Rhinanthus riphaeus
| Cresta di gallo alpina | |
|---|---|
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| Stato di conservazione | |
Specie non valutata | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superasteridi |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi |
| (clade) | Lamiidi |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Orobanchaceae |
| Tribù | Rhinantheae |
| Genere | Rhinanthus |
| Specie | R. riphaeus |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Asteridae |
| Ordine | Scrophulariales |
| Famiglia | Scrophulariaceae |
| Genere | Rhinanthus |
| Specie | R. riphaeus |
| Nomenclatura binomiale | |
| Rhinanthus riphaeus Krock., 1823 | |
| Sinonimi | |
| Nomi comuni | |
|
(DE) Alpen-Klappertof | |
La cresta di gallo alpina (Rhinanthus riphaeus Krock., 1823) è una pianta erbacea delle zone alpine, appartenente alla famiglia Orobanchaceae.[1][2]
Etimologia
Il nome del genere (Rhinanthus) è stato assegnato dal biologo e scrittore svedese Carl von Linné (Rashult, 23 maggio 1707 – Uppsala, 10 gennaio 1778) nel 1737, accostando due termini greci: rhin o rhinòs (= naso) e ànthos (= fiore) e fa riferimento alla particolare forma del fiore (fiore nasuto).[3] Il nome comune (cresta di gallo alpina) fa riferimento ad una certa somiglianza che il fiore presenta con la testa del gallo, in particolare le brattee seghettate ricordano la cresta del pennuto.[4]
Descrizione

L'altezza media di queste piante varia da 10 a 40 cm. La forma biologica è terofita scaposa (T scap), sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme, sono inoltre munite di asse fiorale eretto con poche foglie. Sono inoltre piante semiparassite (ossia contengono ancora clorofilla) e sono provviste di uno o più austori connessi alle radici ospiti per ricavare sostanze nutritive.[5][6][7][8][9]
Radici
Fusto
La parte aerea del fusto è eretta e poco ramosa. Alla base può essere ginocchiata e la superficie può essere percorsa da strie scure più o meno pubescenti.
Foglie
La forma delle foglie varia da lanceolata a ovata oppure sono quasi lineari con margini dentati (quasi seghettati); sono sessili e lungo il fusto sono disposte in modo opposto. Il colore delle foglie è verde pallido. Dimensioni medie delle foglie tipo lanceolato: larghezza 7 – 15 mm; lunghezza 20 – 40 mm. Dimensioni medie delle foglie tipo ovato: larghezza 15 mm; lunghezza 25 mm. Dimensioni medie delle foglie tipo lineare: larghezza 3 mm; lunghezza 24 mm.
Infiorescenza

L'infiorescenza si presenta come un racemo terminale "spiciforme" (con fiori sessili o con brevissimi peduncoli), foglioso con grandi brattee glabre a forma triangolare. Il margine delle brattee è percorso da una serie di denti acuti tipo sega e non sono aristati; le brattee sono inoltre più lunghe del calice del rispettivo fiore. I denti sono lunghi fino a 5 mm e quelli inferiori sono più lunghi di quelli superiori. I fiori all'antesi sono contigui, mentre alla fruttificazione quelli inferiori sono più spaziati. Lunghezza del peduncolo: 1 – 2 mm. Lunghezza delle brattee: 10 – 20 mm.
Fiore
I fiori sono ermafroditi, zigomorfi (del tipo bilabiato), con quattro verticilli (calice – corolla - androceo – gineceo) e pentameri (la corolla è a 5 parti).
- X, K (4), [C (2+3), A 2+2], G (2), (supero), capsula[6]
- Il calice è gamosepalo, a quattro parti ravvicinate terminanti con dei denti; la superficie è glabra; il calice ha una forma ovale allargata ma compresso ai lati. Dimensione del calice: larghezza 6 mm; lunghezza 7 – 8 mm. Lunghezza dei denti: 2 mm.
- La corolla è simpetala, di colore giallo chiaro, e consiste in un tubo cilindrico terminante in un lembo bilabiato; dei due labbri quello inferiore (che è più corto) è trilobato, mentre quello superiore assume la forma di un caschetto schiacciato ai lati; all'estremità apicale è presente un naso violaceo conico lungo 1,3 – 2 mm. Le fauci (la zona di separazione tra il labbro superiore e quello inferiore) in questa specie sono abbastanza aperte (corolla di tipo “anectolema” - vedi immagine più sotto). Dimensione della corolla : 15 mm.
- L'androceo possiede quattro stami didinami (due grandi e due piccoli), quelli grandi sono posizionati sotto il caschetto della corolla e sono più dritti. Le antere sono disposte trasversalmente e hanno la superficie vellutata; sono provviste di due logge più o meno uguali. Le sacche polliniche hanno l'estremità inferiore a forma di freccia.[8]
- Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli (è quindi biloculare, derivato dai due carpelli iniziali), ma con pochi ovuli) ed ha una forma schiacciata; lo stilo è del tipo filiforme e leggermente curvo; lo stigma è capitato del tipo bilobo.
