Pharisatichthys

Pharisatichthys
Immagine di Pharisatichthys mancante
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseActinopterygii
SottoclasseNeopterygii
InfraclasseTeleostei
OrdineAcanthuriformes
FamigliaGerreidae
Genere†Pharisatichthys
Gaudant e Carnevale, 2015
Specie†P. aquensis

Pharisatichthys è un genere estinto di pesci ossei appartenente alla famiglia Gerreidae (ordine Acanthuriformes), vissuto durante l'Oligocene superiore, circa 24-23 milioni di anni fa. I suoi resti fossili sono stati rinvenuti presso Aix-en-Provence, nel dipartimento delle Bouches-du-Rhône, nella Francia meridionale. Il genere comprende una sola specie, Pharisatichthys aquensis, descritta da Jacques Gaudant e Giorgio Carnevale nel 2015. I fossili di questo taxon rappresentano la più antica testimonianza scheletrica certa dei Gerreidae.[1]

Storia della scoperta

I fossili di Pharisatichthys provengono dai livelli lacustri dell'Oligocene terminale di Aix-en-Provence. Il materiale comprende diversi scheletri articolati, alcuni appartenenti ad individui adulti e altri a esemplari giovani provenienti da un livello fossilifero distinto dello stesso affioramento. L'olotipo, conservato presso il Muséum national d'Histoire naturelle di Parigi con il numero MNHN.F.AIX231, è un esemplare lungo poco meno di 20 centimetri.

La specie fu istituita nel 2015 da Jacques Gaudant e Giorgio Carnevale con il nome di Pharisatichthys aquensis.[1]

Etimologia

Il nome generico è dedicato ad André Pharisat, scopritore dell'olotipo e degli esemplari conservati presso il Musée Cuvier di Montbéliard.

L'epiteto specifico aquensis fa riferimento alla città di Aix-en-Provence, anticamente nota come Aquae Sextiae, nei pressi della quale furono scoperti i fossili.[1]

Descrizione

Pharisatichthys era un pesce dal corpo relativamente alto, la cui altezza massima corrispondeva a circa un terzo della lunghezza totale. La testa era lunga quanto la profondità del corpo e terminava con un muso appuntito. La bocca era in posizione terminale e caratterizzata da una premascella provvista di un processo ascendente estremamente allungato e sottile, fuso con il processo articolare, una caratteristica tipica dei Gerreidae.[1]

Il cranio presentava una cresta sopraoccipitale triangolare moderatamente sviluppata. Il preopercolo possedeva margini lisci e privi di spine, mentre la mandibola era piuttosto lunga e mostrava una lieve concavità sul margine ventrale del dentale. Sulla parte anteriore della mandibola erano presenti piccoli denti conici.[1]

La colonna vertebrale era composta da ventiquattro vertebre, quattordici delle quali caudali. Le costole erano moderatamente allungate e gli epineurali erano sviluppati nella regione addominale. La pinna caudale era profondamente forcuta e comprendeva diciassette raggi principali, di cui quindici biforcati. Lo scheletro caudale era formato da tre vertebre terminali e da un complesso uroterminale che sosteneva il paripurale e cinque ipurali autogeni. Erano inoltre presenti tre robusti epurali. La pinna dorsale era sostenuta da nove spine e nove o dieci raggi molli, con la seconda spina che costituiva l'elemento più lungo. Davanti agli pterigiofori dorsali erano presenti tre sopraneurali e la formula predorsale era 0+0/0+2/1, una combinazione unica all'interno della famiglia. La pinna anale possedeva tre spine e sei o sette raggi articolati. Il corpo era ricoperto da grandi scaglie cicloidi e alla base della pinna dorsale era presente una guaina di scaglie. La linea laterale decorreva con una leggera curvatura al di sopra della colonna vertebrale.[1]

Classificazione

L'insieme delle caratteristiche anatomiche dimostra chiaramente l'appartenenza di Pharisatichthys ai Gerreidae, un gruppo di pesci costieri tropicali e subtropicali comprendente le attuali mojarre. Tra i caratteri più significativi figurano il grande lacrimale subtriangolare a margini lisci, la premascella con processo ascendente molto sviluppato, la pinna caudale profondamente biforcuta con diciassette raggi principali e la presenza di una guaina di grandi scaglie alla base della pinna dorsale.[1]

Pharisatichthys si distingue da tutti gli altri Gerreidae per una combinazione unica di caratteri, comprendente la formula predorsale peculiare, la presenza di cinque ipurali indipendenti, tre spine anali, quattordici vertebre caudali, nove spine dorsali ben sviluppate e l'assenza del cono interemale, una struttura associata all'inserzione della vescica natatoria nei Gerreidae più derivati.[1]

Paleoecologia

La presenza sia di esemplari adulti sia di numerosi individui giovani suggerisce che le acque lacustri o lagunari dell'area di Aix-en-Provence costituissero probabilmente una zona favorevole alla crescita e allo sviluppo di questi pesci. Come gli attuali Gerreidae, Pharisatichthys doveva probabilmente condurre una vita costiera o estuarina e nutrirsi di piccoli invertebrati bentonici.[1]

Importanza paleontologica

Pharisatichthys aquensis rappresenta la più antica testimonianza scheletrica indiscussa della famiglia Gerreidae. Sebbene otoliti attribuiti a questa famiglia siano noti nel Miocene inferiore della Francia meridionale e della Nuova Zelanda e resti scheletrici siano stati descritti nel Miocene inferiore dell'India, i fossili di Aix-en-Provence anticipano significativamente la documentazione conosciuta del gruppo e contribuiscono a chiarire la sua storia evolutiva.[1]

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Gaudant J. & Carnevale G. 2015. Pharisatichthys aquensis n. gen., n. sp.: un nouveau poisson fossile (Teleostei, Gerreidae) de l’Oligocène supérieur d’Aix-en-Provence (Bouches-du-Rhône, France). Geodiversitas 37 (1): 109-118.

Collegamenti esterni