Oxypappus scaber
| Oxypappus scaber | |
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![]() | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superasteridi |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi |
| (clade) | Campanulidi |
| Ordine | Asterales |
| Famiglia | Asteraceae |
| Sottofamiglia | Asteroideae |
| Tribù | Tageteae |
| Genere | Oxypappus Benth., 1845 |
| Specie | O. scaber |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Asteridae |
| Ordine | Asterales |
| Famiglia | Asteraceae |
| Sottofamiglia | Asteroideae |
| Genere | Oxypappus |
| Specie | O. scaber |
| Nomenclatura binomiale | |
| Oxypappus scaber Benth., 1845 | |
Oxypappus scaber Benth., 1845 è una specie di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae e tribù Tageteae. Oxypappus scaber è anche l'unica specie del genere Oxypappus Benth., 1845.[1][2]
Etimologia
Il nome generico (Oxypappus ) deriva da due parole greche "oxys" (= acre, aspro) e "pappus" (= lanuginoso).[3] L'epiteto specifico (scaber) significa "ruvido".[4]
Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico George Bentham (1800-1884) nella pubblicazione " The Botany of the Voyage of H.M.S. Sulphur. London" ( Bot. Voy. Sulphur [Bentham] 118 ) del 1845.[5] Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.
Descrizione
Portamento. La specie di questa voce comprende piante erbacee perenni, ricche di sostanze volatili aromatiche (monoterpeni) che producono un caratteristico odore.[6][7][8][9][10]
Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa.
Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto. La forma delle lamine varia più o meno ovata. Sulla superficie possono essere presenti delle ghiandole stipitate traslucide.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da alcuni capolini terminali raggruppati in aperti panicoli. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino di tipo radiato. I peduncoli talvolta sono fistolosi. I capolini sono formati da un involucro, con forme campanulate, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee subuguali sono disposte in modo più o meno embricato su una serie. Il ricettacolo, con forme da piatte a convesse è usualmente privo di brattee.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
- fiori del raggio (esterni): sono femminili e sono disposti su una o più serie; la forma è ligulata (zigomorfa);
- fiori del disco (centrali): sono più numerosi con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi o (raramente) funzionalmente maschili.
- */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[11]
- fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula è triloba, di colore per lo più giallo;
- fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in alcuni lobi; i lobi, con forme da deltate a lanceolate, sono 5; il colore di solito è giallo.
- Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo. Le antere sono fortemente sclerificate (raramente possono essere prive di sclerite). Le appendici delle antere hanno una forma ovata e sono glabre. Le celle dell'endotecio hanno in genere 1 - 2 (raramente 2 - 4) ispessimenti polari. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
- Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi con forme lungamente acute con ciuffi di papille. Le superfici stigmatiche sono ampie e parallele. Le appendici degli stigmi sono mancanti.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. La forma è affusolata; hanno delle evidenti coste o sono striati. Il pappo si presenta con scaglie triangolari prolungate in setole barbate (3 negli acheni dei fiori del raggio e 5 nei fiori del disco). Gli acheni sono caratteristicamente provvisti di uno strato di fitomelanina, una sostanza organica che garantisce resistenza contro gli attacchi batterici e da parte degli insetti.[12]
Biologia
Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).[7][8]
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Distribuzione e habitat
Tassonomia
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23 000 specie distribuite su 1 535 generi,[11] oppure 22 750 specie e 1 530 generi secondo altre fonti[13] (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1 679 generi).[14] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][9][10]
Filogenesi
Il gruppo di questa voce è descritto nella tribù Tageteae caratterizzata da steli biancastri e fragili, da foglie e brattee con ghiandole traslucide aromatiche, da stili dei fiori del disco divisi con bracci troncati e da acheni con delle evidenti coste.[10]
All'interno della tribù il genere Oxypappus non ha ancora una posizione tassonomica ben definita in quanto dovrebbe appartenere ad una delle sottotribù delle Tageteae; con il genere "Pseudoclappia forma un gruppo fratello" ed entrambi sono vicini alle sottotribù Clappiinae e Pectidinae.[9][10]
Il cladogramma, tratto dallo studio citato e semplificato, mostra una possibile configurazione filogenetica dell'intera tribù evidenziano la posizione del genere in oggetto (in base al tipo di DNA analizzato sono possibili altre strutture filogenetiche più o meno simili).[9]
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I caratteri distintivi della specie sono:[10]
- le foglie si trovano su steli alternati rispetto le infiorescenze.
Sinonimi
Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:[2]
- Chrysopsis scabra Hook. & Arn.
- Oxypappus seemannii S.F.Blake
- Pectis seemannii Sch.Bip.
Note
- 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
- 1 2 3 World Checklist, su Royal Botanic Gardens Kew. URL consultato il 20 settembre 2025.
- ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 20 settembre 2025.
- ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 20 settembre 2025.
- ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 20 settembre 2025.
- ↑ Pignatti 1982, vol.3 pag.1
- 1 2 Strasburger 2007, pag. 860
- 1 2 Judd 2007, pag. 517
- 1 2 3 4 Funk & Susanna 2009, pag. 701.
- 1 2 3 4 5 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 430.
- 1 2 Judd 2007, pag. 520.
- ↑ Pandey A.K. & Dhakal M.R, Phytomelanin in Compositae (PDF), in Current Science 2001; 80(8): 933-940.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 858.
- ↑ World Checklist, su Royal Botanic Gardens Kew. URL consultato il 18 aprile 2021.
Bibliografia
- Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales, Berlin, Heidelberg, 2007.
- V.A. Funk, A. Susanna, T.F. Steussy & R.J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
- Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Seconda edizione, Bologna, Edagricole, 2018.
- Alfonso Susanna et al., The classification of the Compositae: A tribute to Vicki Ann Funk (1947–2019, in Taxon, vol. 69, n. 4, 2020, pp. 807-814.
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
- Jennifer R. Mandel, Rebecca B. Dikow, Carolina M. Siniscalchi, Ramhari Thapa, Linda E. Watson and Vicki A. Funk, A fully resolved backbone phylogeny reveals numerous dispersals and explosive diversifications throughout the history of Asteraceae, in PNAS, vol. 116, n. 28, 2019, pp. 14083-14088.
- Caifei Zhang, Chien-Hsun Huang, Mian Liu, Yi Hu, Jose L. Panero, Federico Luebert, Tiangang Gao, Hong Ma, Phylotranscriptomic insights into Asteraceae diversity, polyploidy, and morphological innovation, in JIPB, vol. 63, n. 7, 2021, pp. 1273-1293.
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni
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