Renard R.37

Renard R.37
Descrizione
Tipoaereo da caccia
Equipaggio1
ProgettistaAlfred Renard
CostruttoreBelgio (bandiera) Renard Constructions Aéronautiques
Data primo volo1940
Esemplari1
Dimensioni e pesi
Lunghezza8,40 m
Apertura alare11,64 m
Altezza2,90 m
Superficie alare20,00 m²
Carico alare123,5 kg/m²
Peso a vuoto1 810 kg
Peso max al decollo2 460 kg
Propulsione
Motore1 radiale Gnome-Rhône 14N-21
Potenza1 050 CV
Prestazioni
Velocità max527 km/h a 5 000 m
Velocità di crociera400 km/h
Velocità di salita17,5 m/sec
Autonomia1 000 km
Tangenza11 500 m
Armamento
Cannoni4 mitragliatrici FN-Browning cal. 7,7 mm o 2 FN-Browning cal. 13,2 mm

i dati sono estratti da Les Avions Renard 1922-1970[1]

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Il Renard R.37 fu un aereo da caccia imbarcato, monomotore monoplano sviluppato dalla azienda aeronautica belga Renard Constructions Aéronautiques nella seconda metà degli anni trenta del XX secolo e rimasto allo stadio di prototipo.[2][3]

Storia del progetto

In previsione della sostituzione dei caccia biplani Fairey Firefly IIM in servizio presso l'aeronautica militare belga, nel 1936 l'ingegnere Alfred Renard iniziò la progettazione di un moderno aereo da caccia monoplano, che fu designato Renard R.36.[4][5] Il primo prototipo andò in volo per la prima volta sul campo d'aviazione di Evere, nei pressi di Bruxelles, il 5 novembre 1937, nelle mani del collaudatore maresciallo Georges Van Damme.[4] Dotato di un propulsore Hispano-Suiza 12Ycrs, era dotato di un'elica Ratier a passo regolabile a terra del diametro di 3,10 m, poi sostituita da una Hamilton-Standard Speed Costant a passo regolabile in volo.[4] La velocità massima registrata fu di 505 km/h a 4 000 mm superiore a quella del coevo Morane-Saulnier MS 406.[4]

Nel novembre 1938 Renard aveva annunciato la messa in produzione di sei cellule da caccia R.36, di cui solo tre vennero completate, un R.36, un R.37 con motore radiale Gnome-Rhône 14N-21 e un R.38 con motore Rolls-Royce Merlin II.[4][6] Dopo l'abbandono del programma dell'R.36, in seguito all'incidente avvenuto a Nivelles il 17 gennaio 1939, che causò la morte del collaudatore Eric de Spoelberch, la ditta portò avanti la realizzazione dello R.37 e dello R.38.[7]

Descrizione tecnica

Aereo da caccia, monoplano, monomotore, di costruzione interamente metallica.[1] L'ala aveva forma trapezoidale, composta da due longheroni, aveva le estremità arrotondate, ed era posta in posizione più avanzata rispetto a quella dello R.36.[7] L'abitacolo del pilota si trovava posto subito dietro la radice alare, ed aveva scarsa visibilità.[7]

Il carrello di atterraggio era triciclo, posteriore, con le gambe principali retrattili lateralmente verso la fusoliera.[7] In caso di emergenza poteva essere azionato da una pompa azionata a mano, collegata all'impianto idraulico principale.[7] Per il controllo delle gambe principali del carrello vi era un indicatore posizionato sul cruscotto del velivolo, collegato meccanicamente ai punti di fissaggio.[7] Il ruotino di coda era orientabile, e munito di ammortizzatore oleo-pneumatico.[7]

Il propulsore era un radiale Gnome-Rhône 14N-21 14 cilindri, raffreddati a aria, erogante la potenza di 1 100 CV, azionante un'elica tripala metallica Gnome-Rhone a passo variabile in volo, del diametro di 2,90 m.[7][6] L'aria di raffreddamento per il motore Gnome-Rhone 14N-21, la cui elica era dotata di una grande ogiva, passava attraverso una stretta corona circolare, veniva miscelata con i gas di scarico ed espulsa attraverso due gruppi di ugelli per fornire un certo aumento della spinta.[7][2][6] La dotazione di carburante era pari a 450 litri, mentre quella dell'olio motore a 45 litri.[2] Il rapporto peso:potenza previsto era pari a 2,35 kg/CV, e il velivolo poteva salire a 8 000 m in 9 minuti e 15 secondi.[2]

L'armamento era composto da 4 mitragliatrici alari FN-Browning calibro 7,7 mm o due FN-Browning cal.13,2 mm.[2] Sotto l'ala potevano essere trasportate 8 bomba da 10 kg.[2]

Impiego operativo

Il prototipo del caccia R.37, con immatricolazione civile OO-ATJ, fu esposto staticamente al Salon de l'aéronautique di Bruxelles l'8 luglio 1939, ma poi non fu mai fatto alcun tentativo per farlo volare.[7][6] Il precipitare della situazione internazionale, e l'inizio della seconda guerra mondiale, fecero si che il velivolo non fosse mai portato in volo.[7] Quando il 10 maggio 1940 la Germania invase Paesi Bassi, Belgio e Francia, il prototipo dello R.37 si trovava presso il campo d'aviazione di Evere, nei pressi di Bruxelles.[7][6] Li fu scoperto dalle forze di occupazione e un pilota della Luftwaffe, ignaro del fatto che l'aereo non fosse mai stato pilotato in precedenza, lo portò a Beauvechain.[6] Non vi è traccia di successivi collaudi di volo, sebbene sia noto che il prototipo fu portato successivamente in Germania.[6] Prima dell'occupazione tedesca, Alfred Renard aveva preparato un progetto per una versione biposto, l'R-37B, da utilizzare come aereo da attacco al suolo, mentre una versione da difesa costiera prevedeva l'utilizzo di un siluro da 200 kg trasportato sotto la fusoliera.[2][7][6]

Note

Bibliografia

  • (EN) John Appleton e Armand Thys, Belgian Civil Aircraft Since 1920: Illustrated Register Survey, Paris, Midland, 1980, ISBN 0-904597-25-3.
  • (FR) André Hauet e Guy Roberty, Les Avions Renard 1922-1970, Bruxelles, Les Amis du Museé de l'Air et de l'Espace, 1996.
  • (FR) Nicolas Godfurnon, Renard R-36/37/38 & 40, Bruxelles, Les Amis du Museé de l'Air et de l'Espace, 2010.
  • (EN) William Green e Gordon Swanborough, The Complete Book of Fighters: An Illustrated Encyclopedia of Every Fighter Aircraft Built and Flown, New York, Smithmark Publishers, 1994, ISBN 0-8317-3939-8.

Altri progetti

Collegamenti esterni

  • (EN) Maksim Starostin, Renard R.37, su Aviastar. URL consultato il 17 settembre 2025.
  • (FR) Renard R.36, su Fnar. URL consultato il 17 settembre 2025.
  • (EN) Renard R.37, su Military Factory. URL consultato il 17 settembre 2025.
  • (RU) R-37, su Уголок неба. URL consultato il 17 settembre 2025.
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