Paolo Ghizzoni
| Paolo Ghizzoni vescovo della Chiesa cattolica | |
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| Fides et oboedientia | |
| Incarichi ricoperti |
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| Nascita | 22 marzo 1912 ad Arcello di Pianello Val Tidone |
| Ordinazione sacerdotale | 6 aprile 1935 dal vescovo Ersilio Menzani (poi arcivescovo) |
| Nomina a vescovo | 23 dicembre 1961 da papa Giovanni XXIII |
| Consacrazione a vescovo | 11 febbraio 1962 dall'arcivescovo Umberto Malchiodi |
| Morte | 11 giugno 1986 (74 anni) a Pisa |
Paolo Ghizzoni (Pianello Val Tidone, 22 marzo 1912 – Pisa, 11 giugno 1986) è stato un vescovo cattolico italiano.
Biografia
Nacque ad Arcello, frazione di Pianello Val Tidone, in provincia e diocesi di Piacenza, il 22 marzo 1912. Era l'ultimogenito dei 13 figli di Giacomo e Adele. Fu battezzato il 25 marzo successivo.[1]
Formazione e ministero sacerdotale
Manifestata la volontà di diventare sacerdote, il 17 ottobre 1923 fu accolto nel seminario urbano di Piacenza.[2]
Il 6 aprile 1935 fu ordinato presbitero, nella cattedrale piacentina di Santa Maria Assunta e Santa Giustina, dal vescovo di Piacenza Ersilio Menzani.[3]
Dopo l'ordinazione divenne segretario personale e cerimoniere del vescovo,[3] mentre nel 1938 fu nominato parroco della parrocchia di San Savino a Rezzanello, frazione di Gazzola; entrò in parrocchia il 5 agosto.[4]
Il 5 agosto 1944 fu preso in ostaggio insieme a quattro sacerdoti e un seminarista da due ufficiali tedeschi. Interrogato e trattenuto per due giorni, al momento della sua liberazione insistette affinché anche gli altri prigionieri fossero rimessi in libertà. Dopo la mediazione del parroco di Castel San Giovanni e del vescovo di Parma Evasio Colli, ottenne la liberazione dei sacerdoti e di altri 25 piacentini.[5]
Nel corso della seconda guerra mondiale iniziò a collaborare con il direttore spirituale del seminario urbano di Piacenza, a cui succedette nell'incarico nel marzo 1952.[6] Fu poi rettore del seminario vescovile di Bedonia dal 26 luglio 1954 al 31 marzo 1957, quando assunse la direzione del seminario urbano di Piacenza, che mantenne fino alla nomina episcopale.[7] Fu canonico del capitolo della basilica di Sant'Antonino.[8]
Ricevette il titolo onorifico di cameriere segreto soprannumerario di Sua Santità da papa Giovanni XXIII il 6 dicembre 1956[9] e il 13 dicembre 1958.[10]
Ministero episcopale
Il 23 dicembre 1961 papa Giovanni XXIII lo nominò vescovo ausiliare di Piacenza e vescovo titolare di Tene.[11] L'11 febbraio 1962 ricevette l'ordinazione episcopale, nella cattedrale di Santa Maria Assunta e Santa Giustina, dall'arcivescovo Umberto Malchiodi, vescovo di Piacenza, co-consacranti Carlo Boiardi, vescovo di Apuania, Antonio Bergamaschi, vescovo di Montefeltro, Pietro Zuccarino, vescovo di Bobbio, e Assuero Teofano Bassi, vescovo di Luoyang.[8]
L'arcivescovo Malchiodi lo nominò suo delegato per il settore dei seminari, per l'assistenza negli ospedali e per l'Azione Cattolica; gli affidò pure la presidenza della commissione diocesana di arte sacra e dell'Unitalsi per la promozione dei pellegrinaggi.[12] Dal 1966 fu anche vicario generale della diocesi di Piacenza.[13]
Partecipò come padre conciliare a tutte le 4 sessioni del Concilio Vaticano II.[14]
Il 23 dicembre 1969 fu nominato amministratore apostolico sede plena della diocesi di San Miniato,[15] dove fece il suo ingresso solenne il 25 gennaio 1970.[16]
Nella prima domenica di Avvento del 1971 diede avvio alla visita pastorale nelle parrocchie della diocesi.[17]
Il 15 aprile 1972 papa Paolo VI lo nominò vescovo di San Miniato;[18] succedette a Felice Beccaro, deceduto il 9 febbraio precedente. Il 15 giugno fu ricevuto in udienza dal presidente della Repubblica Italiana Giovanni Leone per prestare il giuramento previsto dal concordato allora in vigore,[19] mentre il 29 giugno prese possesso della diocesi.[16]
Nel 1974 approvò gli statuti della Caritas diocesana.[20]
Il 31 maggio 1986 l'auto su cui viaggiava con il vescovo di Grand-Bassam Joseph Akichi fu violentemente tamponata.[21] Ricoverato all'ospedale Santa Chiara di Pisa, morì l'11 giugno, all'età di 74 anni.[22] Dopo le esequie, celebrate il 14 giugno nella cattedrale di Santa Maria Assunta e di San Genesio,[13] fu sepolto nel cimitero di San Miniato. Il 20 marzo 1988 la salma fu traslata nella cappella dell'Addolorata all'interno della cattedrale samminiatese.[22]
Genealogia episcopale
La genealogia episcopale è:
- Cardinale Scipione Rebiba
- Cardinale Giulio Antonio Santori
- Cardinale Girolamo Bernerio, O.P.
