Pentalepis

Pentalepis
Pentalepis trichodesmoides
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùHeliantheae
SottotribùEcliptinae
cladeWedelia clade
GenerePentalepis
F.Muell., 1863
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùHeliantheae
SottotribùEcliptinae
GenerePentalepis
Specie

Pentalepis F.Muell., 1863 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Heliantheae, sottotribù Ecliptinae e Wedelia clade.[1][2]

Etimologia

Il nome del genere deriva da due parole greche "penta- (πέντα)" (= cinque) e "-lepis (λεπίς)" (= squama o scaglia) e fa riferimento alla particolare struttura dell'involucro.[3][4]

Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Ferdinand Jacob Heinrich von Mueller (1825-1896) nella pubblicazione "Transactions of the Botanical Society Edinburgh" (Trans. Bot. Soc. Edinburgh 7: 496) del 1863.[5]

Descrizione

Infiorescenza
Pentalepis trichodesmoides

Portamento. Le specie di questo genere hanno un habitus arbustivo o erbaceo (con ciclo biologico sia annuo che perenne).[4][6][7][8][9][10]

Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa. I rami sono pelosi.

Foglie. Le foglie lungo il caule normalmente sono disposte in modo opposto; possono essere brevemente picciolate o sessili. La lamina può avere la forma da lanceolata a strettamente ovata con apici acuti. Il contorno è per lo più intero (senza lobi) con bordi continui o dentati. Le facce sono triplinervate.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini peduncolati di tipo radiato/eterogamo. I capolini (le infiorescenze vere e proprie) sono formati da un involucro, con forme campanulate, composto da 5 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio ligulati e fiori del disco tubulosi. Le brattee, erbacee e spesso imbricate, sono disposte su 2 serie. Il ricettacolo è convesso; generalmente è provvisto di pagliette strettamente lineari a protezione della base dei fiori. Le brattee involucrali sono sempre cinque, ciascuna delle quali sottende un vistoso fiorellino ligulato lungo, che è sempre pistillato.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

  • fiori del raggio (esterni): sono 5 tutti femminili e sono disposti su una serie; la forma è ligulata (zigomorfa); qualche volta sono assenti;
  • fiori del disco (centrali): sono più numerosi con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono funzionalmente maschili.
*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio [11]
  • fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula termina con tre lobi finali; il colore è giallo-arancio;
  • fiori del disco: la gola del tubo è tubulosa e si apre gradualmente o improvvisamente all'infuori in 5 lobi terminali; i lobi, patenti o eretti, hanno una forma deltata o più o meno lanceolata; il colore è giallo-arancio. Le corolle sono prive di fibre con fasci vascolari.
  • Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi. Le antere sono gialle e libere o parzialmente saldate in un manicotto circondante lo stilo. Le appendici delle antere sono per lo più triangolari. Le celle dell'endotecio sono fusiformi o isodiametriche. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
  • Gineceo: il gineceo è composto da due carpelli (sincarpici) formanti un ovario infero uniloculare. Lo stilo è unico e bifido nella parte apicale con due stigmi. I bracci dello stilo dei fiori del disco sono fusi.

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono obcompressi con forme obovate e con superficie scura e tubercolata; sono alati. Il pappo è assente o ridotto a una minuta corona o a 2 corte reste.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione prevalente per queste piante è ad opera del vento (impollinazione anemogama).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecorica). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: la zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

Le specie di questo genere sono distribuite in Australia.[2]

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi.[12] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][9][10]

Filogenesi

La sottoribù Ecliptinae, all'interno della tribù Heliantheae, da un punto di vista filogenetico, occupa una posizione "basale": è uno dei primi gruppi che si sono separati dalle Heliantheae. Nelle analisi molecolari Ecliptinae risulta essere vicina alla sottotribù Montanoinae, e insieme sono "gruppo fratello" del resto della tribù.[10] "Wedelia clade" è uno dei 5 cladi informali individuati da recenti studi all'interno della sottotribù.[13]

Il genere di questa voce fa parte del Wedelia clade caratterizzato da capolini radiati o discoidi con involucri pluriseriati, dai fiori del raggio neutri e da acheni villosi con pappo assente o ridotto. Una probabile origine degli antenati del clade sono le foreste secche del Nord America attorno a 6,03 Ma.[13]

All'interno del clade il genere di questa voce occupa una posizione "basale" e ilogeneticamente è vicino al genere Eclipta L., 1771; insieme sono "sister" al resto del clade. La divergenza (separazione), di questi due generi, dal nodo cladistico più prossimo risale a 6,03 milioni di anni fa; mentre a 2,73 Ma risale la separazione di Pentalepis da Eclipta. Questo genere comprende partecipato ad una delle prime dispersioni a lunga distanza dal Nord America verso l’Oceania (Australia) avvenuta circa 2.73 milioni di anni fa (Pleistocene).[13]

I caratteri distintivi del genere sono:[10]

  • i lembi della corolla si espandono sopra l'involucro;
  • le brattee del'involucro sono in genere 5;
  • il colore delle antere varia da giallo a marrone pallido.

Specie

Questo genere comprende 6 specie:[2]

  • Pentalepis ecliptoides F.Muell.
  • Pentalepis grandis E.W.Cross
  • Pentalepis kakaduensis E.W.Cross
  • Pentalepis linearifolia Orchard
  • Pentalepis trichodesmoides F.Muell.
  • Pentalepis walcottii E.W.Cross

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  2. 1 2 3 (EN) World Checklist, su Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 3 febbraio 2026.
  3. ↑ (EN) Ferdinand Jacob Heinrich von Mueller, Fragments Phytographiae Australiae, vol. 4, 1863, pp. 45.
  4. 1 2 Orchard et al. 2012.
  5. ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 3 febbraio 2026.
  6. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  7. ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
  8. ↑ Judd 2007, pag. 517.
  9. 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 703.
  10. 1 2 3 4 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 455.
  11. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  12. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22/02/2026.
  13. 1 2 3 Almeida et al. 2024.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni