Pieve di Trenno
| Pieve di Trenno | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Informazioni generali | |||||
| Capoluogo | Trenno 603 abitanti (1771) | ||||
| Dipendente da | Provincia di Milano | ||||
| Suddiviso in | 17 comuni | ||||
| Amministrazione | |||||
| Forma amministrativa | Pieve | ||||
| Evoluzione storica | |||||
| Inizio | XIV secolo | ||||
| Causa | Età comunale | ||||
| Fine | 1797 | ||||
| Causa | Guerre napoleoniche | ||||
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| Cartografia | |||||
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| Pieve di San Giovanni Battista | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Informazioni generali | |||||
| Capoluogo | Trenno 603 abitanti (1771) | ||||
| Dipendente da | Arcidiocesi di Milano | ||||
| Suddiviso in | 6 parrocchie | ||||
| Amministrazione | |||||
| Forma amministrativa | Pieve | ||||
| Prevosto | lista sconosciuta | ||||
| Evoluzione storica | |||||
| Inizio | XIII secolo | ||||
| Causa | Istituzione delle pievi | ||||
| Fine | 1930 | ||||
| Causa | Annessione a Milano | ||||
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| Cartografia | |||||
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La pieve di Trenno (in latino: Plebis Trennensis o Plebis Sancti Johannis Baptistae Trennensis) era il nome di un'antica pieve dell'arcidiocesi di Milano e del Ducato di Milano con capopieve Trenno.
Il santo patrono era san Giovanni Battista, al quale è ancor'oggi dedicata la chiesa prepositurale di Trenno.
Storia
La chiesa di San Giovanni Battista viene testimoniata per la prima volta nella storia in un atto del 1017, mentre da un'annotazione di Giorgio Giulini apprendiamo che alla fine del XII secolo essa aveva giurisdizione su Lorenteggio, Figino, Lampugnano, San Leonardo, Arese, Quarto Cagnino, Quarto Uglerio, Quinto Romano e San Romano.[1] Il capoluogo era segnato al terzo miglio sulla strada di San Pietro all'Olmo, come era chiamata nel medioevo l’attuale strada padana superiore e antica via delle Gallie.[2]
Fu a partire dal XIV secolo che la pieve di Trenno, data la sua posizione particolare, iniziò a risentire dei primi ridimensionamenti territoriali: alcune sue parrocchie vennero divise tra la pieve di Bollate e quella di Cesano Boscone a tal punto che nel 1398 il capitolo constava di appena due canonici con a capo un prevosto, status confermato ancora nel XV secolo dallo "Status ecclesiae mediolanensis".[1] Nel frattempo comunque, come le altre pievi del ducato, la pieve di Trenno cominciò ad assumere anche una funzione civile, con un seggio alla Congregazione del Ducato, il consiglio provinciale dell’epoca.
Dalla fine del XVI secolo sino alla metà del XVIII secolo, il titolo di prepositurale passò alla chiesa di Santa Maria, soprattutto da quando la pieve divenne anche sede di vicariato dopo le disposizioni del concilio di Trento.[1]
Alla metà del XVIII secolo, l'arcidiocesi decise di razionalizzare il territorio plebaneo ordinando la cessione della parrocchia di San Pietro e Paolo di Arese alla pieve di San Martino di Bollate, e vicendevolmente l'acquisizione della parrocchia di San Martino di Villapizzone: se l’atto sanava una storica discrasia rispetto al compartimento civile, contemporaneamente ne creava però un’altra.
L'invasione francese del 1796 comportò l'estinzione della pieve secolare, dapprima sostituita con effimeri distretti, e poi quasi totalmente annessa a Milano poco dopo la proclamazione del Regno d'Italia.[3]
La settima parrocchia della pieve fu fondata a Quinto Romano nel 1887 con intestazione ai santi Nazario e Celso.
Il 15 febbraio 1930 l'arcivescovo milanese Alfredo Ildefonso Schuster decise di sopprimere anche la pieve ecclesiastica, aggregandola al comprensorio urbano di Milano.[4] Il suo antico territorio corrisponde oggi in buona parte al Municipio 8 di Milano, popolata da quasi 200.000 persone.
Territorio
Nella seconda metà del XVIII secolo, dopo l'aggregazione della Cassina San Leonardo a Trenno e l'annessione di Quarto Oggiaro a Musocco, il territorio della pieve era così suddiviso:
Si noti che fino all’illuminismo l’abbazia regolare di Garegnano dedicata alla Madonna era distinta dalla chiesa parrocchiale secolare di Sant’Ippolito e Cassiano, oggi scomparsa.[8]
Note
- 1 2 3 vedi qui, su lombardiabeniculturali.it.
- ↑ Trenno, su lombardiabeniculturali.it.
- ↑ Oggi sul territorio dell’antica pieve sopravvivono 2 comuni.
- ↑ La parrocchia di Pero, rimasta orfana come unica non annessa al capoluogo, fu aggregata alla Prepositurale di Rho.
- ↑ In questo caso si era creata discrasia fra pieve civile ed ecclesiastica, dato che i comuni corrispondevano alla parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, spostata ecclesiasticamente nella pieve di San Martino di Bollate nella prima metà del Settecento onde scambiarla con la Parrocchia di Villapizzone.
- ↑ In questo caso si era creata discrasia fra pieve civile ed ecclesiastica, dato che i comuni formavano una porzione della parrocchia plebanea di San Vittore di Rho.
- ↑ Si noti come la parrocchia comprendesse anche il Comune di Vialba, civilisticamente incluso nella Pieve di Bollate.
Nel Settecento si aggiunse anche Roserio nell’ambito dello scambio con la parrocchia di Arese. - ↑ Abbazia e parrocchia erano entità distinte fino al regno dell’imperatore Giuseppe II. I monaci residui furono sgomberati con la rivoluzione francese.
Bibliografia
- Liber notitiae sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero. Manoscritto della Biblioteca Capitolare di Milano, a cura di M. Magistretti, U. Monneret de Villard, Milano, 1917.
- Diocesi di Milano. Sinodo 46°, Milano, 1972, Pubblicazione curata dall'ufficio stampa della Curia arcivescovile di Milano.
- G. Vigotti, La diocesi di Milano alla fine del secolo XIII. Chiese cittadine e forensi nel “Liber Sanctorum” di Goffredo da Bussero, Roma, 1974.
- Istituzione dei nuovi vicariati urbani e foranei, 11 marzo 1971, Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, Rivista Diocesana Milanese, 1971.

