Qarachar Noyan

Qarachar Noyan dall'Album di Baysunghur, XV secolo circa

Qarachar Noyan[nota 1], riportato anche nella forma Karachar (1166 circa – 1243/1244 o 1255/1256), fu un comandante militare mongolo al servizio di Gengis Khan nonché antenato paterno di Tamerlano, fondatore dell'impero timuride.

Sebbene nelle fonti antiche si faccia poco riferimento a lui, descrivendolo semplicemente come un ufficiale militare, il legame che Qarachar creò tra l'impero mongolo e la dinastia timuride fu fondamentale per gli albori di quest'ultima realtà storica. Il suo ruolo e quello dei suoi parenti furono quindi notevolmente esaltati e probabilmente tramutati in leggenda dagli storici di corte timuridi, i quali lo descrissero come un comandante supremo ereditario e come una figura dotata di uno spirito di affiatamento unico con la cerchia del potere. La separazione degli elementi reali da quelli poco verosimili è stata ritenuta un'operazione difficile dagli studiosi ed è tuttora oggetto di controversia.

Biografia

Fonti pre-timuridi

Qarachar è poco presente nelle cronache contemporanee alla sua epoca. Ne La storia segreta dei mongoli viene menzionato insieme a suo padre, Suqu Sechen ("il Saggio"), tra i partecipanti all'assemblea che proclamò Gengis Khan (allora chiamato Temüjin) sovrano dei mongoli nel 1190. Appartenendo alla tribù mongola dei Barlas, i due agirono in veste di rappresentanti del proprio gruppo a quell'evento. La Storia segreta afferma anche che nel 1206 Qarachar ricevette dall'imperatore il comando di mille uomini (l'unità prendeva il nome di mingghan).[1] Secondo lo storico del XIII secolo Juvayni, Qarachar in seguito si stabilì a Taloqan, da cui nel 1222 marciò verso Merv per reprimere una ribellione.[2] Nel 1227, anno della morte di Gengis, Qarachar e il suo contingente furono assegnati al seguito del secondogenito di Gengis Khan, Chagatai, un trasferimento menzionato anche nelle opere di Rashid al-Din Hamadani.[1]

Fonti timuridi

Il legame genealogico tra Tamerlano e Gengis Khan secondo fonti timuridi

Gli storici timuridi successivi, come Sharaf al-Din Ali Yazdi nella sua Zafar Nama e Hafiz-i Abru nella sua Majma e Zubdat, hanno approfondito notevolmente le origini della dinastia, compresa la vita e il contesto storico di Qarachar. In tali opere, la sua ascendenza (che non è mai stata chiarita nei resoconti precedenti) è collegata a quella di Gengis Khan. Si dice che suo nonno paterno fosse Erdemchu Barlas, figlio di Qachuli, a sua volta figlio di Tumanay Khan, bisnonno di Gengis Khan.[1][3] Questo legame è riportato anche in altre opere ed è inciso sul cenotafio e sulla lapide di Tamerlano nel Gur-e Amir, a Samarcanda, in Uzbekistan.[1] Il padre di Qarachar, Suqu Sechen, è descritto come un fidato consigliere di Yesugei, padre di Gengis Khan, presente alla nascita di quest'ultimo e capace di predire la futura grandezza del bambino. Yazdi sostiene che Suqu sia morto poco dopo Yesugei, quando i loro figli erano ancora piccoli, anche se ciò contraddirebbe La storia segreta, secondo la quale era ancora vivo nel 1190.[4]

Qarachar, a quanto pare, fu uno dei primi capi tribù a giurare fedeltà a Gengis Khan. Gli fu affidato il comando di 10 000 uomini[5] e fornì spesso dei consigli all'imperatore durante le sue conquiste durate decenni.[6] Qarachar era descritto come una figura a cui si rivolgevano per una consulenza nei momenti critici e che aveva disarcionato Ong Khan durante la battaglia finale contro i Keraiti.[7]

Si racconta che, in punto di morte, Gengis Khan convocò i suoi figli e fratelli, oltre a Qarachar. Lì, dopo aver ricevuto il loro omaggio, lodò la saggezza di quest'ultimo e esortò i suoi figli a seguire i suoi consigli e i suoi comandi. Gengis Khan ordinò quindi la divisione del suo impero tra i suoi discendenti, concedendo al suo secondo figlio Chagatai le terre della Transoxiana, che in seguito sarebbero diventate il Khanato Chagatai. Portando avanti un patto stipulato tra i rispettivi bisnonni Qachuli e Qabul,[nota 2] Affidò questo figlio alle cure di Qarachar, a cui era stata assegnata anche l'amministrazione e la gestione degli eserciti per suo conto.[6] L'accordo fu formalizzato dall'adozione legale da parte del nobile di Chagatai,[8] la cui figlia Qarachar si sposò anch'essa, in modo da stabilire un «legame di paternità e filiazione».[9] Fu da questo matrimonio che Tamerlano rivendicò la sua discendenza.[10][nota 3]