- Fioritura: da giugno a settembre.
Frutti
Il frutto è contenuto nel calice (persistente e accrescente) ed ha la struttura di una capsula mucronata a deiscenza variabile e con superficie glabra. La forma è arrotondata ma appiattita ai lati. Nel suo interno sono presenti delle logge che si aprono tramite due valve. Nelle logge sono contenuti i semi reniformi provvisti di endosperma, abbastanza grandi ma compressi quasi discoidali e circondati da un'ala traslucida. Diametro dei semi: 3 – 4 mm.
Biologia
Parassitismo
In queste piante il semiparassitismo è tale per cui anche i semi per germogliare hanno bisogno della presenza delle radici della pianta ospite; altrimenti le giovani piantine sono destinate ad una precoce degenerazione.
Riproduzione
Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).
Distribuzione e habitat
- Distribuzione: il tipo corologico di questa specie è Orofita Sud Est Europeo.
In Italia è molto rara; in effetti è segnalata al confine con la Slovenia e l'Austria; più facilmente la si può trovare nei Carpazi e nei Balcani. - Habitat: l'habitat preferito da questa pianta sono i prati e pascoli mesofili, più o meno eutrofici (ricchi di sostanze nutritive); ma anche le schiarite boschive e le strade forestali. Il substrato deve essere siliceo, con pH acido e medi valori nutrizionali del terreno che deve essere umido.
- Distribuzione altitudinale: essendo una specie montana si può trovare solamente dal piano collinare fino a quello alpino (ossia circa dai 1000 ai 2500 m s.l.m.).
Fitosociologia
Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa scheda appartiene alla seguente comunità vegetale:[10]
- Formazione : comunità delle macro- e megaforbie terrestri
- Classe : Molinio-Arrhenatheretea
- Ordine : Arrhenatheretalia elatioris
- Alleanza : Triseto-Polygonion bistortae
- Ordine : Arrhenatheretalia elatioris
- Classe : Molinio-Arrhenatheretea
- Formazione : comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Tassonomia
La classificazione tradizionale (Sistema Cronquist, 1981[11]) assegnava il genere Rhinanthus alla famiglia Scrophulariaceae, mentre la moderna classificazione filogenetica (classificazione APG IV[12]) lo assegna alla famiglia Orobanchaceae.
Le Orobanchaceae sono una famiglia abbastanza numerosa, suddivisa in 7 tribù, 100 generi e circa 2000 specie[13][14] distribuite in tutti i continenti. Il genere Rhinanthus appartiene alla tribù Rhinantheae e comprende 35 specie, 17 delle quali sono presenti nella flora italiana.[7]
Variabilità

Rhinanthus viene considerato uno dei generi più polimorfi delle dicotiledoni. Spesso in Rhinanthus riphaeus si presenta il fenomeno del polimorfismo stagionale:
- vernale (o fioritura precoce - primaverile): le piante si presentano slanciate con fusti elevati ma poco ramosi (brevi e sterili); tutte le foglie sono presenti alla fioritura; gli internodi sono più lunghi delle foglie corrispondenti; le foglie intercalari (appena sotto l'infiorescenza) sono assenti;
- estivale (fioritura estiva): i fusti sono elevati e si ha un progressivo addensamento dei rami e delle foglie (2 - 4 paia di rami fioriferi); tutte le foglie sono presenti alla fioritura; gli internodi sono più lunghi delle foglie corrispondenti; le foglie intercalari (appena sotto l'infiorescenza) sono assenti (o 1 - 2 paia);
- autunnale (fioritura tradiva): i fusti sono elevati con numerosi rami fioriferi a portamento arcuato-ascendente; le foglie inferiori sono scomparse alla fioritura; gli internodi sono più corti delle foglie corrispondenti; le foglie intercalari sono numerose;
- "monomorfa" (forma tipicamente montana dove la stagione della fioritura - solo quella estiva - è più breve): con fusti bassi a portamento contratto con pochi rami; le foglie sono tutte presenti alla fioritura; gli internodi sono più corti delle foglie corrispondenti; le foglie intercalari (appena sotto l'infiorescenza) sono assenti (o 1 - 2 paia); la distribuzione è soprattutto nella fascia subalpina;
- alpina (fioritura strettamente estiva): con fusti nani, molto contratti, pochi e brevi rami spesso sterili; tutte le foglie sono presenti alla fioritura; gli internodi sono più corti delle foglie corrispondenti; le foglie intercalari sono numerose; la distribuzione è soprattutto nella fascia alpina.
