Rokurokubi

Rokurokubi (ろくろ首?, AFI: [ɾo̞kɯ̟ɾo̞kɯ̟bʲi]; da rokuro 轆轤 [tornio] e kubi 首 [collo]) è uno yōkai della mitologia e del folclore giapponese; hanno l'aspetto di donne che, di notte, acquisiscono la capacità di allungare a dismisura il collo. A differenza di un'altra creatura simile, il nukekubi, con la quale in Occidente viene spesso confusa a causa soprattutto di un errore dello scrittore Lafcadio Hearn[1], in genere non si dimostrano aggressive nei confronti degli esseri umani.
Caratteristiche
Durante le ore diurne, i rokurokubi agiscono come comuni esseri umani e si integrano perfettamente nella società, talvolta legandosi a uomini mortali. A causa della loro natura dispettosa, però, spesso non resistono alla tentazione di usare i loro poteri per spiare o terrorizzare gli esseri umani, e per tutelare la propria vita umana si rivelano solo a persone prive di credibilità, ubriachi o sciocchi, oppure davanti a dormienti o ciechi. In alcune storie compaiono invece dei rokurokubi che non sono nemmeno consapevoli della propria condizione e si considerano umani; talvolta l'allungamento del collo è un fenomeno inconsapevole che avviene durante la notte, e il rokurokubi si ricorda solo di aver sognato di guardare la stanza e il proprio corpo da angoli umanamente impossibili. In altre storie, infine, compaiono rokurokubi che non mostrano alcuna timidezza nell'usare i loro poteri, e si rivelano improvvisamente nella notte buia all'ignaro passante.
In alcuni racconti di origine buddhista, i rokurokubi sono esseri umani condannati dal loro karma per aver infranto importanti precetti della religione; questi rokurokubi "demoniaci" sono più sinistri, e spesso mangiano o succhiano il sangue delle loro vittime, tipicamente altre persone che hanno infranto precetti della fede.
Interpretare la parte di un rokurokubi è inoltre uno degli scherzi preferiti dai tanuki.
Note
- ↑ L. Hearn, Kwaidan: Stories and Studies of Strange Things, ristampa, Boston, Forgotten Books, 2008 [1904], p. 49. Da questo libro è stato tratto il film Kwaidan di Masaki Kobayashi (1964).
Bibliografia
- Shigeru Mizuki, Dizionario dei mostri giapponesi, trad. it. di Keiko Ichiguchi, vol. 2, Bologna, 2005..
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Collegamenti esterni
- The Obakemono Project: Rokurokubi, su obakemono.com.
- Youkaimura: Rokurokubi, su youkaimura.org. URL consultato il 30 giugno 2007 (archiviato dall'url originale l'8 luglio 2007).