Yazdi riferisce che Qarachar occupò successivamente una posizione di spicco alla corte di Chagatai, svolgendo le effettive funzioni di governo mentre il khan si dedicava ai piaceri e alla caccia. Tale accordo è menzionato da altri storici timuridi come Hafiz-i Abru, il quale afferma che, in qualità di comandante militare supremo, si occupava altresì di questioni legali, di governo e di consuetudini. Natanzi nel suo Muntakhab afferma inoltre che dopo la morte di Chagatai nel 1241, a Qarachar fu affidato il comando della casa sotto il suo successore Qara Hülegü. Il Mu'izz al-Ansab, un'opera genealogica del regno di Shah Rukh,[11] aggiunge anche che egli eseguiva decisioni legali basate sulle leggi stabilite da Gengis Khan (le Yassa).[8]

L'anno della sua morte è controverso e non riportato in forma unanime. Hafiz-i Abru scrive che Qarachar sopravvisse a Chagatai soltanto di un anno, morendo dunque nel 640 AH (1243/44 d.C.). Al contrario, Yazdi narra che egli sopravvisse al khan per tredici anni, spirando nel 652 AH (1255/56 d.C.) all'età avanzata di ottantanove anni.[8][12] A seconda della fonte presa in considerazione, potrebbe aver avuto fino a diciannove figli, con i suoi discendenti che formavano sette dei clan Barlas del Turkestan e della Transoxiana. La carica di generalissimo di Qarachar fu ereditata dal figlio Ichil (bisnonno di Tamerlano), e divenne ereditaria tra i suoi discendenti.[3][13]

Storicità

Il primo storico a mettere in discussione le narrazioni presentate dalle storie timuridi fu Constantine d'Ohsson nel 1834, il quale affermò che erano state falsificate e che il personaggio di Qarachar fosse frutto della fantasia, data l'apparente mancanza di menzioni nelle opere di Rashid al-Din Hamadani.[14][15] Una simile ipotesi fu successivamente smentita da Wilhelm Barthold, che scoprì un commento di Hamadani inerente a Qarachar. Tuttavia, si trattava di un mero accenno al fatto che fosse uno dei capi militari di Chagatai e non un visir pluripotenziario, circostanza la quale induce a credere che la sua posizione e le sue imprese fossero state notevolmente esagerate.[16] Quest'opinione è condivisa da Jurij Bregel, il quale ha aggiunto che non vi sono prove che Qarachar godesse di alcun potere speciale.[17]

Zeki Velidi Togan ha cercato di contestare tale affermazione, sottolineando che le prime versioni del Jami' al-tawarikh di Hamadani contengono due riferimenti al figlio di Qarachar, Ichil, che secondo i Timuridi avrebbe ereditato la posizione di primo piano di Qarachar. Togan ha affermato inoltre che l'importanza generale dei Barlas tra le tribù Chagatai era dimostrata dai matrimoni influenti contratti da Tamerlano e dalle sue sorelle prima dell'ascesa al potere del primo.[18] Le sue conclusioni sono confermate dagli scritti di Jean di Sultaniyya e Clavijo.[19] Beatrice Forbes Manz ha sostenuto che ciò non dimostra che i Barlas fossero la tribù più importante del khanato, come suggeriscono le storie timuridi. Tale influenza, ha sostenuto, avrebbe portato a matrimoni tra la famiglia regnante e i Barlas, di cui non vi è alcuna prova dal tempo di Qarachar a Tamerlano.[20] A questo proposito, Eiji Mano ha aggiunto che, pur ritenendo la tribù avesse un'origine comune con Gengis Khan, al tempo di Tamerlano i Barlas erano diventati relativamente poco importanti. Egli ha sostenuto inoltre che la posizione di Qarachar probabilmente non superava quella di un servitore di corte.[21][22]

John E. Woods ha discusso approfonditamente la questione dell'ascendenza di Tamerlano, compreso Qarachar, e ha affermato la sua convinzione che il conquistatore avesse manipolato la sua genealogia per fini politici. Woods ha riferito che, non essendo legato alla famiglia imperiale, la legge mongola imponeva a Tamerlano di non poter governare a proprio nome, costringendolo invece a ricorrere a un fantoccio, Chagatai Khan. Quest'accordo fu sancito dai matrimoni suoi e dei suoi figli con principesse mongole. Tuttavia, anche altri signori della guerra regionali, molti dei quali rivali di Tamerlano, utilizzarono tattiche simili per sostenere la propria autorità. Per giustificare la maggiore legittimità della propria supremazia, Woods ha sostenuto che Tamerlano utilizzò le tradizioni genealogiche di Qarachar per suggerire di avere un diritto ereditario di governare il khanato. Tale posizione ridusse quindi i suoi oppositori a usurpatori della volontà di Gengis Khan.[23] Questo punto di vista è stato chiarito nella versione di Nizam al-din Ali Shami dello Zafarnama, che descrive come Tamerlano «riportò in vita la dinastia di Chagatai» incoronando il suo khan fantoccio, giustificando così la fiducia che Gengis Khan aveva riposto in Qarachar.[5]

