Pacurio
Pacurio (in georgiano ბაკურ?, Bak'ur; fl. 547-552) fu un principe cosroide del Regno di Iberia (Cartalia, Georgia orientale) e un comandante militare al servizio dei Romani in Italia.
Nome
Il suo nome è presumibilmente una versione latinizzata del georgiano Bakur, che è una forma del greco Bakour (Πακώρος), a sua volta variante del medio iraniano Pakur, derivato dall'antico iraniano bag-puhr ("figlio di un dio").[1][2] Il nome "Bakur" è dunque l'attestazione georgiana (ბაკურ) e armena (벡ָ֯ւր) del medio iraniano Pakur.[1]
Biografia
Pacurio era figlio di Peranio e cugino di Faza. Servì come generale sotto l'imperatore Giustiniano I. Durante la guerra gotica (535-554), fu inviato, insieme a Sergio, a rinforzare Belisario in Calabria nel 547.[3]
Nel 552 comandò le truppe romane a Idrunto e negoziò la resa delle guarnigioni gote di Taranto e Acherontia e dei loro comandanti goti Ragnari e Mora: l'accordo prevedeva che i comandanti goti ricevessero garanzie per la loro salvezza direttamente dall'imperatore Giustiniano, e per questo Pacurio si recò a Costantinopoli.[4] Pacurio tornò con il consenso imperiale, ma Ragnari, avendo sentito che Teia era diventato re dei Goti, si era alleato con i Franchi, e voleva combattere contro i Romani, volle rompere l'accordo e recuperare i sei ostaggi che aveva consegnato a Pacurio; mandò a Pacurio la richiesta di inviargli alcuni soldati romani, per raggiungere in tutta sicurezza Idrunto, attraversare il mare e andare a Costantinopoli. Pacurio, ignaro, gli mandò cinquanta uomini, che Ragnari fece catturare, chiedendo in cambio la liberazione dei sei ostaggi che aveva consegnato a Pacurio. Pacurio lasciò pochi uomini a difesa di Idrunto e mosse contro Ragnari, che prima uccise i cinquanta soldati poi affrontò in campo aperto Pacurio, che però lo sconfisse pesantemente. Ragnari non poté tornare a Taranto, che era circondata dai Romani, e si recò ad Acherontia.[5][6]
Note
- 1 2 Stephen H. Jr Rapp, The Sasanian World through Georgian Eyes: Caucasia and the Iranian Commonwealth in Late Antique Georgian Literature, Routledge, 2014, p. 334, ISBN 978-1-4724-2552-2.
- ↑ Michał Marciak, Sophene, Gordyene, and Adiabene: Three Regna Minora of Northern Mesopotamia Between East and West, Brill, 2017, p. 224, ISBN 978-90-04-35072-4.
- ↑ Procopio di Cesarea, Guerre, Libro VII, 27.2.
- ↑ Procopio di Cesarea, Guerre, Libro VIII, 24.4.
- ↑ Procopio di Cesarea, Guerre, Libro VIII, 34.9-15.
- ↑ Martindale, John Robert (1992), The Prosopography of the Later Roman Empire, p. 959. Cambridge University Press, ISBN 0-521-07233-6.
Bibliografia
- Gardner, Percy (1886). The Coins of the Greek and Scythic Kings of Bactria and India in the British Museum. Londra: British Museum
- Gignoux, Philippe (1986). «Faszikel 2: Noms propres sassanides en moyen-perse épigraphique». In: Schmitt, Rudiger; Mayrhofer, Manfred. Iranisches Personennamenbuch. Vienna: Accademia Austriaca delle Scienze