Pietro Fontanini

Pietro Fontanini
Fontanini con la fascia da presidente della Provincia di Udine nel 2013

Sindaco di Udine
Durata mandato14 maggio 2018 –
18 aprile 2023
PredecessoreCarlo Giacomello (vicesindaco f.f.)
SuccessoreAlberto Felice De Toni

Presidente della Provincia di Udine
Durata mandato15 aprile 2008 –
22 aprile 2018
PredecessoreMarzio Strassoldo
SuccessoreCarica soppressa[1]

Sindaco di Campoformido
Durata mandato22 maggio 1995 –
16 giugno 2004
PredecessoreLoris Di Giorgio
SuccessoreAndrea Zuliani

Presidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia
Durata mandato3 agosto 1993 –
12 gennaio 1994
PredecessoreVinicio Turello
SuccessoreRenzo Travanut

Presidente del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia
Durata mandato9 luglio 1993 –
3 agosto 1993
PredecessoreNemo Gonano
SuccessoreCristiano Degano

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato9 maggio 1996 –
27 aprile 2006
LegislaturaXIII, XIV
Gruppo
parlamentare
XIII: Lega Nord Padania
XIV: Lega Nord Federazione Padana
CoalizioneXIV: Casa delle Libertà
CircoscrizioneFriuli-Venezia Giulia
CollegioXIV: 8. Cividale del Friuli
Incarichi parlamentari
XIII legislatura:

XIV legislatura:

Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato15 aprile 1994 –
8 maggio 1996
LegislaturaXII
Gruppo
parlamentare
Lega Nord
CoalizionePolo delle Libertà
CircoscrizioneFriuli-Venezia Giulia
Collegio3. Udine
Incarichi parlamentari
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politicoLega Nord (dal 1992)
Lega per Salvini Premier (dal 2017)
In precedenza:
MF (fino al 1990)
FdV (1990-1992)
Titolo di studioLaurea in sociologia
UniversitàUniversità degli Studi di Trieste
ProfessioneInsegnante

Pietro Fontanini (Udine, 23 settembre 1952) è un politico italiano, esponente di lungo corso della Lega Nord prima e della Lega per Salvini Premier poi che ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali di rilievo sia nel Friuli-Venezia Giulia che a livello nazionale.

È stato consigliere comunale, assessore e sindaco di Campoformido (Udine), presidente del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia dal 9 luglio al 3 agosto 1993 e presidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia dal 3 agosto 1993 all'11 gennaio 1994, parlamentare della Repubblica dal 1994 al 2006 prima al Senato e poi alla Camera dei deputati, ricoprendo diversi incarichi, presidente della Provincia di Udine dal 15 aprile 2008 al 22 aprile 2018 e sindaco di Udine dal 14 maggio 2018 al 18 aprile 2023.

Biografia

Nato a Udine, figlio di Altero, proviene da una famiglia di Basaldella (frazione di Campoformido), ha conseguito la laurea alla facoltà di sociologia all'Università degli Studi di Trieste, per poi svolgere successivamente la professione d'insegnante in varie scuole superiori di secondo grado a Udine, essendo anche redattore di Radio Onde Furlane.

Gli inizi in politica

Dapprima militante in formazioni della sinistra friulanista (autonomismo del Friuli), negli anni '80 è stato consigliere comunale e assessore nella giunta comunale di Campoformido per il Movimento Friuli.

Alle elezioni comunali in Friuli-Venezia Giulia e provinciali del 1990 si candida rispettivamente al consiglio comunale di Campoformido e provinciale di Udine, tra le liste della Federazione dei Verdi, risultando eletto sia consigliere comunale che consigliere provinciale, diventando successivamente assessore comunale alla cultura nella giunta guidata dal democristiano Giovanni Petris.

Adesione alla Lega Nord

Nel 1992 aderisce alla Lega Nord di Umberto Bossi, di cui diventa segretario in Friuli - Venezia Giulia, carica che ricopre da luglio 2008 a giugno 2012, e con cui alle elezioni politiche di quell'anno viene candidato alla Camera dei deputati, tra le sue liste nella circoscrizione Udine-Belluno-Gorizia-Pordenone, ottenendo 2.313 preferenze ma risultando non eletto.[2]

Alle elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia del 1993 si candida al consiglio regionale, tra le liste della Lega Nord, venendo eletto consigliere regionale nella VII legislatura, dov'è stato presidente del Consiglio regionale dal 9 luglio al 3 agosto 1993 e presidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia dal 3 agosto 1993 all'11 gennaio 1994, sostenuto da una giunta formata da Lega, Partito Liberale Italiano e Partito Repubblicano Italiano.

Elezione a senatore

Alle elezioni politiche del 1994 viene candidato al Senato della Repubblica nel collegio elettorale di Udine, sostenuto dalla coalizione del Polo delle Libertà in quota leghista, risultando eletto senatore con il 41,84% dei voti e superando i candidati dei Progressisti Mauro Bigot (21,75%), del Patto per l'Italia Bruno Forte (18,75%), di Alleanza Nazionale Gianpaola Guidi Romanello (12,5%) e della Lista Pannella - Riformatori Claudio Rosati (5,16%)[3], dimettendosi da consigliere regionale il 12 aprile. Nel corso della XII legislatura ha fatto parte della 6ª Commissione Finanze e tesoro, in sostituzione del sottosegretario al tesoro Marisa Bedoni, della 1ª Commissione Affari Costituzionali e della Commissione parlamentare per il parere al Governo sulla destinazione dei fondi per la ricostruzione del Belice, oltre a ricoprire gli incarichi di segretario provvisorio della presidenza del Senato e presidente della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

Sindaco di Campoformido

Alle elezioni comunali in Friuli-Venezia Giulia del 1995 si candida a sindaco di Campoformido (Udine), sostenuto da una lista civica di centro, raccogliendo il 39,29% dei voti al primo turno e accedendo al ballottaggio con il candidato della lista civica di centro-sinistra Oscar Olivo (23,82%), dove riesce a vincere con il 62,52% e superando Olivo fermo al 37,48%.[4]

Alle comunali in FVG del 1999 viene ricandidato per un secondo mandato da sindaco, sostenuto solamente dalla Lega Nord, raccogliendo il 37,09% al primo turno e accedendo al ballottaggio col candidato della lista civica di centro-destra Guido Fantini (31,47%), dove viene eletto col 66,9% e superando Fantini fermo al 33,1%.

Elezione a deputato

Pietro Fontanini eletto alla Camera nel 1996

Alle politiche del 1996 viene candidato alla Camera dei deputati sia nel collegio elettorale di Codroipo che tra le liste proporzionali della Lega Nord nella circoscrizione Friuli-Venezia Giulia, risultando eletto deputato nel secondo[5], mentre nell'uninominale raccoglie il 34,95% dei voti ma viene sconfitto dal candidato del Polo per le Libertà Daniele Franz (37,34%)[6]. Nella XIII legislatura della Repubblica è stato membro della 1ª Commissione Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni, della Commissione parlamentare per le questioni regionali, della Commissione parlamentare per le riforme costituzionali, della Commissione parlamentare consultiva in ordine all'attuazione della riforma amministrativa, ai sensi della legge 15 marzo 1997, n. 59 (precedentemente per il parere al governo sulle norme delegate previste dalla legge 15 marzo 1997, n. 59, concernenti il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, la riforma della pubblica amministrazione e la semplificazione amministrativa) e del Comitato per la legislazione, ricoprendo gli incarichi di vice-capogruppo e vicecapogruppo vicario del gruppo parlamentare della Lega Nord Padania a Montecitorio.