Ad ogni modo, Maria Subtelny ha sostenuto che la fantasiosa posizione attribuita a Qarachar avesse in realtà un fondamento nella tradizione mongola. La studiosa ha constatato che Woods non ha tenuto conto del fatto che la Storia degli Yuan, una delle opere storiche cinesi ufficiali, menziona specificatamente che i Barlas appartenevano al corpo della guardia imperiale, i Kheshig. Questi corpi, che combinavano i ruoli di divisione militare d'élite, guardie del corpo imperiali e supervisori della casa imperiale, erano un'istituzione centrale per i mongoli, sotto la cui guida era ereditaria. Subtelny ha suggerito che, sulla base delle descrizioni timuridi dei compiti di Qarachar sotto Chagatai Khan, si può dedurre che egli fosse il capo della divisione personale di quest'ultimo, il "Kheshig". La studiosa ha osservato altresì che il contingente di Qarachar che era stato assegnato a Chagatai da Gengis Khan, non specificato nelle storie mongole, fosse proprio questa divisione. Ancora, ha ritenuto che, poiché ai membri del corpo venivano tradizionalmente assegnati ruoli amministrativi, ciò sarebbe in linea con l'influenza nel governo attribuita a Qarachar. Subtelny ha identificato specificamente la sua posizione come quella di yarghuchi (giudice capo), data la sua associazione con i poteri legislativi menzionati nel Mu'izz al-Ansab. Pertanto, le funzioni militari, amministrative e legislative di Qarachar sarebbero spiegate dalle sue posizioni di yarghuchi e capo del Kheshig. Subtelny ha ipotizzato che quest'ultimo ruolo non sia esplicitamente riconosciuto nelle fonti timuride perché era un'istituzione «recondita», poco menzionata nelle opere persiane post-mongole, le quali preferiscono invece usare circonlocuzioni.[24]

Note

Esplicative
  1. ↑ Noyan, traducibile approssimativamente con "signore", era un titolo sia militare sia civile, per certi versi equivalente al titolo islamico "emiro": Sneath (2007), p. 114.
  2. ↑ Si dice che questo patto fosse nato per via di una visione avuta dal bisnonno di Qarachar, Qachuli. Egli sognò di vedere quattro stelle emergere dal petto del suo gemello addormentato Qabul, una dopo l'altra, con la quarta che era la più luminosa. Poi ne vide emergere altre sette dal proprio petto, seguite da una grande stella che brillava molto più delle altre. Raccontò i suoi sogni al padre Tumanay Khan, che interpretò il primo come segno che la supremazia iniziale sarebbe appartenuta ai discendenti di Qabul, con il quarto nella successione che sarebbe stato un grande conquistatore (presumibilmente Gengis Khan). Il secondo sogno preannunciava che anche l'ottavo discendente di Qachuli sarebbe stato un grande sovrano (riferendosi a Tamerlano). Tumanay Khan chiamò quindi entrambi i figli a prestare solenne giuramento e a stabilire un patto, in base al quale la sovranità sarebbe rimasta a Qabul e alla sua stirpe, mentre quella di Qachuli avrebbe detenuto l'autorità amministrativa e militare, stabilendo così un accordo di doppia monarchia: Woods (1990a), p. 91. Lo storico Wilhelm Barthold ha giudicato la storia alla stregua di una «fantastica leggenda» inventata secoli dopo per sostenere la legittimità di Tamerlano a comandare: Bartold (1928), p. 53.
  3. ↑ Yazdi identifica Taghachar, il genero di Gengis Khan ucciso durante l'assedio di Nishapur, come fratello minore di Qarachar. Poiché le fonti mongole forniscono informazioni vaghe sulle origini di Taghachar, lo storico İlker Binbaş ha sostenuto che Yazdi avesse inventato questo legame di parentela per tracciare ulteriori legami matrimoniali tra Qarachar e la famiglia imperiale: Binbaş (2016), p. 212.
Bibliografiche
  1. 1 2 3 4 Woods (1990a), p. 90.
  2. ↑ Boyle (1963), p. 241.
  3. 1 2 Woods (1990b), p. 9.
  4. ↑ Woods (1990a), p. 92.
  5. 1 2 Woods (1990a), p. 96.
  6. 1 2 Woods (1990a), pp. 92-93.
  7. ↑ Jackson (2023), p. 226.
  8. 1 2 3 Woods (1990a), p. 93.
  9. ↑ Haidar (2004), p. 126.
  10. ↑ Keene (2001), p. 20.
  11. ↑ Ghiasian (2018), p. 11.
  12. ↑ Woods (1990a), p. 119.
  13. ↑ Woods (1990a), pp. 93-95.
  14. ↑ d'Ohsson (1834), pp. 108-109.
  15. ↑ Bregel (1982), p. 392.
  16. ↑ Barthold (1963), p. 14.
  17. ↑ Bregel (1982), p. 395.
  18. ↑ Togan (1955).
  19. ↑ Woods (1990a), p. 98.
  20. ↑ Manz (1999), p. 157.
  21. ↑ Mano (1976).
  22. ↑ Woods (1990a), pp. 99, 119.
  23. ↑ Woods (1990a), pp. 101-103.
  24. ↑ Subtelny (2007), pp. 19-22.

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