Pippo Starnazza

Pippo Starnazza
Pippo Starnazza in Milano odia: la polizia non può sparare
NazionalitàItalia (bandiera) Italia
GenereJazz
Musica leggera
Periodo di attività musicale1925 – 1975
Strumentobatteria
EtichettaOdeon, Embassy, Combo Record, CGD, Riviera Jazz Records
Album pubblicati1

Pippo Starnazza, pseudonimo di Luigi Pietro Redaelli (Milano, 30 giugno 1904[1] – Milano, 15 luglio 1975[1]), è stato un cantautore, musicista e attore italiano.

Biografia

Musicista

A undici anni, mentre passeggia in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, rimane colpito dalla musica del Quintetto Mirador, band di jazz americana (con Madge Coffie al sax alto e suo marito Samuel Coffie alla batteria): decide quindi di rinunciare allo studio del violino, a cui la famiglia lo ha indirizzato, e di dedicarsi alla batteria.

Inizia giovanissimo già negli anni venti ad esibirsi con l'orchestra De Carli all'Orfeo di Milano, per poi passare nel 1927 alla Louisiana Band di Piero Rizza; suona quindi con tutte le principali orchestre jazz di Milano, tra cui la Jazz Band Ernesto Marchi, e nel 1929 approda all'orchestra Hot Pickers di Nanni DalDello, suonando al fianco di Robert De Kers, Beppe Mojetta e Marino Marzaroli (oltre che con DalDello).

Con il trombonista Mojetta forma inoltre un duo, in cui inizia a cantare, interpretando standard jazz nella lingua inglese d'origine con un buffo accento milanese: da qui gli viene l'idea di utilizzare una sorta di grammelot alludente all'inglese, e in questo personale modo strampalato ripropone al pubblico classici come Dinah, Sweet Sue, St. Louis Blues, e I can't give you anything but love. Sono questi i primi brani che inciderà come cantante, per l’etichetta dalla Odeon.

Passa quindi nel 1934 all'orchestra di Gorni Kramer, e successivamente a quella di Pippo Barzizza. Decide però anche di esibirsi come cantante solista, e nel 1940 compaiono le sue prime incisioni a proprio nome, in cui tenta un divertente miscuglio tra sonorità jazz e testi intrisi di un umorismo spesso satirico, inserendosi così in quel filone dell'epoca che vede, tra i maggiori esponenti, Rodolfo De Angelis.

Scelto il nome d'arte di Pippo Starnazza, forma un suo gruppo che chiama Quintetto del Delirio, ed è il primo a cantare in Italia con lo stile scat (viene anche soprannominato Squà-Squà, tanto che alcuni 78 giri della stessa formazione sono accreditati a "Pippo Starnazza & i suoi Squà Men"). Peraltro, nonostante il nome, il gruppo non era un quintetto: l'organico, piuttosto nutrito, annoverava Pietro Di Salvatore e Astore Pittana alla tromba, Clionio Bergamini al trombone, Franco Mojoli al clarinetto e alla fisarmonica, Piero Cottiglieri al sax tenore, Enzo Ceragioli al pianoforte, Angelo Servida alla chitarra, Quirino Spinetti al vibrafono, Sergio Almangano al violino, Adriano Almangano al contrabbasso e lo stesso Starnazza alla batteria. Il Quintetto del Delirio accompagnò inoltre, in alcune incisioni, altri cantanti, come Carlastella, Rudy Solinas, Enza Passatore e Canapino.

Tra i suoi successi sono da citare Come ti chiami?, Baldo Baldo (Arcibaldo), Oh! Bimba, Era lei, La marchesa sinforosa e Se fossi milionario.

Starnazza diede anche molta importanza nei suoi spettacoli all'aspetto scenico: sia con le smorfie della sua faccia di gomma sia con la grancassa della sua batteria, sulla quale erano dipinti un buffo ritratto e lo scudetto dell'Inter. A Pippo Starnazza si ispirerà un altro celebre batterista-umorista, il napoletano Gegè Di Giacomo.

