Ravecchia

Ravecchia
frazione
Ravecchia – Veduta
Ravecchia – Veduta
La facciata della chiesa di San Biagio
Localizzazione
StatoSvizzera (bandiera) Svizzera
Cantone Ticino
DistrettoBellinzona
ComuneBellinzona
Territorio
Coordinate46°11′10″N 9°01′40″E
Altitudine250 m s.l.m.
Abitanti602 (1902)
Altre informazioni
Cod. postale6504
Fuso orarioUTC+1
TargaTI
Nome abitantiRavecchiesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Ravecchia
Ravecchia
Territorio di Ravecchia prima della fusione del 1. gennaio 1907

Ravecchia è una frazione del comune svizzero di Bellinzona, nel Canton Ticino (distretto di Bellinzona).

Geografia fisica

Situata a 270 m s.l.m. nella parte sudorientale del comune di Bellinzona, per la sua posizione collinare e particolarmente soleggiata è detta dai bellinzonesi la Nizza di Bellinzona.

Storia

Secondo un documento del 1252, il monastero di Disentis possedeva, nei pressi della chiesa di San Biagio, alcuni possedimenti e un ospizio, menzionato nel 1244 e ancora nel 1339. L'attuale chiesa di San Biagio risale al XIII secolo (menzionata nel 1237); sorge sulle fondamenta di due chiese precedenti, una delle quali molto probabilmente sorgeva già prima dell’anno 1000 sul sito di un tempio pagano. La chiesa odierna fu ristrutturata nel XVI e XVII secolo; durante il restauro del 1913–1915 sono venuti alla luce numerosi affreschi del XIV e XVI secolo. Fino al 1570 circa, Bellinzona pagava una tassa alla chiesa di San Biagio; nel 1583 e nel 1626 San Biagio è ancora indicata come parrocchia originaria della Pieve di Bellinzona. Nel 1583 fu elevata a sottoparrocchia. Nel 1920 Ravecchia fu separata ecclesiasticamente da Bellinzona e divenne una parrocchia autonoma. La cappella della Madonna della Neve, menzionata nel 1583 e ampliata nel 1731, era originariamente collegata a un eremo. Una cappella dedicata a San Gerolamo è menzionata nel 1568.

L'ospedale di San Giovanni Battista, che accoglieva i malati di Bellinzona e dintorni, fu donato agli Agostiniani nel 1444 da Giovanni Ruscone di Bironico.

Fino al 1906 è stato un comune autonomo; nel 1907 è stato accorpato al comune di Bellinzona assieme agli altri comuni soppressi di Daro e Carasso.

Monumenti e luoghi d'interesse

  • Chiesa parrocchiale di San Biagio: edificio romanico, conserva alcuni affreschi[1] e la pala rinascimentale della Madonna col Bambino tra i santi Biagio e Girolamo, opera di Domenico Pezzi del 1520;
  • Resti del primo convento degli Agostiniani, distrutto dal torrente Dragonato nel 1768[1];
  • Oratorio della Madonna della Neve[2];
  • Alcune dimore storiche: Villa dei Cedri (costruita nel 1860 circa, dal 1985 ospita il Museo d'arte della città di Bellinzona), Villa Gloria e Villa Losanna, residenza signorile in stile barocco francese nel 1900[1];
  • Prada, antica località montana ora abbandonata, sorge a 577 m s.l.m. ed è stata restaurata negli anni 1980.[1];

Amministrazione

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini della frazione.[3]

Note

  1. 1 2 3 4 Anderes, Guida d'arte, 1980.
  2. ↑ Gilardoni, 1955, 139-142
  3. ↑ Patriziato di Ravecchia, su www4.ti.ch.

Bibliografia

  • AA.VV., Ravecchia, in Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2007, pp. 21, 41, 42, 43, 351, 476.
  • Bernhard Anderes, Ravecchia, in Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Porza, Edizioni Trelingue, 1980, pp. 3, 4, 19-21, 318.
  • Giuseppe Chiesi, Ravecchia, in Dizionario storico della Svizzera, 18 agosto 2010.
  • Virgilio Gilardoni, …, in Inventario delle cose d'arte e di antichità, Bellinzona, Edizioni dello Stato, 1955, pp. 37-38, 204, 213, 221, 451, 512-513.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Viganello, Pramo Edizioni, 1997.

Collegamenti esterni