Sachsia

Sachsia
Immagine di Sachsia mancante
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùInuleae
SottotribùPlucheinae
GenereSachsia
Griseb., 1866
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùInuleae
GenereSachsia
Specie

Sachsia Griseb., 1866 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Inuleae e sottotribù Plucheinae.[1][2]

Etimologia

Il nome del genere è stato dato in onore del fisiologo tedesco F. G. J. von Sachs (1832–1897).[3]

Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico August Heinrich Rudolf Grisebach (1814-1879) nella pubblicazione "Catalogus Plantarum Cubensium, exhibens collectionem Wrightianam aliasque minores ex insula Cuba missas, quas recensuit A. Grisebach. Lipsiae" (Cat. Pl. Cub. [Grisebach] 150) del 1866.[4]

Descrizione

Portamento. Le specie di questo genere sono delle erbe perenni di tipo scaposo.[3][5][6][7][8][9]

Fusto. La parte sotterranea del fusto consiste prevalentemente in rizomi allungati con radici fibrose. La parte aerea del fusto in genere è sprovvista di condotti di resina. Generalmente il floema è privo di strati fibrosi; inoltre sono assenti i tessuti latticiferi. Altezza media: 10–60 cm.

Foglie. Le foglie sono disposte in modo alternato alla base dei fusti (formano delle rosette basali) e sono sessili. La lamina dalle forme da obovate a oblanceolate o spatolate è di tipo pennatifida con bordi dentati. Le facce abassiali sono più o meno sericee e ghiandolari, quelle adassiali sono glabre (lucide con venature rilevanti di tipo reticolato).

Infiorescenza. Le infiorescenze sono formate da capolini sia solitari che in formazioni corimbose. I capolini eterogami possono essere di tipo sia radiato che disciforme. I capolini sono formati da un involucro composto da brattee disposte in modo embricato al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori ligulati periferici o fiori del raggio e ai fiori tubulosi quelli centrali o del disco. L'involucro può variare da cilindro-ovoidale a urceolato. Le brattee, con forme da lanceolate-ovate a lanceolate-lineari, sono disposte generalmente su 5-6 righe; hanno consistenza erbacea o cartilaginea, ma senza margini ialini; gli stereomi non sono divisi. Il ricettacolo, piatto, è sprovvisto di pagliette (a protezione della base dei fiori). Diametro dell'involucro: 2–3 mm.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

  • fiori del raggio (esterni): sono femminili (e fertili) e sono disposti su una o più serie; la forma è ligulata (zigomorfa);
  • fiori del disco (centrali): sono più numerosi (6-18) con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi o funzionalmente maschili.
*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[10]
  • fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula può terminare con alcuni (3) denti; il colore è biancastro
  • fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in 4-5 brevi lobi; il colore è porpora sbiadito.
  • Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo; le teche (produttrici del polline) sono troncate e non sono speronate. La base delle antere è codata. Il tessuto dell'endotecio è a forma polarizzata. Le cellule del collare dei filamenti sono piatte o di tipo mammelloso.
  • Gineceo: il gineceo ha un ovario uniloculare infero formato da due carpelli.[5] Lo stilo è unico e indiviso.Gli stigmi spesso sono provvisti di peli acuti che terminano sopra la biforcazione, oppure da peli ottusi che terminano ben al di sotto della biforcazione. Le superfici stigmatiche confluiscono all'apice, mentre alla base sono separate in due distinte linee (lignee stigmatiche marginali[7]). Il polline è spinuloso.

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni hanno delle forme da cilindriche a strettamente ellissoidi con 8-12 coste longitudinali. Il pappo è formato da libere setole capillari o barbate disposte su una sola serie.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).[6][7]
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

Le specie di questo genere sono distribuite nelle Indie Occidentali (America centrale) e Florida (USA).[2]

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1720 generi.[11] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][8][9]

Filogenesi

La tribù Inuleae (comprendente le Inulinae) è una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae). Da un punto di vista filogenetico, la tribù Inuleae, all'interno della sottofamiglia, fa parte del gruppo "Helianthodae".[12][13] La sottotribù Plucheinae è caratterizzata da corolle con varie tonalità di rosa, malva o porpora, con stigmi ricoperti di peli acuti, ma senza la caratteristica di avere dei grandi cristalli di ossalato nelle cellule dell'epidermide dell'achenio.[9][14]

La sottotribù è divisa in vari subcladi. Il genere di questa voce appartiene ad un clade interno dei Caraibi con poche specie con capolini radiati o disciformi e foglie raccolte in rosette basali.[8]

I caratteri distintivi del genere sono:[9]

  • il portamento consiste in erbe delicate con rosette basali;
  • i capolini sono disciformi o radiati;

Il numero cromosomico delle specie di questo genere è: 2n = 20.[3]

Specie

Questo genere comprende 3 specie:[2]

  • Sachsia coronopifolia (Griseb.) Anderb.
  • Sachsia polycephala Griseb.
  • Sachsia tricephala Griseb.

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:[2]

  • Rhodogeron Griseb.

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  2. 1 2 3 4 (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 7 maggio 2025.
  3. 1 2 3 (EN) eFloras, su Flora of North America. URL consultato il 7 maggio 2025.
  4. ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 7 maggio 2025.
  5. 1 2 Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  6. 1 2 Strasburger 2007, pag. 860.
  7. 1 2 3 Judd 2007, pag. 517.
  8. 1 2 3 Funk & Susanna 2009, pag. 667.
  9. 1 2 3 4 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 385.
  10. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  11. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 25 novembre 2025.
  12. ↑ Mandel et al. 2019.
  13. ↑ Zhang et al. 2021.
  14. ↑ Nylinder et al. 2015.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

  • Sachsia Royal Botanic Gardens KEW - Database