Paropamisade

Si noti la concezione più ampia di ciò che oggi viene identificato come i monti del Paropamiso: in una carta del 1873 essi comprendono l'intero versante settentrionale delle propaggini dell'Hindu Kush.
Si noti la probabilmente errata collocazione del Paropamiso in una carta del 1922, dove esso è posto a sud dell'Hari Rud.

La Paropamisade o Parapamisade (in greco antico Παροπαμισάδαι o Παροπανισάδαι) era una satrapia dell'impero di Alessandro Magno nell'area degli odierni Afghanistan e Pakistan, che in larga misura coincideva con la provincia achemenide di Parupraesanna. Essa comprendeva i distretti di Sattagydia (bacino di Bannu), Gandhāra (Kabul, Peshawar e Taxila) e Oddiyāna (valle dello Swat).[1] Il nome Paruparaesanna è attestato nelle versioni in lingua accadica ed elamita dell'Iscrizione di Bisotun di Dario il Grande, mentre nella versione in antico persiano la regione è indicata come Gandāra.[2][3] L'intera satrapia fu in seguito ceduta da Seleuco I Nicatore a Chandragupta Maurya dopo la vittoria maurya nella guerra seleucido-maurya, in seguito a un trattato.[4]

Nome

Paropamisadae è la forma latinizzata del nome greco Paropamisádai (Παροπαμισάδαι),[5] che a sua volta deriva dall'antico persiano Para-uparisaina, con il significato di «al di là dell'Hindu Kush», dove l'Hindu Kush è indicato come Uparisaina («più alto dell'aquila»).[6]

Nella lingua greca e in latino, «Paropamisus»[7][8] (Παροπαμισός, Paropamisós)[9] finì per indicare direttamente la catena dell'Hindu Kush.[5] In molte fonti greche e latine, in particolare nelle edizioni della Geografia di Tolomeo,[10] in cui il loro territorio è rappresentato nella IX carta dell'Asia,[11] i nomi del popolo e della regione compaiono come Paropanisadae e Paropanisus. Essi appaiono anche, sebbene più raramente, nelle forme Parapamisadae e Parapamīsus (Παραπάμισος, Parapámisos),[12] Paropamīsii, ecc.[5]

Il nome fu applicato anche a un fiume vicino, probabilmente l'Obi.[5] Anche la catena montuosa del Selseleh-ye Safīd Kūh è chiamata Paropamisus o monti Paropamiso.

Geografia e popolazioni

Strabone descrive la regione nel modo seguente:

«La disposizione geografica delle tribù è la seguente: lungo l'Indo si trovano i Paropamisadi, al di sopra dei quali si eleva il monte Paropamiso; poi, verso sud, gli Aracoti; quindi, ancora più a sud, i Gedroseni, con le altre tribù che occupano le coste del mare; e l'Indo corre, in senso latitudinale, lungo questi territori. Di queste regioni, alcune di quelle situate lungo l'Indo sono ora in possesso degli Indiani, sebbene in precedenza appartenessero ai Persiani. Alessandro le sottrasse agli Ariani e vi fondò insediamenti propri, ma Seleuco I Nicatore le cedette a Sandracotto, in cambio di alleanze matrimoniali e di cinquecento elefanti.
Accanto ai Paropamisadi, a occidente, si trovano gli Arii, e accanto agli Aracoti e ai Gedrosii i Drangi; ma gli Arii si trovano accanto ai Drangi anche a nord, oltre che a occidente, circondando quasi interamente una piccola parte del loro territorio.[13]

La regione si trovava dunque a nord dell'Aracosia, estendendosi fino alle catene dell'Hindu Kush e del Pamir, ed era delimitata a est dal fiume Indo. Essa comprendeva principalmente l'area di Kabul, il Gandhara e le regioni settentrionali come Swat e Chitral.[14]

I popoli che componevano i Paropamisadi sono indicati come i Cabolitae (Καβολῖται) a nord, nei pressi dell'odierna Kabul; i Parsii (Πάρσιοι) a nord-ovest; gli Ambautae (Ἀμβαῦται) a est; e i Par(g)yetae (Παρ(γ)υῆται) a sud, presenti anche in Aracosia. Le principali città della regione erano Ortospana (Ὀρτοσπάνα) o Carura (Κάρουρα), probabilmente identificabile con Kabul,[15] Gauzaca (Γαύζακα), probabilmente l'odierna Ghazni, Capissa (Καπίσσα), l'odierna Kapisa, e Parsia (Παρσία), capitale dei Parsii.