Candidatura alla presidenza della Provincia di Udine

Alle elezioni provinciali del 1999 viene candidato alla presidenza della Provincia di Udine, sostenuto dalla Lega e Movimento Friuli, raccogliendo il 20,07% dei voti al primo turno ma, essendo arrivato terzo, non accede al ballottaggio. Viene comunque eletto consigliere provinciale, in quanto candidato presidente non eletto, rimanendo in carica fino all'11 giugno 2001.

Rielezione alla Camera

Fontanini rieletto alla Camera nel 2001

Alle elezioni politiche del 2001 viene ricandidato alla Camera nel collegio elettorale di Cividale del Friuli, sostenuto dalla coalizione di centro-destra Casa delle Libertà in quota leghista, venendo confermato deputato col 51,08% e superando i candidati de L'Ulivo Ebe De Monte (34,9%), di Democrazia Europea Roberto Molinaro (7,33%) e della Lista Di Pietro Antonino Pollina (6,68%)[7]. Nel corso della XIV legislatura ha fatto parte della 1ª Commissione Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni, in cui ha ricoperto gli incarichi di vicepresidente e capogruppo per la Lega, e del Comitato per la legislazione, dov'è stato vicepresidente prima dal 26 dicembre 2003 al 25 ottobre 2004 e presidente poi dal 26 ottobre 2004 al 25 agosto 2005, oltre a ricoprire gli incarichi di vicecapogruppo e delegato d'aula del gruppo parlamentare "Lega Nord Federazione Padana" a Montecitorio.

Alle elezioni comunali in FVG del 2004 si candida al consiglio comunale di Campoformido, tra le liste della Lega Nord a sostegno del candidato sindaco Isidoro Zuliani, venendo eletto consigliere comunale.

Presidente della Provincia di Udine

Alle elezioni provinciali del 2008 viene candidato alla presidenza della Provincia di Udine, sostenuto da una coalizione di centro-destra formata dal Popolo della Libertà (PdL), Lega Nord e Unione di Centro (UdC), risultando eletto presidente della Provincia al primo turno con il 55,39% dei voti e superando il principale candidato di centro-sinistra Diego Travan (39,23%).

Alle elezioni amministrative del 2013 si ricandida per un secondo mandato, sostenuto da PdL, Lega, UdC, Fratelli d'Italia - La Destra e Movimento Autonomista Friulano, venendo confermato al primo turno col 50,03%.

Sindaco di Udine

Alle elezioni amministrative del 2018 viene candidato come sindaco di Udine, sostenuto da una coalizione di centro-destra formata da Lega, Forza Italia, Identità civica, Autonomia Responsabile e Fratelli d'Italia (FdI), raccogliendo il 41,49% dei voti al primo turno e accedendo al ballottaggio con il candidato di centro-sinistra, nonché vicesindaco della città dal 2003 al 2013, Vincenzo Martines (35,86%), dove, con un margine molto risicato e il sostegno dei candidati sindaci di CasaPound Luca Minestrellie e destra Stafano Salmé, viene eletto con il 50,37% e superando Martines fermo al 49,63%.[8]

Sconfitta per il secondo mandato

In vista delle elezioni amministrative del 2023 si ricandida per un secondo mandato da sindaco, sostenuto da FdI, Lega - Fontanini Fedriga, Forza Italia, Unione di Centro e le liste Identità Civica - Fedriga per Fontanini e Fontanini Sindaco (con candidati di Autonomia Responsabile), ottenendo il 46,25% al primo turno e accedendo al ballottaggio col candidato di centro-sinistra Alberto Felice De Toni (39,7%). Durante il periodo tra il primo e il secondo turno organizza un incontro con Stefano Salmè, di nuovo candidato sindaco ma stavolta di stampo civico, per spingere quest'ultimo a sostenerlo nel ballottaggio, ma non va a buon fine, portando Salmè ad invitare i suoi elettori ad astenersi.

