Parapholidophorus

Parapholidophorus
Fossile di Parapholidophorus nybelini
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseActinopterygii
Ordine†Pholidophoriformes
Famiglia†Pholidophoridae
Genere†Parapholidophorus

Parapholidophorus (Zambelli, 1975)[1] è un genere estinto di pesci ossei attinopterigi appartenente alla famiglia Pholidophoridae, vissuto nel Triassico superiore (tra il Norico e il Retico, circa 210–200 milioni di anni fa). I suoi resti fossili sono stati rinvenuti esclusivamente nell’Italia settentrionale, in particolare in Lombardia.

Descrizione

I membri del genere Parapholidophorus erano pesci di piccole dimensioni, con una lunghezza massima di circa 70 mm. Il corpo era relativamente snello, con la massima altezza nella regione predorsale pari a circa il 25% della lunghezza corporea. Il peduncolo caudale era relativamente corto.

Le ossa craniche e le scaglie erano ricoperte da uno strato liscio di ganoina. Una caratteristica distintiva del genere è la presenza di un osso rostrale accessorio che si estendeva sul tetto cranico. L’osso rostrale era di forma romboidale e relativamente piccolo, con processi laterali poco sviluppati, mentre le ossa nasali risultavano separate medialmente e presentavano una marcata incisura laterale.

L’apparato infraorbitale era ben sviluppato, con il terzo infraorbitale che si estendeva sotto il suborbitale e fino al margine anteriore del preopercolo. Gli infraorbitali posteriori erano relativamente grandi e più profondi che lunghi. Era presente un dermosfenotico accessorio contenente una porzione del canale infraorbitale, oltre a un piccolo suborbitale accessorio.

Le mascelle erano relativamente corte e l’articolazione quadrato-mandibolare si trovava sotto la metà o la porzione posteriore dell’orbita. Il sospensorio della mandibola era fortemente inclinato in senso anteroventrale. Il preopercolo era espanso anteriormente e inferiormente, con forma simile a un cuore e con una leggera incisura sul margine anteriore.

La linea laterale era ben sviluppata e comprendeva tra 35 e 38 scaglie, accompagnata da un canale laterale accessorio che si estendeva tra l’extrascapolare e la base della pinna dorsale. Le scaglie avevano margine posteriore rettilineo.[2]

Fossile di Parapholidophorus nybelini

Classificazione

Il genere Parapholidophorus appartiene alla famiglia Pholidophoridae, un gruppo di pesci attinotterigi considerati tra i primi rappresentanti dei Teleostei. Il genere fu istituito da Zambelli nel 1975 e comprende due specie, Parapholidophorus nybelini e Parapholidophorus caffii.[3]

Parapholidophorus nybelini è la specie tipo del genere. Era un pesce di piccole dimensioni con testa relativamente grande e occhi molto sviluppati, che potevano raggiungere fino al 43% della lunghezza della testa. La mascella presentava un margine posteriore arrotondato e la seconda supramascellare possedeva un processo anterodorsale ben sviluppato. La pinna caudale presentava tra 21 e 23 raggi principali, mentre la linea laterale comprendeva circa 37–38 scaglie. I fossili di questa specie provengono dalla località di Cene, in Lombardia, e risalgono al Norico.[2]

Fossile di Parapholidophorus caffii

Parapholidophorus caffii è noto da un unico esemplare proveniente dalla località Viciarola, nei pressi di San Pellegrino Terme, descritta originariamente nel 1908 da Airaghi come Pholidophorus caffii.[4] Questa specie, leggermente più piccola, raggiungeva circa 58 mm di lunghezza totale. Si distingue per la presenza di un preopercolo molto espanso anteriormente, un margine posteriore della mascella acuto e una seconda supramascellare con processo anterodorsale ridotto. La pinna caudale possedeva circa 20 raggi principali e la linea laterale circa 35 scaglie. Questa specie è datata al Retico.[2]

Distribuzione e ambiente

I fossili di Parapholidophorus provengono da depositi marini del Triassico superiore della Lombardia, in particolare dalle località di Cene e San Pellegrino Terme. Questi ambienti erano probabilmente caratterizzati da bacini marini poco profondi con condizioni che favorivano la conservazione dei resti fossili.

Note

  1. ↑ GBIF, su gbif.org.
  2. 1 2 3 Gloria Arratia (2013) Morphology, taxonomy, and phylogeny of Triassic pholidophorid fishes (Actinopterygii, Teleostei), Journal of Vertebrate Paleontology, 33:sup1, 1-138
  3. ↑ Zambelli, R. 1975. Note sui Pholidophoriformes. I. Parapholidophorus nybelini gen. n. sp. n. Rendiconti Instituto Lombardo, Accademia di Scienze e Lettere 109:3–49.
  4. ↑ C. Airaghi. 1908. Di un "Pholidophorus" del Retico Lombardo. Rendiconti, Reale Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, Serie II 41:768-772

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