Realismo modale esteso
Il realismo modale esteso è una teoria metafisica sviluppata da Takashi Yagisawa, che riguarda il concetto di necessità o possibilità filosofica di qualcosa.
Il realismo modale è la visione secondo cui, oltre al mondo reale, esistono molti mondi possibili, come versioni alternative del mondo reale in cui viviamo. Esso si pone in contrasto con l'attualismo, secondo il quale esiste un solo mondo: il mondo reale.
Il realismo modale esteso è una forma speciale di realismo modale. Include la controversa tesi secondo cui non esistono solo mondi possibili ma anche mondi impossibili. Un mondo impossibile è un mondo che contiene una contraddizione. Il realismo modale esteso concepisce la modalità come una dimensione simile allo spazio e al tempo. In questo senso, un oggetto regolare, come un albero o un'auto, non si estende solo nello spazio e nel tempo, ma anche attraverso mondi possibili e impossibili: alcune parti di esso esistono nel mondo reale e altre parti esistono in mondi non reali. Esiste un solo universo che comprende tutto ciò che è reale nel senso più ampio: l'attuale, il possibile e l'impossibile.
Contesto
Affermazioni modali, come "Hillary Clinton avrebbe potuto vincere le elezioni americane del 2016" o "è necessario che le mucche siano animali", fanno parte del linguaggio quotidiano. Secondo il buon senso, alcune affermazioni modali sono vere, mentre altre sono false.
La metafisica modale è interessata a ciò che determina la verità o la falsità delle affermazioni modali.[1] Gli attualisti sostengono che la realtà è attuale al suo livello più basico e che la possibilità in qualche modo dipende o è riducibile all'attualità. I realisti modali, al contrario, affermano che la possibilità è un aspetto irriducibile della realtà oltre all'attualità.[2]
La versione più nota del realismo modale si deve a David Lewis, il quale sostiene che oltre al mondo reale esistono una pluralità di mondi possibili.[3] Ogni oggetto appartiene solo a un mondo ma ha controparti in altri mondi. La verità o la falsità delle affermazioni modali dipende non solo dal mondo reale ma anche da questi altri mondi. Ad esempio, è vero che Hillary Clinton avrebbe potuto vincere le elezioni americane del 2016 perché esiste un mondo possibile in cui una controparte di Hillary Clinton ha vinto le elezioni americane del 2016.
Il realismo modale esteso differisce dalle opinioni di Lewis in quanto afferma che gli oggetti hanno parti reali appartenenti ad altri mondi, non solo controparti, e che esistono anche mondi impossibili oltre ai mondi possibili.[4]
Mondi come punti nella dimensione modale
Un mondo possibile è un modo in cui le cose avrebbero potuto essere. Secondo i realisti modali come David Lewis, i mondi possibili sono entità isolate. Sono composti da individui concreti che si estendono nello spazio e nel tempo.[4][5]
Il realismo modale esteso, d'altra parte, intende la modalità come una dimensione simile allo spazio e al tempo. In questo senso, un mondo è un indice della dimensione modale, in modo simile a come un particolare momento o punto nel tempo è un indice della dimensione temporale.[6] L'analogia con lo spazio e il tempo viene spesso utilizzata per trasmettere questa diversa comprensione della natura della modalità e di come questa influenzi la comprensione degli oggetti ordinari.[7][8] Lo spazio è comunemente raffigurato come composto da molte regioni. Le cose spazialmente estese, come le sedie, gli alberi o noi stessi, sono composte da parti diverse che esistono in regioni diverse. Spesso le diverse parti hanno qualità diverse: ad esempio l'albero è verde in cima e marrone in fondo. Ciò potrebbe essere espresso dicendo che il colore verde si trova in alcuni indici spaziali occupati dall'albero, mentre il colore marrone si trova in altri.
Il quadridimensionalismo estende queste idee alla dimensione temporale.[9] L'albero nel suo insieme può essere raffigurato come un punto spazio-temporale: è costituito da varie parti situate a diversi indici spaziali e temporali. Ad esempio, se spostiamo l'indice temporale dall'estate all'autunno, il colore che occupa la parte superiore dell'albero cambia da verde a giallo e rosso man mano che le foglie cambiano colore.
