Sacculina carcini
| Sacculina carcini | |
|---|---|
![]() | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Arthropoda |
| Subphylum | Crustacea |
| Superclasse | Multicrustacea |
| Classe | Thecostraca |
| Sottoclasse | Cirripedia |
| Infraclasse | Rhizocephala |
| Famiglia | Sacculinidae |
| Genere | Sacculina |
| Specie | S. carcini |
| Nomenclatura binomiale | |
| Sacculina carcini Thompson, 1836 | |
| Sinonimi | |
| |
| Nomi comuni | |
|
(EN) Crab hacker barnacle | |
Sacculina carcini Thompson, 1836 è una specie di cirripede rizocefalo marino parassita[1] dalla morfologia altamente modificata che provoca castrazione parassitaria nei granchi ospiti.
Tra le specie che più spesso viene utilizzato come ospite è il granchio ripario (Carcinus maenas), la cui area di distribuzione naturale è costituita dalle coste dell'Europa e del Nordafrica.[2] Si trova attaccato all'addome del granchio e influisce sui tassi di consumo da parte degli esseri umani.[3]
Frutto di una profonda revisione della classe Thecostraca redatta nel 2021 da un gruppo di ricercatori coordinati dal taiwanese Benny Kwok-Kan Chan, è una delle specie che compongono le 65 famiglie in cui si suddivide l'intera classe in base ai principali eventi morfologici nell'evoluzione dei cirripedi proposti alla comunità scientifica.[4]
Descrizione
S. carcini è una specie caratterizzata, tra l'altro, da un considerevole dimorfismo sessuale, con i singoli esemplari che differiscono nella loro forma adulta tra maschi e femmine. Queste ultime hanno l'aspetto di piccole lumache prima di introdursi nei tessuti dell'ospite e infettarlo, quindi una volta insidiatesi, iniziano a svilupparsi e a crescere dei viticci. Questo permette loro di ottenere le sostanze nutritive di cui hanno bisogno dal loro ospite. Con il tempo, si possono vedere appesi all'addome del granchio, pieni di tessuto riproduttivo. Gli esemplari maschi sono invece di dimensioni nettamente inferiori, a loro volta che si comportano come parassiti obbligati, limitati alla sola funzione riproduttiva.[3]
Distribuzione e habitat
S. carcini è un parassita monoxeno dei granchi, più comunemente del granchio ripario (Carcinus maenas). È stato riscontrato che infesta i tessuti anche delle specie Carcinus aestuarii, Polybius depurator, Pirimela denticulata, Necora puber e Polybius holsatus.[2][3] L'areale del parassita coincide in gran parte con quello del suo ospite, che di solito è costituito dalle coste dell'Europa occidentale e del Nordafrica. Il granchio ripario, tuttavia, ha ampliato il suo areale e si è insediato sia nell'America settentrionale che in quella meridionale, nell'Africa meridionale e in Australia, il che fa presumere che il parassita sia ora presente al di fuori del suo territorio naturale.[3] Tutti questi granchi vivono in acque poco profonde su substrati sabbiosi, rocciosi o fangosi.[2]
Biologia
Ciclo vitale

Il termine del loro iniziale ciclo larvale, comune a tutti i cirripedi, dove le uova una volta schiuse si trasformano prima in nauplio e poi, dopo diverse mute, in cypris già diversificate sessualmente, la femmina di questo ultimo stadio larvale, parte dello zooplancton, utilizzando organi sensoriali specializzati si mette alla ricerca di un idoneo substrato, normalmente il carapace di un granchio. Qui, cercando una parte dove la sua corazza è più vulnerabile, di solito sulla membrana alla base di uno dei peli del granchio (chiamati setae o setole), mutando la sua struttura in una sorta di siringa ipodermica vivente, il kentrogon. In questa fase lo stiletto posto all'apice del kentrogon punge la base del pelo inoculando una microscopica goccia del proprio tessuto interno, il vermigon, la fase successiva del parassita, nel sistema emolinfatico dell'ospite, organismo che poi crescendo progressivamente in dimensione invaderà l'intero corpo del granchio.[5]
Note
- ↑ (EN) Sacculina carcini, su WoRMS.
- 1 2 3 Hosie, 2008.
- 1 2 3 4 Jeng, 2011.
- ↑ Chan et al, 2021.
- ↑ Caballero, 2014.
Bibliografia
- (EN) Joel W. Martin e George E. Davis, An Updated Classification of the Recent Crustacea (PDF), collana Science Series, n. 39, Natural History Museum of Los Angeles, 2001, ISBN 1-891276-27-1. URL consultato il 16 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 29 dicembre 2009).
- (EN) Benny K.K. Chan et al., The evolutionary diversity of barnacles, with an updated classification of fossil and living forms, in Zoological Journal of the Linnean Society, vol. 193, n. 3, London, Oxford University Press, 25 February 2021, pp. 789-846, DOI:10.1093/zoolinnean/zlaa160, ISSN 1096-3642. URL consultato il 16 febbraio 2026.
- (EN) Carl Zimmer, Do Parasites Rule the World?, in Discover, 18 aprile 2023. URL consultato il 16 febbraio 2026.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Sacculina carcini
Wikispecies contiene informazioni su Sacculina carcini
Collegamenti esterni
- (EN) Sacculina carcini, su Fossilworks.org.
- (EN) Sacculina carcini, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN) Sacculina carcini, su ITIS.
- (EN) Sacculina carcini, su WoRMS.
- Sacculina carcini : il parassita che zombifica i granchi verdi, su ilgiornaledeimarinai.it, 30 agosto 2021. URL consultato il 16 febbraio 2026.
- (EN) Lucia Caballero, The crab-castrating parasite that zombifies its prey, su theconversation.com, 30 maggio 2014. URL consultato il 16 febbraio 2026.
- (EN) Winnie Jeng, Sacculina carcini, su animaldiversity.org, 19 novembre 2011. URL consultato il 16 febbraio 2026.
- (EN) Andrew Hosie, Crab hacker barnacle (Sacculina carcini), su marlin.ac.uk, 23 dicembre 2008. URL consultato il 16 febbraio 2026.
| Controllo di autorità | LCCN (EN) sh00003482 · J9U (EN, HE) 987007291887005171 |
|---|