Al ballottaggio raccoglie il 47,15% dei voti ma viene sconfitto dall'avversario De Toni col 52,85%, ottenuto il sostegno delle liste (tra cui il Movimento 5 Stelle) che sostenevano il candidato sindaco di sinistra Ivano Marchiol[9]. Viene comunque eletto consigliere comunale, in quanto candidato sindaco non eletto. Dopo la sconfitta elettorale ha attribuito la colpa alla pigrizia degli elettori di centro-destra[10], oltreché all'astensionismo e agli elettori di Salmè, dichiarando la necessità di riformare la legge elettorale comunale.

Controversie

Udine città della morte

Durante la campagna elettorale delle elezioni amministrative del 2018, ha definito Udine "città della morte", per la gestione del caso Englaro da parte dell'amministrazione comunale di Furio Honsell, scatenando diverse critiche, tra cui la grave mancanza di rispetto della vicenda.[11]

Offesa sessiste

Nel 2019 Fontanini, in risposta alle critiche della consigliera comunale di Udine Cinzia Del Torre, rivolse commenti volgari e denigratori nei suoi confronti sull'aspetto fisico, scatenando molto sdegno.[12]

Dichiarazioni sul ruolo del sindaco

Dopo esser stato eletto sindaco di Udine nel 2018, ha dichiarato, in merito all'elezione risicata, che "il sindaco deve essere il sindaco di tutti"[13]; tuttavia nel 2021 ha affermato che "Il presidente del Governo rappresenta una maggioranza quindi non capisco queste stupidaggini di chi dice che il sindaco deve essere con tutti. Io devo rispettare chi mi ha votato e mi ha dato un mandato che devo portare avanti: questa è una cosa seria, non dire stupidaggini".[14]

Note

  1. ↑ Augusto Viola come commissario straordinario dell'Ente di decentramento regionale di Udine dal 2020
  2. ↑ Eligendo Archivio - Ministero dell'Interno DAIT, su Eligendo.
  3. ↑ Eligendo Archivio - Ministero dell'Interno DAIT, su Eligendo.
  4. ↑ Comunali 23/04/1995 Area ITALIA Regione FRIULI-VENEZIA GIULIA Provincia UDINE Comune CAMPOFORMIDO, su Eligendo.
  5. ↑ Camera 21/04/1996 Area ITALIA Circoscrizione FRIULI VENEZIA GIULIA, su Eligendo.
  6. ↑ Camera 21/04/1996 Area ITALIA Circoscrizione FRIULI VENEZIA GIULIA Collegio Codroipo, su Eligendo.
  7. ↑ Camera 13/05/2001 Area ITALIA Circoscrizione FRIULI VENEZIA GIULIA Collegio Cividale del Friuli, su Eligendo.
  8. ↑ Udine alla Lega: Pietro Fontanini è il nuovo sindaco. Il centrosinistra perde anche l'ultima roccaforte friulana, su Il Fatto Quotidiano, 14 maggio 2018.
  9. ↑ La rimonta di Udine: De Toni sindaco grazie al campo largo, su il manifesto, 17 aprile 2023. URL consultato il 26 dicembre 2025.
  10. ↑ Redazione, Fontanini e la sua sconfitta: "Gli elettori di destra sono pigri, ho avuto 3mila voti in meno", su UdineToday, 17 aprile 2023.
  11. ↑ Fontanini: "Udine è una città di morte" e scoppia la polemica, su Messaggero Veneto, 13 aprile 2018.
  12. ↑ David Puente, La volgare replica del sindaco di Udine Fontanini alla consigliera Del Torre, su Open, 7 aprile 2019.
  13. ↑ Redazione, Quando Fontanini diceva "il sindaco deve essere il sindaco di tutti", su UdineToday, 1° dicembre 2021.
  14. ↑ Redazione, "Io non sono il sindaco di tutti, ma solo di chi mi ha eletto", su UdineToday, 30 novembre 2021.

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