Raffaele Nogaro

Raffaele Nogaro
vescovo della Chiesa cattolica
Quærite primum regnum Dei
 
Incarichi ricoperti
 
Nascita31 dicembre 1933 a Gradisca di Sedegliano
Ordinazione sacerdotale29 giugno 1958 dall'arcivescovo Giuseppe Zaffonato
Nomina a vescovo25 ottobre 1982 da papa Giovanni Paolo II
Consacrazione a vescovo9 gennaio 1983 dall'arcivescovo Alfredo Battisti
Morte6 gennaio 2026 (92 anni) a Caserta

Raffaele Nogaro (Gradisca, 31 dicembre 1933 – Caserta, 6 gennaio 2026) è stato un vescovo cattolico italiano.

Biografia

Nacque a Gradisca, frazione di Sedegliano, in provincia ed arcidiocesi di Udine, il 31 dicembre 1933 da Giacomo e Irene.

Il 29 giugno 1958 fu ordinato presbitero, nella cattedrale di Udine, dall'arcivescovo Giuseppe Zaffonato.[1]

Ministero episcopale

Il 25 ottobre 1982 papa Giovanni Paolo II lo nominò vescovo di Sessa Aurunca; succedette a Vittorio Maria Costantini, dimessosi per raggiunti limiti di età. Il 9 gennaio 1983 ricevette l'ordinazione episcopale, nella cattedrale di Udine, dall'arcivescovo Alfredo Battisti, co-consacranti i vescovi Emilio Pizzoni e Vittorio Maria Costantini. Scelse come motto episcopale Quaerite primum regnum Dei ("Cercate prima il regno di Dio"), da un passo del Vangelo secondo Matteo (Mt 6:33).[2]

Il 20 ottobre 1990 fu trasferito alla diocesi di Caserta, dove succedette all'arcivescovo Francesco Cuccarese, precedentemente nominato arcivescovo metropolita di Pescara-Penne. Il 16 dicembre seguente prese possesso della diocesi.[1]

Nel suo lungo ministero pastorale si distinse soprattutto per la lotta alla camorra e la difesa dei deboli, in particolare degli stranieri.[3]

Il 25 aprile 2009 papa Benedetto XVI accolse la sua rinuncia, presentata per raggiunti limiti d'età, al governo pastorale della diocesi di Caserta;[4] gli succede Pietro Farina, fino ad allora vescovo di Alife-Caiazzo. Rimase amministratore apostolico della diocesi fino all'ingresso del successore, avvenuto il 5 luglio seguente.

Nonostante le origini friulane, da vescovo emerito decise di rimanere a vivere a Caserta, dove continuò le sue battaglie per la legalità.

Morì a Caserta il 6 gennaio 2026, all'età di 92 anni.[5][6] I funerali si svolsero, dopo tre giorni, nella cattedrale di San Michele Arcangelo, celebrati dall'arcivescovo di Napoli, cardinale Domenico Battaglia, concelebranti il vescovo Pietro Lagnese e vari vescovi e arcivescovi; era presente anche una delegazione da Udine, dove il vescovo Riccardo Lamba celebrò, in contemporanea, una messa di suffragio nella cattedrale di Udine.[7][8][9] Venne sepolto nella nuda terra nel cimitero di Caserta, come da sue volontà.[10]

Posizioni morali, sociali e su temi politici

La lotta contro la camorra

Mons. Nogaro ad un corteo nel 2007
«Raffaele Nogaro è, per chi è nato alla fine degli anni Settanta come me ed è cresciuto in Campania, una sorta di figura epica.»