- Arcivescovo Galeazzo Sanvitale
- Cardinale Ludovico Ludovisi
- Cardinale Luigi Caetani
- Cardinale Ulderico Carpegna
- Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni
- Papa Benedetto XIII
- Papa Benedetto XIV
- Papa Clemente XIII
- Cardinale Marcantonio Colonna
- Cardinale Giacinto Sigismondo Gerdil, B.
- Cardinale Giulio Maria della Somaglia
- Cardinale Carlo Odescalchi, S.I.
- Cardinale Costantino Patrizi Naro
- Cardinale Lucido Maria Parocchi
- Papa Pio X
- Papa Benedetto XV
- Arcivescovo Ersilio Menzani
- Arcivescovo Umberto Malchiodi
- Vescovo Paolo Ghizzoni
Araldica
Blasonatura dello stemma: Partito: nel 1º d'argento all'incudine di nero; nel 2º di rosso alla croce greca di nero, capo d'azzurro al giglio accostato da due colombe affrontate, il tutto d'oro.[23]
Note
- ↑ Castellani, p. 1.
- ↑ Castellani, p. 4.
- 1 2 Castellani, p. 5.
- ↑ Castellani, p. 6.
- ↑ Castellani, pp. 7-9.
- ↑ Castellani, p. 9.
- ↑ Castellani, p. 30.
- 1 2 La solenne consacrazione in Duomo del vescovo ausiliare mons. Ghizzoni (JPG), in Libertà, 13 febbraio 1962, p. 2. URL consultato il 7 febbraio 2025.
- ↑ Acta Apostolicae Sedis (PDF), n. 49, Tipografia poliglotta vaticana, 1957, p. 107. URL consultato il 7 febbraio 2025.
- ↑ Acta Apostolicae Sedis (PDF), n. 51, Tipografia poliglotta vaticana, 1959, p. 128. URL consultato il 7 febbraio 2025.
- ↑ Acta Apostolicae Sedis (PDF), n. 54, Tipografia poliglotta vaticana, 1962, p. 183. URL consultato il 7 febbraio 2025.
- ↑ Castellani, p. 14.
- 1 2 Morto il vescovo Paolo Ghizzoni (JPG), in Libertà, 12 giugno 1986, p. 2. URL consultato il 7 febbraio 2025.
- ↑ Catholic Hierarchy.
- ↑ Il vescovo mons. Ghizzoni alla diocesi di S. Miniato (JPG), in Libertà, 24 dicembre 1969, p. 11. URL consultato il 7 febbraio 2025.
- 1 2 Castellani, p. 31.
- ↑ Castellani, p. 20.
- ↑ Acta Apostolicae Sedis (PDF), n. 64, Tipografia poliglotta vaticana, 1972, p. 315. URL consultato il 7 febbraio 2025.
- ↑ Il Presidente della Repubblica riceve in udienza, su archivio.quirinale.it, 15 giugno 1972. URL consultato il 7 febbraio 2025.
- ↑ Castellani, p. 21.
- ↑ Castellani, p. 28.
- 1 2 Mons. Paolo Ghizzoni, su Diocesi di San Miniato. URL consultato il 7 febbraio 2025.
- ↑ Paolo Ghizzoni Vescovo (1970-1986) (JPG), in I vescovi nei 400 anni della diocesi – I volti dei pastori interpretati dai pittori. URL consultato il 7 febbraio 2025.
Bibliografia
- Maria Rita Castellani, Paolo Ghizzoni. Il figlio del fabbro: un vescovo buono e tenace (PDF), collana Testimoni della Fede, Il Nuovo Giornale. URL consultato il 7 febbraio 2025.
Collegamenti esterni
- (EN) David M. Cheney, Paolo Ghizzoni, in Catholic-Hierarchy.org.
- Stemma del vescovo Paolo Ghizzoni (JPG), su lamoneta.it. URL consultato il 7 febbraio 2025 (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2025).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 89378762 · BAV 495/245664 |
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