Piazza Giovanni Verga
| Piazza Giovanni Verga | |
|---|---|
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| Nomi precedenti | Piazza d'Armi |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Città | |
| Informazioni generali | |
| Tipo | piazza |
| Intitolazione | Giovanni Verga |
| Collegamenti | |
| Luoghi d'interesse | |
| Trasporti | autobus |
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| Piazza Giovanni Verga |
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Piazza Giovanni Verga è un'importante e centrale area pubblica della città di Catania.
La piazza, di forma quadrata, è attraversata dal Corso Italia che la divide in due parti uguali. Il lato nord è delimitato dalla facciata del Palazzo di Giustizia, quello sud dalla facciata dell'hotel Excelsior, mentre i lati est ed ovest da 2 lunghe vie, che la attraversano e che cambiano nome in corrispondenza di essa, rispettivamente via Francesco Crispi e via Monsignor Ventimiglia. Al centro della sezione sud della piazza si trova la monumentale Fontana dei Malavoglia.
Storia

L'intitolazione alla memoria dello scrittore e fotografo Giovanni Verga avvenne solo in pieno XX secolo. In origine la piazza, del tutto periferica rispetto alla città, era un vero e proprio campo di addestramento militare e portava il generico nome di "Piazza d'Armi". La piazza aveva un'estensione maggiore dell'attuale ed era di forma rettangolare.
Nei primi anni del XX secolo essa venne scelta per allestirvi l'importante "Esposizione Agricola Siciliana del 1907" e, in seguito a ciò, la piazza venne ribattezzata "Piazza Esposizione", nome rimasto nella memoria popolare fino a tempi recenti. L'incarico dell'allestimento delle strutture che avrebbero ospitato l'esposizione venne affidato all'ingegnere Luciano Franco, che realizzò le opere nello spirito del primo Novecento catanese, secondo lo stile liberty. Il "Padiglione Reale" fu realizzato da Salvatore De Gregorio, mentre Alessandro Abate si occupò di decorare il Vestibolo, in corrispondenza del quale si stagliava la cupola del Grande Ottagono. Le decorazioni di Abate raffiguravano scene di lavoro dei contadini etnei, colti dalla grazia divina della dea Cerere. Da qui si aveva accesso al giardino, posizionato al centro, dal quale era possibile addentrarsi nei 4 padiglioni, introdotti da archi. Tale giardino era abbellito da diversi chioschi, primo fra tutti il Chiosco Inserra di Tommaso Malerba, riconosciuto come un capolavoro, il quale andò demolito nel 1911.
La piazza era anche un luogo di attività sportiva: già nel 1909 sono documentate le prime "pionieristiche" partite di calcio, mentre, tra il 1930 ed il 1937, vi sorse il Campo dei Cent'anni, stadio capace di contenere circa 5.000 spettatori.

Tra il 1936 ed il 1953, sul lato nord della piazza, si ebbero i lavori di costruzione del maestoso Palazzo di Giustizia, al quale si accede per mezzo di un'imponente scalinata in basalto lavico, dominata da una statua in bronzo raffigurante la dea della giustizia, con bilancia e spada nelle mani, posta all'ingresso. La statua, alta 7.50 m, fu scolpita da Mimì Maria Lazzaro nel 1953 e fu posizionata tra i pilastri dell'ingresso, nel 1955, a cura del genio civile. Sul lato a sud-ovest, fu, invece, realizzata una caserma dei carabinieri, al posto di una più vecchia caserma[1].
La piazza acquisì progressivamente sempre più importanza in seguito all'espansione della città verso nord ed est.
Nel 1975, al centro della parte sud della piazza, di fronte all'attuale palazzo dell'hotel Excelsior, venne posizionata la Fontana dei Malavoglia, una delle ultime opere dello scultore catanese Carmelo Mendola; questa incorpora un complesso scultoreo di grande impatto emotivo, che rappresenta il naufragio della "Provvidenza", scena chiave del racconto verista verghiano de I Malavoglia.
Note
- ↑ Una caserma militare esisteva già da tempo in quanto preposta alla piazza d'armi adiacente come si evince chiaramente dalla cartina allegata.
Bibliografia
- Maria Teresa Di Blasi e Concetta Greco Lanza, Il Cicerone. Storia, itinerari, leggende di Catania, 2ª ed., Catania, Edizioni Greco, 2007, ISBN 978-88-7512-060-3.
- Franca Restuccia, Catania nel '900, 1ª ed., Roma, Gangemi Editore, 2003, ISBN 88-492-0477-9.
- Maria Teresa Galizia, L'ambiente urbano di Catania nel '900. Le architetture degli anni '20, 1ª ed., Roma, Gangemi Editore, 2003, ISBN 88-492-0299-7.
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