In entrambe le diocesi nelle quali ha prestato servizio, don Raffaele (così si è sempre fatto chiamare) combatté con forza la camorra, denunciando la diffusa illegalità presente nella società e nell'amministrazione del territorio. Non risparmiò critiche alle gerarchie ecclesiastiche, colpevoli di non aver condannato la criminalità organizzata, e alla politica locale e nazionale per i numerosi episodi di corruzione.[11][12]

La sua figura venne indicata da Roberto Saviano come esempio di impegno nel contrasto alla camorra. Al centro della sua opera pastorale pose i valori evangelici di libertà e dignità della persona, minacciati dalla violenza fisica ed etica della criminalità.[13]

Nel 2010 lanciò un appello per la chiusura delle cave scavate nei monti Tifatini che - oltre a deturpare il paesaggio - furono ritenute pericolose per la sicurezza e la salubrità dell'area che comprende i comuni di Maddaloni e Caserta.[14]

Era un acceso sostenitore della canonizzazione di don Peppe Diana.[15]

L'accoglienza ai migranti

Mons. Nogaro con due migranti nel 2014

Membro della Commissione episcopale per le migrazioni, l'organismo della CEI preposto al sostegno e al coordinamento della pastorale migratoria, il vescovo Nogaro operò costantemente per l'accoglienza e l'integrazione degli immigrati, con particolare riguardo ai rifugiati.[16][17] In questa azione fu affiancato da suor Rita Giaretta della Comunità Rut e da padre Alex Zanotelli.[18]

Nel 2000 la regione Campania gli conferì il premio "Campania per la Pace e per i diritti umani", assieme a Nelson Mandela e Daisaku Ikeda, per aver promosso una pluralità di iniziative finalizzate alla mediazione e alla solidarietà.[19]

La sua sensibilità verso i diritti dei migranti lo portò a definire «disumana» la legge Bossi-Fini.[20]

Per la pace

Mons. Nogaro durante una messa nel 2007

Convinto pacifista, nel 2001, all'indomani del voto parlamentare che approvò l'intervento militare italiano in Afghanistan, affermò che i cristiani devono sempre schierarsi contro la guerra, biasimò inoltre i parlamentari cattolici per essersi espressi a favore. L'episodio scatenò un duro botta e risposta tra il vescovo e il presidente emerito Francesco Cossiga.[21]

Nel novembre 2003 - dopo l'attentato alla base italiana a Nāṣiriya che costò la vita a 17 militari e 2 civili - pronunciò un'omelia nella quale invitò a considerare i morti come delle vittime, evitando la retorica bellica dell'eroismo, che avrebbe suscitato solo intenti di vendetta e ulteriori uccisioni. La dichiarazione destò polemiche da parte di molti esponenti politici.[22][23]

Genealogia episcopale

La genealogia episcopale è:

Opere

  • Giuliana Martirani, Raffaele Nogaro e Sergio Tanzarella, Rompere gli ormeggi. Perché nessuno al Sud sia senza speranza, Il Pozzo di Giacobbe, 2010.
  • Raffaele Nogaro e Orazio La Rocca, Ero straniero e mi avete accolto. Il Vangelo a Caserta, Laterza, 2011.
  • Raffaele Nogaro, Peppino Diana il martire di terra di lavoro, Il Pozzo di Giacobbe, 2014.
  • Raffaele Nogaro e Patrizio Ranieri Ciu, Passi Scelti, FW Produzioni per Rivoluzioni Editoriali, 2022, ISBN 978-88-946864-1-8.
  • Raffaele Nogaro e Slavoj Žižek, Gesù, l'amore oltre la verità, Milano, Ponte alle Grazie, 2025, ISBN 979-12-5582-220-2.