Il realismo modale esteso applica questo approccio anche alla modalità. Gli oggetti regolari si estendono non solo nello spazio e nel tempo, ma anche nella dimensione modale. Ciò significa che alcune parti dell'albero appartengono al mondo reale, mentre le rimanenti appartengono a mondi possibili e impossibili.[4][10] Un altro modo per esprimere queste idee è dire che lo spazio, il tempo e la modalità sono "relativizzatori" (relativizers) di qualità come i colori.[4]
Attualità, possibilità e impossibilità
La fase modale dell'albero nel mondo reale non è affatto viola, ma presenta parti viola in altri indici modali. L'albero nel suo insieme è un'entità modalmente estesa che comprende non solo l'albero vero e proprio ma anche tutte le sue parti modali appartenenti ad altri mondi. Come nel realismo modale di Lewis,[2] il termine "attuale" ha solo un significato indicale: si riferisce all'indice modale del parlante. "Attuale" è quindi analogo al termine spaziale "qui" e al termine temporale "ora".[4]
I mondi non reali sono mondi diversi dal nostro. Includono sia mondi possibili che impossibili. La possibilità può essere intesa in vari modi: esiste la possibilità logica, la possibilità metafisica, la possibilità fisica, ecc.[7][11] Un mondo è possibile se non viola le leggi del corrispondente tipo di possibilità. Un mondo è logicamente possibile se obbedisce alle leggi della logica, cioè se non contiene una contraddizione. Un mondo è fisicamente possibile se obbedisce alle leggi della natura. A questo proposito, i mondi fisicamente possibili devono seguire, ad esempio, le leggi di gravità. I mondi che non obbediscono a queste leggi sono mondi impossibili.
Esistono diversi tipi di impossibilità corrispondenti ai diversi tipi di possibilità.[7] Quindi un mondo senza gravità è un mondo fisicamente impossibile e un mondo contenente una contraddizione è un mondo logicamente impossibile. L'aspetto più controverso del realismo modale esteso è che vede i mondi impossibili come reali nello stesso senso in cui i mondi possibili lo sono: entrambi sono indici modali. Se un'affermazione modale su un oggetto sia vera dipende dalle sue parti appartenenti a mondi non reali.[12] Ad esempio, è possibile che l'albero sia viola perché ha una fase modale in un mondo possibile in cui è viola. Se è impossibile che l'albero sia vivo e morto allo stesso tempo, allora si trova in una fase modale in un mondo impossibile in cui è vivo e morto allo stesso tempo.
L'universo, la realtà e l'esistenza
Il realismo modale esteso fornisce definizioni precise dei termini "universo", "realtà" ed "esistenza" per distinguerli dal termine "mondo". L'universo è il vasto oggetto che si estende nelle dimensioni dello spazio, del tempo e della modalità. È la totalità di tutte le cose. I molti mondi sono solo stadi modali dell'unico universo.[4] L'universo comprende tutto ciò che è reale nel senso più ampio. C'è differenza tra realtà ed esistenza. La realtà è una nozione primitiva: o qualcosa è reale o non lo è. L'esistenza, d'altra parte, è relativa a un mondo.[7][13] Così inteso nel senso più ampio, Pegaso è reale perché esiste in alcuni mondi possibili, anche se non esiste nel mondo reale.
