Ravecchia
| Ravecchia frazione | |
|---|---|
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Cantone | |
| Distretto | Bellinzona |
| Comune | Bellinzona |
| Territorio | |
| Coordinate | 46°11′10″N 9°01′40″E |
| Altitudine | 250 m s.l.m. |
| Abitanti | 602 (1902) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 6504 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Targa | TI |
| Nome abitanti | Ravecchiesi |
| Cartografia | |

Ravecchia è una frazione del comune svizzero di Bellinzona, nel Canton Ticino (distretto di Bellinzona).
Geografia fisica
Situata a 270 m s.l.m. nella parte sudorientale del comune di Bellinzona, per la sua posizione collinare e particolarmente soleggiata è detta dai bellinzonesi la Nizza di Bellinzona.
Storia
Secondo un documento del 1252, il monastero di Disentis possedeva, nei pressi della chiesa di San Biagio, alcuni possedimenti e un ospizio, menzionato nel 1244 e ancora nel 1339. L'attuale chiesa di San Biagio risale al XIII secolo (menzionata nel 1237); sorge sulle fondamenta di due chiese precedenti, una delle quali molto probabilmente sorgeva già prima dell’anno 1000 sul sito di un tempio pagano. La chiesa odierna fu ristrutturata nel XVI e XVII secolo; durante il restauro del 1913–1915 sono venuti alla luce numerosi affreschi del XIV e XVI secolo. Fino al 1570 circa, Bellinzona pagava una tassa alla chiesa di San Biagio; nel 1583 e nel 1626 San Biagio è ancora indicata come parrocchia originaria della Pieve di Bellinzona. Nel 1583 fu elevata a sottoparrocchia. Nel 1920 Ravecchia fu separata ecclesiasticamente da Bellinzona e divenne una parrocchia autonoma. La cappella della Madonna della Neve, menzionata nel 1583 e ampliata nel 1731, era originariamente collegata a un eremo. Una cappella dedicata a San Gerolamo è menzionata nel 1568.
L'ospedale di San Giovanni Battista, che accoglieva i malati di Bellinzona e dintorni, fu donato agli Agostiniani nel 1444 da Giovanni Ruscone di Bironico.
Fino al 1906 è stato un comune autonomo; nel 1907 è stato accorpato al comune di Bellinzona assieme agli altri comuni soppressi di Daro e Carasso.
Monumenti e luoghi d'interesse
- Chiesa parrocchiale di San Biagio: edificio romanico, conserva alcuni affreschi[1] e la pala rinascimentale della Madonna col Bambino tra i santi Biagio e Girolamo, opera di Domenico Pezzi del 1520;
- Resti del primo convento degli Agostiniani, distrutto dal torrente Dragonato nel 1768[1];
- Oratorio della Madonna della Neve[2];
- Alcune dimore storiche: Villa dei Cedri (costruita nel 1860 circa, dal 1985 ospita il Museo d'arte della città di Bellinzona), Villa Gloria e Villa Losanna, residenza signorile in stile barocco francese nel 1900[1];
- Prada, antica località montana ora abbandonata, sorge a 577 m s.l.m. ed è stata restaurata negli anni 1980.[1];
Amministrazione
Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini della frazione.[3]
Note
Bibliografia
- AA.VV., Ravecchia, in Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2007, pp. 21, 41, 42, 43, 351, 476.
- Bernhard Anderes, Ravecchia, in Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Porza, Edizioni Trelingue, 1980, pp. 3, 4, 19-21, 318.
- Giuseppe Chiesi, Ravecchia, in Dizionario storico della Svizzera, 18 agosto 2010.
- Virgilio Gilardoni, …, in Inventario delle cose d'arte e di antichità, Bellinzona, Edizioni dello Stato, 1955, pp. 37-38, 204, 213, 221, 451, 512-513.
- Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Viganello, Pramo Edizioni, 1997.
Collegamenti esterni
- Sito istituzionale del comune di Bellinzona, su bellinzona.ch.