Note

  1. 1 2 Caserta, monsignor Raffaele Nogaro Vescovo emerito: simbolo di un territorio. La biografia, su ecodicaserta.it, 2018. URL consultato il 22 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2021).
  2. ↑ Stemma e motto sono pubblicati nella rivista della diocesi di Caserta Il Poliedro, nr. 1, gennaio 2026.
  3. ↑ A Mons. Raffaele Nogaro, vescovo di Caserta, il premio 'Campania', su banchedati.chiesacattolica.it. URL consultato il 5 ottobre 2020.
  4. ↑ Rinunce e nomine. Rinuncia del Vescovo di Caserta (Italia) e nomina del successore, su Bollettino della Sala stampa della Santa Sede, 25 aprile 2009. URL consultato il 6 gennaio 2026.
  5. ↑ È morto Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta, voce coraggiosa della legalità, su Avvenire, 6 gennaio 2026. URL consultato il 6 gennaio 2026.
  6. ↑ Mons. Raffaele Nogaro ha concluso la sua giornata terrena, su Diocesi di Caserta, 6 gennaio 2026. URL consultato il 6 gennaio 2026.
  7. ↑ La morte del vescovo Nogaro, flusso continuo di fedeli alla cattedrale di Caserta. Venerdì funerali, su la Repubblica, 7 gennaio 2026. URL consultato il 9 gennaio 2026.
  8. ↑ Morto Raffaele Nogaro, addio all'ex vescovo emerito: l'ultimo saluto con il cardinale Battaglia, su www.ilmattino.it, 9 gennaio 2026. URL consultato il 9 gennaio 2026.
  9. ↑ STAMATTINA I FUNERALI DEL VESCOVO NOGARO: IL RICORDO DEL MACRICO VERDE – AppiaPolis – News in Tempo Reale, su appiapolis.it, 9 gennaio 2026. URL consultato il 9 gennaio 2026.
  10. ↑ Maria Paola Oliva Giornalista 03 marzo 2025 09:28 Facebook WhatsApp, Un lotto del cimitero donato a monsignor Raffaele Nogaro, su CasertaNews. URL consultato il 7 gennaio 2026.
  11. ↑ Camorra, la chiesa tace. Una lettera-appello di mons. Raffaele Nogaro, vescovo di Caserta, in MicroMega, 28 aprile 2008. URL consultato il 5 ottobre 2020.
  12. ↑ Enzo D'Errico, L'onorevole DC si scatena contro il vescovo di Caserta, in Corriere della Sera, 24 maggio 1992. URL consultato il 24 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 10 ottobre 2015).
  13. ↑ Roberto Saviano, Il vangelo contro i boss, in L'Espresso, 17 settembre 2009. URL consultato il 5 ottobre 2020.
  14. ↑ Cave, monsignor Nogaro: «Sono come gironi infernali», in Corriere del Mezzogiorno, 3 novembre 2010. URL consultato il 5 ottobre 2020.
  15. ↑ Il Vescovo emerito di Caserta Raffaele Nogaro: se la Chiesa non santifica don Peppe Diana lo santifichiamo noi, in I Siciliani giovani, 1º luglio 2014. URL consultato il 5 ottobre 2020.
  16. ↑ «La mia città avvolta da latente razzismo» Nogaro e il rapporto tra Caserta e immigrati, in Corriere del Mezzogiorno, 11 novembre 2014. URL consultato il 5 ottobre 2020.
  17. ↑ Il vescovo: «Siamo alla barbarie» Caserta, monsignor Nogaro replica alle affermazioni del leader della Lega, su l'Unità.it (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  18. ↑ Immigrati, provocazione di Nogaro e Zanotelli: «Permessi in nome di Dio», in Corriere del Mezzogiorno, 23 giugno 2009. URL consultato il 5 ottobre 2020.
  19. ↑ Regione Campania - Istruzione e Cultura | Premio "Campania per la Pace e per i diritti umani", su cdr-campania.org. URL consultato il 5 ottobre 2020 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2017).
  20. ↑ Maria Rosaria Sannino, Nogaro: 'Cambiare la legge Bossi-Fini', in la Repubblica, 1º settembre 2002. URL consultato il 5 ottobre 2020.
  21. ↑ Afghanistan: Cossiga a Mons. Nogaro, le sue affermazioni false, su www1.adnkronos.com, 15 novembre 2001. URL consultato il 5 ottobre 2020.
  22. ↑ Caserta, la diocesi con Nogaro "Ignobile strumentalizzazione", in la Repubblica, 18 novembre 2003. URL consultato il 5 ottobre 2020.
  23. ↑ Nogaro, i «no» alla guerra e alla Bossi-Fini. Il vescovo di Caserta sempre in trincea: dalla denuncia delle..., su l'Unità.it (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).

Bibliografia

  • Raffaele Sardo, Nogaro. Un vescovo di frontiera, Guida, 1997.

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Collegamenti esterni

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