Critiche
La maggior parte delle critiche al realismo modale si applicano anche al realismo modale esteso. Ad esempio, vari teorici hanno invocato il rasoio di Occam per sostenere che non dovremmo dare per scontato che esistano mondi possibili poiché "le entità non dovrebbero moltiplicarsi oltre la necessità".[14] Ciò è spesso associato all'affermazione epistemologica secondo cui non vi sono prove concrete della loro esistenza.[15]
Altre critiche sono state rivolte specificamente al realismo modale esteso. Come sottolinea John Divers, il termine "realtà" potrebbe essere inutile se consentissimo l'ingresso nella nostra ontologia sia di oggetti possibili che impossibili. Il motivo è che ne consegue che ogni frase della forma "_ è reale" è vera. Questa conseguenza trasformerebbe la metafisica, intesa come scienza della realtà, in un'impresa banale.[13]
Altri critici hanno sottolineato che l'impegno verso mondi logicamente impossibili porta a contraddizioni anche nei mondi possibili, compreso il mondo reale.[4][16][17] Ciò può essere visto considerando un mondo logicamente impossibile in cui sia una proposizione che la sua negazione sono vere. Ragionando su questo mondo impossibile, potrebbe essere possibile giungere a una conclusione nel mondo reale che afferma e nega una proposizione su di esso. Il risultato sarebbe che anche il mondo reale è un mondo impossibile. Yagisawa rifiuta questa linea argomentativa sostenendo che si basa su una falsa inferenza. Suggerisce l'uso rigoroso di un linguaggio modalmente orientato per superare questo problema.[12][10]
Note
- ↑ Ted Parent, Modal Metaphysics, su Internet Encyclopedia of Philosophy. URL consultato il 6 dicembre 2020.
- 1 2 David Lewis, On the Plurality of Worlds, Wiley-Blackwell, 1986.
- ↑ Ted Honderich, Modal realism, in The Oxford Companion to Philosophy, Oxford University Press, 1995.
- 1 2 3 4 5 6 7 Takashi Yagisawa, Worlds and Individuals, Possible and Otherwise, Oxford University Press, 2009.
- ↑ Christopher Menzel, Possible Worlds, su The Stanford Encyclopedia of Philosophy, Metaphysics Research Lab, Stanford University, 2017.
- ↑ Roberta Ballarin, The Perils of Primitivism: Takashi Yagisawa's Worlds and Individuals, Possible and Otherwise, in Analytic Philosophy, vol. 52, n. 4, 2011, pp. 273–282, DOI:10.1111/j.2153-960X.2011.00535.x.
- 1 2 3 4 Takashi Yagisawa, Précis of Worlds and Individuals, Possible and Otherwise, in Analytic Philosophy, vol. 52, n. 4, 2011, pp. 270–272, DOI:10.1111/j.2153-960X.2011.00534.x.
- ↑ Andrew D. Thomas, Extended Modal Realism — a New Solution to the Problem of Intentional Inexistence, in Philosophia, vol. 48, n. 3, 2020, pp. 1197–1208, DOI:10.1007/s11406-019-00126-z.
- ↑ Theodore Sider, Four Dimensionalism: An Ontology of Persistence and Time, Oxford University Press, 2001.
- 1 2 Martin Vacek, Extended Modal Dimensionalism, in Acta Analytica, vol. 32, n. 1, 2017, pp. 13–28, DOI:10.1007/s12136-016-0297-9.
- ↑ Francesco Berto e Mark Jago, Impossible Worlds, su The Stanford Encyclopedia of Philosophy, Metaphysics Research Lab, Stanford University, 2018.
- 1 2 Takashi Yagisawa, Impossibilia and Modally Tensed Predication, in Acta Analytica, vol. 30, n. 4, 2015, pp. 317–323, DOI:10.1007/s12136-015-0254-z.
- 1 2 J. Divers, Worlds and Individuals, Possible and Otherwise, by Takashi Yagisawa, in Mind, vol. 120, n. 478, 2011, pp. 570–574, DOI:10.1093/mind/fzr027.
- ↑ Jonathan Schaffer, What Not to Multiply Without Necessity (PDF), in Australasian Journal of Philosophy, vol. 93, n. 4, 2015, pp. 644–664, DOI:10.1080/00048402.2014.992447.
- ↑ Ted Parent, Modal Metaphysics, su Internet Encyclopedia of Philosophy.
- ↑ Seahwa Kim, Understanding Yagisawa's Worlds, in Analytic Philosophy, vol. 52, n. 4, 2011, pp. 293–301, DOI:10.1111/j.2153-960X.2011.00537.x.
- ↑ Mark Jago, Against Yagisawa's Modal Realism, in Analysis, vol. 73, n. 1, 2013, pp. 10–17, DOI:10.1093/analys/ans132.