Paramount Television Service
| Paramount Television Service | |
|---|---|
| Stato | Stati Uniti d'America |
| Lingua | inglese |
| Tipo | Rete televisiva non realizzata |
| Nomi precedenti | (Aprile 1978) |
| Gruppo | Paramount Pictures |
| Editore | Gulf+Western |
Il Paramount Television Service (abbreviato in PTS o PMTS e noto anche come Paramount Programming Service)[1] era il nome di una “quarta rete televisiva”[2] progettata, ma mai realizzata, dalla casa cinematografica statunitense Paramount Pictures (all'epoca parte della Gulf+Western, oggi invece di proprietà della Paramount Skydance). Era il successore della precedente Paramount Television Network degli anni '50 e il precursore della successiva UPN (United Paramount Network)[3], lanciata 17 anni dopo.
Storia
Nel 1974, Barry Diller assunse la carica di presidente e amministratore delegato della Paramount Pictures Corporation. Con Diller al timone, lo studio produsse serie televisive quali Laverne & Shirley (1976), Taxi (1978) e Cin cin (1982). Forte della sua esperienza nel settore televisivo, Diller continuò a proporre al consiglio di amministrazione una sua idea: la creazione di una quarta rete televisiva commerciale.[4]
Nel 1976 la Paramount Pictures acquistò la Hughes Television Network, compreso il suo servizio satellitare, nell'ambito della pianificazione del PTS. Assunse inoltre Rich Frank della KCOP-TV, membro del comitato direttivo dell'Operation Prime Time (una defunata rete televisiva indipendente).[5] I piani relativi al previsto lancio del Paramount Television Service furono annunciati per la prima volta il 17 giugno 1977. Il lancio era previsto per l'aprile 1978 con una sola serata a settimana di programmazione.[4][6] Era prevista la rubrica trenta “Film della settimana” che avrebbero seguito Star Trek: Phase II[7] il sabato sera. Era prevista anche una serie derivata dalla versione della Paramount di La guerra dei mondi (1953) come “riserva” per Phase II, una presentazione pilota fu realizzata dal produttore del film George Pal. A causa però della cautela degli inserzionisti verso il progetto, non si riuscì cioè a vendere una quantità sufficiente di spazi pubblicitari, il PTS fu rinviato alla stagione 1978-79.[8][9]
All'epoca, Star Trek veniva trasmesso in syndication su 137 emittenti negli Stati Uniti e si prevedeva che la nuova serie televisiva di Star Trek potesse diventare il fiore all'occhiello di una quarta rete televisiva commerciale nazionale negli Stati Uniti.[10] Diller e il suo assistente Michael Eisner avevano assunto Jeffrey Katzenberg per gestire la produzione di un film per la televisione basato su Star Trek destinato a lanciare una nuova serie, con un costo di 3,2 milioni di dollari – che sarebbe stato il film per la televisione più costoso mai realizzato.
Nonostante gli sforzi di Barry Diller, il consiglio di amministrazione della Paramount e il direttore dello studio Charles Bluhdorn decisero di rinunciare al progetto, poiché Bluhdorn temeva che la PTS avrebbe generato perdite troppo ingenti.[11] Sei mesi prima del lancio, la Paramount cancellò il progetto prima ancora che la PTS potesse debuttare. Alla fine, Star Trek: Phase II fu trasformato in Star Trek (1979)[12][13]. Diller portò poi con sé la sua idea per una quarta rete televisiva quando si trasferì alla 20th Century Fox andando a fondare la Fox Broadcasting Company.