Questo fenomeno può essere almeno in parte spiegato con la falciatura dei prati fatta in primavera e/o in autunno favorendo così una selezione di ecotipi precoci o tardivi.[15]

Rhinanthus riphaeus appartiene al Gruppo di Rhinanthus major.[9] Si tratta di un gruppo di specie molto simili tra di loro le cui caratteristiche principali sono: la corolla ha un naso allungato; le brattee (glabre o con scarsa pelosità) possiedono denti profondi (fino a 5 mm) ma non sono aristati; il calice è glabro. Il gruppo si compone delle seguenti specie:
- Rhinanthus major: la corolla è del tipo cleistolema (= fauci chiuse); le foglie sono bordate da brevi denti crenulati.
- Rhinanthus riphaeus: la corolla è del tipo anectolema (= fauci aperte); le brattee e il calice sono glabri.
- Rhinanthus carinthiacus: la corolla è del tipo anectolema (= fauci aperte); le brattee e il calice sono ricoperti di peli ghiandolari.
La corolla in questo genere di fiori è di due tipi:
- corolla anectolema (= corolla a fauci aperte): le labbra divergono fra loro da 45°a 90°; il naso è rivolto in avanti e il tubo corollino è ricurvo.
- corolla cleistolema (= corolla a fauci chiuse): le labbra sono quasi parallele; il naso è rivolto in basso e il tubo corollino è quasi diritto.
Un gruppo simile è Gruppo di Rhinanthus pumilus. Quest'ultimo si distingue per i denti delle foglie profondi e rivolti all'infuori; la corolla è del tipo cleistolema.
Sinonimi
La specie di questa scheda, in altri testi, può essere chiamata con nomi diversi. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[2]
- Alectorolophus alpinus (Baumg.) Sterneck
- Alectorolophus alpinus (Baumg.) Sterneck var. alpinus
- Alectorolophus alpinus (Baumg.) Sterneck var. erectus Sterneck
- Alectorolophus elatus (Sterneck) Sterneck
- Alectorolophus erectus (Sterneck) Sterneck
- Alectorolophus pulcher (Spreng.) Wimm.
- Alectorolophus pulcher (Spreng.) Wimm. var. elatus Sterneck
- Alectorolophus pulcher (Spreng.) Wimm. var. pulcher
- Rhinanthus alpinus Baumg.
- Rhinanthus pulcher Spreng.
- Rhinanthus pulcher Spreng. subsp. pulcher
- Rhinanthus pulcher subsp. alpinus (Walp.) Rauschert
- Rhinanthus pulcher subsp. carpaticus Soó
- Rhinanthus pulcher subsp. elatus (Sterneck) O. Schwarz
- Rhinanthus pulcher subsp. erectus (Sterneck) O. Schwarz
- Rhinanthus pulcher Schummel[16]
Note
- ↑ (EN) Rhinanthus riphaeus, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 7 novembre 2025.
- 1 2 EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 24 febbraio 2015.
- ↑ Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
- ↑ David Gledhill 2008, pag. 43.
- ↑ Jonathan R. Bennett & Sarah Mathews, Phylogeny of the parasitic plant family Orobanchaceae inferred from phytochrome A (PDF), in American Journal of Botany 93(7): 1039–1051. 2006.. URL consultato il 24 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- 1 2 Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 18 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
- 1 2 Judd 2007, pag. 496.
- 1 2 Strasburger 2007, pag. 852.
- 1 2 Pignatti 2017, pag. 372.
- ↑ Aeschimann et al. 2004, vol. 2, pag. 274.
- ↑ (EN) Cronquist A., An integrated system of classification of flowering plants, New York, Columbia University Press, 1981, ISBN 9780231038805.
- ↑ (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
- ↑ (EN) Orobanchaceae, su Angiosperm Phylogeny Website. URL consultato il 20 ottobre 2014.
- ↑ (EN) Accepted genera of Orobanchaceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- ↑ Pignatti 1982, pag. 599.
- ↑ Pignatti 1982.
Bibliografia
- David Aeschimann, Konrad Lauber, Daniel Martin Moser, Jean Paul Theurillat, Flora Alpina, Bologna, Zanichelli, 2004.
- Conti F., G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, ISBN 88-7621-458-5.
- Wolfgang Lippert Dieter Podlech, Fiori, TN Tuttonatura, 1980.
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume terzo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 534.
- Pignatti S., Orobanchaceae, in Flora d'Italia Vol. III, Milano, Edagricole, 2017, ISBN 9788850652440.
- AA.VV., Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, p. 278.
- 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
- David Gledhill, The name of plants (PDF), Cambridge, Cambridge University Press, 2008. URL consultato il 24 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, pag. 852, ISBN 88-7287-344-4.
- Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- ZipcodeZoo.com. URL consultato il GG-MM-AAAA (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2009).
- Flora Europaea - Royal Botanic Garden Edinburgh, su 193.62.154.38. URL consultato il GG-MM-AAAA.
- Tropicos, su tropicos.org. URL consultato il GG-MM-AAAA.
- Index synonymique de la flore de France, su www2.dijon.inra.fr. URL consultato il GG-MM-AAAA.
