | 250[1] |
| Altre informazioni | |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Patrono | sant'Antonio Abate |
| Cartografia | |
Ortodonico è una frazione collinare del comune di Montecorice, un tempo sede comunale. Sorge sulla strada che partendo da Agnone Cilento, porta a Perdifumo.
Storia
Il nome di Ortodonico compare in alcuni antichi manoscritti relativi ai primi anni dell'anno 1000 d.C., ma vi sono stati dei ritrovamenti dell'età bronzea e di epoca romana custoditi presso l'antiquarium comunale di Agropoli. Divenuto dogana sotto i Normanni, Ortodonico, chiamato dai romani Ortodopnicus e nel Medioevo Ortodominici, deve il suo nome ai numerosi orti, giardini e dall'abbondanza di acqua presente, letteralmente il nome significa "Orto del Signore".
Le vicende del borgo sono strettamente legate alla famiglia Amoresano, tutt'oggi presente nel borgo, investiti della "familiarità " nel castello di Agropoli dal principe di Salerno Roberto Sanseverino, grande ammiraglio del regno, per i servigi resi[2]. Nell'anno 1485 Antonello Sanseverino, principe di Salerno, conferma la familiarità alla famiglia Amoresano, che già risiedeva nella torre, fatta edificare molto probabilmente anni prima da Cola Moresano, che nel 1489 risultava come Eletto di Montecorice[3], e che tra il 1479 e il 1482, aveva aiutato i principi Sanseverino nella costruzione delle torri del castello di Reggio Calabria[4]. Dopo la conferma di nobiltà e familiarità anche dal Ferrante Sanseverino d'Aragona (previo madre reggente principessa di Salerno Marina d'Aragona)[5], il feudo passò a Obeduto Amoresano, cugino di Cola, a Domitio Amoresano, a Silvio Amoresano (riportato Marsanus o Marsano negli elenchi nobiliari del regno di Napoli)[6], primo barone di Ortodonico una volta suddivisa la Baronia del Cilento, a Domitio iuniore, che lo vendette agli eredi di Carlo Gualtiero nel 1606. Il feudo successivamente passò al barone Alchimio, fino a che nel novembre 1734 non fu comprato da Ignazio Genoino, il quale ottenne il titolo di marchese, pur continuando a risiedere nel palazzo Genoino a Cava de' Tirreni. La torre di Ortodonico e il palazzo annesso continuarono a rimanere di proprietà della famiglia Amoresano. Vi è presente nel borgo un altro palazzo Amoresano, appartenuto a Tommaso Amoresano (a cui è dedicata anche la piazza principale del paese). I due palazzi sono rimasti fino a fine '900 di proprietà delle ultime due linee dirette della famiglia Amoresano, ad eccezione della torre, acquistata dalla famiglia Lembo.
Nel 1927 per scelta dell'allora Podestà G.Piccirilli, la sede del Comune venne spostata nella frazione di Montecorice; solo in seguito, nel 1929, fu autorizzato il suo spostamento (vari documenti dimostrano l'avvenimento) e, dopo il 2 giugno 1930, per cause sconosciute, divenne Comune con un R.R. che recita: «...è autorizzato il Comune di Ortodonico a modificare la propria denominazione in Montecorice» (In tanti ancora si chiedono la motivazione della modifica del nome, all'epoca questi avvenimenti furono inutilmente contestati) ampia documentazione sulla vicenda è custodita presso l'archivio di Stato di Salerno. Il paese di Ortodonico ha vissuto un continuo e progressivo spopolamento, che continua ancora oggi e che ha ridotto gli abitanti a circa 250 persone.
Descrizione
Il paese ha un centro storico rimasto quasi intatto dagli effetti della "modernizzazione" che invece ha caratterizzato lo sviluppo della parte alta del paese. Vi sono due palazzi gentilizi e una splendida torre medievale, la chiesa di S.Antonio Abate che presenta un caratteristico campanile a vela, il museo della civiltà contadina, dov'è possibile visitare un antico frantoio e diversi oggetti legati alla vita rurale di una volta. Dal 2014, grazie ad un progetto della Pro Loco, vi si trova la sede del Laboratorio di liuteria intitolato "Fratelli De Luccia" in onore dei famosi liutai di Casigliano, diretto da Alfonso Toscano liutaio, discendente diretto dei De Luccia.
Nell'anno 2025, Alex Amoresano fonda a Ortodonico assieme a Maria Alessia Di Maio "Rio Lavis Studio", primo studio d'animazione del Cilento, rappresentando il cinema d'animazione italiano a numerosi festival internazionali[7][8][9]
La popolazione contadina vi fondò, insieme alle altre frazioni di Cosentinorum e Zopporum (oggi Cosentini e Zoppi) l'agglomerato della Socia "Chiòva", con finalità di mutua assistenza; a questo primo agglomerato si aggiunse poi il paese di Fornelli.
Tra le famiglie più antiche, presenti da oltre 500 anni, nel paese vi sono gli Amoresano, i Funicello, i Lembo, i Meola, i Chiariello e i Maffia.
Note
- ↑ Sotto i Borbone contava quasi 1 000 abitanti
- ↑ Archivio di Stato di Napoli, Sommaria, Diversi II numeraz. Vol. 218, cc 139v. 40..
- ↑ La popolazione del Cilento nel 1489, Alfonso Silvestri, Centro di Promozione Culturale per il Cilento.
- ↑ cris.unibo.it, https://cris.unibo.it/retrieve/aecd9386-8eb3-4eaf-a16e-d3af3d9d9acd/BOVA%202024_Il%20volto%20mutevole%20della%20difesa.pdf.
- ↑ Il catasto feudale di Castellabate del 1512, Diomede Ivone, Editoriale Scientifica.
- ↑ (LA) Pandulphus Collenutius, Res Neapolitanae: id est, Historiae Pandulphi Collenutii, [...] et Johannis Joviani Pontani, conscriptae ab ultima mrmoriae usque ad annum Christi MCCCCXCII, a quo anno historiae Francisci Guicciardini incipit, 1618. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Accademia del Cinema Italiano - Premi David di Donatello, su www.daviddidonatello.it. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ (EN) Film – MONSTRA | Festival de Animação de Lisboa, su monstrafestival.com. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Editrice Sogedi, l’italia al 25º festival del cinema di animazione monstra 2026 di lisbona, su Aise.it. URL consultato l'11 luglio 2026.