Nel 2010 la Riviera Jazz Records ha raccolto, in un CD intitolato Quintetto del Delirio - Pippo Starnazza, alcune incisioni del gruppo sia con Starnazza come solista che con altri cantanti.

Attore

Pippo Starnazza ebbe anche un'intensa attività cinematografica, iniziata all'inizio degli anni sessanta, quando la sua carriera come musicista era ormai in declino, ed ebbe modo di lavorare per alcuni dei più grandi registi italiani, da Vittorio De Sica (I girasoli) a Mario Monicelli (I compagni, L'armata Brancaleone e Romanzo popolare), da Ettore Scola (La congiuntura e Il commissario Pepe) a Carlo Lizzani (La vita agra), insieme a divi, come Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni, Sophia Loren e Vittorio Gassman.

Morte

Nato e morto a Milano, Pippo Starnazza venne sepolto nel locale cimitero maggiore.[2][3]

Curiosità

Freak Antoni, il cantante degli Skiantos ha voluto rendere omaggio a Pippo Starnazza chiamando uno dei suoi gruppi paralleli Beppe Starnazza e i Vortici, presentandosi come il sedicente figlio di Pippo e riproponendo alcune divertenti canzoni del finto papà, oltre che di altri artisti di quegli anni.

Discografia parziale

Singoli

  • 1941 – Straccione/Ticche... ta con il Quintetto del Delirio (Odeon, P. 537)
  • 1941 – Come ti chiami? con il Quintetto del Delirio (Odeon, P. 573)
  • 1942 – Io cerco la Titina con il Quintetto del Delirio (Odeon, P. 641) dal film del 1942 Noi vivi.
  • 1942 – Quando canto penso a te/Come ti chiami? (Odeon)
  • 1943 – La barca dei sogni/Dice lei...dice lui... (Odeon, P. 688); solo lato B, il lato A è cantato da Carlastella)
  • 1946 – Buona notte amore mio/Nel vecchio castello (Odeon, TW 3169); solo lato B, il lato A è cantato da Corrado Lojacono)
  • 1959 – Ya, ya/T'ho voluto bene (Combo Record, 5278)
  • 1960 – Tu sei prismatica/Besame mucho (Bluebell Records, BB 03028)
  • 1965 – Squa squa/Ciribiribin (CGD, N 9602)
  • 1966 – Dinah/Ortega! (North, C002)
  • 19?? – Signorina Zi Zu Za (Silver Gold, PUBB. 023), con i Silver Boys

EP

Album/Raccolte

  • 1977 – Le canzoni dell'EIAR nelle interpretazioni originali degli anni '40 (CGD, RB 117), con il brano Baldo, Baldo (Arcibaldo)
  • 1990 – Renzo Arbore presenta Ballabili degli anni '40 e '50 (Armando Curcio Editore, DCI-47), con il brano La quadriglia di famiglia
  • 1990 – Jazz & Hot Dance in Italy (Harlequin, HQ 2078), uscito nel Regno Unito con il brano Gira...gira
  • 2010 – Jazz in Italy in the 40's (Riviera Jazz Records, RJRCD017), uscito in Austria

Filmografia parziale

Bernard Blier, Renato Salvatori e Pippo Starnazza nel film I compagni

Note

  1. 1 2 Foto del loculo, su scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net. URL consultato il 5 novembre 2021 (archiviato dall'url originale il 15 agosto 2021).
  2. ↑ Comune di Milano, Cerca il tuo caro, su comune.milano.it.
  3. ↑ È morto a 66 anni Pippo Starnazza, su archiviolastampa.it, 17 luglio 1975, p. 6.

Bibliografia

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 44511667 · ISNI (EN) 0000 0000 0350 6569 · SBN LO1V292397 · BNF (FR) cb14229581v (data)