Nel frattempo, la Paramount, che da tempo riscuoteva successo nel mercato della syndication con le repliche di Star Trek, riuscì a conquistare il pubblico anche con diverse serie in prima visione di grande successo all’inizio degli anni ’90[14], tra cui Entertainment Tonight, Hard Copy, Webster (passata in syndication dalla ABC per le ultime due stagioni), The Arsenio Hall Show, Venerdì 13, La guerra dei mondi (non correlata al tentativo degli anni '70) e Star Trek: The Next Generation.[15]
Il 9 febbraio 2017, Viacom ha annunciato che Spike TV avrebbe assunto il nuovo marchio Paramount Network all'inizio del 2018, in seguito alla decisione dell'azienda di concentrarsi su sei marchi principali di ViacomCBS, ai quali sarebbero stati destinati la maggior parte del sostegno e delle risorse dell'azienda.[16] Dato che la nuova rete di proprietà Paramount aveva visto la luce nel 2006 con il nome di UPN.
Note
- ↑ (EN) New York Media LLC, New York Magazine, New York Media, LLC, 30 maggio 1977.
- ↑ (EN) Lee Margulies, 'Fourth Network' Gains Momentum, in Los Angeles Times, 9 marzo 1978, p. E22. URL consultato il 25 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 15 aprile 2013).«Appearing at the same session with Masini and Cox Rich Frank president of Paramount Television Distribution said the studio has not given up on ... of Star Trek original TV movies and occasional specials The service will be offered if sufficient advertiser interest can be lined up he said.
(Presente alla stessa sessione con Masini e Cox, Rich Frank, presidente di Paramount Television Distribution, ha affermato che lo studio non ha rinunciato a... film per la TV originali di Star Trek e "specials" occasionali. Ha dichiarato che il servizio sarà offerto se si riuscirà a ottenere un interesse sufficiente da parte degli inserzionisti.)» - ↑ (EN) Roberta, Máire Pearson, Messenger Davies, Star Trek and American Television, Univ of California Press, 18 aprile 2014, p. 51, ISBN 9780520276222.
- 1 2 (EN) Brian Lowry, The Whims of War, su Los Angeles Times, 26 dicembre 1999. URL consultato il 25 maggio 2012.
- ↑ (EN) Gerry Nadel, Who Owns Prime Time? The Threat of the 'Occasional' Networks, in New York Magazine, New York, 30 maggio 1977, pp. 34–35. URL consultato il 4 ottobre 2009.
- ↑ (EN) 'Star Trek' will be new TV Series, in The Free Lance-Star, 18 giugno 1977, p. 13. URL consultato il 25 maggio 2012.
- ↑ (EN) Sherilyn Connelly, The First Star Trek Movie: Bringing the Franchise to the Big Screen, 1969-1980, McFarland, 9 ottobre 2019, p. 97, ISBN 9781476672519.
- ↑ (EN) Snag postpones 'Star Trek', in Boca Raton News, 11 novembre 1977. URL consultato il 25 maggio 2012.
- ↑ (EN) Judith and Garfield Reeves-Stevens, Star Trek Phase II: The Lost Series, Pocket Books, 1º marzo 1997, pp. 21–22, 34, 49, 69, ISBN 0671568396.
- ↑ (EN) Susan Sackett, A Conversation with Gene Roddenberry, in Starlog, n. 12, marzo 1978, pp. 25–29. URL consultato il 12 dicembre 2014.
- ↑ (EN) Chris Vespoli, Dead Air: A Timeline of Failed Broadcast TV Networks, su Gawker, 7 aprile 2010.
- ↑ (EN) Derek Johnson, From Networks to Netflix: A Guide to Changing Channels, Routledge, 3 gennaio 2018, ISBN 9781317331667.
- ↑ (EN) A Look At Star Trek, su TVObscurities.com, 1º settembre 2006. URL consultato il 29 marzo 2013.
- ↑ (EN) Josh Hadley, Death Slot: The Secret Origin of First Run Syndication, su Force of Geek, 12 febbraio 2018.
- ↑ (EN) SALHANY, LUCY, su museum.tv, The Museum of Broadcast Communications. URL consultato il 24 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2012).
- ↑ (EN) Nellie Andreeva, Spike President On Channel's Rebranding As The Paramount Network, su Deadline Hollywood, 9 febbraio 2017. URL consultato il 10 febbraio 2017.
Collegamenti esterni
- Sito ufficiale, su paramountnetwork.com.