Porta Altinate

Porta Altinate
La porta vista dalla piazza dei Noli, ora Garibaldi
Ubicazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneVeneto
CittàPadova
IndirizzoVia Altinate
Coordinate45°24′32.23″N 11°52′41.77″E
Informazioni generali
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La Porta Altinate era uno dei quattro accessi principali o regales che si aprivano sulle mura comunali costruite dalla città di Padova[1]. Venne edificata in corrispondenza di una delle arcate dell'omonimo ponte romano in pietra e si affacciava verso est, costituendo dunque una delle principali arterie viarie e commerciali verso Venezia e la sua laguna[2].

Storia

L'arcata mediana del ponte Altinate durante i lavori per l'interramento del Naviglio Interno

Gli annali e le cronache padovane anonime riportano due date (il 1195 e il 1210) per la costruzione della cinta muraria di Padova di età comunale: in queste fonti vengono descritte solo le porzioni occidentale e meridionale della città. Da documenti più antichi risultano tuttavia già esistenti alcuni tratti orientali di mura, in particolare nell'area compresa tra l'oratorio di S. Giuliana[3] e la chiesa di S. Matteo[4], in corrispondenza di due ponti di epoca romana, quello di S. Lorenzo e Altinate[1]. La porta omonima venne edificata in occasione della costruzione delle mura Duecentesche sul ponte a tre arcate che attraversava il Naviglio Interno, scavato nel 1189[2].

Iscrizione di Carlo Leoni su Porta Altinate (PD) della vittoria dei crociati su Ezzelino III da Romano nel 1256.

Un'altra fonte scritta da Rolandino da Padova, la Cronica circa facta et factis Marchie Trivixiane del 1256, descrive l'aspetto della città al termine della dominazione di Ezzelino III da Romano, sconfitto dai crociati che diedero alle fiamme Porta Altinate (come ricordato in una lapide di Carlo Leoni posta nell'intradosso rivolto a sud)[5]. La porta venne ricostruita nel 1286[6] e in quell'occasione si interrò l'arcata occidentale del ponte romano, lasciando a vista solamente quella mediana e quella orientale (situazione che rimase invariata fino al XVIII secolo)[2].

Un'ulteriore descrizione completa delle mura padovane viene fatta all'epoca della signoria carrarese dal giudice Giovanni da Nono nella sua Visio Egidii regis Patavie; in essa vengono nominate le principali porte, una per ogni punto cardinale, e i rispettivi ponti, per poi proseguire con le quindici porte minori. Porta Altinate continuò dunque ad avere un'importanza fondamentale anche in quell'epoca, rimanendo il principale accesso orientale alla città di Padova[1].

Le mura comunali giunsero pressoché intatte (o con pochi interventi) fino al XIX secolo, quando vennero privatizzate in larga parte. Non percepite come culturalmente rilevanti furono modificate a scopo abitativo e costruttivo: si aprirono portoni, finestre, balconi e lo spessore venne ridotto per ampliare quello degli edifici addossati. Durante il Novecento, fino agli anni settanta, molti tratti di mura furono abbattuti, tra cui quello compreso fra Largo Europa e Porta Altinate[1]. Il Naviglio Interno venne interrato insieme al ponte Altinate negli anni sessanta per lasciare spazio alla via Riviera dei Ponti Romani.

Descrizione

Vista da est della porta

La porta, il ponte e il borgo che si sviluppava a est, fuori dalla cinta muraria comunale, traggono il loro nome da Altino, municipium alle foci del fiume Sile verso cui si dirigeva via Altinate, tracciata sull'antica via Annia[2] e principale arteria viaria verso Venezia[6] sin dall'antichità.

La porta è diventata un frequentato passaggio pedonale verso la piazza dei Noli, successivamente chiamata Garibaldi[5], a partire dal XX secolo.

La costruzione si compone di un arco trionfale in pietra, la cui arcata rivolta verso l'esterno della città è decorata da modanature, a imitazione degli accessi antichi[7]. L'arco è sovrastato da un torrione in laterizi privo della parte superiore, scomparsa già nel XVII secolo[5]. Le strette mura che si dipanano ai lati sono gli unici tratti della cinta comunale risparmiati dalle demolizioni attuate tra gli anni sessanta e settanta del Novecento[5].

Monumento ad Alvise Pisani

Monumento ad Alvise Pisani presso Porta Altinate

Sotto la porta, sul lato settentrionale, è situato il Monumento ad Alvise Pisani che fu Capitano di Padova dal 1686 al 1687, per poi passare tra i consiglieri ducali della città fino al 31 Gennaio 1689. Venne eletto Doge della Repubblica di Venezia nel 1735; rimase in carica per sei anni, fino alla morte, avvenuta il 17 giugno 1741. Il monumento in stile barocco fu commissionato dal Collegio degli Studenti Artisti dello Studio Patavino (da notare il leone marciano scalpellato in età napoleonica)[8].

Note

  1. 1 2 3 4 Le muraglie vecchie - Comitato Mura di Padova, su muradipadova.it. URL consultato il 16 aprile 2026.
  2. 1 2 3 4 Luca Doria, Caterina Previato e Jacopo Bonetto, Il ponte romano presso porta Altinate a Padova: tra vecchie e nuove ricerche, 2022, p. 25.
  3. ↑ Vendita di Tanselgardo e Richelda del 7 luglio 1141, autografo n. 32, t. I, Codice diplomatico padovano dall’anno 1101 alla pace di Costanza (25 giugno 1183), Venezia, 1879, p. 299.
  4. ↑ Testamento di Aldrighetto di Rolando del 30 aprile 1181, Nuovi documenti padovani dei secoli XI e XII, Venezia, 1955, p. 101.
  5. 1 2 3 4 Porta Altinate - Turismo Padova, su turismopadova.it. URL consultato il 16 aprile 2026.
  6. 1 2 Comune di Padova - Via Altinate, su comune.padova.it. URL consultato il 17 aprile 2026.
  7. ↑ Lionello Puppi (a cura di), Padova, collana Guide di architettura, Torino, Allemandi, 2000, p. 53, ISBN 978-88-422-0977-5.
  8. ↑ PISANI, Alvise - Enciclopedia - Treccani, su treccani.it. URL consultato il 21 aprile 2026.

Bibliografia

  • Vendita di Tanselgardo e Richelda del 7 luglio 1141, autografo n. 32, t. I, doc. 399, Codice diplomatico padovano dall’anno 1101 alla pace di Costanza (25 giugno 1183), Venezia, 1879, p. 299.
  • Testamento di Aldrighetto di Rolando del 30 aprile 1181, doc. 72, Nuovi documenti padovani dei secoli XI e XII, Venezia, 1955, tratto da Brunatii, Diplomata Patavina, B. Marciana, ms. cl. X, cod. 200 (3768) cc. 19-20 che attinge ex autografo Tabularii Castellani Venetiis.
  • Jacopo Bonetto, Luca Doria e Caterina Previato, Il ponte romano presso porta Altinate a Padova: tra vecchie e nuove ricerche, in Archeologia Veneta, XLIV, 2022, pp. 25-26, PUV1558330.
  • Lionello Puppi (a cura di), Padova, collana Guide di architettura, Torino, Allemandi, 2000, ISBN 978-88-422-0977-5.

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