Perityle tenuifolius

Perityle tenuifolius
Immagine di Perityle tenuifolius mancante
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi II
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùPerityleae
SottotribùPeritylinae
GenerePerityle
SpecieP. tenuifolius
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
SottoregnoTracheobionta
SuperdivisioneSpermatophyta
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùHeliantheae
SottotribùPeritylinae
GenerePerityle
SpecieP. tenuifolius
Nomenclatura binomiale
Perityle tenuifolius
(Phil.) Lichter-Marck, 2022
Sinonimi

Lycapsus tenuifolius
Phil., 1870

Perityle tenuifolius (Phil.) Lichter-Marck, 2022 è una pianta della famiglia delle Asteracee.[1]

Descrizione

Questa specie ha una habitus erbaceo e lievemente arbustivo.[2][3]

Le foglie lungo il fusto sono disposte in modo alternato (ma anche a spirale). La consistenza è semisucculenta (o carnosa). La lamina ha una contorno del tipo 1-2-pennato con lobi lineari. I piccioli sono lunghi e sottili.

Le infiorescenze sono formate da capolini terminali di tipo radiato su lunghi e sottili peduncoli raccolti in aperti panicoli. I capolini sono formati da un involucro a forma campanulata composto da diverse squame (o brattee) a consistenza erbacea e disposte su due serie al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: quelli esterni ligulati del raggio e quelli più interni tubulosi del disco. Il ricettacolo è provvisto di pagliette a protezione della base dei fiori; le pagliette hanno una forma lanceolata.

Formula fiorale:

* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[4]

I fiori sono tetraciclici (a cinque verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e in genere pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori del raggio sono femminili e fertili con ampie corolle trilobate e colorate di bianco; la parte alta della superficie è papillosa. I fiori del disco sono ermafroditi e tetrameri (a 4 lobi) con corolle colorate di bianco. Il calice è ridotto ad una coroncina di squame.[5] L'androceo è formato da 5 stami con filamenti liberi e antere saldate in un manicotto circondante lo stilo.[5] Le teche delle antere sono provvisti di cellule dell'endotecio con 2 o 3 ispessimenti; le antere sono di colore pallido e le appendici sono a forma ovata; la parte papillosa è interna, quella esterna è ghiandolosa con peli 2-3-unicellulari. Il polline ha circa 27 micron di diametro. Il gineceo ha un ovario uniloculare infero formato da due carpelli.[5] Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale; la base è nodosa. Gli stigmi sono provvisti di apici acuti e papillosi e di due copie di superfici stigmatiche.

I frutti sono degli acheni privi di pappo dalla forma affusolata o con 4 angoli più o meno evidenti, diritti o leggermente incurvati. La superficie è carbonizzata.

Biologia

Riproduzione

Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat

Questa specie è un endemismo delle isole di San Felix e Sant'Ambrogio di fronte alle coste settentrionali del Cile.[2]

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi[6]. La sottofamiglia (Asteroideae) è una delle 16 sottofamiglie nella quale è stata suddivisa la famiglia Asteraceae, mentre Perityleae è una delle 21 tribù della sottofamiglia.

Note

  1. ↑ (EN) Perityle tenuifolius, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 27 febbraio 2026.
  2. 1 2 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 509.
  3. ↑ Robinson 1981, pag. 79.
  4. ↑ Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 20 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2011).
  5. 1 2 3 Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  6. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22 febbraio 2026.

Bibliografia

Altri progetti

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