Storia

Le province dell'Impero achemenide
Mappa tratta dalla Geografia di Francesco Berlinghieri (1482).

Nei testi buddhisti antichi, il regno mahājanapada di Kamboja comprendeva i territori del Paropamiso e si estendeva a sud-ovest del Kashmir fino a Rajauri. La regione passò sotto il controllo persiano achemenide nella tarda età del VI secolo a.C., durante il regno di Ciro il Grande o di Dario I.[16]

Il mondo ellenistico alla fine del 281 a.C.

Negli anni Venti del IV secolo a.C. Alessandro Magno conquistò l'intero Impero achemenide, dando inizio al periodo ellenistico. Il nome greco Παροπαμισάδαι o Παροπαμισσός fu ampiamente utilizzato nella letteratura greca per descrivere le conquiste di Alessandro e quelle dei sovrani del Regno greco-battriano e del Regno indo-greco tra il III e il I secolo a.C.

Dopo la morte di Alessandro nel 323 a.C., l'area passò sotto il controllo dell'Impero seleucide, che cedette la regione alla dinastia Maurya nel 305 a.C.[17] Dopo la caduta dei Maurya nel 185 a.C., i Greco-Battriani sotto il re Demetrio I annetterono le regioni nord-occidentali dell'ex impero maurya, compreso il Paropamiso, che divenne parte del suo regno indo-greco eutidemide. Gli Eucratidi conquistarono la regione poco dopo la morte di Menandro I, ma la persero a favore degli Yuezhi intorno al 125 a.C.

Soldato achemenide gandharico
Tomba di Serse I, soldato gandharico dell'esercito achemenide, ca. 480 a.C.
Tomba di Serse I, soldato gandharico, ca. 480 a.C. (dettaglio).
Soldato achemenide sattagidio
Tomba di Serse I, soldato sattagidio dell'esercito achemenide, ca. 480 a.C.
Tomba di Serse I, soldato sattagidio, ca. 480 a.C. (dettaglio).

Voci correlate

Note

  1. ↑ Eggermont, 1975, p. 175.
  2. ↑ Eggermont, 1975, pp. 176-177: «Si dovrebbe pertanto fare attenzione a distinguere l'unità geografica ristretta del Gandhāra dall'unità politica che porta lo stesso nome».
  3. ↑ Pierfrancesco Callieri, INDIA ii. Historical Geography, su Encyclopaedia Iranica, 15 dicembre 2004.
  4. ↑ Eggermont, 1975, pp. 175-176
  5. 1 2 3 4 Charles Short et al., Paropamisus or Paropanisus, su A Latin Dictionary, perseus.tufts.edu, Oxford, Clarendon Press, 1879.
  6. ↑ Eggermont, 1975, p. 176.
  7. ↑ Pomponio Mela, De Situ Orbis, Lib. I, 15.2.
  8. ↑ Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, Lib. VI, 17.20.
  9. ↑ Strabone, Geografia, Lib. XV.
  10. ↑ Tolomeo, Geografia, Lib. VI, 11.17.
  11. ↑ Mappa IX dell'Asia di Tolomeo su Wikicommons.
  12. ↑ Arriano, Anabasi, Lib. V, 4.5.
  13. ↑ Eggermont, 1975, pp. 175-176.
  14. ↑ Eggermont, 1975, pp. 175-183.
  15. ↑ William Smith, Iabadius-Zymethus, in A Dictionary of Greek and Roman Geography, J. Murray, 1873, p. 553.
  16. ↑ Antigoni Zournatzi, The Apadana Coin Hoards, Darius I, and the West, in American Journal of Numismatics, vol. 15, 2003, pp. 1-28, JSTOR 43580364.
  17. ↑ Romila Thapar, Asoka and the Decline of the Mauryas, 1963, p. 16.
    «Alcune regioni del nord-ovest furono acquisite in seguito al trattato con Seleuco… È stato suggerito che i territori ceduti comprendessero la Gedrosia, l'Aracosia, l'Aria e la Paropamisade.»

Bibliografia

Collegamenti esterni