Peranio
Peranio (in latino: Peranius; ... – 554) o Peranes,[1] noto come l'Ibero, fu un principe georgiano del Regno di Iberia e un comandante militare al servizio dell'Impero romano d'Oriente sotto l'imperatore Giustiniano.
Biografia
Secondo Procopio, era il figlio maggiore del re iberico Gurgenes.[2] Gurgenes può essere identificato con Vakhtang I Gorgasali (r. 447–522) secondo le fonti georgiane; e Peranio potrebbe essere stato suo fratello anziché suo figlio, come suggerito da Procopio.[3] Fu il padre di Pacurio e lo zio di Fazas, altri due generali dell'esercito bizantino.[1][4] Peranio e la sua famiglia fuggirono dall'oppressione sassanide in Iberia verso la Lazica negli anni 520. Si misero sotto la protezione romana e partirono per Costantinopoli,[1][2] dove Peranio si unì all'esercito imperiale.[5]
Successivamente, nel 535, fu nominato luogotenente di Belisario nella guerra gotica[5] e si trovava a Roma quando gli Ostrogoti la assediarono nel 537-538. Durante l'assedio, difese la Porta Prenestina e guidò un attacco dalla Porta Salaria;[6] insieme all'ufficiale Bessa costrinse gli assedianti a ritirarsi.[7] Verso la metà del 538, assediò Urbeveto (Urbs Vetus; Orvieto), che cadde all'inizio del 539.[8]
All'inizio degli anni '50, fu trasferito al confine orientale dove combatté contro le forze dell'Impero sassanide. Nel 543, insieme agli ufficiali Domnenziolo, Giusto, Giovanni e Giovanni il Ghiottone, partì alla volta della fortezza di Fiso, vicino a Martiropolis, e poi verso la frontiera persiana;[9] nello stesso anno questi ufficiali invasero Taraunitis e fecero ritorno.[10]
Nel 544 fu uno dei comandanti che difese Edessa da un assedio persiano.[11] Lo scià Cosroe I (r. 531–579), durante l'assedio, ordinò la resa di Peranio e Pietro, poiché erano vassalli sassanidi.[11] Quando un contingente persiano guidato da Azaretes minacciò di invadere la città attraverso una delle porte, Peranio guidò sul posto rinforzi composti da soldati e cittadini e scongiurò il pericolo.[12] Poco dopo la fine dell'assedio di Edessa, Peranio morì a causa delle gravi ferite riportate in seguito a una caduta da cavallo mentre era a caccia.[13]
Note
- 1 2 3 Bussell 2000, p. 358.
- 1 2 Procopio di Cesarea, I.XII.
- ↑ Rogers 2012, p. 7.
- ↑ Martindale 1992, p. 959.
- 1 2 Martindale 1980, pp. 226-227; Bury 1958, p. 97.
- ↑ Procopio, V.23.
- ↑ Procopio, I.22.
- ↑ Jacobsen 2009, p. 165.
- ↑ Martindale 1992, p. 990.
- ↑ Martindale 1992, p. 413.
- 1 2 Martindale 1980, p. 871.
- ↑ Bury 2007, p. 513.
- ↑ Martindale 1992, pp. 989-990.
Bibliografia
- (EN) John Begnell Bury, History of the Wars: Books 1-2 (Persian War), a cura di H. B. Dewing, Nova Iorque, Cosimo, Inc., 2007, ISBN 1602064458.
- (EN) John Begnell Bury, History of the Later Roman Empire - From the Death of Theodosius I to the Death of Justinian, vol. 2, New York, Londra, Dover Publications, 1958, ISBN 0-486-20399-9.
- (EN) Frederick William Bussell, The Roman Empire: Essays on the Constitutional History from the Accession of Domitian (81 A.D.) to the Retirement of Nicephorus III (1081 A.D.), vol. 1, Clark, The Lawbook Exchange, Ltd, 2000, ISBN 1584770821.
- (EN) Torsten Cumberland Jacobsen, The Gothic War: Rome's final conflict in the West, Blackburn, Inglaterra, Westholme, 2009, ISBN 1594160848.
- (EN) John Robert Martindale, Arnold Hugh Martin Jones e J. Morris, The Prosopography of the Later Roman Empire, Volume II: A.D. 395–527, Cambridge and New York, Cambridge University Press, 1980, ISBN 978-0-521-20159-9.
- (EN) John R. Martindale, Arnold Hugh Martin Jones e John Morris, The Prosopography of the Later Roman Empire - Volume III, AD 527–641, Cambridge and New York, Cambridge University Press, 1992, ISBN 0-521-20160-8.
- (EN) Clifford J. Rogers, Kelly DeVries e John France, Journal of Medieval Military History, Volume 10, Woodbridge, Sufolque, Boydell Press, 2012, ISBN 1843837471.