Ponte di Surriento
| Ponte di Surriento | |
|---|---|
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Attraversa | alveo dei Camaldoli |
| Coordinate | 40°54′48.45″N 14°08′43.96″E |
| Dati tecnici | |
| Tipo | ponte ad arco |
| Materiale | trachite, tufo giallo e mattoni |
| Realizzazione | |
| Costruzione | ...-1850 |
| Inaugurazione | 1850 |
| Costruttore | Regno delle Due Sicilie (Ferdinando II di Borbone) |
| Mappa di localizzazione | |
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Il ponte di Surriento è un ponte ad arco in muratura situato a Qualiano, nella città metropolitana di Napoli. Costruito nel 1850 per volere di Ferdinando II delle Due Sicilie, scavalca l'alveo dei Camaldoli e funge tuttora da cavalcavia lungo il tracciato di via Campana (o corso Campano) collegandolo alla via Consolare Campana di Villaricca, nella frazione di Torretta-Scalzapecora (popolarmente detta Villaricca Due).[1]
Storia
Il ponte fu realizzato nel 1850, in età borbonica, per superare il sottostante alveo dei Camaldoli nell'ambito dei lavori di sistemazione della nuova via Campana (che prende il nome dalla Via Antica consolare campana) realizzata nel programma per migliorare il collegamento dei comuni a nord di Napoli e verso il porto di Pozzuoli.[1][2] Una tradizione popolare, ritenuta però priva di fondamento da alcuni autori, vuole che la strada e il ponte fossero stati realizzati per rendere più agevole il tragitto verso la vicina Masseria del Principe, tenuta di caccia appartenuta a un fratello del re.[3][1][4]

L'opera infrastrutturale è raffigurata in un dipinto del 1851, Il ponte, del pittore Vincenzo Franceschini, conservato al Museo di Capodimonte.
Durante la seconda guerra mondiale la campata rivolta a occidente fu abbattuta dalle truppe tedesche e venne ricostruita nel dopoguerra, come si nota dall'assenza della trachite nella parte rifatta.[2]
Nel 1954, durante i lavori per la realizzazione di alloggi popolari nelle vicinanze, furono rinvenute ventidue tombe a cassa del II-III secolo a.C., costruite con blocchi di tufo e contenenti anforette, suppellettili e corredi funerari.[5]
Descrizione
Il ponte è costituito da tre arcate a tutto sesto, finemente lavorate, realizzate con cubi di trachite alternati a blocchi di tufo giallo e a mattoni di argilla.[1][2] A testimonianza dell'opera, il re fece collocare nell'abside adiacente al ponte una lapide in marmo bianco, incorporata in un blocco di trachite e tuttora conservata, recante un'iscrizione in latino con la data 1850:
L'iscrizione ricorda che Ferdinando II, re delle Due Sicilie, fece lastricare per nove miglia la via da Giugliano a Pozzuoli, detta Campana in onore del nome romano, per favorire i commerci della fertile regione circostante con il mare, e che sulle rovine fece gettare il ponte a testimonianza della munificenza regia, nell'anno 1850.[1]
Etimologia
L'origine del nome Surriento è incerta. Sebbene Surriento sia la forma napoletana di Sorrento, una derivazione dalla città sorrentina è ritenuta poco probabile. Una credenza popolare lo fa derivare dall'espressione "ponte sul rientro", in quanto sarebbe stato utilizzato per fare ritorno dalla città; non si tratta tuttavia di un'etimologia documentata.
Parco Surriento
L'area sottostante il ponte, per lungo tempo inutilizzata, è stata oggetto di un intervento di recupero promosso dal Circolo Helios, associazione culturale e ambientalista di Qualiano. Nel 2007 il circolo ottenne in concessione lo spazio e lo trasformò nel "Parco Surriento", area verde attrezzata per attività ricreative, folcloristiche e sportive all'aperto; allo stesso soggetto si deve un'attività di divulgazione della storia locale.[6]
Note
- 1 2 3 4 5 Ferdinando II di Borbone ed il Ponte di Surriento, su lidentitario.com, L'Identitario, 3 ottobre 2023. URL consultato il 18 luglio 2026.
- 1 2 3 Cenni storici del Ponte Surriento, su circolohelios.blogspot.com, Circolo Helios, 2007. URL consultato il 18 luglio 2026.
- ↑ Giovanni Sabatino, Ipotesi storico-urbanistiche sull'origine e sullo sviluppo della città di Qualiano, collana «Civiltà campana» n. 6, Istituto di Studi Atellani, 1986, p. 16
- ↑ Storia di Qualiano, su circolohelios.blogspot.com, Circolo Helios, 2007. URL consultato il 18 luglio 2026.
- ↑ Giovanni Sabatino, Ipotesi storico-urbanistiche sull'origine e sullo sviluppo della città di Qualiano, collana «Civiltà campana» n. 6, Istituto di Studi Atellani, 1986.
- ↑ Il Circolo «Helios», su circolohelios.blogspot.com, Circolo Helios. URL consultato il 18 luglio 2026.
Bibliografia
- Giovanni Sabatino, Ipotesi storico-urbanistiche sull'origine e sullo sviluppo della città di Qualiano, collana "Civiltà campana" n. 6, Istituto di Studi Atellani, 1986.
